salvini luca morisi

LA CONTROFFENSIVA DI SALVINI SARÀ SUI SOCIAL - LA LEGA E’ PRONTA A SCATENARE “LA BESTIA”, LA MACCHINA DI PROPAGANDA COORDINATA DA LUCA MORISI: “GLI ELETTORI DEL MOVIMENTO 5 STELLE E DEL PD NON CI STARANNO A QUESTO INCIUCIO” - I MUSI LUNGHI NEL CARROCCIO NASCOSTI DALL’OBBEDIENZA CIECA: “SALVINI NON SI DISCUTE…”

Emilio Pucci per “il Messaggero”

 

luca morisi, matteo salvini e lo staff della lega festeggiano la vittoria alle europee

Ieri c'erano molti musi lunghi nella Lega, mentre la Bestia, vale a dire la corazzata social di Salvini, sta già scaldando i motori contro l'ex alleato pentastellato. Ministri che si aggiravano nel Transatlantico del Senato con la certezza che ormai toccherà fare gli scatoloni, deputati e senatori che non si aspettavano che Matteo Renzi riuscisse a dettare la linea nel Partito democratico, che Luigi Di Maio cambiasse totalmente strategia stringendo addirittura un asse con i dem in poco più di una settimana.

 

SENTIMENTI

I più contenti? Proprio quelli che in questo governo non ci hanno mai creduto. Neanche per un attimo. Il ministro Lorenzo Fontana (prima alla Famiglia, poi agli Affari Europei) è uno di loro. «Finalmente sono un uomo libero», dice ad un collega del partito. «Non si poteva andare avanti in questo modo. I Consigli dei ministri duravano ogni volta dieci ore», dice un altro esponente leghista dell'esecutivo.

 

matteo salvini giancarlo giorgetti

Ma quello più euforico a Palazzo Madama è Giancarlo Giorgetti. Da giorni assedia gli altri ex lumbard con una lista di canzoni sulla crisi di governo. «La festa appena cominciata è già finita. Il nostro amore era l'invidia». Il numero due del Carroccio canta. Felice. È stato l'unico ad aver stretto la mano al presidente del Consiglio, Conte nell'emiciclo del Senato. Tra i ministri però nessuno è stato preso veramente di sorpresa.

 

TUTTO PREVISTO

LUCA MORISI

Gli attacchi impietosi di Giuseppe Conte? «Tutto previsto. Ora però dovranno farmi vedere come Pd e Movimento 5 stelle possano andare d'accordo». Ancora: «Il presidente della Repubblica alla fine non potrà che mandarci al voto. Fidatevi - ripetono alcuni dirigenti di lungo corso della Lega -, questi non vanno da nessuna parte. E in ogni caso non resisterebbero neanche cinque minuti, non bisogna preoccuparsi più di tanto».

 

Anche quei visi tirati, tra sottosegretari, ministri e parlamentari, si rianimano quando si parla di Matteo Renzi: «Sarà lui il carnefice di questo asse Pd-M5s. Sarà lui ad accoltellare Nicola Zingaretti», osserva un big della Lega. Eppure fino a ieri pomeriggio i pontieri erano al lavoro.

 

«Il Movimento 5 stelle rischia l'estinzione se va con il Partito democratico. Invece se va al voto dopo il taglio dei parlamentari prende il 26 per cento», osserva un altro esponente di via Bellerio. «Giuseppe Conte ha sbagliato: così è emerso che non era affatto un premier di garanzia. Avrebbe potuto parlare solo di riforme. È lui che ha voluto la crisi, non Salvini», azzarda un senatore, «ora Pd e M5s dovranno uscire allo scoperto». Nella Lega ci si aggrappa alle tesi più disperate, con la consapevolezza che non è più il Capo a dettare la linea. Ma niente processi.

 

WEB

matteo salvini giuseppe conte giancarlo giorgetti approvazione decreto sicurezza bis

«Salvini non si discute», dicono in tanti, però. Ora prima di portare la gente in piazza per protestare, scenderà in campo la Bestia, la macchina social di Salvini che sta già scaldando i motori. «Movimento 5 Stelle e Partito democratico cadranno prima nella rete, poi nei palazzi», la convinzione. E Morisi, l'uomo della comunicazione sul web della Lega, già pianifica la battaglia: «Nessuna spallata, ma gli elettori del Movimento 5 stelle e del Pd non ci staranno a questo inciucio».

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