cop25

COP FLOP: SI CHIUDE SENZA RISULTATI LA CONFERENZA SUL CLIMA - STATI UNITI E RUSSIA CONTRO I VINCOLI ALLE EMISSIONI, INDIA E CINA (CHE PRODUCONO IL 55% DEI GAS SERRA) PARALIZZATE. GLI UNICI A SPINGERE SONO I PICCOLI STATI MINACCIATI DAL CAMBIAMENTO CLIMATICO E L'UNIONE EUROPEA, CHE PERÒ AL SUO INTERNO HA I PAESI DELL'EST ANCORA MOLTO LEGATI AL CARBONE - L'ANNO PROSSIMO TOCCA A GLASGOW, MA PRIMA C'È MILANO

 

Sara Gandolfi per il “Corriere della Sera

 

«Sono deluso dei risultati di Cop25. La comunità internazionale ha perso un' importante opportunità per dimostrare maggiore ambizione per combattere la crisi climatica. Ma non dobbiamo arrenderci e non ci arrenderemo».

COP25 A MADRID

Così il segretario generale dell' Onu, ieri pomeriggio, ha mestamente chiuso via twitter la Conferenza sul clima, appuntamento che ogni anno riunisce i delegati di quasi 200 Paesi. Era «la Cop dell' ambizione», si è chiusa con un clamoroso fallimento.

 

Al termine di una seduta plenaria tesissima, che ha sforato di oltre 40 ore il termine formale della conferenza, il consesso dei Grandi ha partorito un topolino: il timido appello a «sforzi più ambiziosi» e un testo che ribadisce «la necessità urgente» di aumentare i tagli alle emissioni, in linea con l' accordo di Parigi.

 

Tutto rinviato alla Cop26 di Glasgow, il prossimo novembre: entro fine 2020, tutti i Paesi dovranno presentare nuovi Piani nazionali per non superare la soglia fatidica: 2° sopra la temperatura media terrestre pre-industriale; da abbassare a 1,5°, secondo gli studi scientifici, per evitare il punto di non ritorno. Con i piani attuali, si arriverebbe a + 3,2° entro fine secolo.

 

Il misero risultato ottenuto dopo due settimane di negoziati conferma lo «scollamento» fra questi consessi multilaterali e le richieste di gran parte dell' opinione pubblica, imprese e investitori. «Un esito inaccettabile», denuncia Greenpeace. Era un vertice tecnico, non politico, ribattono i delegati. Tecnici che ai vari tavoli si sono divisi su tutto, in gruppi ben definiti.

COP25 A MADRID

 

I Fossili . Gli Stati Uniti, che hanno avviato le procedure per uscire dall' Accordo di Parigi, ma anche Arabia Saudita, Australia e Russia: sono i Paesi che si sono distinti per l' opposizione strenua a maggiori tagli delle emissioni. Il Brasile, da parte sua, ha bloccato l' accordo sul mercato del carbonio (articolo 6), rivendicando di poter conteggiare crediti vecchi, «molti dei quali discutibili o non addizionali», come ricorda il Wwf.

 

COP25 A MADRID

Gli Ambiziosi . I «vulnerabili», prime fra tutti le isole del Pacifico, e l' Unione europea, che rilancia la sua leadership globale sul clima con lo European Green deal. Il Consiglio europeo, dopo lunga e contrastata trattativa, ha concordato proprio nei giorni della Cop le linee guida per azzerare le emissioni inquinanti di CO2 entro il 2050. Ma per alcuni, l' impegno arriva tardi e dovrà comunque tener conto delle reticenze dei Paesi del blocco dell' Est, Polonia innanzitutto, ancora fortemente dipendenti dal carbone.

 

COP25 A MADRID

Gli Incerti . Bocciati, per passività, Cina e India, che insieme al gruppo dei Fossili rappresentano il 55% delle emissioni climalteranti. Due nazioni di fronte a un bivio, nel 2020. «Il ruolo di traino spetta a Europa e Cina - segnala Luca Bergamaschi della think tank E3G. «Cop26 sarà l' ultima chiamata. C' è tanto lavoro per la co-presidenza britannica e italiana». La Pre-Cop di Milano, ad ottobre, può infatti diventare un passaggio chiave. Come le presidenziali in Usa, pochi giorni dopo, che potrebbero imprimere una nuova virata nella sfida climatica.

COP25 A MADRID COP25 A MADRID

Ultimi Dagoreport

claudia conte matteo piantedosi giorgia meloni

FLASH! – CHI AVRÀ SUGGERITO AL MINISTRO DELL’INTERNO MATTEO PIANTEDOSI DI QUERELARE DAGOSPIA PROPRIO QUANDO I GIORNALONI DE’ NOANTRI SI ERANO GIÀ DIMENTICATI DELLA SUA AMANTE CLAUDIA CONTE? - QUELLO CHE È CERTO È CHE NE' I VERTICI DEL VIMINALE NE' LA ''FIAMMA MAGICA'' ERANO A CONOSCENZA DELL’INTEMERATA DEL MINISTRO INNAMORATO VERSO DAGOSPIA - E, A QUANTO PARE, A ‘’PA-FAZZO’’ CHIGI, GIÀ ALLE PRESE CON MILLE ROGNE (EUFEMISMO), LA MOSSA DI PIANTEDOSI NON È STATA ACCOLTA PER NIENTE BENE…

roberto gualtieri alessandro rivera fabrizio palermo francesco gaetano caltagirone

