giuseppe conte

CONTE? NON CONTA! – SUL QUIRINALE IL LEADER AZZOPPATO VA A TRAINO DI LETTA E SALVINI. I PARLAMENTARI LO SANNO E PUR DI FARE UNO SGARBO ALL’AZZIMATISSIMO PEPPINIELLO APPULO VOTEREBBERO ANCHE BELZEBÙ – IL NOME DI BANDIERA, ANDREA RICCARDI, NON ENTUSIASMA (TROPPO VICINO A UNA CERTA PARTE DI PD) E QUELLO DI DRAGHI TERRORIZZA (DEPUTATI E SENATORI HANNO PAURA DELLE ELEZIONI ANTICIPATE CHE LASCEREBBE LA MAGGIOR PARTE DI LORO DISOCCUPATI). L’UNICA SPERANZA SAREBBE IL MATTARELLA BIS

Francesco Malfetano per "il Messaggero"

 

GIUSEPPE CONTE CON ENRICO LETTA

«Il dialogo». È questa la risposta che prosaicamente tirano fuori i grillini quando gli si chiede chi è che vincerà la corsa per il Quirinale. Fanno melina in pratica, confusi tra i mille rivoli che è oggi il Movimento e dai segnali poco lineari che captano dai loro leader.

 

D'altronde la linea, in tal senso, l'ha dettata Giuseppe Conte già ieri mattina. «L'obiettivo è preservare la continuità dell'azione di governo» ha spiegato arrivando alla Camera e di fatto bocciando l'ipotesi Draghi al Quirinale. Salvo poi aggiungere «non poniamo veti su nessuno», facendo eco alla precisazione che aveva già dovuto fare all'assemblea dei grandi elettori cinquestelle tenuta domenica sera.

 

giuseppe conte mario draghi

Affidando poi ad un sms inviato agli elettori le indicazioni per il voto: «Scheda bianca (ovvero senza alcun nome scritto)». Una precisazione che non ha mancato di scatenare qualche battuta: «Federico - ha detto il renziano Luigi Marattin a Federico D'Incà ad esempio - avete spiegato ai tutti i parlamentari di M5s che non devono scrivere scheda bianca' ma che la devono lasciare bianca?».

giuseppe conte e rocco casalino

 

Ironia a parte, la sensazione, al solito, è che l'ex premier si spenda molto (oltre a Salvini ha incontrato Tajani, Toti e Meloni, oltre a sentire lo stesso Draghi al telefono in serata) ma fatica a controllare i gruppi e quindi, ora come ora, l'unica è provare a non scontentare tutti per arrivare al nome buono senza opposizioni a priori.

 

Così da un lato raggiunge una «totale sintonia sulla necessità di rafforzare e intensificare il confronto» con il segretario leghista Matteo Salvini, ma dall'altro si trova a fronteggiare le divisioni interne, con diversi parlamentari pronti a scommettere che «qualunque sarà il risultato, per Conte sarà una sconfitta».

 

I DIMAIANI

CONTE SALVINI

L'ex premier prova a tirare le redini in serata, convocando la cabina in riunione i vertici pentastellati, ma i piani d'azione erano e sono diversi. I dimaiani, almeno 40 parlamentari ben predisposti al dialogo con il Pd, sono convinti che l'ipotesi Draghi al Colle sia tutt' altro che da scartare.

 

A condizione però che si eviti una crisi al buio del governo. Se non con un patto di legislatura, almeno con una promessa di mantenere in piedi gli stessi pilastri attuali. In altri termini la tesi è che non bisogna farsi trovare impreparati. Serve prudenza. Lo spiega anche Dalila Nesci, sottosegretaria del governo, che invita ad evitare i «mai» che poi il M5S è costretto a rimangiarsi.

giuseppe conte luigi di maio foto di bacco (3)

 

«Non faccio previsioni» dice Di Maio arrivando alla Camera, attorniato dai suoi in cerca di indicazioni prima che dai giornalisti. Agganciati però, i dimaiani - in verità piuttosto divertiti - tirano fuori le quote che vedono Draghi come il candidato-vincente con le maggiori probabilità.

 

«Ma noi non scommettiamo niente» aggiungono. La tesi è che se Draghi deve essere, bisogna renderlo accettabile a una parte consistente degli elettori. E per questo serve tempo. Anche perché, fanno notare che per un'eventuale nuova legislatura bisognerebbe passare al vaglio della base con il voto online. Un passaggio tutt' altro che scontato.

 

Oltre, chiaramente, al fatto che il doppio passaggio di consegne che porterebbe Draghi al Quirinale rallenterebbe l'azione di governo in un momento molto delicato.

