donald trump giuseppe conte

CONTE DICCE “LA VERITÀ” – BELPIETRO ATTACCA IL PREMIER CHE NON HA ANCORA DETTO UNA PAROLA SULLA VISITA DI BARR A ROMA: “MENTRE TRABALLA SULLA POLTRONA PERCHÉ SALVINI LO VUOLE MANDARE A CASA CHIAMA GLI 007 E LI FA INCONTRARE CON BARR, A CUI STENDE IL TAPPETO ROSSO” - “C’È FORSE STATA UNA CONTROPARTITA? E SE SÌ, QUALE? A BIARRITZ PARLA A LUNGO CON TRUMP, CHE PASSATI TRE GIORNI TWITTA A SORPRESA L’ENDORSEMENT A ‘GIUSEPPI’”

Maurizio Belpietro per “la Verità”

 

 

GIUSEPPE CONTE E DONALD TRUMP

Fino a ieri Donald Trump era il puzzone, cioè una specie di bandito che, dopo aver occupato con una truffa la Casa Bianca, usava i servizi segreti e le relazioni internazionali per incastrare gli avversari politici. Così ci siamo dovuti sorbire le ricostruzioni di una telefonata al presidente ucraino, a cui il presidente degli Stati Uniti avrebbe chiesto se Joe Biden, la pedina più importante dei democratici nella corsa alle elezioni per il nuovo comandante in capo americano, avesse fatto pressioni per far rimuovere un magistrato colpevole di indagare sul figlio. Un affare dai contorni poco chiari, soprattutto per i liberal, ma che i giornaloni - americani e italiani - hanno trasformato in un intrigo di Trump contro la Democrazia con la D maiuscola. Il puzzone con i capelli arancioni va messo sotto impeachment, hanno tuonato per giorni, perché fa uso di pratiche scorrette.

DONALD TRUMP JOE BIDEN

 

donald trump putin

State tranquilli, non è delle beghe americane e dei loro riflessi italiani che vi voglio parlare. Semmai è delle beghe italiane, le quali, quando sfiorano qualche amico caro alla sinistra, improvvisamente diventato argomento tabù di cui sulle pagine dei suddetti giornaloni è meglio non parlare. La storia è la seguente. Il presidente americano non ha solo chiesto all' omologo ucraino di approfondire i pasticci combinati dall' ex vicepresidente di Obama, ma a quanto pare si è anche dato da fare per conoscere chi abbia armato la pistola di Robert Mueller, il procuratore speciale del caso Russiagate. Ricordate?

la trascrizione della telefonata tra trump e zelensky su biden 1

 

RENZI OBAMA

Per mesi i democratici hanno accusato Trump di aver manipolato le elezioni americane, quelle perse da Hillary Clinton, grazie all' aiuto dei troll russi. In realtà, dopo aver speso un anno a indagare, l' ex capo dell' Fbi ha dovuto gettare la spugna. Ma adesso che l' inchiesta è chiusa e si avvicina la nuova campagna elettorale per decidere chi sarà il prossimo inquilino della Casa Bianca, il puzzone carica le armi e dunque, essendo convinto che il Russiagate sia stato un gran trappolone preparato contro di lui dagli avversari, si sta dando un gran da fare per sbugiardarli.

Embé, direte voi, e il nostro Paese che cosa c' entra?

 

WILLIAM BARR JOHN DURHAMJOSEPH MIFSUD E GIANNI PITTELLA ALLA FESTA DEI GIOVANI DEMOCRATICI DI ROMA NEL 2017

C' entra, eccome. Perché uno dei protagonisti della campagna per incastrare Trump sarebbe stato un professore dell' università Link, un tizio che guarda caso soggiornava a Roma e forse aveva rapporti con Mosca. Risultato, nella Capitale il 15 agosto scorso, mentre Matteo Salvini aveva aperto la crisi di governo e chiedeva di tornare alle urne, è atterrato il general attorney americano, vale a dire un collaboratore di Trump, William Barr.

