roberto gualtieri pierre moscovici

LA CONFESSIONE È LA REGINA DELLE PROVE, E IL GOVERNO HA CONFESSATO A BRUXELLES CHE CI SARANNO 12 MILIARDI DI TASSE - GUALTIERI SCRIVE AI COMMISSARI: PER EVITARE GLI AUMENTI DELL'IVA, OLTRE A NUOVO DEFICIT, CI SARANNO NUOVE ENTRATE PER LO 0,7% DI PIL. IN CAMBIO, 3 MILIARDI DI TAGLIO DI CUNEO (SOLO PER POCHI). E POI IL FONDO TAGLIA-TASSE CHE SARÀ FINANZIATO CON 5 MILIARDI DI IMPOSTE…

 

Giuseppe Liturri per ''La Verità''

 

Confessio est regina probationum. Il celebre brocardo ci ricorda che la confessione costituisce prova inconfutabile riguardo la veridicità di un fatto. Con la lettera inviata mercoledì 23 dal ministro Gualtieri al vicepresidente Valdis Dombrovskis e al commissario Pierre Moscovici, possiamo finalmente dire di avere la prova regina sull' aumento delle tasse che ci attende per il 2020, ma non solo.

LA LETTERA DI GUALTIERI A BRUXELLES

 

Gualtieri rassicura subito i commissari, informandoli che il deficit/Pil per il 2020 si fermerà a quello del 2019 (2,2%) ma che già dal 2021 scenderà all' 1,8% e poi all' 1,4% nel 2022.

Insomma, il solito calciare il barattolo giù lungo la discesa, promettendo di rispettare regole assurde e insostenibili, per poi ritrovarci tra 12 mesi a intavolare la solita pantomima con Bruxelles. Il deficit strutturale (che è quello osservato dalla Ue), che addirittura era sceso all' 1,2% nel 2019, andrà all' 1,4% nel 2020, all' 1,2% nel 2021 e all' 1% nel 2022. Così da rassicurare la Commissione sul raggiungimento del famigerato «obiettivo di medio termine» che, da Monti in poi, è la corda che tiene impiccato ogni anno il bilancio dello Stato.

 

Gualtieri ritiene che tale sforamento sia giustificabile alla luce del rallentamento della congiuntura e delle spese per emergenza idrogeologica e infrastrutture stradali del Paese. Una litania ripetuta per strappare uno 0,2% di deficit in più. Con una non banale stoccatina sul tema dell' aleatorietà del calcolo della differenza tra Pil reale e potenziale (output gap), il ministro sembra dire che tutto il ragionamento sul rapporto tra deficit strutturale e Pil potenziale è fuori dalla realtà.

 

Però poi noi obbedientemente («dutifully!») eseguiamo. E infatti Gualtieri confessa che:

 

1 Senza aumento dell' Iva, con alcune spese indifferibili, e con il taglio del cuneo fiscale (0,3% del Pil) il deficit 2020 sarebbe stato pari al 2,9%.

 

2 Poiché l' obiettivo di deficit è pari al 2,2%, ma loro sono obbedienti - mica come la Francia che nel 2019 farà un sontuoso 3,1% di deficit -, sono necessarie maggiori entrate per lo 0,7% del Pil. Ecco la confessione: sono oltre 12 miliardi di tasse, minuziosamente elencate in 2 allegati:

Roberto Gualtieri, Pierre Moscovici, Udo Bullmann

a. Lo 0,2% sono entrate da lotta all' evasione. Circa 3 miliardi, tra cui uno frutto di un intervento che allunga i tempi di compensazione delle imposte per i contribuenti creditori, in pratica un prestito forzoso dei contribuenti allo Stato.

 

b. 0,04% da tasse sui giochi.

c. 0,1% per entrate da eliminazione dei sussidi ambientali dannosi e altre tasse ambientali (plastic tax).

 

d. 0,3% da diverse misure (minori detrazioni per i redditi alti, restrizione regime forfettario...) note ormai come «microtasse» che, per essere pari a circa 5 miliardi, non devono essere poi così micro. Per indorare la pillola le chiamano «tax changes»: tra queste, spicca la garrota verbale del «fondo taglia tasse»: in pratica, si alza il prelievo per rimpinguare una riserva chiamata appunto «taglia tasse» (che però intanto le aumenta) e che, siccome deve realizzare gli obiettivi della manovra, domani potrà essere usata a copertura di interventi già programmati (e cioè smentendo il suo nome): niente male.

e. Si chiude con uno 0,1% di spending review, un abito che si porta in tutte le stagioni.

