gianni riotta matteo salvini gad lerner

CONTINUATE COSÌ, FATEVI DEL MALE! – DA RIOTTA A RAIMO, DA GAD LERNER A CUPERLO, GLI “INTELLETTUALI” CONTINUANO A REGALARE VOTI A SALVINI DANDO DEI COGLIONI AGLI ELETTORI LEGHISTI (E QUINDI A UN ITALIANO SU TRE) – "JOHNNY" FA L’ELOGIO DEGLI ITALIANI ALL’ESTERO CHE VOTANO PD PERCHÉ “HANNO VISTO IL MONDO, NON I TALK SHOW” – CASTELLANI (LUISS): “LA LEGA HA AVUTO IL 34% TRA LE CLASSI AGIATE, PIU' DEL PD. SIAMO CERTI CHE SIA LA RIVOLTA DEI BUZZURRI? IN CABINA ELETTORALE DIO TI GUARDA, IL POLITICAMENTE CORRETTO NO”

 

 

 

Bruno Giurato per www.linkiesta.it

 

GIANNI RIOTTA

La notizia è che ha vinto il Pd, ma per chi vota all’estero. I Democratici per gli italiani residenti fuori dall’italia sono il primo partito, con il 32, 4 per cento. La Lega si è fermata al 18, i Cinque Stelle al 14. Lo scenario che molti moderati sognerebbero, anche se sul voto degli italiani fuori d’Italia viene in mente la storica battuta di Daniele Luttazzi: “Troppo comodo bello mio, se li voti te li becchi”.

Il commento arriva da un principe del giornalismo come Gianni Riotta con questo tweet.

 

 

 

La sintesi tra commento e notizia e che anche un principe del giornalismo non riesce a trattenersi dal dare una leccata -di endorfine c’è bisogno- al cioccolato del pregiudizio.

gianni cuperlo

Chi è studiato, saputo, “capisciuto”, e in questo caso viaggiato, vota Pd, e gli altri, quelli che votano Lega o Cinque Stelle o sono, oltre che fasci, dei beoti ignoranti che fanno seriamente riflettere sulla necessità di ritoccare il concetto di democrazia.

 

Dalla leccatina al cioccolato di Riotta si passa al tuffo nella Nutella, alla Nanni Moretti in Bianca, per Gianni Cuperlo, politico di lungo corso sin dai tempi del Pci: «A me colpisce che oggi la Lega sia il primo partito in Sardegna dove il 33 per cento dei ragazzi tra i 14 ed i 18 anni che frequentano la secondaria non finirà gli studi» ha detto Cuperlo da Myrta Merlino.

 

Gad Lerner

Vero che Cuperlo si è tirato fuori subito dalla Nutella, con una dichiarazione mandata ai giornali in cui spiegava: «ritengo una forma acuta di stupidità collegare il titolo di studio di chiunque all’espressione del suo voto», ma qui non si può non notare che la tentazione elitista se non altro per carenza di endorfine post elezioni è sempre lì.

È il grande rimosso che non si può dire, e quanto meno si nomina quanto più attrae.

 

Tipo cioccolato. Tipo Nutella. Fase orale della politica. Chi scrive, se dà un’occhiata ai post della sua bolla su Facebook è sommerso dai povera patria e dagli espatrio (ed entro nel golden cicle della maggioranza moderata).

Allora, forse, meglio Gad Lerner, che parla con precisione di “classi subalterne” che si votano al nazionalismo, come negli anni Venti. Anche se in questo caso bisogna rilevare che l’analogia tra Lega e Fascismo, o alla stagione pre-fascista -e durante il Salone del libro ne abbiamo avuto la rappresentazione più potente- è servita solo, forse, a far guadagnare qualcosa al Pd, stante che la sinistra-sinistra è scomparsa dalla mappa degli esiti elettorali.

CHRISTIAN RAIMO

 

E tutto ciò, l’aver lavorato sì contro la Marea Nera, ma a favore del Pd, potrebbe dare fastidio a qualche intellettuale di schietta sinistra, tipo Christian Raimo. Stante che il Pd rappresenta l’area moderata, le battaglie antifa avrebbero avuto la funzione di spingere l’elettore (in)consapevole ma capisciuto verso i moderati: una specie “voto Dc turandomi il naso” di Montanelli in una versione post novecentesca. Invertita. Carnevalesca.

matteo salvini commenta la vittoria della lega alle europee da via bellerio 7

 

 

Sta di fatto che la macchietta dell’elettore di destra becero, ignorante, se non geneticamente cattivo, è innanzitutto vecchia. È già stata usata per quasi vent’anni con gli elettori di Berlusconi, di cui adesso a sinistra molti hanno nostalgia in quanto amanti del modernariato e ed ex spettatori di Drive In.