 

MATTEO SALVINI E VLADIMIR PUTIN

Il quale non era in gita turistica dalle parti del Colosseo, ma alla ricerca di prove che dimostrassero come il Russiagate fosse tutta un' invenzione dei democratici americani. Fin qui nulla da dire, anche se un alto funzionario straniero che si metta a indagare in casa d' altri non è proprio il massimo delle corrette relazioni fra Stati sovrani, pur se in ottime relazioni. Ma la faccenda non è finita con l' arrivo di Barr e il giro di piazza di Spagna alla ricerca del professor Joseph Mifsud, perché il general attorney è sbarcato in Italia per chiedere a Giuseppe Conte di mettere a sua disposizione i servizi segreti italiani allo scopo di rintracciare il docente, perché - guarda caso - Mifsud dopo aver cantato è diventato uccel di bosco.

giuseppe conte al g7 di biarritz con pochette a 4 punte 1

 

E il nostro presidente del Consiglio, mentre traballa sulla poltrona perché Salvini lo vuole mandare a casa, che fa? Chiama gli 007, sui quali ha la delega, e li fa incontrare con Barr, mettendosi al servizio dell' operazione. Come ha scritto Lucia Annunziata sull' Huff post (tra le poche a parlare di questa oscura faccenda), Conte stende il tappeto rosso a Barr e cinque giorni dopo, in Senato, gonfia il petto e scarica Matteo Salvini, rovesciandogli addosso pure la vicenda Metropol e i suoi rapporti con la Russia.

 

GIUSEPPE CONTE DONALD TRUMP

E a quattro giorni dall' apertura ufficiale della crisi, a Biarritz, il presidente del Consiglio parla a lungo con Trump, il quale passati tre giorni twitta a sorpresa un endorsement: «Spero che Giuseppi Conte resti premier». Il 5 settembre, in effetti, Giuseppi è di nuovo in sella.

JOSEPH MIFSUD E Ivan Timofeev

Gli incontri tra i capi dei nuovi servizi e l' emissario del presidente americano sarebbero stati almeno due, ma per quel che si sa, Conte avrebbe tenuto rigorosamente nascosto i rendez-vous anche agli alleati.

 

conte trump

Così, se la telefonata di Trump al premier ucraino è divenuta un caso mondiale, le strane manovre italiane in un intrigo internazionale non sembrano appassionare. Soprattutto non sembra incuriosire il fatto che il premier abbia mosso gli 007 per rendere un servigio di certo anomalo al general attorney. C' è forse stata una qualche contropartita? E se sì, quale? Quando Conte, che è atteso davanti a una commissione parlamentare, deciderà di raccontare i fatti?

GEORGE PAPADOPOULOS 1

 

Anche perché ciò che è accaduto non è così estraneo a ciò che succede in Italia. Ieri il nostro giornale ha raccolto le parole di George Papadopoulus, un signore spesso citato per il Russiagate, il quale nell' intervista ha raccontato che all' intrigo scatenato dai democratici contro Trump non sarebbe stato estraneo Matteo Renzi, il quale sarebbe stato sollecitato da Barack Obama a entrare in partita.

 

OBAMA E RENZI

Come avrete capito, noi, al contrario di molti nostri colleghi, non facciamo gli schizzinosi di fronte al «puzzone» americano, ma vorremmo capire se gli schizzi di fango delle trame americane sono arrivati fin qui, contribuendo all' ascesa di taluni personaggi. O anche solo al loro bis.

giuseppe conte donald trump 8giuseppe conte donald trump 7giuseppe conte donald trump 5CONTE TRUMPgiuseppe conte donald trump 9CONTE TRUMP CURRICULUM