 

3 Ed ecco fatto. Ci sono le coperture pari allo 0,7% del Pil: oltre 12 miliardi che, al netto del beneficio del taglio del cuneo fiscale (per chi ne godrà), si traducono in quegli 8-9 miliardi di nuove tasse pronte per gli italiani.

antonio misiani giuseppe conte

Oltre al danno, c' è la beffa.

 

Gualtieri sostiene che per il 2020 la Ue ci chiedeva una stretta fiscale da 23 miliardi per l' aumento Iva. Poiché ne pagheremo solo 8-9 (frantumate in una miriade di micromisure che creano ancora più incertezza), dice che sta «riducendo le tasse». Quella che qualsiasi economista avrebbe chiamato manovra restrittiva viene pure ribaltata come una frittata.

 

Andrebbe chiesto agli italiani se per loro ha importanza quanto pagheranno in più oppure quanto pagheranno in meno rispetto a quanto avrebbero dovuto pagare se fosse aumentata l' Iva. Esiste qualcuno che nei propri bilanci previsionali famigliari o aziendali aveva inserito l' aumento dell' Iva ed ora gioisce per lo scampato pericolo? O sono molto più numerosi quelli che imprecano per le maggiori tasse rispetto al 2019? Forse la seconda.

Ultimi Dagoreport

john elkann theodore kyriakou repubblica

DAGOREPORT - COME MAI LA TRATTATIVA TRA JOHN ELKANN E IL MAGNATE GRECO THEO KYRIAKOU PER LA VENDITA DEL GRUPPO GEDI, SI È ARENATA? IL MOTIVO DELL’IMPASSE, CHE HA SPINTO I GIORNALISTI DI “REPUBBLICA” A DUE GIORNI DI SCIOPERO, GIRA PROSAICAMENTE INTORNO AL VALORE DELL'OPERAZIONE, STIMATA INTORNO A 140 MILIONI DI EURO - DOPO OLTRE 6 MESI IN CUI UN PLOTONE DI AVVOCATI E CONTABILI HA ROVESCIATO COME UN CALZINO CONTI, CONTRATTI E PENDENZE LEGALI DEL GRUPPO, IL GRECO ANTENNATO AVREBBE FATTO UN'OFFERTA DI 90 MILIONI - UNA “MISERIA” CHE SAREBBE STATA RIFIUTATA DA ELKANN CHE HA AVREBBE STIMATO SOLO IL POLO RADIOFONICO TRA GLI 86 E I 100 MILIONI, CON RADIO DEEJAY DA SOLA VALUTATA OLTRE I 40 MILIONI - RIUSCIRANNO ELKANN E KYRIAKOU A NEGOZIARE UN ACCORDO? AH, SAPERLO…

binaghi mezzaroma giampaolo rossi pier silvio berlusconi meloni alcaraz tennis sinner

DAGOREPORT - RAI ALLA DERIVA! DOPO L'OLIMPICA PATACCA-PETRECCA, ARRIVA UN’ALTRA MAZZATA PER TELE-MELONI: GIAMPAOLO ROSSI E CAMERATI RIESCONO NELL’IMPRESA DI PERDERE LE FUTURE PALLETTATE TRA SINNER E ALCARAZ: I DIRITTI IN CHIARO PER LE ATP FINALS DAL 2026, INFATTI, LI HA ACQUISTATI MEDIASET - DOPO LA MOSSA DI ATP MEDIA (IN CUI LA FITP HA UNA MINIMA PARTECIPAZIONE) DI CEDERE AL BISCIONE DI PIER SILVIO LA PARTE IN CHIARO DELL’EVENTO, BINAGHI SI PREPARA A TOGLIERE DI MEZZO LE MANINE DI “SPORT E SALUTE”, E QUINDI IL GOVERNO MELONI, DALLA GESTIONE DEL TORNEO CHE VALE OLTRE MEZZO MILIARDO DI EURO? L'ESECUTIVO AVEVA POSTO AL PRESIDENTE DELLA FITP COME CONDIZIONE PER OTTENERE I 100 MILIONI DI CONTRIBUTI PUBBLICI DI CONDIVIDERE CON “SPORT E SALUTE” LA GESTIONE DELLE ATP FINALS - LA SEDE DI TORINO CONFERMATA SOLO FINO AL 2026. POI... - VIDEO

giorgia meloni monica maggioni giampaolo rossi sigfrido ranucci bruno vespa report

