unita conte zingaretti

CONTE ORMAI È IL PREMIER DEL PD - LO STATO PAGHERÀ GLI 81 MILIONI DI DEBITI DE ''L'UNITÀ''? INVECE DI ANDARE A BUSSARE ALLA PORTA DELLE RICCHE FONDAZIONI EX PCI-DS CREATE DA SPOSETTI, PALAZZO CHIGI NON SI OPPONE ALLA SENTENZA. E ORA IL GOVERNO (QUINDI TUTTI NOI) È CONDANNATO A RISARCIRE LE BANCHE CREDITRICI

 

Chiara Giannini per www.ilgiornale.it

 

GIUSEPPE CONTE

Il premier Conte fa un nuovo regalo agli alleati del Pd, di fatto costringendo gli italiani a saldare un debito pregresso dei democratici che ammonta a 81,6 milioni di euro.

 

 

La presidenza del Consiglio dei ministri non ha infatti proposto appello contro le tre sentenze del tribunale di Roma che la condannano a pagare alle banche creditrici i debiti di Unità spa, assunti anni fa dal partito dei Democratici di Sinistra che allora aveva nelle sue file moltissimi dei dirigenti e parlamentari che oggi sono nel Pd.

 

Appello invece promosso dagli attuali dirigenti dei Ds i cui rappresentanti (che non sono quelli di allora) a breve protesteranno per la questione di fronte a Palazzo Chigi. In un altro giudizio ancora in corso, l'onorevole Piero Fassino e l'ex senatore Ugo Sposetti, entrambi nel Pd, continuano a sostenere di essere ancora il segretario e il tesoriere dei Ds, scontrandosi di fatto con gli attuali vertici. Una questione che dovrebbe mettere in imbarazzo anche il segretario del Pd Nicola Zingaretti.

caro segretario la rubrica di renzi su l unita

 

I crediti sono quelli vantati da alcune banche nei confronti del partito dei Democratici di Sinistra, per 13.097.893,25 euro (Intesa), 22.123.363,63 euro (UniCredit e Carisbo), 14.086.943,36 euro (BNL) e 23.459.238,43 euro (Efibanca spa). Crediti garantiti dalla presidenza del Consiglio dei ministri e che sarebbero dovuti agli istituti bancari in forza dell'«atto aggiuntivo a contratto di finanziamento», rogato per atto pubblico il 3 agosto 2000.

 

L'obbligo della presidenza del Consiglio dei ministri si fonda sul preteso diritto delle banche di escutere la «garanzia primaria e solidale» prestata dallo Stato. Le banche nel 2014 chiesero al tribunale di Roma l'emissione dei relativi decreti ingiuntivi a carico della presidenza del Consiglio, oltre interessi di mora nella misura convenzionale, a decorrere dall'11 ottobre 2011 fino al momento del pagamento, nonché le spese e i compensi del procedimento, sostenendo che l'amministrazione fosse obbligata alla restituzione degli importi a titolo di garanzia.

 

l unita

Gli istituti di credito hanno chiarito che i «crediti residui» ingiunti sono il rimanente derivante dalla somma «ristrutturata» e «accollata» dai suddetti «partiti», dedotte le somme nel frattempo incassate e derivanti dai ratei di finanziamento pubblico ai partiti spettanti allo stesso partito dei Ds.

 

L'escussione della garanzia dello Stato è stata quindi determinata dall'inadempimento dei Ds in ordine al puntuale pagamento delle rate dovute alle banche che, visto l'inadempimento del debitore principale, si sono avvalse del «diritto di ritenere insoluti i finanziamenti erogati».

UNITA BOSCHI

 

La presidenza del Consiglio ha proposto opposizione sul presupposto che il partito dei Ds non è affatto incapiente in quanto possiede migliaia di immobili, fittiziamente intestati con atti di donazione a decine di fondazioni sparse per l'Italia. Gli immobili dati in garanzia su richiesta, allora, della presidenza del Consiglio, corrispondono in molti casi alle sedi del Pd. Il giudice di Roma ha affermato che il comportamento dei Ds rivela «condotte elusive (e forse fraudolente)» e che «delineano un quadro di particolare responsabilità del debitore principale» ovvero il partito dei Democratici di Sinistra. In particolare, dalla relazione tecnica del tribunale è emerso che l'elenco di immobili consegnato dai Ds alla presidenza del Consiglio, all'atto del trasferimento della garanzia, coincideva esattamente con quello dei beni ceduti dall'Unità alla società Beta immobiliare e non ai Ds.

 

In conclusione, la garanzia è stata illegittimamente trasferita sulla base di informazioni false fornite alla presidenza del Consiglio dai dirigenti dell'epoca del partito.

UNITA BERLINGUER

 

Secondo il tribunale di Roma spetta alla presidenza del Consiglio far dichiarare nulli tutti gli atti di donazione in favore delle fondazioni. Conte lo farà o pagherà e basta? Nel frattempo, nel tentativo di poter recuperare il patrimonio del partito e per pagare le banche, le sentenze sono state impugnate dal nuovo tesoriere del partito dei Democratici di sinistra Carlo D'Aprile.

unità

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