Ultimi Dagoreport

fiorello dagospia

“EVVIVA DAGOSPIA” – FIORELLO SOTTERRA IL "FORNELLO DI GUERRA" E CHIEDE SCUSA A MODO SUO DOPO AVER DEFINITO I GIORNALISTI DI DAGOSPIA “CIALTRONI”: “VOI SAPETE COME SIAMO, NO? IO SONO FUMANTINO, E ANCHE DAGOSPIA. CI SIAMO ABBAIATI, COME I CANI CHE SI INCONTRANO, MA NON SI MORDONO, PERCHÉ ALLA FINE SI STIMANO” – “INVITIAMO QUI UNA RAPPRESENTANZA, VI CUCINO IO, COL FORNELLETTO A INDUZIONE E DUE POMPIERI VICINO, NON SI SA MAI” - LA RISPOSTA DELLA REDAZIONE: "SEPPELLIAMO IL FORNELLETTO DI GUERRA E ACCETTIAMO L'INVITO A PRANZO MA PORTIAMO NOI L'ESTINTORE E..." - VIDEO!

olocausto antonino salerno

IL CASO DEL LIBRO “UN GENOCIDIO CHIAMATO OLOCAUSTO”, FIRMATO DA TALE ANTONINO SALERNO, DIVENTA UN MISTERO: CONTATTATA DA DAGOSPIA, LA CASA EDITRICE "MIMESIS" PRECISA CHE "L’AGILE PAMPHLET" DA 1400 PAGINE NON È MAI STATO PUBBLICATO, NÉ LO SARÀ PIÙ, DOPO LA MAIL DI UN LETTORE A QUESTO DISGRAZIATO SITO – SE IL LIBRO, COME DICE “MIMESIS” ERA ANCORA IN FASE DI REVISIONE, E NON SAREBBE STATO PUBBLICATO PRIMA DI ALCUNI MESI, COME MAI IL 30 GENNAIO L’UNIVERSITÀ DELL’INSUBRIA AVEVA PROGRAMMATO UNA PRESENTAZIONE? SI PRESENTA UN LIBRO CHE NON E' STATO NEANCHE STAMPATO? – CHI È DAVVERO ANTONINO SALERNO? IN RETE SI TROVA SOLO UN "ANTONIO SALERNO", MA TRATTASI DI UN DIPENDENTE DEL MINISTERO DELLA CULTURA, DIRETTORE DI VARI MUSEI ARCHEOLOGICI IN CAMPANIA - E' LUI O NON E' LUI? L'AUTORE E' IGNOTO PERSINO ALLA STESSA CASA EDITRICE E A FRANCO CARDINI CHE, DEL LIBRO, HA SCRITTO LA PREFAZIONE (UN DELIRANTE TESTO IN CUI ARRIVA A DIRE: "SULLA SHOAH ESISTE UNA 'VERITA'' UFFICIALE INCERTA E LACUNOSA...")

RUGGIERI, TORNA COM’ERI! - DOPO AVER LETTO SU DAGOSPIA UN COMMENTO AI SUOI ELOGI A TRUMP, IL NIPOTE DI BRUNO VESPA RISPONDE CON UN VIDEO BILIOSO, DEFINENDO DAGOSPIA UN “SITARELLO” E PARLANDO DI “DELIRI STUPEFACENTI” - IL PARTY-GIANO RUGGIERI SI ADONTA PER COSÌ POCO? LO PREFERIVAMO GAUDENTE, TIPO BERLUSCONI IN SEDICESIMO, COME SVELATO DALLA SUA AMICA ANNALISA CHIRICO IN UN VIDEO DEL 6 GENNAIO. IN QUEL FILMATO, LA GIORNALISTA SVELÒ LE PASSIONCELLE DI RUGGIERI EVOCANDO “UN’AMICA MOLDAVA NON DICO CONOSCIUTA DOVE” - SORVOLIAMO SUI CONTENUTI POLITICI DEL VIDEO, DOVREMMO PRENDERLO SUL SERIO PER FARE UN CONTROCANTO. MA RUGGIERI, CHE ABBIAMO SEMPRE STIMATO PER LA SUA CAPACITÀ DI DRIBBLARE AGILMENTE IL LAVORO, È UN SIMPATICO BIGHELLONE DA TENNIS CLUB… - VIDEO!

