banca d italia bankitalia giorgia meloni giancarlo giorgetti

I CONTI NON TORNANO: LA MANOVRA DEL GOVERNO MELONI VIENE BOCCIATA SENZA APPELLO! – BANKITALIA GELA GIORGETTI: GLI OBIETTIVI DI UNA CRESCITA DELL’1% NEL 2024 E DELL’1,2% NEL 2025 SONO MIRAGGI. E BACCHETTA IL GOVERNO PER LA SFORBICIATA SULLE DETRAZIONI FISCALI: “METTE A RISCHIO L’EQUITÀ FISCALE” – LA CORTE DEI CONTI CRITICA I TAGLI LINEARI A MINISTERI E ENTI LOCALI: “SAREBBE NECESSARIA UNA SELEZIONE DEGLI INTERVENTI...” – LA MANCANZA DI RISORSE PER AUMENTARE IL PERSONALE DELLA SANITÀ...

Estratto dell’articolo di Valentina Conte per “la Repubblica”

 

giorgia meloni giancarlo giorgetti

Un’economia senza slancio mette a rischio i conti pubblici. È quanto emerge dalla seconda giornata di audizioni parlamentari sulla manovra. Gli obiettivi del governo di una crescita dell’1% quest’anno e dell’1,2% il prossimo sembrano ormai archiviati. Lo notano Bankitalia e Ufficio parlamentare di bilancio. Anche Istat parla di «battuta d’arresto» del Pil nel terzo trimestre. E di mancanza di segnali positivi dal «clima di fiducia» misurato in ottobre.

 

E poiché la terza manovra del governo Meloni contiene «misure restrittive», come ammette il presidente del Cnel Renato Brunetta, proprio perché «figlia del Psb», il Piano di riduzione di deficit e debito, «servono scelte importanti» sulla spesa, insiste la Corte dei Conti. Per i giudici contabili «il quadro resta difficile». I tagli di spesa incidono sulla carne viva di famiglie, lavoratori, pensionati, imprese. [...]

 

BANKITALIA

Bocciati dunque i tagli lineari, la spending review miliardaria del governo che non sceglie, ma fa solo cassa su ministeri ed enti locali tirando una riga. «Sarebbe necessaria una selezione degli interventi», prosegue la Corte. E invece «mancano indicazioni di come si traduca in una revisione dei servizi offerti ai cittadini».

 

La situazione appare grave in particolare per la sanità, unico settore tra l’altro a registrare un aumento di spesa. Alla fine del triennio, nel 2027, risalirà al livello del pre-Covid, il 6,4% del Pil, pari a 152 miliardi. Insufficiente perché non tiene conto delle assunzioni indispensabili ad evitare un crollo del sistema.

 

giorgia meloni e giancarlo giorgetti 3

Bankitalia sostiene che nei prossimi dieci anni servono il 30% di medici in più e il 14% di infermieri extra rispetto al 2022. In pratica, oltre 50 mila medici e 24 mila infermieri per rimpiazzare i pensionati. Altri 20 mila infermieri e 6.300 operatori sanitari solo per far fronte alla medicina del territorio, prevista dal Pnrr.

 

Il presidente dell’Istat Francesco Maria Chelli dà i contorni dell’emergenza: l’anno scorso le famiglie hanno speso 40,6 miliardi per curarsi e quanti rinunciano alle cure sono il 7,6% dal 6,3% del 2019. Ecco che gli aumenti sulla sanità previsti dal governo Meloni sono «solo una risposta parziale», insiste la Corte dei Conti.

 

[...]

 

L’altro elemento critico risiede nel comparto fiscale, il cuore della manovra. La conferma in modo strutturale del taglio del cuneo e dell’Irpef - insieme valgono quasi 18 miliardi su 30 di legge di bilancio - è apprezzata da tutti. «Viene eliminata una fonte di incertezza», commenta Bankitalia.

 

s-fascio tutto io - poster by macondo

Tuttavia i due interventi si sommano ai nuovi creando non solo «un sistema di tassazione né più semplice né più trasparente », nota Bankitalia. Ma oltre alla complessità, cresce la disparità, per il tetto alle detrazioni sopra i 75 mila euro: «Equità a rischio». Per Upb «le misure fiscali sono poco intellegibili».

 

Soprattutto si «ampliano le differenze»: a parità di reddito, fino a 50 mila euro, un lavoratore dipendente prende di più del pensionato e dell’autonomo. Avviene perché il governo ha trasformato il vecchio taglio del cuneo in un bonus fino a 20 mila euro e in una detrazione tra 20 mila e 40 mila euro.

