giuseppe conte andreotti

CONTE, IN AUTUNNO FACCIAMO I CONTI! – L’AVVOCATO TEMPOREGGIA, SOGNA IL QUIRINALE E LASCIA CHE SIANO GLI ALTRI AD AFFANNARSI DIETRO ALLE BEGHE POLITICHE, MA PER QUANTO PUÒ FUNZIONARE QUESTA STRATEGIA? SE ALLE REGIONALI C’È UN CONTEMPORANEO TONFO DEL PD E DELLA LEGA, CON IL CARROCCIO CONSEGNATO IN MANO AL MODERATO ZAIA, CAMBIEREBBE TUTTO. E “GIUSEPPI” INVECE VORREBBE CHE NIENTE CAMBI…

Francesco Verderami per il “Corriere della Sera”

 

conte meme

Il «fuso orario di Palazzo Chigi» differisce di sessanta minuti rispetto a quello che vige sul resto del territorio nazionale: chi lo conosce sa che l' appuntamento con Conte va spostato in avanti di un' ora, che è la media del ritardo con cui il premier si presenta.

Ministri e leader sindacali si sono ormai abituati al «fuso orario». Il governatore Bonaccini invece, che non aveva sincronizzato l' orologio, giorni fa ha atteso per quarantacinque minuti in conference-call prima di sbroccare.

conte casalino

 

«Frattanto» è l' avverbio che Conte usa nei colloqui come intercalare, e che mette in risalto la sua indole e il suo motto politico: temporeggiare. Abitudinario per natura, ha adottato il mattinale dei Servizi come un breviario spirituale: quella lettura lo appassiona, e ci tiene alla delega che ha gelosamente custodito da un governo all' altro, dopo aver cambiato gli ufficiali di collegamento tra Palazzo Chigi e la struttura. Prudente e insieme diffidente, ha il suo giro ristretto.

 

conte meme

E se gli suggeriscono di allargarlo, evita di farlo. Ma quando percepisce che il travaglio si trasforma in fede, sa essere solidamente generoso con il nuovo interlocutore. Nel Pd lo accusano di «tardo andreottismo», senza l' allure del «divo Giulio», senza le sue sottigliezze, senza quel gusto particolare del potere. Che il premier a suo modo però coltiva nelle aziende partecipate, nelle authority e anche in Rai, dove il più importante tg - una volta definito «Giggiuno» - è stato ribattezzato nel governo «Tiggiuseppi». È il segno dei tempi.

 

conte salvini

Secondo il rappresentante della segreteria dem, Miceli, «Conte ha la gobba», è cioè fortunato perché si è trovato a riempire il vuoto provocato dalla crisi dei partiti di maggioranza e opposizione: avversari che «frattanto» si sono trasformati in alleati e viceversa. Solo per lui in due anni non è cambiato nulla. Perciò l' altra sera ha vissuto in silenzioso compiacimento l' esito del voto al Senato sull' autorizzazione al processo di Salvini.

 

giuseppe conte luigi di maio

La rivalsa è rimasta contenuta in un sospiro, in ricordo della crisi di governo di un anno fa: «Ho provato a dissuaderlo ma aveva perso la testa». Alla lunga, non è detto però che l' affanno altrui gli giovi. Almeno così la pensano i suoi avversari e soprattutto i suoi alleati. Perché alle Regionali un contemporaneo tonfo dei leader del Pd e della Lega potrebbe minacciare gli equilibri su cui poggia la sua reggenza.

 

E se Zingaretti non riuscisse a limitare i danni, Salvini non solo potrebbe assistere al successo della Meloni ma potrebbe anche subire un rovescio nel suo stesso partito: in Veneto la Lista Zaia viene accreditata nei sondaggi del 40%, con il Carroccio al 15%.

GIUSSEPPE CONTE COME ANDREOTTI BY EDOARDO BARALDI

 

Muterebbe tutto e Conte vorrebbe invece che non mutasse niente. «La pandemia - racconta infatti un autorevole ministro - lo ha trasformato in un attore politico e gli ha consentito di fare molte parti in commedia: prima si è mosso come punto di riferimento dei partiti di maggioranza, poi ha giocato in proprio attirando a sé un pezzo del Movimento, immaginando di contare sull' addomesticamento del Pd che gli garantisce radicamento sociale e classe dirigente».

 

Al dunque dovrà decidere. Ai centristi che sono andati a trovarlo ha detto «organizzatevi: se siete a disagio con Salvini, venite con noi». Sì, ma per fare cosa?