 

E inoltre, in tempi di polarizzazione del dibattito (un modo scientifico per dire che siamo tutti incarogniti su Facebook, mentre qualcuno è specializzato in incarognimento su Twitter) è esattamente speculare a quella del “sontuoso attico di Nuova York” che usa Diego Fusaro quando parla del cosiddetto “establishment”, dei “poteri forti”, eccetera. Sono esattamente la stessa cosa. Macchiette dell’ideologia. Meme. Equivalgono al gattino coi baffi da Hitler. A Omar Souleyman che sotto alle sue meravigliose tastiere deliranti appare in ogni contesto, dalle piramidi a Parigi. Tranquilli, Di Maio non ha perso perché tutti gli davano del "bibitaro" sui social.

diego fusaro e i manifesti su putin

 

Sono tutte rappresentazioni perfettamente funzionali, anche se con le migliori intenzioni, al discorso populista, che (appunto come spiegato qui) si nutre di una radicalizzazione social molto libera nei contenuti, ma utilizzabile e utilizzata, in genere non dai moderati.

La parola “autocritica” sa di muffa, è vero. Autoanalisi non si può senti'. Ma analisi della realtà ci sta. Forse è meglio della Nutella (anche perché fase orale per fase orale, sui post di cibo c'è già Salvini) e dei meme.

 

 

 

Ultimi Dagoreport

sigfrido ranucci

DAGOREPORT - L'UNICA AD AVER CAPITO TUTTO DI SIGFRIDO RANUCCI ERA MILENA GABANELLI: "È UN GRAN RUBACUORI... LE RACCOGLIE A MAN BASSA, VEDEVO QUESTO IO…", DISSE "MI-JENA" IL 30 OTTOBRE 2025, A DUE SETTIMANE DALL'ATTENTATO DI POMEZIA, OSPITE DI GEPPI CUCCIARI A "SPLENDIDA CORNICE", RAI3, RIVOLTA AL CONDUTTORE DI "REPORT", INCORNICIATO “MARTIRE DELLA LIBERTÀ”, CHE REPLICÒ RIDENDO: “NO, NON È VERO…NON ABBASTANZA PER DIVENTARE PRESIDENTE DEL CONSIGLIO” - ERANO BATTUTE, CERTO, MA OGGI PRENDONO UN’ALTRA PIEGA, UN SIGNIFICATO DIFFERENTE ALLA LUCE DELL'“ATTENTATO D'AMORE” DI LAVITOLA PER LANCIARE RANUCCI IN POLITICA E SULLE PRODEZZE EROTICHE DEL “ROCCO SIGFRIDO” CON STAGISTE E FONTI IN GONNELLA – ANCHE LA LETTERA ANONIMA DEL 2021 INVIATA ALLA RAI CHE ACCUSAVA RANUCCI DI MOLESTIE E RICATTI SESSUALI NEI CONFRONTI DI TRE COLLEGHE DI "REPORT", E CHE SI CONCLUSE CON L'ASSOLUZIONE DEL CALDO SIGFRIDO, ASSUME OGGI UN'ALTRA LUCE... - VIDEO

tilman fertitta yacht boardwalk

FERTITTA, CARO CI COSTI! – L’AMBASCIATORE DI TRUMP IN ITALIA CONTINUA IL SUO GIRO DEL MEDITERRANEO IN YACHT, CHE COSTEREBBE ALLO STATO ITALIANO LA SOMMETTA DI 115MILA EURO AL GIORNO, PER SCORTA E SICUREZZA, PER UN TOTALE DI OLTRE 5 MILIONI (IL TOUR INIZIATO IL 13 GIUGNO A CIVITAVECCHIA SI CONCLUDERA’ IN SARDEGNA A META’ AGOSTO) – NELLE SCORSE SETTIMANE IL FIGLIO DELL'AMBASCIATORE, PATRICK FERTITTA, AVREBBE INIZIATO A STUDIARE IL "DOSSIER LAZIO" IN VISTA DI UNA PROPOSTA DI ACQUISIZIONE DEL CLUB DI LOTITO - L'EMISSARIO DI TRUMP, TEXANO CON ANTENATI SICILIANI, È TRA I BUSINESSMEN PIÙ RICCHI D'AMERICA: 11 MILIARDI DI PATRIMONIO, CONTROLLA UN COLOSSO DELLA RISTORAZIONE E CASINÒ, È PROPRIETARIO DEGLI HOUSTON ROCKETS, FRANCHIGIA DI BASKET NBA, ACQUISITI PER 2,2 MILIARDI....