 

GLI ALTRI

ANDREA RICCARDI

Anche sul nome del fondatore della Comunità di Sant' Egidio Andrea Riccardi non c'è proprio un'aria serena. C'è infatti chi fa scontare al leader 5s il fatto che l'ex ministro del governo Monti sia venuto fuori proprio dal dialogo con una certa parte dei dem.

 

In particolare a Conte, più di aver sposato la linea piddina, viene incolpato del non essere stato in grado di evitare che lo stesso venisse dato in pasto al grande pubblico troppo presto. Ovviamente però non è finita qui. Perché tra le fila dei grillini c'è anche chi vede nel Mattarella-bis la sola soluzione possibile. O meglio l'unica elezione che darebbe davvero la garanzia che la legislatura arrivi alla sua scadenza naturale nel 2023.

mario monti andrea riccardiANDREA RICCARDIandrea riccardi foto di bacco (3)andrea riccardiRICCARDO FRACCARO GIUSEPPE CONTE

Ultimi Dagoreport

fabio rampelli giorgia arianna meloni

DAGOREPORT: FRATELLI DEL KAOS - IL DISGREGAMENTO DI FRATELLI D’ITALIA, DOPO TRE ANNI DI MELONISMO SENZA LIMITISMO, SI AVVICINA SEMPRE PIÙ ALLA SOGLIA DELL’IMPLOSIONE - AL ROSARIO DI FAIDE ALLA FIAMMA, ORA SI AGGIUNGE UN’ALTRA ROGNA DI NOME FABIO RAMPELLI, FONDATORE NELLE GROTTE DI COLLE OPPIO DELLA SEZIONE “I GABBIANI”, CHE AGLI INIZI DEGLI ANNI ‘90 HA SVEZZATO, TRA CANTI DEL CORNO E ANELLI MAGICI, L’ALLORA QUINDICENNE GIORGIA CON LA SORELLINA ARIANNA, FAZZOLARI, MOLLICONE, GIULI, LOLLOBRIGIDA, ROSSI, SCALFAROTTO E MOLTI ALTRI CAPOCCIONI OGGI AL POTERE – MITO RINNEGATO DI MELONI, CHE HA PREFERITO CIRCONDARSI DI YES-MEN, RAMPELLI OGGI SI AUTOCANDIDA A SCENDERE IN CAMPO NELLA PRIMAVERA DEL ’27 CONTRO IL BIS CAPITOLINO DI ROBERTINO GUALTIERI - E ORA CHE FARANNO ‘’PA-FAZZO’’ CHIGI E VIA DELLA SCROFA CHE LO VEDONO COME IL FUMO NEGLI OCCHI? CONTINUERANNO A SBATTERE LA PORTA IN FACCIA AL LORO EX IDEOLOGO DI COLLE OPPIO? 

vladimir putin colpo di stato soldati militari.

DAGOREPORT – ORA PUTIN È DAVVERO TERRORIZZATO: PIÙ CHE I DRONI UCRAINI CHE BUCANO LE DIFESE AEREE OGNI GIORNO, A TORMENTARE IL CAPOCCIONE DEL “MACELLAIO RUSSO” (COPYRIGHT BIDEN) È UN POSSIBILE COLPO DI STATO – QUESTA VOLTA A INSORGERE NON SAREBBE UN GRUPPO DI SCALMANATI MERCENARI COME LA WAGNER GUIDATA DA PRIGOZHIN, MA L’ESERCITO. I COLONNELLI GLI RINFACCIANO L’UMILIAZIONE SUBITA IN UCRAINA (AVEVA PROMESSO DI CONQUISTARE KIEV IN TRE SETTIMANE, È IMPANTANATO DA 4 ANNI), E LUI REPLICA DANDO LA COLPA AI SOLDATI – L’OCCASIONE PERFETTA PER UN GOLPETTO? POTREBBE ESSERE DIETRO L’ANGOLO. DOMANI “MAD VLAD” PARTE PER LA CINA. E AL SUO RITORNO…

