giuseppe conte forrest gump

CONTE, UN UOMO SOLO ALLO SBANDO! TRUPPE 5STELLE IN RIVOLTA, GIUSEPPI RISCHIA L'AMMUTINAMENTO DELLE TRUPPE M5S NON SOLO SUL SUCCESSORE DI MATTARELLA MA ANCHE SULL’ELEZIONE DEL CAPOGRUPPO DI PALAZZO MADAMA DOVE LA SENATRICE CASTELLONE SFIDA IL CONTIANO LICHERI - UN PIANO ANTI-CONTE PER ORA NON C'È MA LA FRONDA POTREBBE MANIFESTARSI NELLE AULE. DIETRO LE QUINTE C'È CHI SI APPELLA A GRILLO AFFINCHÉ METTA FINE ALL'ERA DI UN UOMO SOLO AL COMANDO, CHI A DI MAIO…

EMILIO PUCCI per il Messaggero

 

giuseppe conte

Conte continua a spingere Draghi al Colle, anche se premette che non c'è l'eventualità di elezioni anticipate. Di Maio dice di essere un grande estimatore del premier, «l'Italia è fortunata», ma aggiunge che è presto per fare totonomi, dando voce alle perplessità della compagine governativa pentastellata secondo la quale sarebbe opportuno che l'ex numero uno della Bce continuasse nella sua avventura a palazzo Chigi.

 

Ma la divisione nel Movimento 5 stelle sul tema Quirinale è ancora più evidente nei gruppi parlamentari. Alla Camera e al Senato sono in tanti a promettere di affossare l'eventuale candidatura del presidente del Consiglio. «Abbiamo sbagliato a mandarlo a palazzo Chigi ma sarebbe un errore ancora più grande promuoverlo a prima carica dello Stato», la reazione di un big. Insomma, il presidente M5S rischia di essere il solo a voler cambiare schema nel Movimento. Tanto che dopo essersi pronunciato a favore di un upgrade del premier, ieri è stato costretto a frenare: «Non ci sono preclusioni ma dobbiamo vagliare tutte le condizioni».

 

GIUSEPPE CONTE

L'avvocato di Volturara Appula ha argomentato le sue tesi dal salotto di Vespa, prima aveva incontrato gli sherpa economici del Movimento, rilanciando su reddito di cittadinanza e superbonus e annunciando di voler parlare al più presto con Draghi. Conte è pronto a portare sul tavolo dell'esecutivo una nuova agenda, ha preso definitivamente il comando della nave ma rischia l'ammutinamento dei suoi non solo sul successore di Mattarella.

 

«Non accetteremo indicazioni dall'alto», il refrain nei gruppi. La sommossa prende spunto dal diktat sulle partecipazioni tv. Quel parlano solo i vicepresidenti non è piaciuto. «Questo criterio lede la libertà di informazione», il parere di Di Nicola, membro della commissione Vigilanza Rai. «Così M5S non è più una democrazia partecipativa», il ragionamento di tanti. Il timore è che l'ex premier voglia fare tabula rasa della vecchia dirigenza.

 

conte

Che intenda puntare esclusivamente sulla sua squadra e in futuro definire le liste senza tenere conto né dei territori né dell'attuale classe parlamentare. Un piano anti-Conte per ora non c'è e non si guarda neanche alla Raggi come possibile sfidante del neopresidente, ma intanto la rivolta potrebbe manifestarsi nelle Aule. Un segnale arriverà oggi. La senatrice Castellone si presenta quale aspirante capogruppo a palazzo Madama contro il contiano Licheri. Ieri entrambi hanno presentato i propri programmi, oggi le votazioni a scrutinio segreto. La pentastellata campana è sostenuta da almeno venticinque senatori e altri dieci hanno già anticipato che si asterranno o non verranno a votare. Motivo per cui non dovrebbe arrivare per il momento una fumata bianca, considerato che servono perlomeno 37 sì.

giuseppe conte luigi di maio foto di bacco (2)

 

L'OFFERTA Conte nei giorni scorsi ha chiamato la Castellone, le ha chiesto di fare un passo indietro per evitare spaccature, offrendole un altro ruolo. «Ma non arretreremo», la protesta di un esponente M5S del Senato che appoggia la linea della discontinuità. Malumori anche alla Camera dove il capogruppo Crippa, non un fedelissimo dell'ex premier, appare inattaccabile. Dietro le quinte c'è chi si appella a Grillo affinché metta fine all'era di un uomo solo al comando, chi a Di Maio. Conte punta a tirare dritto nonostante lo scompiglio. «Ma è lontano dal nostro dna. Non ha né l'anima né il cuore del Movimento», la tesi del fronte sempre più critico alla sua gestione.

GIUSEPPE CONTE E BEPPE GRILLO A MARINA DI BIBBONACONTE DI MAIOgrillo contegiuseppe conte virginia raggi luigi di maio foto di bacco (6)

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni marina berlusconi antonio tajani

