mark rutte sotto protezione per minacce olanda

CONSOLIAMOCI: RUTTE NON FA LO STRONZO SOLO CON NOI - IL PREMIER OLANDESE “FALCO” ORA VUOLE AFFAMARE LA POLONIA PER PUNIRLA DOPO LA SENTENZA “SOVRANISTA” CHE HA RICONOSCIUTO CHE LE LEGGI STATALI E I TRATTATI EUROPEI IN ALCUNI CASI SONO INCOMPATIBILI: HA PROPOSTO ALL’UE DI BOCCIARE IL RECOVERY PLAN DI VARSAVIA, CHE VALE IN TOTALE 36 MILIARDI DI EURO…

Maurizio Stefanini per "Libero Quotidiano"

 

mark rutte in bicicletta

Parte dai Paesi Bassi la controffensiva dell'Unione Europea dopo la sentenza con cui lo scorso 8 ottobre il Tribunale Costituzionale polacco ha dichiarato che, in alcuni casi, le leggi statali e i trattati europei sono incompatibili.

 

Il primo ministro olandese Mark Rutte ha infatti ufficialmente comunicato agli Stati Generali, il parlamento dell'Aja, che chiederà alla Commissione europea di non approvare un Piano di ripresa e resilienza polacco che darebbe al governo di Varsavia fondi per un totale di 36 miliardi di euro: 23,9 miliardi in sovvenzioni e 12,1 in prestiti a basso interesse).

 

MARK RUTTE CON IL SUO CANE

«È molto importante e prioritario invitare la Commissione a non approvare il piano di Recovery polacco», ha detto. «Nel Consiglio europeo della prossima settimana chiederò alla Commissione di non approvare il piano di risanamento, e in ogni caso di attendere che sia risolta la questione di quale tribunale ha la priorità».

 

Il Consiglio europeo si riunirà a Bruxelles la prossima settimana, il 21 e 22 ottobre. Al momento la Commissione tiene in sospeso la valutazione dei piani di Polonia e Ungheria proprio a causa di divergenze sullo Stato di diritto sfociate nella decisione del Tribunale Costituzionale polacco.

 

URSULA VON DER LEYEN E MARK RUTTE

La maggioranza degli Stati Generali dell'Aja ha incaricato Rutte di muoversi anche per chiedere alla Commissione di congelare i fondi del bilancio europeo destinati a Varsavia. Prima ancora del Consiglio Europeo, però, sul tema discuterà martedì mattina a Strasburgo il Parlamento Europeo, in plenaria. Al dibattito parteciperà anche, a nome della Commissione, la sua presidente Ursula von der Leyen, che ha già anticipato il suo punto di vista.

 

«I nostri Trattati sono molto chiari. Tutte le sentenze della Corte di Giustizia Ue sono vincolanti e la legge Ue ha il primato sulla legge nazionale. Useremo tutti i poteri che abbiamo ai sensi dei Trattati per assicurarlo».

 

ANGELA MERKEL MARK RUTTE

Per ribattere ci sarà peraltro anche il primo ministro polacco Mateusz Morawiecki, che rilascerà una sua dichiarazione. Di fronte alle osservazioni che stava iniziando una "Polexit" il capo del governo di Varsavia ha peraltro già provato a insistere che l'intento del suo governo non è affatto quello di portare a un'uscita della Polonia dalla Ue, bensì di rivendicare la propria autonomia.

 

ursula von der leyen mateusz morawiecki

Dichiarazione peraltro non solo per i governi stranieri che come quello francese hanno parlato di «uscita di fatto», ma anche per le varie migliaia di persone che l'opposizione polacca ha portato in piazza in difesa dell'adesione alla Ue. Ieri mattina ha parlato anche Vera Jourová: vicepresidente della Commissione europea con delega a Valori e Trasparenza.

 

Viene da una storia politica piuttosto complessa che la ha vista esordire come socialdemocratica, per poi approdare dal 2011 all'Azione dei Cittadini Insoddisfatti: il partito populista del milionario Andrej Babis, primo ministro dal 2017 ma sconfitto alle ultime elezioni.

 

mateusz morawiecki

Come l'essere stata nel 2006 detenuta per tre mesi in seguito a una accusa di corruzione da cui è stata peraltro del tutto scagionata non le ha impedito di diventare massimo responsabile europeo di "Valori e Trasparenza", il fatto di appartenere a un partito che è stato considerato l'omologo praghese di personaggi come Morawiecki e Orbán non le ha impedito di annunciare una linea durissima contro Varsavia.

 

«Non voglio fare previsioni, ma è probabile che reagiremo - con una procedura di infrazione - come abbiamo fatto nel caso della Consulta tedesca, perché la procedura di infrazione è il nostro strumento principale».

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