 

[...] L’operazione poi di trasformazione del taglio al cuneo da contributivo a fiscale non pare essere neutrale. L’Istat calcola in 2,4 milioni i beneficiari aggiuntivi: lavoratori dipendenti dai 35 ai 40 mila euro di reddito (prenderanno 576 euro annui in media). Il totale della platea sale così a 17,4 milioni. Ma in 500 mila perderanno tutto perché il governo è passato dal considerare il reddito Irpef al reddito complessivo.

 

PAGARE LE TASSE IN ITALIA

Secondo Upb questa fascia di “perdenti” totali è più ristretta: 310 mila (rinunciano in media a 771 euro annui). A questi vanno aggiunti i “perdenti” parziali che nel riconteggio rinunciano a 380 euro all’anno e sono 805 mila. In totale, per Upb, siamo a un milione e 115 mila persone “svantaggiate” in tutto o in parte sul 2024. La platea è più alta della stima Istat: 18,8 milioni (con 3,7 milioni nuovi). [...]

GIANCARLO GIORGETTI - GIORGIA MELONI

Ultimi Dagoreport

salvini vannacci

DAGOREPORT - MATTEO SALVINI HA DECISO: ROBERTO VANNACCI DEVE ANDARSENE DALLA LEGA. IL PROBLEMA, PER IL SEGRETARIO, È COME FAR SLOGGIARE IL GENERALE. CACCIARLO SAREBBE UN BOOMERANG: È STATO SALVINI STESSO A COCCOLARLO, NOMINANDOLO VICESEGRETARIO CONTRO TUTTO E CONTRO TUTTI. L’OPZIONE MIGLIORE SAREBBE CHE FOSSE L’EX MILITARE A SBATTERE IL PORTONE E ANDARSENE, MA VANNACCI HA PAURA CHE I TEMPI PER IL SUO PARTITO NON SIANO MATURI (DOVE PUÒ ANDARE CON TRE PARLAMENTARI, NON CERTO DI PRIMO PIANO, COME SASSO, ZIELLO E POZZOLO?) – ENTRAMBI SANNO CHE PIÙ ASPETTANO, PEGGIO È, ANCHE IN VISTA ELEZIONI: AVVICINARSI TROPPO AL 2027 POTREBBE ESSERE FATALE A TUTTI E DUE – LA “GIUSTA CAUSA” PER LICENZIARE IL GENERALE CI SAREBBE GIÀ, MANCA LA VOLONTÀ DI FARLO...

peter thiel donald trump

FLASH – TRUMP, UN UOMO SOLO ALLO SBANDO! IL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO È COMPLETAMENTE INCONTROLLABILE: DOPO AVER SFANCULATO, NELL’ORDINE, STEVE BANNON, ELON MUSK, PAM BONDI E TUTTO IL CUCUZZARO “MAGA”, ORA SAREBBE AI FERRI CORTISSIMI ANCHE CON PETER THIEL, IL “CAVALIERE NERO DELLA TECNO-DESTRA”, E DI CONSEGUENZA IL BURATTINO DEL MILIARDARIO DI “PALANTIR”, IL VICEPRESIDENTE JD VANCE – TRUMP SI CREDE L’UNTO DEL SIGNORE CON LA DEVOZIONE DEL POPOLO AMERICANO, ED È PRONTO A TUTTO PUR DI VINCERE LE MIDTERM DI NOVEMBRE - IL SEGRETARIO DI STATO, MARCO RUBIO, NON HA LE PALLE DI RIBELLARSI, TERRORIZZATO DI FINIRE CACCIATO O MESSO ALLA PUBBLICA GOGNA – E CON UN TRUMP IN COMPLETA DISGREGAZIONE MENTALE, SENZA NESSUNO CHE LO FERMI E CON IL SOGNO DI DIVENTARE “IMPERATORE DEL MONDO” (COME HA DETTO ROBERT KAGAN), C’È DA AVERE DAVVERO PAURA...

fiorello dagospia

“EVVIVA DAGOSPIA” – FIORELLO SOTTERRA IL "FORNELLO DI GUERRA" E CHIEDE SCUSA A MODO SUO DOPO AVER DEFINITO I GIORNALISTI DI DAGOSPIA “CIALTRONI”: “VOI SAPETE COME SIAMO, NO? IO SONO FUMANTINO, E ANCHE DAGOSPIA. CI SIAMO ABBAIATI, COME I CANI CHE SI INCONTRANO, MA NON SI MORDONO, PERCHÉ ALLA FINE SI STIMANO” – “INVITIAMO QUI UNA RAPPRESENTANZA, VI CUCINO IO, COL FORNELLETTO A INDUZIONE E DUE POMPIERI VICINO, NON SI SA MAI” - LA RISPOSTA DELLA REDAZIONE: "SEPPELLIAMO IL FORNELLETTO DI GUERRA E ACCETTIAMO L'INVITO A PRANZO MA PORTIAMO NOI L'ESTINTORE E..." - VIDEO!

