basta sconti di pena per i delitti da ergastolo

CORTE EUROPEA DEI DIRITTI DEI MAFIOSI - ''L'ITALIA DEVE RIFORMARE LA LEGGE SULL'ERGASTOLO, CHE IMPEDISCE AL CONDANNATO DI USUFRUIRE DI BENEFICI SULLA PENA SE NON COLLABORA CON LA GIUSTIZIA'' - IL PM LUCA TESCAROLI: ''COSTRINGERE LO STATO AD ABOLIRE L'ERGASTOLO ERA PROPRIO L'OBIETTIVO DELLE STRAGI DI MAFIA. I MAFIOSI NON POSSONO ESSERE RIEDUCATI, DAL SODALIZIO POSSONO FUORIUSCIRE SOLO CON LA MORTE O LA COLLABORAZIONE CON LA GIUSTIZIA''

 

1. CORTE STRASBURGO, ITALIA RIFORMI LEGGE SU ERGASTOLO

 (ANSA) - L'Italia deve riformare la legge sull'ergastolo ostativo, che impedisce al condannato di usufruire di benefici sulla pena se non collabora con la giustizia. Lo ha stabilito la Corte di Strasburgo, rifiutando la richiesta di un nuovo giudizio avanzata dal Governo italiano dopo la condanna - che adesso diventa definitiva - emessa il 13 giugno scorso.

 

 

2. ABOLIRE L' ERGASTOLO? UN SEGNALE AI MAFIOSI

Luca Tescaroli (magistrato) per ''il Fatto Quotidiano''

 

BASTA SCONTI DI PENA PER I DELITTI DA ERGASTOLO

L' iniziativa di abolire la pena dell' ergastolo viene in questi giorni riproposta. Sicuramente, merita massimo rispetto per le ragioni di umanità e giuridiche che la sottendono. L' abolizione era stata prevista nei progetti di riforma del codice penale del 1973 e in quello elaborato dalla commissione Grosso, e in occasione della riforma del rito abbreviato del 2000.

 

Mi chiedo se sia eticamente accettabile la sua estensione al mafioso irriducibile e se sia compatibile con il proposito di contrastare efficacemente l' azione, il potere e la pericolosità delle strutture mafiose radicate nel nostro Paese. In proposito, si impone di riportare alla memoria cosa accadde agli inizi degli anni Novanta.

 

I vertici di Cosa Nostra idearono e attuarono le stragi del 1992 e del 1993 con la prospettiva di ottenere, fra l' altro, proprio l' abrogazione dell' ergastolo, una volta raggiunta la consapevolezza che le condanne irrogate (fra le quali 19 all' ergastolo) nel giudizio di appello del maxi-uno, istruito dal pool guidato da Antonino Caponnetto, sarebbero divenute definitive. Perciò, eliminare il carcere a vita significa oggettivamente favorire la mafia, al di là dell' intenzione di chi si è fatto portatore della proposta.

LUCA TESCAROLI

 

Al contempo, la proposta invia al mafioso un segnale pericoloso di interessata disponibilità delle classi dirigenti a interagire con il sistema mafioso e costituisce un segnale di debolezza e di indulgenza dello Stato, nei confronti dei cittadini e delle vittime di mafia, che inevitabilmente percepiscono un atteggiamento ingiustificato di buonismo nei confronti di chi è portatore di lutti e dolore, di chi li imprigiona nelle loro paure e si impadronisce dei proventi del loro lavoro senza fare nulla per meritarlo, attraverso l' estorsione.

 

Non si può dimenticare mai che i componenti delle strutture mafiose continuano a controllare il territorio, inquinano il tessuto sociale ed economico del Paese e impediscono la fruizione delle garanzie collettive della libertà e della sicurezza. I mafiosi manifestano un' attitudine a generare violenza e morte che impone la loro perpetua sepoltura civile e un serrato isolamento dal mondo esterno per neutralizzare le loro condotte e l' interruzione dell' esercizio del loro potere anche dal carcere, attuabile con l' irrinunciabile regime carcerario di cui all' art. 41 bis O.P..

BASTA SCONTI DI PENA PER I DELITTI DA ERGASTOLO

 

I mafiosi non possono essere rieducati, perché non mostrano alcun segnale di resipiscenza e permangono in perpetuo all' interno del sodalizio, dal quale possono fuoriuscire solo con la morte o la collaborazione.

