matteo renzi smorfia

CONFESSIONI DI UNA RENZIANA: “MATTEO HA INIZIATO LA TELEFONATA SPIEGANDOMI CHE NON CI CONVIENE FAR CADERE IL GOVERNO ADESSO E CHE, ANZI, DOBBIAMO ESSERE PAPPA E CICCIA CON PALAZZO CHIGI. POI MI HA SALUTATO DICENDOMI CHE PERÒ, SE GRILLINI E PD INSISTONO CON IL SISTEMA PROPORZIONALE, SCEGLIE UN POMERIGGIO DI AGOSTO A CASO, E CONTE LO BUTTA GIÙ…” - DA #ENRICOSTAISERENO ALLE ULTIME SPARATE, IL RITRATTONE DI RENZI BY RONCONE

Fabrizio Roncone per il “Corriere della Sera”

 

renzi smorfie

Parlamentari renziani a cena. Il dehors di Emma, pizzeria gourmet dietro Campo de' Fiori. Focaccia calda e Franciacorta freddo di benvenuto. Chiacchiere. Pettegolezzi. La più famosa del tavolo dice: «Devo raccontarvi di Matteo. Era in grande forma. Allora: ha iniziato la telefonata spiegandomi che non ci conviene far cadere il governo adesso e che, anzi, dobbiamo essere pappa e ciccia con Palazzo Chigi. Poi mi ha salutato dicendomi che però, se grillini e Pd insistono con il sistema proporzionale, sceglie un pomeriggio di agosto a caso, e Conte lo butta giù».

 

RENZI SMORFIE

Risate perfide. La serata promette bene. Un altro giro di Franciacorta, grazie. Il tema - tra una crocchetta e un supplì - non è tanto: che idea abbia Renzi. Ma quante volte sia capace di cambiarla, dopo averla pensata. Accade con regolarità. Talvolta, come vedremo, nello spazio di poche ore. Nessuno è ancora riuscito a stabilire la natura di questi comportamenti. L'innegabile talento e l'indole - come saprete già da boy scout era soprannominato il "Bomba" - spiegano qualcosa, non tutto.

 

Certo è che le sue capriole sono ormai diventate un classico della politica italiana. Così è inevitabile che l'improvvisa passione scoppiata da qualche giorno nei confronti del premier Giuseppe Conte, criticato e tenuto sotto pressione persino durante il lockdown, desti più di qualche sospetto in numerosi osservatori.

 

RENZI SMORFIE

Ci sono anni di Renzi in dissolvenza. Con la sua aria spavalda. Con i suoi tradimenti efferati. Leggendario quello del 17 gennaio 2014: all'epoca è segretario del Pd, è ospite di Daria Bignardi alle Invasioni Barbariche e sta parlando dell'allora presidente del Consiglio Enrico Letta: «Mi piacerebbe arrivare a Palazzo Chigi passando per le elezioni. Anzi, diamo anche un hashtag... #enricostaisereno, nessuno ti vuol prendere il posto» - l'hashtag poi divenuto un modo di dire, se pensi di voler fregare qualcuno.

 

RENZI LETTA

Appena 36 giorni dopo, Renzi si insedia a Palazzo Chigi. Arriva a bordo di una Smart guidata dal deputato Ernesto Carbone. «Ero e resto una persona semplice». Poi va alla Casa Bianca da Barack Obama, torna e ordina l'Air Force Renzi, un jumbo gigantesco in grado di attraversare gli oceani senza scalo: che però, dopo un anno e mezzo di salatissimo leasing, non vola più. Vola lui, invece, nei sondaggi. Perché promette una riforma al mese e mille asili nido in mille giorni.