olocausto antonino salerno

IL CASO DEL LIBRO “UN GENOCIDIO CHIAMATO OLOCAUSTO”, FIRMATO DA TALE ANTONINO SALERNO, DIVENTA UN MISTERO: CONTATTATA DA DAGOSPIA, LA CASA EDITRICE "MIMESIS" PRECISA CHE "L’AGILE PAMPHLET" DA 1400 PAGINE NON È MAI STATO PUBBLICATO, NÉ LO SARÀ PIÙ, DOPO LA MAIL DI UN LETTORE A QUESTO DISGRAZIATO SITO – SE IL LIBRO, COME DICE “MIMESIS” ERA ANCORA IN FASE DI REVISIONE, E NON SAREBBE STATO PUBBLICATO PRIMA DI ALCUNI MESI, COME MAI IL 30 GENNAIO L’UNIVERSITÀ DELL’INSUBRIA AVEVA PROGRAMMATO UNA PRESENTAZIONE? SI PRESENTA UN LIBRO CHE NON E' STATO NEANCHE STAMPATO? – CHI È DAVVERO ANTONINO SALERNO? IN RETE SI TROVA SOLO UN "ANTONIO SALERNO", MA TRATTASI DI UN DIPENDENTE DEL MINISTERO DELLA CULTURA, DIRETTORE DI VARI MUSEI ARCHEOLOGICI IN CAMPANIA - E' LUI O NON E' LUI? L'AUTORE E' IGNOTO PERSINO ALLA STESSA CASA EDITRICE E A FRANCO CARDINI CHE, DEL LIBRO, HA SCRITTO LA PREFAZIONE (UN DELIRANTE TESTO IN CUI ARRIVA A DIRE: "SULLA SHOAH ESISTE UNA 'VERITA'' UFFICIALE INCERTA E LACUNOSA...")

RUGGIERI, TORNA COM’ERI! - DOPO AVER LETTO SU DAGOSPIA UN COMMENTO AI SUOI ELOGI A TRUMP, IL NIPOTE DI BRUNO VESPA RISPONDE CON UN VIDEO BILIOSO, DEFINENDO DAGOSPIA UN “SITARELLO” E PARLANDO DI “DELIRI STUPEFACENTI” - IL PARTY-GIANO RUGGIERI SI ADONTA PER COSÌ POCO? LO PREFERIVAMO GAUDENTE, TIPO BERLUSCONI IN SEDICESIMO, COME SVELATO DALLA SUA AMICA ANNALISA CHIRICO IN UN VIDEO DEL 6 GENNAIO. IN QUEL FILMATO, LA GIORNALISTA SVELÒ LE PASSIONCELLE DI RUGGIERI EVOCANDO “UN’AMICA MOLDAVA NON DICO CONOSCIUTA DOVE” - SORVOLIAMO SUI CONTENUTI POLITICI DEL VIDEO, DOVREMMO PRENDERLO SUL SERIO PER FARE UN CONTROCANTO. MA RUGGIERI, CHE ABBIAMO SEMPRE STIMATO PER LA SUA CAPACITÀ DI DRIBBLARE AGILMENTE IL LAVORO, È UN SIMPATICO BIGHELLONE DA TENNIS CLUB… - VIDEO!

donald trump peter thiel mark zuckerberg elon musk jordan bardella giorgia meloni nigel farage

DAGOREPORT – PER IL “T-REX” TRUMP (COPYRIGHT GAVIN NEWSOM) I SOVRANISTI EUROPEI SONO DINOSAURI VICINI ALL’ESTINZIONE. È LA MORTE DI QUELLA BANALE DIALETTICA CHE CI TRANQUILLIZZAVA (TIPO MELONI CONTRO SCHLEIN) A FAVORE DELLA POLITICA DEL CAOS: TU PRENDI L’UCRAINA, IO TOLGO MADURO DAL VENEZUELA, PRENDO LA GROENLANDIA E UN TERZO CONTINENTE A SCELTA – CON IL PRESIDENTE AMERICANO INTERESSATO SOLO AL BUSINESS E AGLI AFFARI (CHI INCASSERÀ I 20 MILIARDI “DONATI” DAGLI STATI PER L’ONU PRIVATA CHIAMATA “BOARD OF PEACE”?), E IN PROCINTO DI ANNETTERE LA GROENLANDIA, CON O SENZA ARMI, PURE CHI VEDEVA IN LUI UN CONDOTTIERO SI È DOVUTO RICREDERE. E COSÌ, DA BARDELLA A FARAGE, FINO ALLA MELONI CON I SUOI SUSSURRI IMBARAZZATI, I MAL-DESTRI EUROPEI HANNO CAPITO DI ESSERE SOLO PREDE PRONTE PER ESSERE DIVORATE DALLE FAUCI DEL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO