conte appendino

CONTE? NON CONTA – M5S SPACCATI SULLE ALLEANZE CON I DEM. CHIARA APPENDINO DICE NO ALL’INTESA AL BALLOTTAGGIO CON IL PD A TORINO: “QUI IL CENTROSINISTRA SI CONFONDE CON IL CENTRODESTRA” (MA LA FILOCONTIANA TAVERNA ESCLUDE APPOGGI AL CENTRODESTRA) - "GIUSEPPI" NON VEDE L'ORA CHE FINISCA QUESTA CAMPAGNA ELETTORALE CHE SI ANNUNCIA DISASTROSA PER I PENTASTELLATI E SI AGGRAPPA ALLA BANDIERINA DEL REDDITO DI CITTADINANZA: “DEVONO PASSARE SUL MIO CADAVERE..."

Domenico Di Sanzo per "il Giornale"

 

conte appendino

Per un Federico D'Incà, ministro ai Rapporti con il Parlamento, che per certi versi si limita a ribadire l'ovvio, e cioè che «dove non siamo alleati, Pd e M5s potranno ritornare insieme ai ballottaggi», c'è una Chiara Appendino, sindaca uscente di Torino, che a La Stampa dice: «Qui il centrosinistra si confonde con il centrodestra».

 

Suo malgrado, in mezzo c'è Giuseppe Conte. Il leader è il demiurgo della prospettiva di alleanza organica demostellata, allo stesso tempo però ha la necessità di fare buon viso a cattivo gioco per tenere insieme un partito in cui ancora convivono spinte diverse. E così Conte è costretto a frenare, pure di fronte allo scenario, da lui sempre auspicato, di una piena convergenza con il centrosinistra. L'avvocato rallenta e rispolvera la teoria delle mani libere. «Se noi non siamo andati in coalizione perché nelle proposte che erano state fatte non c'erano le condizioni, il ballottaggio non cambierà nulla», spiega dalla Campania.

 

Le sue parole lasciano intendere che a livello nazionale le cose potrebbero andare diversamente. Soprattutto se a capo della coalizione giallorossa - indicato come candidato premier - ci sarà lui, il nuovo presidente del M5s, l'aspirante federatore di quel «fronte progressista avversario del centrodestra» promosso anche da Appendino per le prossime politiche.

 

CHIARA APPENDINO GIUSEPPE CONTE

Solo che a Torino la porta è chiusa, a poco servono i mugugni di alcuni tra i dem e i Cinque Stelle locali. «Non mi sento garantita dal centrosinistra torinese», attacca la sindaca. Poi il paragone: «L'amministrazione Fassino e anche quella precedente su tanti temi si confondono con il centrodestra».

 

Sotto la Mole pesano i rapporti ai minimi termini tra Appendino e Stefano Lo Russo, candidato del Pd e agguerrito oppositore della giunta grillina in Consiglio comunale. Ma comunque un risultato non all'altezza delle aspettative da parte di Lo Russo al ballottaggio metterebbe Conte in cattiva luce con il Nazareno. Stesso discorso vale per Roma, dove l'elettorato pentastellato è meno incasellabile.

 

Nella Capitale il peso massimo del M5s è la Raggi, che però vuole capitalizzare il suo consenso tra gli ortodossi per imporsi a livello nazionale come l'alternativa a Conte alla guida del Movimento. Mentre Appendino è ancora sotto l'attacco del fuoco amico per la scelta di non ricandidarsi a Torino. Per lei è pronto un incarico nella segreteria del nuovo M5s, sempre se il mancato appoggio stellato a Lo Russo non porti alla vittoria del centrodestra. In quel caso gli equilibri potrebbero cambiare.

giuseppe conte chiara appendino

 