DAGOREPORT - PER LEVARSELO DAI PIEDI QUEL ROMPICOJONI DI SIGFRIDO RANUCCI, L’ARMATA BRANCA-MELONI DEVE PORTARE UN PO’ DI PAZIENZA - E’ VERO CHE PORTANDO SUL GROPPONE 64 PRIMAVERE, IL CONDUTTORE DI “REPORT” PER RAGGIUNGERE L'ETÀ PENSIONABILE, FISSATA A 67 ANNI E 1 MESE PER I DIPENDENTI RAI, HA ANCORA DAVANTI TRE ANNI DI "REPORT" PER SCODELLARE INCHIESTE INVESTIGATIVE SULLE MAGAGNE INFINITE DEL POTERE, DA UNA PARTE - DALL’ALTRA, RANUCCI HA ACCUMULATO UNA TALE QUANTITÀ DI GIORNI DI FERIE NON GODUTE CHE TELE-MELONI NON PERDERÀ LA GOLOSA OCCASIONE DI INVITARLO AL PENSIONAMENTO NELLA PRIMAVERA DEL 2027, PROPRIO ALLA VIGILIA DELL’ELEZIONI POLITICHE – DI SICURO, TELE-MELONI NON OFFRIRA' UN PROVVIDENZIALE CONTRATTO DI COLLABORAZIONE ESTERNA CHE TRASFORMA IL GIORNALISTA MAGICAMENTE IN UN “ARTISTA”, COM'È SUCCESSO ALL’81ENNE BRUNO VESPA E A MONICA MAGGIONI...

aska simionato

FLASH! - SCONTRI PER ASKATASUNA: QUANDO MELONI S’INDIGNA CONTRO I MAGISTRATI CHE NON HANNO ACCUSATO DI TENTATO OMICIDIO IL 22ENNE INCENSURATO GROSSETANO FRANCESCO SIMIONATO, FA SOLO BIECA PROPAGANDA ELETTORALE PER IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA – È BEN VISIBILE DALL’ESAME DELLE FOTO CHE NON È LUI IL CRIMINALE CHE HA PRESO A MARTELLATE IL POLIZIOTTO – UNA VOLTA IDENTIFICATO, GRAZIE AL FATTO CHE ERA L’UNICO A VOLTO SCOPERTO NEL GRUPPO CHE HA AGGREDITO IL POLIZIOTTO, I MAGISTRATI NON POTEVANO FARE ALTRO CHE ACCUSARLO PER CONCORSO IN LESIONI A PUBBLICO UFFICIALE…

ecce homo di antonello da messina

DAGOREPORT - IN ATTESA DEL PONTE DI MESSINA (O, FORSE, CONFONDENDOSI) LO STATO SI SAREBBE ASSICURATO UN ASSAI BRUTTINO ANTONELLO DA MESSINA, GRANDE POCO PIÙ UN FRANCOBOLLO, MA VALUTATO TRA 10 E 15 MILIONI DI DOLLARI - PER UN MINISTERO CHE NON HA I SOLDI PER METTERE LA BENZINA NELLE AUTO DEI FUNZIONARI C’È DA AUGURARSI CHE IL QUADRO POSSA ESSERE UN MUNIFICO REGALO DI UN IMPRENDITORE IN CERCA DI AGEVOLAZIONI – QUESTO PICCOLO ANTONELLO NON ERA NECESSARIO PER LE PATRIE COLLEZIONI: DI QUADRI NE ABBIAMO MA NON ABBIAMO I SOLDI NEMMENO PER SPOLVERARE LE CORNICI. E SPERIAMO CHE SIA ANTONELLO, PERCHÉ…

giorgia meloni polizia agenti

DAGOREPORT – IL NUOVO STROMBAZZATO DECRETO SICUREZZA È SOLO FUMO NEGLI OCCHI DEGLI ALLOCCHI: SE IL GOVERNO MELONI AVESSE DAVVERO A CUORE IL TEMA, INVECE DI FANTOMATICI “FERMI PREVENTIVI” E “SCUDI PENALI”, SI OCCUPEREBBE DI ASSUNZIONI E STIPENDI DELLA POLIZIA – A DISPETTO DEGLI ANNUNCI, INFATTI, LE FORZE DELL’ORDINE DA ANNI SONO SOTTO ORGANICO, E GLI AUMENTI DI SALARIO PREVISTI DAL CONTRATTO NAZIONALE TRA 2022 E 2024 (+5,67) SONO STATI ANNULLATI DALL’INFLAZIONE, CHE CUMULATA HA RAGGIUNTO QUASI IL 15%...