maurizio martina francesco lollobrigida elly schlein giorgia meloni

DAGOREPORT – LA STORIA DELLA CANDIDATURA DI MAURIZIO MARTINA ALLA FAO È STATO UNO “SCHERZETTO” BEN CONGEGNATO DALL'AZZOPPATA MELONI CON L'EX COGNATO LOLLOBRIGIDA, PER METTERE IN DIFFICOLTÀ ELLY SCHLEIN: LA SPAGNA HA PUNTATO DA TEMPO LA POLTRONA, TANTO CHE SANCHEZ HA PROPOSTO UN SUO MINISTRO, FEDELISSIMO, LUIS PLANAS. È QUI CHE I FRATELLI D’ITALIA HANNO INTRAVISTO L’OPPORTUNITÀ: SAPENDO CHE L’ITALIA HA POCHE CHANCE, HANNO MESSO SUL PIATTO IL NOME DI MARTINA, PER SPACCARE IL PD E ACCUSARE SCHLEIN DI “SUBALTERNITÀ” RISPETTO AL BEL PEDRO – VORACI COME SONO DI CARICHE E INCARICHI, TI PARE CHE RINUNCIANO A UNA POLTRONA PER DARLA A UN EX SEGRETARIO DEL PD? ERA TUTTO “SPIN”, E I RIFORMISTI DEM HANNO ABBOCCATO…

elkann lapo ginevra john gianni agnelli margherita agnelli poteri

DAGOREPORT - MENTRE LAPO SI RIAVVICINA ALLA MADRE MARGHERITA AGNELLI (“VOGLIO RICOMPORRE UN RAPPORTO DI AFFETTO E DI SERENITÀ”), SI AVVICINA L’UDIENZA DEL 22 GIUGNO A TORINO CHE POTREBBE PORTARE A UN RINVIO A GIUDIZIO PER JOHN ELKANN PER TRUFFA AI DANNI DELLO STATO - NELLO STESSO TEMPO COMINCIA A DIPANARSI L’INTRECCIO DELLE VARIE CAUSE CIVILI INCASTRATE L’UNA CON L’ALTRA TRA ITALIA E SVIZZERA CHE VEDE CONTRAPPORSI MARGHERITA AI SUOI TRE PRIMI FIGLI, AL FINE DI TOGLIERE AL PRIMOGENITO JOHN LA GUIDA DELL’IMPERO EXOR - MA DAGOSPIA PUBBLICA UN ATTO UFFICIALE RELATIVO AI POTERI DELLA "DICEMBRE", LA SOCIETA' CHE HA LA QUOTA PRINCIPALE DEL GRUPPO CHE CONTROLLA EXOR, SOTTOSCRITTO NEL 1999 DALLA STESSA MARGHERITA, IN CUI SI LEGGE: "QUALORA GIOVANNI AGNELLI MANCASSE O PER QUALSIASI RAGIONE FOSSE IMPEDITO, L'AMMINISTRAZIONE NELLA SUA IDENTICA POSIZIONE CON GLI STESSI POTERI E PREROGATIVE SARA' ASSUNTA DA JOHN PHILIP ELKANN..."

marina berlusconi antonio tajani giorgia meloni

FLASH – COM’È FRICCICARELLO ANTONIO TAJANI IN QUESTI GIORNI: PRIMA HA FATTO USCIRE SUI GIORNALI L'IPOTESI DI UNA POSSIBILE “MANOVRA CORRETTIVA”. POI HA RINFACCIATO ALL’OPPOSIZIONE LO STALLO IN COMMISSIONE VIGILANZA RAI, CHE BLOCCA LA NOMINA DI SIMONA AGNES A PRESIDENTE DELLA TV PUBBLICA (CANDIDATURA A CUI ORMAI NON CREDE NEMMENO LEI). IL MOTIVO DI TANTO PENARE? MARINA BERLUSCONI: TAJANI DEVE DIMOSTRARE ALLA “PADRONA” DI FORZA ITALIA DI NON ESSERE IL MAGGIORDOMO DI GIORGIA MELONI…

pier silvio berlusconi barbara d'urso

LA D’URSO VUOLE LA GUERRA? E GUERRA SIA – PIER SILVIO BERLUSCONI HA INCARICATO DUE AVVOCATI DI PREPARARE UNA CONTROFFENSIVA LEGALE ALLA POSSIBILE CAUSA INTENTATA DA “BARBARIE” - IL “SILENZIO” DI MEDIASET DI FRONTE ALLE SPARATE DELL’EX CONDUTTRICE SI SPIEGA COSÌ: MEGLIO EVITARE USCITE PUBBLICHE E FAR LAVORARE I LEGALI, POI CI VEDIAMO IN TRIBUNALE – A FAR INCAZZARE “PIER DUDI” COME UNA BISCIA, ANZI, UN BISCIONE, È STATO IL RIFERIMENTO DELLA CONDUTTRICE A PRESUNTE “CHAT” E CONVERSAZIONI PRIVATE, COME SE VOLESSE LASCIAR INTENDERE CHE CI SIANO REGISTRAZIONI E ALTRO... – I POSSIBILI ACCORDI DI RISERVATEZZA E LE LAGNE DELLA D’URSO, CHE DA MEDIASET HA RICEVUTO 35 MILIONI DI EURO...