 

renzi a345

Durante un Consiglio dei ministri chiede, secco, a Beatrice Lorenzin, ministro della Salute: «Oggi tu che potresti annunciare di bello?» (lei, basita). Vince le Europee (Pd al 40,8%): va in trionfo alle Feste dell'Unità e poi flirta con Flavio Briatore. Convince Maurizio Landini, gran capo della Fiom, di essere il suo interlocutore privilegiato: ma poco dopo Landini scopre che in realtà Renzi stravede, letteralmente, per Sergio Marchionne. Però tutti pensiamo faccia sul serio, il 20 gennaio 2016, a Palazzo Madama, quando dice: «Ribadisco qui solennemente che, nel caso in cui perdessi il referendum costituzionale, considererei conclusa la mia esperienza politica».

 

renzi briatore presta

Sapete com' è finita. Una sera, recentemente, Corrado Formigli, a Piazza pulita , gliel'ha chiesto. «Promise che sarebbe rimasto a casa. Perché ora dovremmo fidarci di una persona come lei?». E lui, Renzi: «È ovvio che ho cambiato idea! Ancora oggi mi domando: ma se mi fossi levato di torno, dopo aver perso il referendum, avrei fatto bene o male? Non lo so».

 

Giornalisticamente, un personaggione. Una sera di gennaio del 2018, va da Nicola Porro, Canale 5. «C'è un'idea... che chi fa politica sia un po' traffichino, come si dice a Firenze. Beh, io mi sono portato qui l'estratto del mio conto corrente: ci sono 15.259 euro!». Dal conto corrente all'acconto, scriverà pochi mesi dopo Il Giornale , raccontando l'ingarbugliata storia dell'acquisto di una villa sulle colline di Firenze che Renzi avrebbe pagato un milione e 300 mila euro. Si smentisce con una disinvoltura che toglie il fiato. E i consensi.

MARCHIONNE RENZI ELKANN

 

Tra i leader, nei sondaggi, è ultimo: dopo Vito Crimi. Il suo amico Oscar Farinetti: «Matteo, dovremmo tornare almeno ad essere simpatici». Ma percepisce i consigli come critiche. Reagisce togliendo il saluto. Si volta e pensa alla prossima mossa. Ne ha sempre una. Da segretario del Pd perde le elezioni del 2018 - «Matteo è un delinquente che va processato dai militanti», disse Ugo Sposetti al Corriere citando Pier Paolo Pasolini - rifiuta disgustato un accordo con il M5S («Con quelli, mai!») e si affida alla teoria dei «pop corn»: lasciamo il governo a Salvini e Grillo, vediamo come se la cavano.

 

Il governo gialloverde se la cava male. Salvini, da ministro dell'Interno, giusto un anno fa, va a scolarsi qualche mojito ghiacciato al Papeete, chiede «pieni poteri» e allora in molti - compreso Nicola Zingaretti, divenuto nel frattempo segretario del Pd - pensano sia il caso di andare a votare. Ma ecco Renzi. Con un carpiato dei suoi.

RENZI SMORFIE 9

 

«Facciamo un governo con i grillini». Il bello è che gli danno retta. Solo che lui sta già pensando ad altro. Giura: «Io che me ne vado dal Pd? Fantapolitica». Infatti il 18 settembre fonda Italia viva. Diventa la quarta forza di governo. E, subito, inizia a mettere pressione a Conte. Il Paese terrorizzato dal Covid-19, a Bergamo i morti portati via dall'esercito, e Renzi che punzecchia. La mattina del 20 maggio siamo tutti a Palazzo Madama. Caso Bonafede. Il suo mantra, alle 10, è: voto la mozione di sfiducia e, statene certi, stavolta faccio cadere il governo.

farinetti renzi

 

Due ore dopo: «Per senso di responsabilità...». Classica piroetta. Dicono: ha incassato qualche presidenza di Commissione. In realtà, a Conte chiede di poter sabotare l'accordo di governo tra Pd e 5 Stelle per una legge elettorale proporzionale. Italia viva, all'epoca, ancora non c'era. Una soglia di sbarramento al 5% sarebbe fatale per un partitino che non schioda dal 3%. Di questo, però, l'altra sera in pizzeria quei parlamentari non sembravano troppo preoccupati. Un po', la certezza che «Renzi qualcosa s' inventerà». Un po', il Franciacorta.