Devono avvertire il peso dell' afflizione e la forza dello Stato, con il quale per troppo tempo hanno saputo e potuto convivere e trattare.

 

In ogni caso, quand' anche dovessero dare segnali di mutato atteggiamento, l' ordinamento penitenziario già prevede la possibilità di affievolire il rigore della pena di cui si tratta. La perpetuità dell' ergastolo, infatti, non è assoluta: l' ergastolano può essere ammesso al lavoro all' aperto e alla liberazione condizionale quando abbia scontato almeno 26 anni di pena, se ha tenuto un comportamento tale da far ritenere sicuro il suo ravvedimento. La sanzione è ulteriormente riducibile, a seguito dell' applicazione dell' istituto penitenziario della liberazione anticipata, che consente di detrarre 45 giorni per ogni semestre di pena scontata, se il detenuto partecipa all' opera di rieducazione.

CORTE EUROPEA DEI DIRITTI DELL UOMO

 

Ma non solo. Il rigore della pena può essere affievolito dalla concessione di permessi premio (per non più di 45 giorni all' anno, dopo dieci anni di detenzione, periodo che può essere ridotto di un quarto per effetto dell' applicazione della liberazione anticipata) e dalla semilibertà (con il limite dell' espiazione di almeno vent' anni di pena). Un ergastolano può essere liberato condizionalmente dopo diciannove anni e sei mesi, avendo già usufruito di 428 giorni di permesso. A ciò si aggiunga che l' ergastolo è stato ritenuto dalla Consulta incostituzionale per i minorenni, nei cui confronti quindi non potrà mai essere applicato.

 

Pertanto, il proposito di abolire l' ergastolo trova in sé ben poche ragioni d' essere, visti gli istituti premiali già esistenti nella vigente legislazione. Se poi teniamo conto che tale pena è prevista da vari Paesi europei quali il Portogallo, la Spagna, la Germania che fortunatamente non conoscono le gravi problematiche del crimine mafioso, ci rendiamo conto di quanto singolare sia rinunciare alla forza deterrente di questa sanzione per camorristi, 'ndranghetisti o mafiosi irriducibili. D' altro canto, la general-prevenzione e la neutralizzazione a tempo indeterminato di certi criminali rientrano tra i fini della pena non meno della sperata emenda, come ha ricordato la Corte Costituzionale con la sentenza numero 264 del 22 novembre 1974.

CORTE EUROPEA DEI DIRITTI DELL UOMO

 

Gli stessi cittadini italiani hanno ritenuto che l' abolizione dell' ergastolo indebolisca inopportunamente l' apparato intimidativo, visto l' esito negativo del referendum abrogativo del 1981.

GIOVANNI BRUSCAGIOVANNI BRUSCA GIOVANNI BRUSCA GIOVANNI BRUSCA

 

Ultimi Dagoreport

mark rutte giorgia meloni donald trump giuseppe conte

DAGOREPORT - L’ITALIA È ENTRATA (A SUA INSAPUTA) NEL CONFLITTO USA-IRAN? - AL SEGRETARIO GENERALE DELLA NATO, MARK RUTTE, CHE HA SPIFFERATO A TRUMP CHE “CINQUECENTO AEREI AMERICANI SONO DECOLLATI DALLA BASE DI SIGONELLA” (DI CUI L'ITALIA HA LA PIENA SOVRANITÀ TERRITORIALE), MELONI HA RISPOSTO NEGANDO SECCAMENTE LA PARTECIPAZIONE DEL BELPAESE AL CONFLITTO - OVVIAMENTE, UNO DEI DUE MENTE: RUTTE O MELONI? - IN SOCCORSO DI "GIGIORGIA", ARRIVA IL RETROSCENISTA DEL ‘’CORRIERE’’, FRANCESCO VERDERAMI: “LA PROVA CHE RUTTE HA DICHIARATO IL FALSO È IL ROTTAME DI UN DRONE DELL’AERONAUTICA CHE GIACE IN KUWAIT” - FORSE IGNARO CHE UNO STATO PARTECIPA A UNA GUERRA ANCHE SENZA FAR ALZARE IN VOLO DRONI MA SUPPORTANDO ATTIVITÀ MILITARI, DOPO IL "FALSARIO" RUTTE, VERDERAMI PASSA A GIUSEPPE CONTE, REO DI ACCUSARE MELONI DI AVER VIOLATO L'ART. 78 DELLA COSTITUZIONE: “ERA IL 2020, LE BASI ITALIANE NON FURONO UTILIZZATE SOLO PER LA LOGISTICA, MA ANCHE PER MISSIONI NON AUTORIZZATE NÉ DALL’ONU NÉ DALLA NATO: IN SIRIA E IN LIBIA”. E CHIUDE: “ALLORA A WASHINGTON C’ERA SEMPRE TRUMP E A GERUSALEMME C’ERA SEMPRE NETANYAHU. A ROMA INVECE C’ERA CONTE” - IL SERVIZIEVOLE RUTTE HA SPUTTANATO COSÌ PESANTEMENTE MELONI PER SALVARSI LA SUA POLTRONA NATO DAL TRUMP IRACONDO…