sara soldati leonardo maria del vecchio

DAGOREPORT - A LEONARDINO DEL VECCHIO NON BASTAVANO GLI INFINITI SCAZZI FAMILIARI, NÉ IL RINVIO A GIUDIZIO PER IL DOSSIERAGGIO DEI CYBER-SPIONI DI ‘’EQUALIZE’’. ORA, PER LA SERIE “ANCHE I RICCHI PIANGONO”, SI RITROVA SULLA CAPOCCIA UNA QUERELA PER ‘’VIOLENZA PRIVATA’’ E UNA DENUNCIA PER ‘’SOTTRAZIONE DI MINORE’’, PRESENTATA DALLA MODELLA E INFLUENCER SARA SOLDATI, MADRE DI BIANCA, LA BAMBINA DI UN ANNO NATA DALLA LORO RELAZIONE - MALGRADO UN DOVIZIOSO ASSEGNO MENSILE (50MILA EURO?) ALLA SOLDATI, CHE LA TRISTE ISTORIA SAREBBE FINITA A PESCI IN FACCIA ERA FACILMENTE PREVEDIBILE, ALMENO DA UN MESE, DA QUANDO LEONARDINO GLI AVEVA BLOCCATO LE CARTE DI CREDITO - ESSENDO LE DISGRAZIE COME LE CILIEGIE, UNA TIRA L’ALTRA, IL LEGALE DELLA MODELLA E’ L’IMMANCABILE ANNAMARIA BERNARDINI DE PACE, UN “MASTINO CON LA TOGA” CHE DI SICURO FARÀ VEDERE I SORCI VERDI A LEONARDINO…

roberto vannacci giorgia meloni

DAGOREPORT - L’ESPLOSIVA DISCESA IN CAMPO DI ROBERTO VANNACCI STA FOTTENDO L’ARMATA BRANCA-MELONI – SENZA FUTURO NAZIONALE, IL CENTRODESTRA NON SOLO RISCHIA DI PERDERE PALAZZO CHIGI MA DEVE DIRE ADDIO AL SOGNO DI ESPUGNARE ROMA E MILANO ALLE COMUNALI DELLA PRIMAVERA 2027 - I DATI DEGLI ULTIMI SONDAGGI RISERVATI REGISTRANO QUANTO VANNACCI STIA PRENDENDO PIEDE, A SPESE DI FDI, A MILANO (7/8%) E A ROMA (6,8%) – SENTITA PUZZA DI SCONFITTA, LA RUSSA, DA QUEL POLITICO SCALTRO ED ESPERTO CHE È, HA SCARICATO LUPI E BALILLA, MOLLANDO LA PATATA BOLLENTE DELLA SCELTA DEL CANDIDATO NELLE MANINE DELLE SORELLE MELONI – A ROMA LA SCELTA DELLO SFIDANTE DI GUALTIERI SARÀ SVELATA SOLO ALL’INDOMANI DEL RITIRO DELL’INDIGESTA AUTO-CANDIDATURA DI FABIO RAMPELLI. L’ARDUO INCARICO DI FAR TORNARE SUI SUOI PASSI L’INGOMBRANTE EX TUTOR DI GRAN PARTE DEI MELONIANI OGGI AL POTERE, È STATO AFFIDATO A FRANCESCO LOLLOBRIGIDA, TORNATO IN GRAN SPOLVERO…

giorgia meloni marina berlusconi antonio tajani

DAGOREPORT – A PALAZZO CHIGI ALEGGIA DAVVERO UN CLIMA DA FINE IMPERO - AL VERTICE DI MARTEDÌ SCORSO IL NERVOSISMO DI GIORGIA MELONI HA SUPERATO LA SOGLIA DI GUARDIA, ACCUSANDO PESANTEMENTE SALVINI E TAJANI DI “TRADIMENTO” SULLE PREFERENZE (SE L’EMENDAMENTO VENISSE BOCCIATO ANCHE AL SENATO, LA “SFI-DUCETTA” DELLA CAMERA DIVENTEREBBE UNA CATASTROFICA "SFI-DUCIONA") - IL LEGHISTA HA SUBITO SMOLLATO LA PATATONA BOLLENTE SU FORZA ITALIA. L’EX MONARCHICO DI FERENTINO, FINO A IERI FEDELE ‘’CAMERIERE’’ DELLA DUCETTA, HA RIFILATO IL SOLITO BLA BLA DI SUPERCAZZOLE CON SCAPPELLAMENTO AI “VALORI DEL BERLUSCONISMO DA DIFENDERE'' – LA VERITÀ È CHE NÉ SALVINI NÉ TAJANI RIESCONO A CONTROLLARE I LORO PARLAMENTARI, AL PUNTO CHE LA MELONI, DISPERATA, AVREBBE CHIAMATO MARINA BERLUSCONI - LIQUIDATA DALLA ''CAVALIERA'' CON “NON HO AUTORITÀ SULLE SCELTE DEL PARTITO”, “IO SO’ GIORGIA” AVREBBE CHIUSO CON UN MINACCIOSO: “ME LO RICORDERÒ…”