 

 

Ultimi Dagoreport

dagospia 25 anni

DAGOSPIA, 25 ANNI A FIL DI RETE - “UNA MATTINA DEL 22 MAGGIO 2000, ALL’ALBA DEL NUOVO SECOLO, SI È AFFACCIATO SUI COMPUTER QUESTO SITO SANTO E DANNATO - FINALMENTE LIBERO DA PADRONI E PADRINI, TRA MASSACRO E PROFANO, SENZA OGNI CONFORMISMO, HAI POTUTO RAGGIUNGERE IL NIRVANA DIGITALE CON LA TITOLAZIONE, BEFFARDA, IRRIDENTE A VOLTE SFACCIATA AL LIMITE DELLA TRASH. ADDIO AL “POLITICHESE”, ALLA RETORICA DEL PALAZZO VOLUTAMENTE INCOMPRENSIBILE MA ANCORA DI MODA NEGLI EX GIORNALONI - “ET VOILÀ”, OSSERVAVA IL VENERATO MAESTRO, EDMONDO BERSELLI: “IL SITO SI TRASFORMA IN UN NETWORK DOVE NEL GIOCO DURO FINISCONO MANAGER, BANCHIERI, DIRETTORI DI GIORNALI. SBOCCIANO I POTERI MARCI. D’INCANTO TUTTI I PROTAGONISTI DELLA NOSTRA SOCIETÀ CONTEMPORANEA ESISTONO IN QUANTO FIGURINE DI DAGOSPIA. UN GIOCO DI PRESTIGIO…”

nando pagnoncelli elly schlein giorgia meloni

DAGOREPORT - SE GIORGIA MELONI  HA UN GRADIMENTO COSÌ STABILE, DOPO TRE ANNI DI GOVERNO, NONOSTANTE L'INFLAZIONE E LE MOLTE PROMESSE NON MANTENUTE, È TUTTO MERITO DELLO SCARSISSIMO APPEAL DI ELLY SCHLEIN - IL SONDAGGIONE DI PAGNONCELLI CERTIFICA: MENTRE FRATELLI D'ITALIA TIENE, IL PD, PRINCIPALE PARTITO DI OPPOSIZIONE, CALA AL 21,3% - CON I SUOI BALLI SUL CARRO DEL GAYPRIDE E GLI SCIOPERI A TRAINO DELLA CGIL PER LA PALESTINA, LA MIRACOLATA CON TRE PASSAPORTI E UNA FIDANZATA FA SCAPPARE L'ELETTORATO MODERATO (IL 28,4% DI ITALIANI CHE VOTA FRATELLI D'ITALIA NON È FATTO SOLO DI NOSTALGICI DELLA FIAMMA COME LA RUSSA) - IN UN MONDO DOMINATO DALLA COMUNICAZIONE, "IO SO' GIORGIA", CHE CITA IL MERCANTE IN FIERA E INDOSSA MAGLIONI SIMPATICI PER NATALE, SEMBRA UNA "DER POPOLO", MENTRE ELLY RISULTA INDIGESTA COME UNA PEPERONATA - A PROPOSITO DI POPOLO: IL 41,8% DI CITTADINI CHE NON VA A VOTARE, COME SI COMPORTEREBBE CON UN LEADER DIVERSO ALL'OPPOSIZIONE?