giorgia meloni marina berlusconi matteo salvini antonio tajani roberto vannacci sergio mattarella

DAGOREPORT- SONDAGGIO DOPO SONDAGGIO, SONO MOLTI GLI ANALISTI CHE LO DANNO PER CERTO: L’IRRUZIONE SULLA SCENA POLITICA DI ROBERTO VANNACCI E DELLA SUA ‘’SPORCA DOZZINA”, ALTRIMENTI DETTA FUTURO NAZIONALE, NON È UN FUOCO DI PAGLIA, NON È UNA CARICATURA, NON È UN MERO FENOMENO DI PASSAGGIO DESTINATO A BALLARE UNA SOLA ESTATE - SE VA AVANTI COSÌ, GUADAGNANDO 1 PUNTO OGNI 15 GIORNI, A SETTEMBRE VANNACCI SOTTERRERÀ NON SOLO LA LEGA, SPROFONDATA AL 5/6%, MA ANCHE FORZA ITALIA, GALLEGGIANTE AL 7/8% - A QUEL PUNTO, CON I DUE ALLEATI IN STATO COMATOSO, RIUSCIRÀ GIORGIA MELONI, COL SUO 28%, AD OTTENERE IL 42% DEI CONSENSI, COME VUOLE LA NUOVA LEGGE ELETTORALE TARGATA CENTRODESTRA, SENZA IMBARCARE ANCHE L’ULTRA-DESTRA DI FUTURO NAZIONALE? - MA IN TAL CASO, L'USCITA DI FORZA ITALIA BY MARINA DALLA COALIZIONE, PER TOTALE INCOMPATIBILITÀ COL “MONDO AL CONTRARIO”, OMOFOBO E RAZZISTA, DI VANNACCI, VIENE DATA PIÙ CHE PROBABILE...

giorgia meloni roberto vannacci pedro sanchez paolo mieli donald trump

DAGOREPORT - ALLA SCAZZO COATTO, SEGUIRA' VENDETTA, TREMENDA VENDETTA DEL TRUMPONE? QUANTO RISCHIA "GIGIORGIA" PER AVER PRESO IN GIRO, CON SORRISI E PROMESSE, IL DISTURBATO MENTALE DELLA CASA BIANCA? – PAOLINO MIELI NE E' CERTO: “A MELONI VERRÀ PRESENTATO IL CONTO. FARANNO L’IMPOSSIBILE PER FARLE PERDERE LE ELEZIONI, PER SPUTTANARLA” – “USERANNO ANCHE VANNACCI. LO POSSONO ALIMENTARE, DA UNA PARTE GLI AMERICANI, DA UNA PARTE PUTIN. LO POSSONO GONFIARE, DANDOGLI AUTOREVOLEZZA” –  PER CAPIRE QUANTO È “VENDI-CATTIVO” TRUMP, BASTA GUARDARE COSA È SUCCESSO A PEDRO SANCHEZ: PRIMA È SBUCATO UN DOSSIER PER CORRUZIONE SUL SUO “PADRINO” ZAPATERO. POI È ARRIVATO IL RINVIO A GIUDIZIO PER LA MOGLIE DEL PREMIER SPAGNOLO… - VIDEO

domenico centrone leonarda alberizia giovanni caravelli meloni nordio bartolozzi almasri mantovano