Sta di fatto che Conte non vede l'ora che finisca questa campagna elettorale. Troppo difficile spendersi per sfide perse in partenza, specialmente dove si corre in solitaria. L'unico sorriso potrebbe arrivare da Napoli, città in cui Cinque Stelle possono arrivare primi nei voti di lista. La metropoli meridionale, se vincesse Gaetano Manfredi, diventerebbe il crocevia del rilancio giallorosso, come ha fatto capire ieri in un post sui social Goffredo Bettini, gran cerimoniere dell'asse Pd-M5s. Nell'attesa a Conte non resta che baloccarsi con la difesa del reddito di cittadinanza. «Devono passare sul mio cadavere», ha detto di recente. Il Rdc «è assolutamente indispensabile», il rilancio dalla tappa partenopea del tour. Tra chi vuole sposarsi con il Pd e chi vuole stare da solo, la battaglia sul sussidio è l'unico modo per provare a serrare i ranghi nel M5s.

 

«BALLOTTAGGI, LA LINEA È QUELLA DI CONTE SULL'ASSE CON IL PD SI VEDRÀ CASO PER CASO»

Alessandra Arachi per il "Corriere della Sera"

 

Paola Taverna, cosa farà il Movimento Cinque Stelle nei ballottaggi delle prossime amministrative: appoggerà il Pd come ha proposto il ministro D'Incà?

chiara appendino giuseppe conte

«La linea del Movimento Cinque stelle è quella del presidente Conte: valuteremo caso per caso. Se avessimo voluto andare sempre con il Pd lo avremmo fatto fin dall'inizio. La nostra asticella è molto alta».

 

Invece con il Pd vi siete alleati soltanto in un terzo delle città dove si va al voto.

«Abbiamo valutato la possibilità di programmi condivisi, non siamo per la fusione a freddo».

 

Però adesso il segretario dem Enrico Letta sta lavorando ad un'intesa con il M5s per i ballottaggi, non dovrebbe esserci più sintonia?

«Un terzo di alleanze con il Pd mi sembra l'inizio di un ottimo percorso per attivare un campo di forze progressiste dove i temi dei Cinque Stelle, però, devono essere assolutamente centrali. Sto parlando di temi importanti come il salario minimo, la transizione digitale, la lotta alle disuguaglianze».

 

conte appendino

In ogni caso, come vi comporterete nella competizione romana: se Virginia Raggi non dovesse andare al ballottaggio appoggerete il pd Roberto Gualtieri?

«Virginia Raggi ha lavorato benissimo quindi ha tutte le carte in regola per andare al ballottaggio».

 

Ma mettiamo che Virginia Raggi non ci riesca, come si comporterà il M5S?

«Il progetto della città più distante dal Movimento è sicuramente quello del centro destra».

 

Dunque l'alleanza sarà con il centrosinistra?

«Sicuramente siamo lontani anni luce dal centrodestra».

VALENTINA SGANGA

E a Torino, che rappresenta un test nazionale per queste amministrative, come si comporterà il M5S?

«Valentina Sganga è un'ottima candidata. A Torino, come in tutte le altre realtà , saranno i cittadini a valutare. Di certo Chiara Appendino ha fatto un ottimo lavoro».

 

Chi appoggerete se al ballottaggio non dovesse arrivare la Sganga?

«Mai il centrodestra».

In più di venti città il M5S non ha presentato nessun candidato. Come mai? «Abbiamo cercato di costruire progetti solidi con squadre altrettanto solide. Lì dove questo non si è delineato abbiamo deciso di aspettare un progetto più concreto nel contesto di rifondazione che stiamo portando avanti».

paola taverna foto di bacco (2)

Non è che vi sono mancati i candidati?

«Bisogna capire che il M5S è in un momento di transizione importante. Il 6 agosto c'è stata l'elezione di Giuseppe Conte e il 3 settembre sono state consegnate le liste».

 

Ci sono stati molti mal di pancia nel Movimento che adesso appare ridimensionato. «Abbiamo avuto molte defezioni, comunque rimaniamo il più grande gruppo politico dentro il Parlamento».