CHI NON SALTA, CALTA E'... – DIETRO ALLE DIMISSIONI DI FABRIZIO PALERMO DAL CDA DI MPS CI SAREBBE UN "SUGGERIMENTO" DI ROBERTO GUALTIERI: IL SINDACO DI ROMA, PRIMO AZIONISTA DI ACEA (HA IL 51%), AVREBBE CONSIGLIATO AL MANAGER DI NON RISCHIARE LA FACCIA PER LE BATTAGLIE (PERSE) DI CALTAGIRONE. “ALTRIMENTI AVRÒ DIFFICOLTÀ CON I MIEI DEL PD PER RICONFERMARTI ALL'ACEA” – LA “STAFFETTA” POSSIBILE CON ALESSANDRO RIVERA: L’EX DG DEL TESORO ARRIVA COME PRESIDENTE, MA TRA UN ANNO POTREBBE DIVENTARE CEO (SE PALERMO TENTASSE NUOVE AVVENTURE, DOPO IL FALLITO ASSALTO DI CALTARICCONE AL “MONTE”)

la stampa alberto leonardis carlo toto luciano tancredi antonio di rosa alessandro de angelis maurizio molinari

DAGOREPORT- LA ''SAE'' L’ULTIMA? PROSSIMAMENTE IN EDICOLA “LA STAMPA D’ABRUZZO”! BATTUTACCE A PARTE, LA NOTIZIA DEL GIORNO È L’INGRESSO DELL’ABRUZZESE DI CHIETI, CARLO TOTO, CON UNA QUOTA DEL 25%, NELLA NUOVA SOCIETÀ “SAE-LA STAMPA”, DI CUI L’ABRUZZESE DELL’AQUILA, ALBERTO LEONARDIS, MANTIENE IL CONTROLLO AL 51% - DOPO AVER ACQUISITO PER LA CIFRA RECORD DI 14 MILIONI DAGLI ANGELUCCI IL 40% DEL QUOTIDIANO ROMANO ''IL TEMPO'', ORA, FIUTATO IL VENTO, TOTO TRASLOCA VERSO UN GIORNALE DA POSIZIONARE SU UN CENTRO-SINISTRA BEN PETTINATO, ADEGUATAMENTE ANCORATO SUL TERRITORIO, CON UNA FORTE VOCAZIONE INTERNAZIONALE AD OPERA DI MAURIZIO MOLINARI – COM’È CONSUETUDINE NELLE OPERAZIONI DI LEONARDIS, TOTO AFFIANCA AGNELLI-ELKANN (TRAMITE UNA NUOVA SOCIETÀ NON PROFIT) CHE RESTANO COSÌ NELLA ''STAMPA” COL 20%, PIÙ VARIE FONDAZIONI E AZIENDE PIEMONTESI - IN POLE PER LA DIREZIONE, IL VETERANO ANTONIO DI ROSA; VICE: TANCREDI E DE ANGELIS...

marcello sala luigi lovaglio gaetano caputi giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone

DAGOREPORT: C’È MOLTA TENSIONE IN “SALA” DI ATTESA - DAVANTI A UN’IPOTESI DI REATO SARÀ DIFFICILE PER LA CAMERA E IL SENATO NEGARE L’AUTORIZZAZIONE ALLA PROCURA DI MILANO, CHE INDAGA SULLA SCALATA DI MPS A MEDIOBANCA, AD ACQUISIRE LA MESSAGGISTICA TELEFONICA DELL’EX DIRETTORE GENERALE DEL TESORO, MARCELLO SALA (NON INDAGATO), CON MINISTRI E PARLAMENTARI – SE, PUTACASO, SBUCASSE UNA CONVERSAZIONE DEL TITUBANTE SALA CON L’INFLUENTE CAPO DI GABINETTO DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO, GAETANO CAPUTI, OPPURE UNO SCAMBIO DI MESSAGGI CON IL CAPO DI GABINETTO DEL MINISTRO GIORGETTI, STEFANO VARONE, VERREBBE MENO IL RISCHIO DI VIOLARE LE PREROGATIVE PARLAMENTARI...

claudia conte matteo piantedosi

FLASH! – MENTRE IL MINISTRO PIANTEDOSI È INDAFFARATO A QUERELARE DAGOSPIA, LA SUA (EX?) AMANTE, CLAUDIA CONTE, CONTINUA A TORTURARE GLI ASCOLTATORI DI RADIO1 CON LA SUA TRASMISSIONE, “LA MEZZ’ORA LEGALE”. IERI, OSPITE AI MICROFONI DELLA PREZZEMOLONA CIOCIARA, IL SOTTOSEGRETARIO AI TRASPORTI, IN QUOTA FDI, ANTONIO IANNONE, SUL TEMA DELLA SICUREZZA STRADALE - IL PROGRAMMA, DEDICATO ALLA GRANDE PASSIONE DI CLAUDIA (LA “LEGALITÀ”), INCLUDE UNA RUBRICA FISSA DEDICATA ALLA POLIZIA DI STATO, FORZA DELL’ORDINE DI CUI PIANTEDOSI È IL CAPO...