 

giuseppe conte dario franceschini

Il premier temporeggia perché sogna l' ascesa al Quirinale e l' idea di una «lista Conte» è oggi solo un deterrente da usare contro gli alleati per non essere disarcionato. Ma non fa effetto: «Se solo esce da Palazzo Chigi diventa come una lumaca senza guscio che attraversa l' autostrada», avvisano nel Pd. Giusto per capire quali sentimenti covano nelle stive della maggioranza, dove fremono siccome le scadenze si avvicinano. E più della decisione sul Mes è la presentazione in Europa del Piano per le riforme a far perdere il sonno nel governo.

GIUSEPPE CONTE MEME

 

A Bruxelles vige un altro «fuso orario», e la scrittura del progetto è assai complessa: per il 15 ottobre bisognerà aver dettagliato il crono-programma, specificato i costi e gli stati di avanzamento. Mica la passerella degli Stati generali.

 

«Frattanto» si avvicina il compleanno di Conte,l' otto agosto, e c' è la corsa ad accaparrarsi un invito: segno di un primato riconosciuto e per ora non intaccato. Il premier spera di passare indenne l' autunno. Come dice Franceschini «vedremo in autunno».

Ultimi Dagoreport

fabio rampelli giorgia arianna meloni

DAGOREPORT: FRATELLI DEL KAOS - IL DISGREGAMENTO DI FRATELLI D’ITALIA, DOPO TRE ANNI DI MELONISMO SENZA LIMITISMO, SI AVVICINA SEMPRE PIÙ ALLA SOGLIA DELL’IMPLOSIONE - AL ROSARIO DI FAIDE ALLA FIAMMA, ORA SI AGGIUNGE UN’ALTRA ROGNA DI NOME FABIO RAMPELLI, FONDATORE NELLE GROTTE DI COLLE OPPIO DELLA SEZIONE “I GABBIANI”, CHE AGLI INIZI DEGLI ANNI ‘90 HA SVEZZATO, TRA CANTI DEL CORNO E ANELLI MAGICI, L’ALLORA QUINDICENNE GIORGIA CON LA SORELLINA ARIANNA, FAZZOLARI, MOLLICONE, GIULI, LOLLOBRIGIDA, ROSSI, SCALFAROTTO E MOLTI ALTRI CAPOCCIONI OGGI AL POTERE – MITO RINNEGATO DI MELONI, CHE HA PREFERITO CIRCONDARSI DI YES-MEN, RAMPELLI OGGI SI AUTOCANDIDA A SCENDERE IN CAMPO NELLA PRIMAVERA DEL ’27 CONTRO IL BIS CAPITOLINO DI ROBERTINO GUALTIERI - E ORA CHE FARANNO ‘’PA-FAZZO’’ CHIGI E VIA DELLA SCROFA CHE LO VEDONO COME IL FUMO NEGLI OCCHI? CONTINUERANNO A SBATTERE LA PORTA IN FACCIA AL LORO EX IDEOLOGO DI COLLE OPPIO? 

vladimir putin colpo di stato soldati militari.

DAGOREPORT – ORA PUTIN È DAVVERO TERRORIZZATO: PIÙ CHE I DRONI UCRAINI CHE BUCANO LE DIFESE AEREE OGNI GIORNO, A TORMENTARE IL CAPOCCIONE DEL “MACELLAIO RUSSO” (COPYRIGHT BIDEN) È UN POSSIBILE COLPO DI STATO – QUESTA VOLTA A INSORGERE NON SAREBBE UN GRUPPO DI SCALMANATI MERCENARI COME LA WAGNER GUIDATA DA PRIGOZHIN, MA L’ESERCITO. I COLONNELLI GLI RINFACCIANO L’UMILIAZIONE SUBITA IN UCRAINA (AVEVA PROMESSO DI CONQUISTARE KIEV IN TRE SETTIMANE, È IMPANTANATO DA 4 ANNI), E LUI REPLICA DANDO LA COLPA AI SOLDATI – L’OCCASIONE PERFETTA PER UN GOLPETTO? POTREBBE ESSERE DIETRO L’ANGOLO. DOMANI “MAD VLAD” PARTE PER LA CINA. E AL SUO RITORNO…