DAGOREPORT – A PALAZZO CHIGI ALEGGIA DAVVERO UN CLIMA DA FINE IMPERO - AL VERTICE DI MARTEDÌ SCORSO IL NERVOSISMO DI GIORGIA MELONI HA SUPERATO LA SOGLIA DI GUARDIA, ACCUSANDO PESANTEMENTE SALVINI E TAJANI DI “TRADIMENTO” SULLE PREFERENZE (SE L’EMENDAMENTO VENISSE BOCCIATO ANCHE AL SENATO, LA “SFI-DUCETTA” DELLA CAMERA DIVENTEREBBE UNA CATASTROFICA "SFI-DUCIONA") - IL LEGHISTA HA SUBITO SMOLLATO LA PATATONA BOLLENTE SU FORZA ITALIA. L’EX MONARCHICO DI FERENTINO, FINO A IERI FEDELE ‘’CAMERIERE’’ DELLA DUCETTA, HA RIFILATO IL SOLITO BLA BLA DI SUPERCAZZOLE CON SCAPPELLAMENTO AI “VALORI DEL BERLUSCONISMO DA DIFENDERE'' – LA VERITÀ È CHE NÉ SALVINI NÉ TAJANI RIESCONO A CONTROLLARE I LORO PARLAMENTARI, AL PUNTO CHE LA MELONI, DISPERATA, AVREBBE CHIAMATO MARINA BERLUSCONI - LIQUIDATA DALLA ''CAVALIERA'' CON “NON HO AUTORITÀ SULLE SCELTE DEL PARTITO”, “IO SO’ GIORGIA” AVREBBE CHIUSO CON UN MINACCIOSO: “ME LO RICORDERÒ…”

ministero della giustizia giusi bartolozzi

FLASH – LA “ZARINA” È SEMPRE DI CASA A VIA ARENULA! PARE CHE QUESTA MATTINA GIUSI BARTOLOZZI, EX CAPO DI GABINETTO DI CARLO NORDIO, GIUBILATA DA MELONI DOPO LA SCONFITTA AL REFERENDUM, SIA TORNATA A FAR VISITA AI SUOI EX COLLEGHI AL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA. E NON SAREBBE LA PRIMA VOLTA, NELLE ULTIME SETTIMANE – LA BARTOLOZZI, A QUANTO SPIFFERANO GLI “ADDETTI AI LIVORI”, SI SAREBBE INTRATTENUTA CON IL VICE-CAPO DI GABINETTO DEL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA, VITTORINO CORASANITI, E CON LA RESPONSABILE DEL DIPARTIMENTO DELL’ORGANIZZAZIONE GIUDIZIARIA, LINA DI DOMENICO. DI COSA DOVEVANO PARLARE I DUE FUNZIONARI CON L'EX CAPETTA DI VIA ARENULA?

guido crosetto giorgia meloni roberto vannacci marina berlusconi

DAGOREPORT - L’IRRESISTIBILE ASCESA DEL FENOMENO VANNACCI SARÀ LA PIETRA TOMBALE DEL MELONISMO? IMBARCARE LA “FECCIA” DI FUTURO NAZIONALE AVREBBE CONSEGUENZE CATASTROFICHE PER MELONI & CAMERATI – FORZA ITALIA, PER LA VOCE DI FRANCESCO PAOLO SISTO, GIÀ AVVOCATO DI SILVIO BERLUSCONI E ATTUALE VICEMINISTRO DELLA GIUSTIZIA, HA GIÀ INVITATO I DEPUTATI AZZURRI CHE SI SENTONO ATTRATTI DALLE POSIZIONI DI VANNACCI, A "PASSARE IL RUBICONE". CIOÈ A TOGLIERSI DAI PIEDI E ACCOMODARSI ALTROVE - ALLO STESSO TEMPO LA PRESENZA DEL GENERALISSIMO RISCHIA DI TRAFIGGERE IL VERTICE DI FRATELLI D’ITALIA. IL PRIMO AD ALZARE I TACCHI SAREBBE DI CERTO IL CO-FONDATORE DEL PARTITO E MINISTRO DELLA DIFESA, GUIDO CROSETTO…

gianni alemanno giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT – SENZA UN’ALLEANZA CON VANNACCI, GIORGIA MELONI RISCHIA DI PERDERE LE PROSSIME ELEZIONI – E ALLORA A VIA DELLA SCROFA HANNO PROVATO AD AMMANSIRE IL GENERALE PER TIRARE IN COALIZIONE ANCHE FUTURO NAZIONALE – PECCATO CHE L’EX PARA’ SIA PAPPA E CICCIA, IN EUROPA, CON I NEONAZISTI DI AFD, NEL GRUPPO “EUROPA DELLE NAZIONI SOVRANE” – PER RENDERSI “POTABILE” A UNA COALIZIONE DI GOVERNO, VANNACCI DOVREBBE “RIPULIRSI” PARECCHIO, FARE PARECCHIE ABIURE, PENA L’OSTILITA’ DI BRUXELLES E DEL PPE (CHE HA IN AFD IL SUO NEMICO) – MA AL GENERALE CONVIENE DILUIRSI IN UN CENTRODESTRA CHE ANNACQUEREBBE LA SUA FASCIO-RETORICA O RESTARE ALL’OPPOSIZIONE E INGROSSARE I CONSENSI? LA SECONDA CHE HAI DETTO…

politecnico di milano rettrice donatella sciuto big mama

DAGOREPORT - L’ULTIMA FRONTIERA DELLA PARITA’ DI GENERE? LE UNIVERSITA’ MILANESI, PASSATE NEGLI ULTIMI DIECI ANNI DA ZERO A SEI RETTRICI - ORA, SULL’ESEMPIO DI MANFREDI A NAPOLI, QUALCUNA PENSA AL “GRANDE SALTO”. E’ IL CASO DELLA RETTRICE DEL POLITECNICO, DONATELLA SCIUTO: IN UNA INTERVISTA AL “CORRIERE” DICHIARA DI NON VOLERSI CANDIDARE E INVITA A VOTARE UN SINDACO DEL PD - DEL RESTO, NEL SUO ATENEO C’E’ APPENA STATO UN CONCORSO CON UNA SOLA CANDIDATA (GUARDA CASO!): LA EX PARLAMENTARE PD, LEYLA CIAGA’ – LA LAUREA IN URBANISTICA A BIG MAMA, LA CUI CANZONE “LA RABBIA NON TI BASTA” E’ STATA DEDICATA DALLA SCHLEIN ALLA MELONI. INSOMMA UN POLITECNICO ROSSO DI RABBIA…