giuseppe conte

CONTE ALLA RESA DEI CONTI – IL PREMIER SBATTE CONTRO IL MURO DEL COLLE: IN CASO DI CRISI DI GOVERNO, MATTARELLA NON GLI DARÀ UN NUOVO INCARICO, MA SE SI DIMETTE IL CAPO DELLO STATO È PRONTO A SCIOGLIERE LE CAMERE E A INDIRE LE ELEZIONI – SALVINI DOPO LA VITTORIA ALLE EUROPEE RISCHIA DI LOGORARSI: DA QUESTO MOMENTO QUALSIASI SCIVOLONE GLI SARÀ MESSO IN CONTO…

Francesco Verderami per il “Corriere della Sera”

 

giuseppe conte e mattarella all'inaugurazione della nuova sede dell'intelligence 1

Sc ende il Pil, sale lo spread. E ai primi chicchi di «grandine» nel governo è iniziato il fuggi-fuggi. Il premier, che è senza ombrello, in vista del vertice di lunedì con Di Maio e Salvini, minaccia di lasciare la compagnia dei litiganti. Ma è solo un penultimatum.

 

Sebbene Conte chieda «massima chiarezza» ai suoi vice, è consapevole che l' incontro della prossima settimana non sarà risolutivo. Ma non per questo si assumerà la responsabilità di spegnere il cerino che il capo del Movimento e il leader della Lega hanno preso a scambiarsi, cercando di scaricare l' uno sull' altro la colpa dell' eventuale crisi. L'«avvocato del popolo» non si dimetterà. Intanto perché, se lo facesse, agevolerebbe il piano di Salvini di arrivare senza macchia al voto anticipato, che Di Maio cerca disperatamente di evitare. E poi perché era (e resta) un altro il progetto del premier, come hanno inteso al Quirinale quando è andato per parlare con il capo dello Stato.

 

luigi di maio matteo salvini

Nel corso del colloquio, infatti, pur con le dovute cautele lessicali e con altrettanto tatto istituzionale, Conte ha rivolto una domanda circostanziata a Mattarella. Che tradotta faceva così: se mi dimettessi, potrei riottenere l' incarico? Dal modo in cui è sceso dal Colle, si è capito che la risposta non è stata quella sperata, nonostante alcuni suoi consiglieri lo avessero istruito con famosi precedenti. Ma in caso di crisi il presidente della Repubblica sarebbe intenzionato ad avviare le consultazioni, e in assenza di una maggioranza scioglierebbe le Camere e indirebbe le elezioni.

 

MATTEO SALVINI LUIGI DI MAIO COME BUD SPENCER E TERENCE HILL

Niente scorciatoie né perdite di tempo, nessun bizantinismo come l' escamotage di un voto in Parlamento (al Senato magari) per riguadagnare la fiducia. Così Conte resta ingabbiato nella sfida, che è a due e non a tre: è un gioco di logoramento che a Palazzo Chigi (pessimisticamente) ritengono di sapere dove porti.

 

Salvini preme sui grillini e avanza due richieste che considera prioritarie: l' autonomia regionale e la flat tax. Nelle riunioni i suoi esperti gli avevano spiegato che solo la «tassa piatta» per i redditi sotto i 50 mila euro costerebbe dodici miliardi, e che agire in deficit sarebbe pericoloso per la reazione dei mercati.

GIUSEPPE CONTE PINOCCHIO IN MEZZO AL GATTO (LUIGI DI MAIO) E LA VOLPE (MATTEO SALVINI) MURALE BY TVBOY

 

Ma il vice premier si era detto convinto che «lo spread non schizzerà», perché in Europa anche la Germania e soprattutto la Francia sono in difficoltà. Più che una scommessa, un azzardo. Gliel' hanno fatto capire ieri i numeri dello spread e le parole del governatore di Bankitalia. Ed è certo che il ministro dell' Economia non potrà (né vorrà) derogare dalla linea consigliata da Visco. Al di là delle tensioni giudiziarie, la condizione dei conti pubblici, unita alla condizione politica del governo, porta (quasi) tutti ad essere negativi sul futuro dell' esecutivo. Ce n' è traccia nei dialoghi tra Tria e il suo vice leghista Garavaglia, convinto che «così non si va avanti».

 

giuseppe conte e mattarella all'inaugurazione della nuova sede dell'intelligence

Conte prova a invertire la tendenza, nonostante i problemi di governo incrocino una crisi che sembra di sistema: con la magistratura nella bufera, con ex capi di stato maggiore che disertano in polemica la parata del Due Giugno, con la chiusura in serie di stabilimenti industriali che colgono di sorpresa il ministro Di Maio, i chicchi di «grandine» colpiscono ovunque.

 

di maio e salvini

Non è chiaro quanto ancora potrà durare il gioco del cerino tra i due vicepremier, ma non c' è dubbio che a rischiare di più ora sia Salvini. Proprio il netto successo alle Europee lo espone: da questo momento qualsiasi questione gli verrà messa in conto. Il paradossale scontro a Palazzo Chigi sulla risposta da inviare alla Commissione europea, farà pur cadere in contraddizione Di Maio - che in campagna elettorale aveva detto di non volere più manovre in deficit - ma soprattutto trasforma Salvini in un bersaglio. «Il governo Salvini vuole colpire i servizi sociali», accusa infatti il segretario del Pd Zingaretti.

LUIGI DI MAIO MATTEO SALVINI

 

Subire gli attacchi da premier senza ancora esserlo è una condizione che il leader della Lega non potrà reggere a lungo, senza poi pagarlo nel consenso. E la «grandinata» è appena iniziata.

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