maurizio martina francesco lollobrigida elly schlein giorgia meloni

DAGOREPORT – LA STORIA DELLA CANDIDATURA DI MAURIZIO MARTINA ALLA FAO È STATO UNO “SCHERZETTO” BEN CONGEGNATO DALL'AZZOPPATA MELONI CON L'EX COGNATO LOLLOBRIGIDA, PER METTERE IN DIFFICOLTÀ ELLY SCHLEIN: LA SPAGNA HA PUNTATO DA TEMPO LA POLTRONA, TANTO CHE SANCHEZ HA PROPOSTO UN SUO MINISTRO, FEDELISSIMO, LUIS PLANAS. È QUI CHE I FRATELLI D’ITALIA HANNO INTRAVISTO L’OPPORTUNITÀ: SAPENDO CHE L’ITALIA HA POCHE CHANCE, HANNO MESSO SUL PIATTO IL NOME DI MARTINA, PER SPACCARE IL PD E ACCUSARE SCHLEIN DI “SUBALTERNITÀ” RISPETTO AL BEL PEDRO – VORACI COME SONO DI CARICHE E INCARICHI, TI PARE CHE RINUNCIANO A UNA POLTRONA PER DARLA A UN EX SEGRETARIO DEL PD? ERA TUTTO “SPIN”, E I RIFORMISTI DEM HANNO ABBOCCATO…

elkann lapo ginevra john gianni agnelli margherita agnelli poteri

DAGOREPORT - MENTRE LAPO SI RIAVVICINA ALLA MADRE MARGHERITA AGNELLI (“VOGLIO RICOMPORRE UN RAPPORTO DI AFFETTO E DI SERENITÀ”), SI AVVICINA L’UDIENZA DEL 22 GIUGNO A TORINO CHE POTREBBE PORTARE A UN RINVIO A GIUDIZIO PER JOHN ELKANN PER TRUFFA AI DANNI DELLO STATO - NELLO STESSO TEMPO COMINCIA A DIPANARSI L’INTRECCIO DELLE VARIE CAUSE CIVILI INCASTRATE L’UNA CON L’ALTRA TRA ITALIA E SVIZZERA CHE VEDE CONTRAPPORSI MARGHERITA AI SUOI TRE PRIMI FIGLI, AL FINE DI TOGLIERE AL PRIMOGENITO JOHN LA GUIDA DELL’IMPERO EXOR - MA DAGOSPIA PUBBLICA UN ATTO UFFICIALE RELATIVO AI POTERI DELLA "DICEMBRE", LA SOCIETA' CHE HA LA QUOTA PRINCIPALE DEL GRUPPO CHE CONTROLLA EXOR, SOTTOSCRITTO NEL 1999 DALLA STESSA MARGHERITA, IN CUI SI LEGGE: "QUALORA GIOVANNI AGNELLI MANCASSE O PER QUALSIASI RAGIONE FOSSE IMPEDITO, L'AMMINISTRAZIONE NELLA SUA IDENTICA POSIZIONE CON GLI STESSI POTERI E PREROGATIVE SARA' ASSUNTA DA JOHN PHILIP ELKANN..."

marina berlusconi antonio tajani giorgia meloni

FLASH – COM’È FRICCICARELLO ANTONIO TAJANI IN QUESTI GIORNI: PRIMA HA FATTO USCIRE SUI GIORNALI L'IPOTESI DI UNA POSSIBILE “MANOVRA CORRETTIVA”. POI HA RINFACCIATO ALL’OPPOSIZIONE LO STALLO IN COMMISSIONE VIGILANZA RAI, CHE BLOCCA LA NOMINA DI SIMONA AGNES A PRESIDENTE DELLA TV PUBBLICA (CANDIDATURA A CUI ORMAI NON CREDE NEMMENO LEI). IL MOTIVO DI TANTO PENARE? MARINA BERLUSCONI: TAJANI DEVE DIMOSTRARE ALLA “PADRONA” DI FORZA ITALIA DI NON ESSERE IL MAGGIORDOMO DI GIORGIA MELONI…

pier silvio berlusconi barbara d'urso

LA D’URSO VUOLE LA GUERRA? E GUERRA SIA – PIER SILVIO BERLUSCONI HA INCARICATO DUE AVVOCATI DI PREPARARE UNA CONTROFFENSIVA LEGALE ALLA POSSIBILE CAUSA INTENTATA DA “BARBARIE” - IL “SILENZIO” DI MEDIASET DI FRONTE ALLE SPARATE DELL’EX CONDUTTRICE SI SPIEGA COSÌ: MEGLIO EVITARE USCITE PUBBLICHE E FAR LAVORARE I LEGALI, POI CI VEDIAMO IN TRIBUNALE – A FAR INCAZZARE “PIER DUDI” COME UNA BISCIA, ANZI, UN BISCIONE, È STATO IL RIFERIMENTO DELLA CONDUTTRICE A PRESUNTE “CHAT” E CONVERSAZIONI PRIVATE, COME SE VOLESSE LASCIAR INTENDERE CHE CI SIANO REGISTRAZIONI E ALTRO... – I POSSIBILI ACCORDI DI RISERVATEZZA E LE LAGNE DELLA D’URSO, CHE DA MEDIASET HA RICEVUTO 35 MILIONI DI EURO...