maurizio belpietro giuseppe conte pietro badoglio

CONTE È IL NUOVO BADOGLIO? – BELPIETRO: “È UN PRESIDENTE CON LA POCHETTE INTERCAMBIABILE, CHE NEL PRIMO TEMPO INDOSSA UNA MAGLIA E NEL SECONDO TEMPO QUELLA DEGLI AVVERSARI, PREPARANDOSI A ESSERE UNA RISERVA SULLA PANCHINA DELLA REPUBBLICA, PER FARSI CARICO, SE SERVE, DI UNA CAPORETTO” – “RICORDA UN PO' BADOGLIO, MUSSOLINIANO-GRILLINO PRIMA, SAVOIARDO-PIDDINO POI. RESTA DA VEDERE SE UN BEL GIORNO FUGGIRÀ DI NOTTE CONSEGNANDO IL PAESE AI TEDESCHI”

Maurizio Belpietro per “la Verità”

 

maurizio belpietro intervistato

L' altra sera in tv ho incrociato le opinioni e la spada con Giuliano Cazzola, un vecchio amico da cui mi divide l' amore per Elsa Fornero e Mario Monti. L' innamorato dei due «tecnici» con il loden ovviamente non sono io ma lui, che da ex sindacalista della Cgil si è riscoperto estimatore di teorie liberiste e rigoriste. Non è però delle passioni senili di Giuliano che voglio scrivere, bensì di un paragone che Cazzola ha fatto durante la trasmissione. Parlando di Giuseppe Conte, a un certo punto gli è scappato di accostarlo a Pietro Badoglio, il Maresciallo d' Italia che dopo la destituzione di Mussolini divenne capo del governo.

 

cazzola

L' idea di un Conte-Badoglio mi è sembrata lì per lì bislacca e infatti a Cazzola ho ricordato che dopo l' 8 settembre il generale si rese protagonista di una vergognosa fuga verso Pescara, insieme con il re e la sua corte, lasciando Roma nelle mani dei tedeschi. Insomma, mettere il nuovo presidente del Consiglio sullo stesso piano di quello che 76 anni fa consegnò il Paese a Hitler, scappando di notte come uno Schettino qualsiasi, mentre la nave Italia affondava, non mi è parso lusinghiero per lo stesso Conte.

GIUSEPPE CONTE COME PIETRO BADOGLIO

 

Tuttavia più tardi ci ho ripensato e debbo riconoscere che il paragone non era affatto azzardato e che il mio amico Cazzola non aveva poi del tutto torto e ora vi spiego perché. Non so se lui, citando Badoglio, avesse in testa ciò che sto per dire o se, più semplicemente, volesse sostenere che con la caduta del governo gialloblù siamo un po' come nel 1943, cioè nel bel mezzo di una guerra e con un dittatore agli arresti (per settimane si è discusso dell' avvento antidemocratico di Salvini, per scoprire poi che l' uomo che chiedeva pieni poteri non aveva neppure quello di imporre l' antidemocratico rito delle elezioni). Sta di fatto che una qualche analogia fra Giuseppe Conte e Pietro Badoglio esiste ed entrambi incarnano un certo tipo di politica e, se volete, anche di storia italiana.

meme su giuliano cazzola 4

 

È vero che Badoglio può vantare un curriculum che non ha eguali dal punto di vista dei disastri, basti dire che a lui si può addebitare in gran parte la disfatta di Caporetto, ma soprattutto porta sulle spalle le sconfitte accumulate dall' esercito italiano, su molti fronti, durante la seconda guerra mondiale. Ed è vero che anche Conte una sconfitta importante l' ha conseguita con il governo gialloblù, perché l' opera, come la Tav e il ponte di Genova, è rimasta incompiuta. Ma non è questo l' elemento che li avvicina fino a renderli interpreti di un uguale destino.

 

giuseppe conte riceve l'incarico per la formazione del suo secondo governo 3

No, l' accostamento possibile è dovuto al fatto che Badoglio fino al 25 luglio del 1943 fu mussoliniano, sostenitore della dittatura fascista, firmatario delle leggi razziali nel 1938, il Maresciallo d' Italia per 15 anni che consegnò al Duce le Forze armate, e poi, dopo che il Gran consiglio ebbe destituito Mussolini, divenne l' uomo che firmò l' armistizio, incarnando un' Italia che aveva cominciato la guerra al fianco dei nazisti e poi si schierava con le truppe che combattevano i nazisti. Sì, Badoglio è la rappresentazione stessa del trasformismo italico, di una tendenza a voltar gabbana.