Ma anche per il futuro pensa che potrà andare così?

«Non ho capacità divinatorie, ma confido molto in questo nuovo corso».

paola taverna foto di bacco (1)

 

Crede che in queste amministrative il Movimento Cinque Stelle riuscirà a raggiungere la percentuale a doppia cifra nella maggior parte dei capoluoghi? Nel 2016 il 10 per cento venne abbondantemente superato.

«Parlare di cifre adesso vuol dire banalizzare il progetto che stiamo portando avanti».

 

Però le elezioni si misurano in cifre...

«Vedremo. Confido nella nostra nuova proposta. Il presidente Conte è impegnato in un fitto confronto con i cittadini dove sta ricevendo affetto e stima. È segno che gli italiani ripongono fiducia nella sua persona».

giuseppe conte bacia chiara appendino e alberto cirio sta a guardare

 

Ultimi Dagoreport

federico freni antonio tajani giorgia meloni francesco gaetano caltagirone

DAGOREPORT - DAVVERO BASTA UN MEZZO TAJANI PER BOCCIARE LA NOMINA ALLA GUIDA DELLA CONSOB DEL SOTTOSEGRETARIO ALL’ECONOMIA FEDERICO FRENI, IN QUOTA LEGA? - DAVVERO DOBBIAMO CREDERE CHE, DOPO QUATTRO ANNI DI IMPECCABILE SERVIZIO, IL “MAGGIORDOMO” DI CASA MELONI, CAMUFFATO DA LEADER DI FORZA ITALIA, SI TOGLIE IL TOVAGLIOLO DAL BRACCIO E SI TRASFORMA IN RAMBO? DAVVERO, IL "VAFFA" A FRENI E' ACCADUTO ALL’INSAPUTA DEI FRATELLINI DI MELONI? – IL GOVERNO HA MOTIVATO IL RINVIO CON UN SIBILLINO: “ULTERIORI APPROFONDIMENTI” - SCUSATE: DA PARTE DI CHI? FORSE QUELLI ATTESI DALLA PROCURA DI MILANO CHE INDAGA SUL “CONCERTO” TRA I SOCI (LOVAGLIO, CALTAGIRONE, MILLERI) NELLA SCALATA A MEDIOBANCA-GENERALI ATTRAVERSO MPS? - FRENI, CHE PURE NON È INDAGATO, È COLUI CHE PER CONTO DEL GOVERNO HA SEGUITO IN PRIMA PERSONA LA SCALATA - MAGARI, PRIMA DI FAR TRASLOCARE FRENI DAL MEF ALLA CONSOB, E' PIU' SAGGIO ATTENDERE GLI ‘’ULTERIORI APPROFONDIMENTI’’ CHE NEI PROSSIMI MESI, CON GLI INTERROGATORI DELLE ‘’PERSONE INFORMATE DEI FATTI” E DEI TRE INDAGATI (LOVAGLIO-CALTAGIRONE-MILLERI), POTREBBERO EMERGERE DALLA PROCURA DI MILANO…

roberto vannacci matteo salvini giorgia meloni

FLASH! – OLTRE AL SILURAMENTO DI FEDERICO FRENI ALLA GUIDA DELLA CONSOB (CERCASI UN TECNICO), NEL TURBOLENTO VERTICE DI MAGGIORANZA DI IERI NON POTEVA MANCARE IL CASO VANNACCI - IN TEMPI DI CRUCIALI E DEMENTI TRUMPATE GEOPOLITICHE, MELONI HA MESSO ALLE STRETTE SALVINI: O IL TUO VICE SEGRETARIO CON LE STELLETTE AL CONTRARIO SI DA’ UNA REGOLATA E LA FINISCE DI SPARARE CAZZATE (L’ULTIMA: L’INVITO ALL’AMBASCIATORE RUSSO IN ITALIA) OPPURE, CARO MATTEO, LO DEVI ESPELLERE DALLA LEGA – IL BARCOLLANTE LEADER DEL CARROCCIO L’HA RASSICURATA: “NON SARÀ UN PROBLEMA” (MA NESSUNO CI CREDE…)