donald trump peter thiel mark zuckerberg elon musk jordan bardella giorgia meloni nigel farage

DAGOREPORT – PER IL “T-REX” TRUMP (COPYRIGHT GAVIN NEWSOM) I SOVRANISTI EUROPEI SONO DINOSAURI VICINI ALL’ESTINZIONE. È LA MORTE DI QUELLA BANALE DIALETTICA CHE CI TRANQUILLIZZAVA (TIPO MELONI CONTRO SCHLEIN) A FAVORE DELLA POLITICA DEL CAOS: TU PRENDI L’UCRAINA, IO TOLGO MADURO DAL VENEZUELA, PRENDO LA GROENLANDIA E UN TERZO CONTINENTE A SCELTA – CON IL PRESIDENTE AMERICANO INTERESSATO SOLO AL BUSINESS E AGLI AFFARI (CHI INCASSERÀ I 20 MILIARDI “DONATI” DAGLI STATI PER L’ONU PRIVATA CHIAMATA “BOARD OF PEACE”?), E IN PROCINTO DI ANNETTERE LA GROENLANDIA, CON O SENZA ARMI, PURE CHI VEDEVA IN LUI UN CONDOTTIERO SI È DOVUTO RICREDERE. E COSÌ, DA BARDELLA A FARAGE, FINO ALLA MELONI CON I SUOI SUSSURRI IMBARAZZATI, I MAL-DESTRI EUROPEI HANNO CAPITO DI ESSERE SOLO PREDE PRONTE PER ESSERE DIVORATE DALLE FAUCI DEL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO

giampaolo rossi fiorello cucina

FLASH – È MAI POSSIBILE CHE FIORELLO SI METTA A CUCINARE NELLA SUA STANZA DI VIA ASIAGO, IN BARBA ALLE NORME DI SICUREZZA SUL LAVORO, E CHE I DIRIGENTI RAI NON PROFERISCANO PAROLA AL RIGUARDO? LA RAI È UNA TV PUBBLICA, E NESSUNO, NEMMENO FIORELLO, PUÒ FARE COME GLI PARE SENZA DARE LE DOVUTE SPIEGAZIONI - LA DOMANDA VERA, IN FONDO, È: CHI È IL VERO CIALTRONE? CHI CUCINA IN UFFICIO SENZA AUTORIZZAZIONE? I DIRIGENTI CHE SENZA AVERLO AUTORIZZATO TACCIONO? OPPURE, C’È QUALCHE CAPOCCIONE DELLA RAI CHE HA PERMESSO A FIORELLO DI SPADELLARE A VIA ASIAGO, ALLA FACCIA DELLE REGOLE DELLA TV PUBBLICA? DAGOSPIA ASPETTA RISPOSTE...

fiorello cucina

FOTO FLASH – MA FIORELLO IN RAI SI SENTE IL PADRONE DI CASA? SONO DUE GIORNI CHE CUCINA NELLA SUA STANZETTA DI VIA ASIAGO, ANCHE SE È VIETATO DALLE REGOLE AZIENDALI (SOPRATTUTTO IN QUESTO MOMENTO, CON ATTENZIONE ALLE STELLE ALLE MISURE DI SICUREZZA ANTI INCENDIO DOPO LA STRAGE DI CRANS MONTANA) – FIORELLO AVEVA ANCHE PUBBLICATO UNA STORIA SU INSTAGRAM MA POI L’HA RIMOSSA - FORSE QUALCUNO GLI HA FATTO NOTARE CHE NON PUO’ SPADRONEGGIARE COME GLI PARE, NONOSTANTE LA RAI CON LUI SIA SEMPRE APPECORONATA...