 

giuseppe conte riceve l'incarico per la formazione del suo secondo governo 2

Badoglio è l' incarnazione fatta storia dell' uomo per tutte le stagioni e anche per tutte le guerre, pronto a combattere su un fronte ma, se serve, anche sull' altro. Ecco, si è detto e scritto in questi giorni che non si è mai visto un premier che senza soluzione di continuità passasse da un governo di destra a uno di sinistra, riuscendo a non spettinarsi i capelli e nemmeno a gualcire l' abito di sartoria.

PIETRO BADOGLIO

 

La lacuna è stata colmata: ora, dopo un doppio salto carpiato abbiamo anche il premier double face, che si può indossare sul completo gialloblù, ma se è necessario anche su un vestito giallorosso. È sufficiente rivoltare le idee, come per i tessuti bicolor, blu da un lato e rossi all' altro.

Un presidente del Consiglio con la pochette intercambiabile, che nel primo tempo della partita indossa una maglia e nel secondo tempo quella della squadra avversaria, magari fingendo di fare l' arbitro e preparandosi a essere una riserva sulla panchina della Repubblica, per farsi carico, se serve, di una Caporetto o, se è necessario, anche un governo agli ordini di un nuovo Sciaboletta.

Sì, aveva ragione Cazzola l' altra sera in tv. Conte ricorda un po' Badoglio, mussoliniano-grillino prima, savoiardo-piddino poi. Resta da vedere se, come Badoglio, un bel giorno fuggirà di notte consegnando il Paese ai tedeschi.

giuseppe conte riceve l'incarico per la formazione del suo secondo governo 5giuseppe conte riceve l'incarico per la formazione del suo secondo governo 9GOVERNO CONTE BIS BY TERRE IMPERVIEgiuseppe conte luigi di maio 1giuseppe conte riceve l'incarico per la formazione del suo secondo governo 10

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni riforma legge elettorale stabilicum

FLASH! – GIORNO DOPO GIORNO, STA SCEMANDO L'ESALTAZIONE DI GIORGIA MELONI PER I SUOI SHERPA, GIOVANNI DONZELLI E ANGELO ROSSI, CHE, IN UN MOMENTO DI TOTALE ASSENZA DI LUCIDITA’, SI SONO INVENTATI “STABILICUM” (RIBATTEZZATA “MUSSOLINUN” DAL COSTITUZIONALISTA MICHELE AINIS) – LA DUCETTA, INFATTI, PIAN PIANO STA COMPRENDENDO CHE ANDRA' A SBATTERE: IL RISCHIO, CHE L'INEFFABILE “GOLPE” CAMUFFATO DA RIFORMA ELETTORALE VENGA BOCCIATO DALLA CORTE COSTITUZIONALE, NON E’ PROBABILE MA PROBABILISSIMO, ANZI CERTO…

carlo conti la moglie sal da vinci e la moglie

DALLA BATTUTA "SESSISTA" DI CARLO CONTI ALLA MOGLIE CHE APRIREBBE LE PORTE ALLA VIOLENZA ALLA “CULTURA DEL POSSESSO” NELLA CANZONE DI SAL DA VINCI, SANREMO SI CONFERMA PER L’ENNESIMA VOLTA IL TERRENO PREFERITO DALLE ERINNI FEMMINISTE PER SPARARE CAZZATE: SI SONO LANCIATE IN UNA BATTAGLIA POLITICO-IDEOLOGICA CHE VEDO "TOSSICITA'" IN TUTTO - METTERE NELLO STESSO CALDERONE IL FEMMINICIDIO CON LA BATTUTA CHE IL PRESENTATORE FA ALLA MOGLIE CREA UN LINK PERICOLOSO E FUORVIANTE: SE TUTTO È VIOLENZA, NIENTE PIÙ LO È DAVVERO - PER NON PARLARE DELLA DEMONIZZAZIONE DEL BRANO DI SAL DA VINCI DA PARTE DELLE ORGANIZZATRICI DEL "LILITH FESTIVAL" DI GENOVA - LA POLEMICA PRETESTUOSA SULLE POCHE ARTISTE DONNE IN GARA...