donald trump padrone del mondo

DAGOREPORT – TRUMP HA UCCISO LA POLITICA, COSI’ COME LA CONOSCEVAMO: CON LUI VALE IL DIRITTO DEL PIU’ FORTE (LE TRADIZIONALI CATEGORIE DI DESTRA E SINISTRA IN QUESTO SFACELO, HANNO ANCORA SENSO?) - DIPLOMAZIA, DIRITTO INTERNAZIONALE, MULTILATERALISMO E DIALOGO SONO STATI ROTTAMATI IN NOME DEL “SI FA COME DICO IO” - UN BRUTALE RITORNO ALLA POLITICA DI POTENZA DELL’OTTOCENTO E TANTI SALUTI A ONU, NATO, UE E ORGANISMI SOVRANAZIONALI – GODONO SOLO PUTIN E XI JINPING, CHE INFATTI DAVANTI AL BLITZ IN VENEZUELA E ALLA MINACCIA DI TRUMP DI OCCUPARE LA GROENLANDIA TACCIONO – SI DIRA’: MA TANTO TRUMP NEL 2028 SARA’ FUORI DALLA CASA BIANCA. SICURI? GIA’ NEL 2021 NON ACCETTO’ LA SCONFITTA E MANDO’ I SUOI SCAGNOZZI AD ASSALTARE IL CONGRESSO – ORA STA IMPRIMENDO AGLI USA UNA LENTA SVOLTA AUTORITARIA E I SEGNALI NON MANCANO…

antonio di pietro raul gardini

FLASH – PERCHÉ TONINO DI PIETRO HA ASPETTATO 33 ANNI PER RIVELARE LA VERITÀ SULLA PISTOLA RITROVATA LONTANO DAL CADAVERE DI RAUL GARDINI IL 23 LUGLIO 1993? SOLO ORA, IN UN’INTERVISTA AD ALDO CAZZULLO CHE ANDRÀ IN ONDA DOMANI SU LA7, DURANTE “UNA GIORNATA PARTICOLARE”, DI PIETRO AMMETTE: “L’HO PRESA IO STESSO CON IL FAZZOLETTO QUANDO SONO ARRIVATO E ABBIAMO PRESO ATTO CHE SI ERA UCCISO”. POI PRECISA: “NON FUI IO IL PRIMO A INTERVENIRE, MA L’EX MAGGIORDOMO”. NON CAMBIA IL SUCCO DEL DISCORSO: PERCHÉ NE PARLA PUBBLICAMENTE SOLO ADESSO, DOPO TRE DECENNI IN CUI SI È SUSSEGUITO OGNI TIPO DI IPOTESI SU QUELLA PISTOLA…

roberto vannacci matteo salvini

FLASH – ROBERTO VANNACCI BATTERÀ I TACCHI E ANDRÀ ALLA KERMESSE LEGHISTA “IDEE IN MOVIMENTO”, DAL 23 AL 25 GENNAIO A ROCCARASO? PER L'ADNKRONOS, IL GENERALE NON CI SARA' MA I RUMORS SOSTENGONO CHE IL GENERALE E SALVINI AVRANNO UN FACCIA A FACCIA, PROPRIO IN ABRUZZO - IL MILITARE ABBASSERÀ I TONI, RIALLINEANDOSI ALLA VECCHIA BASE LEGHISTA, O SALUTERÀ INAUGURANDO UN PARTITO SUO? - UNA FORMAZIONE “VANNACCIANA” POTREBBE VALERE TRA IL 2-3%. POCHINO MA IN GRADO DI ROMPERE LE UOVA ALLA LEGA E AL CENTRODESTRA...