giorgia meloni ignazio la russa

DAGOREPORT - LA RISSA CONTINUA DI LA RUSSA - L’ORGOGLIOSA  CELEBRAZIONE DELL’ANNIVERSARIO DELLA FONDAZIONE DEL MOVIMENTO SOCIALE, NUME TUTELARE DEI DELLE RADICI POST-FASCISTE DEI FRATELLINI D'ITALIA, DI SICURO NON AVRÀ FATTO UN GRANCHÉ PIACERE A SUA ALTEZZA, LA REGINA GIORGIA, CHE SI SBATTE COME UN MOULINEX IN EUROPA PER ENTRARE UN SANTO GIORNO NELLE GRAZIE DEMOCRISTIANE DI MERZ E URSULA VON DER LEYEN - DA MESI 'GNAZIO INTIGNA A FAR DISPETTI ALLE SORELLE MELONI CHE NON VOGLIONO METTERSI IN TESTA CHE A MILANO NON COMANDANO I FRATELLI D'ITALIA BENSI' I FRATELLI ROMANO E IGNAZIO LA RUSSA – DALLA SCALATA A MEDIOBANCA ALLA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA, DAL CASO GAROFANI-QUIRINALE ALLO SVUOTA-CARCERI NATALIZIO, FINO A PROPORSI COME INTERMEDIARIO TRA I GIORNALISTI DI ‘’REPUBBLICA’’ E ‘’STAMPA’’ E IL MAGNATE GRECO IN NOME DELLA LIBERTÀ D’INFORMAZIONE – L’ULTIMO DISPETTUCCIO DI ‘GNAZIO-STRAZIO ALLA LADY MACBETH DEL COLLE OPPIO… - VIDEO

brunello cucinelli giorgia meloni giuseppe tornatore

A PROPOSITO DI…. TORNATORE – CRISI DEL CINEMA? MA QUALE CRISI! E DA REGISTA TAUMATURGO, NOBILITATO DA UN PREMIO OSCAR, CIAK!, È PASSATO A PETTINARE IL CASHMERE DELLE PECORE DEL SARTO-CESAREO CUCINELLI - MICA UN CAROSELLO DA QUATTRO SOLDI IL SUO “BRUNELLO IL VISIONARIO GARBATO”. NO, MEGA PRODUZIONE CON UN BUDGET DI 10 MILIONI, DISTRIBUITO NELLE SALE DA RAI CINEMA, ALLIETATO DAL MINISTERO DELLA CULTURA CON TAX CREDIT DI 4 MILIONCINI (ALLA FINE PAGA SEMPRE PURE PANTALONE) E DA UN PARTY A CINECITTA' BENEDETTO DALLA PRESENZA DI GIORGIA MELONI E MARIO DRAGHI - ET VOILÀ, ECCO A VOI SUI GRANDI SCHERMI IL “QUO VADIS” DELLA PUBBLICITÀ (OCCULTA) SPACCIATO PER FILM D’AUTORE - DAL CINEPANETTONE AL CINESPOTTONE, NASCE UN NUOVO GENERE, E LA CRISI DELLA SETTIMA ARTE NON C’È PIÙ. PER PEPPUCCIO TORNATORE, VECCHIO O NUOVO, È SEMPRE CINEMA PARADISO…

theodore kyriakou la repubblica mario orfeo gedi

FLASH! – PROCEDE A PASSO SPEDITO L’OPERA DEI DUE EMISSARI DEL GRUPPO ANTENNA SPEDITI IN ITALIA A SPULCIARE I BILANCI DEI GIORNALI E RADIO DEL GRUPPO GEDI (IL CLOSING È PREVISTO PER FINE GENNAIO 2026) - INTANTO, CON UN PO’ DI RITARDO, IL MAGNATE GRECO KYRIAKOU HA COMMISSIONATO A UN ISTITUTO DEMOSCOPICO DI CONDURRE UN’INDAGINE SUL BUSINESS DELLA PUBBLICITÀ TRICOLORE E SULLO SPAZIO POLITICO LASCIATO ANCORA PRIVO DI COPERTURA DAI MEDIA ITALIANI – SONO ALTE LE PREVISIONI CHE DANNO, COME SEGNO DI CONTINUITÀ EDITORIALE, MARIO ORFEO SALDO SUL POSTO DI COMANDO DI ‘’REPUBBLICA’’. DEL RESTO, ALTRA VIA NON C’È PER CONTENERE IL MONTANTE ‘’NERVOSISMO’’ DEI GIORNALISTI…