riccardo muti domenico beatrice venezi

DAGOREPORT – NESSUNO SI SOGNEREBBE MAI DI PENSARE CHE IL GIUDIZIO POSSIBILISTA DI RICCARDO MUTI SU BEATRICE VENEZI ALLA FENICE (“LASCIATELA DIRIGERE E POI LE ORCHESTRE VARIE E I CORI VARI DECIDERANNO”) DIPENDA DAL FATTO CHE LA FENICE HA ASSUNTO SUO FIGLIO, L’AVVOCATO DOMENICO MUTI, INCARICATO DI “CONSULENZA STRATEGICA E PROCACCIAMENTO DI AFFARI” PER LA MODICA CIFRA DI 30 MILA EURO ALL’ANNO – EN PASSANT, SI SCOPRE ANCHE CHE LA FENICE PAGA 39 MILA EURO PER SEI MESI, DAL 15 GENNAIO SCORSO AL 14 LUGLIO PROSSIMO, ALLA BARABINO & PARTNERS, CIOÈ L’AGENZIA CHE SI STA OCCUPANDO DELL’IMMAGINE DI BEATRICE VENEZI, SENZA GRANDE SUCCESSO VISTE LE ULTIME INFELICI USCITE PUBBLICHE DELLA SIGNORA - (AH, COME AVEVA RAGIONE LEO LONGANESI QUANDO PROPONEVA DI METTERE SUL TRICOLORE UNA GRANDE SCRITTA: “TENGO FAMIGLIA”) – VIDEO

vannacci meloni la russa crosetto alleanza nazionale movimento sociale fratelli d italia

DAGOREPORT - PER NON DIMENTICARE LA…MEMORIA - VANNACCI FA MALE A SALVINI MA ANCHE A GIORGIA MELONI. E NON SOLO PER RAGIONI ELETTORALI, CIOE’ PER I VOTI CHE PUO’ PORTARLE VIA, MA SOPRATTUTTO PER QUESTIONI IDEOLOGICHE - IL GENERALE, CHE RIVENDICA DI RAPPRESENTARE “LA VERA DESTRA”, HA BUON GIOCO A SPUTTANARE I CAMALEONTISMI E I PARACULISMI DELLA DUCETTA (BASTA ASCOLTARE GLI INTERVENTI DI QUANDO FDI ERA ALL'OPPOSIZIONE) - DAL COLLE OPPIO A PALAZZO CHIGI, LA DESTRA MELONIANA HA INIZIATO UN SUBDOLO SPOSTAMENTO VERSO IL CENTRO. E COSI' IL GIUSTIZIALISMO PRO-MAGISTRATI E' FINITO IN SOFFITTA; DA FILO-PALESTINESE E ANTI-SIONISTA E' DIVENTATA FILO-ISRAELIANA; DA ANTI-AMERICANA E ANTI-NATO, SI E' RITROVATA A FARE DA SCENDILETTO PRIMA A BIDEN ED OGGI A TRUMP - CERTO, LA VERA MISURA DELL’INTELLIGENZA POLITICA È LA CAPACITÀ DI ADATTARSI AL CAMBIAMENTO, QUANDO E' NECESSARIO. E LA “SALAMANDRA DELLA GARBATELLA” LO SA BENISSIMO. MA DEVE ANCHE TENER PRESENTE CHE CI SONO PRINCIPI E VALORI CHE NON VANNO TRADITI PERCHE' RAPPRESENTANO L'IDENTITA' DI UN PARTITO...

giorgia meloni elly schlein giuseppe conte antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT - LA LEGGE ELETTORALE BY MELONI-FAZZO È PRONTA E C’È UNA SORPRESA: SECONDO RUMORS RACCOLTI DA DAGOSPIA, LA RIFORMA NON PREVEDEREBBE IL NOME DEL PREMIER SUL SIMBOLO ELETTORALE, COME INVECE SOGNAVA LA SORA GIORGIA (AVENDO FALLITO IL PREMIERATO, “MADRE DI TUTTE LE RIFORME”, PROVAVA A INTRODURLO DI FATTO) – FORZA ITALIA E LEGA HANNO FATTO LE BARRICATE, E LA DUCETTA HA DOVUTO TROVARE UN COMPROMESSO - MA TUTTO CIO'  NON TOGLIE DALLA TESTA DI GIUSEPPE CONTE, DALL'ALTO DI ESSERE STATO DUE VOLTE PREMIER, LA FISSA DELLE PRIMARIE PER LA SCELTA DEL CANDIDATO PREMIER DEL CENTROSINISTRA UNITO - ALL'INTERNO DI UN PARTITO, LE PRIMARIE CI STANNO; PER LE COALIZIONI VIGE INVECE IL PRINCIPIO DEL PARTITO CHE OTTIENE PIU' VOTI (VALE A DIRE: IL PD GUIDATO DA ELLY SCHLEIN) - NEL "CAMPOLARGO" INVECE DI CIANCIARE DI PRIMARIE, PENSASSERO PIUTTOSTO A TROVARE I VOTI NECESSARI PER RISPEDIRE A CASA I “CAMERATI D'ITALIA” DELL’ARMATA BRANCA-MELONI…