DAGOREPORT – CHE CURIOSA COINCIDENZA: IERI LE AUTORITÀ LIBICHE HANNO LIBERATO IMPROVVISAMENTE I DUE ATTIVISTI DELLA FLOTILLA, LEONARDA ALBERIZIA E DOMENICO CENTRONE, INGABBIATI DA UN MESE - E CHI ERA ATTERRATO IN LIBIA NEI GIORNI SCORSI, UFFICIALMENTE PER UN INCONTRO “ISTITUZIONALE” CON IL PREMIER DI TRIPOLI, ABDULHAMID DABAIBA? GIOVANNI CARAVELLI, DIRETTORE DELL’AISE, I SERVIZI SEGRETI ESTERI ITALIANI, UNO DEI PROTAGONISTI DEL CASO ALMASRI, IL TORTURATORE LIBICO ARRESTATO IN ITALIA CHE, MALGRADO FOSSE INSEGUITO DA UN MANDATO DI CATTURA INTERNAZIONALE, FU COMODAMENTE RIACCOMPAGNATO A TRIPOLI A BORDO DI UN JET DELL'INTELLIGENCE – QUESTA VOLTA, LA MATASSA CHE CARAVELLI AVEVA DA SBROGLIARE IN LIBIA ERA LA SCARCERAZIONE DEI DUE FLOTILLEROS? - CONOSCENDO GLI USI E GLI ABUSI DELLE TRIBU' LIBICHE ("PAGARE MONETA, VEDERE CAMMELLO"), CHISSA' QUANTO SARA' COSTATO AL GOVERNO MELONI RIPORTARE A CASA I DUE ATTIVISTI... - VIDEO

nicole minetti giuseppe cipriani sigfrido ranucci carlo nordio giampaolo rossi francesco spadafora

DAGOREPORT – A TELE-MELONI HANNO TROVATO IL PRETESTO CHE CERCAVANO DA TEMPO PER METTERE IN GINOCCHIO SIGFRIDO RANUCCI E RAGGIUNGERE L’OBIETTIVO FINALE: ACCOMPAGNARLO ALL’USCITA DI VIALE MAZZINI – LA RAI GUIDATA DA GIAMPAOLO ROSSI HA INFATTI NEGATO LA TUTELA LEGALE AL CONDUTTORE DI "REPORT" PER LA QUERELA DA 2 MILIONI DI EURO DI GIUSEPPE CIPRIANI SUL CASO DELLA "GRAZIA" A NICOLE MINETTI - DURANTE UNA PUNTATA DI “È SEMPRE CARTABIANCA”, SU MEDIASET, SIGFRIDO SE N'E' USCITO CON L’IMPROVVIDA FRASE: “UNA FONTE CI HA DETTO DI AVER VISTO CARLO NORDIO IN URUGUAY NEL RANCH DI GIUSEPPE CIPRIANI. UNA PISTA CHE STIAMO VERIFICANDO” (FRASE DI CUI HA CHIESTO SCUSA A NORDIO) – LA MAIL DI FUOCO INVIATA DA RANUCCI A ROSSI: COME LA MELONI CON TRUMP, SCRIVE DI NON ESSERE “ABITUATO A IMPLORARE”, E CHE SI DIFENDERÀ DA SOLO, PRECISANDO CHE “I FATTI CHE MI VENGONO CONTESTATI, PUR DETTI IN ALTRA EMITTENTE, SONO STATI RIPORTATI NELLA MIA FUNZIONE DI CONDUTTORE DI ''REPORT''. E IN TALE FUNZIONE AVREI DIRITTO ALLA TUTELA LEGALE…” - VIDEO

elly schlein festa unita

DAGOREPORT - DRAG QUEEN, "POLPETTE DEMOCRATICHE" E IL PIPPARDONE SULL’ANTIFASCISMO: L'APPARIZIONE DI ELLY SCHLEIN ALLA FESTA DELL’UNITA’ DI ROMA E' UN ASSIST AI SUOI DETRATTORI -LA SEGRETARIA DEM RICICCIA I SOLITI TEMI MINORITARI E IDENTITARI (DIRITTI, ANTIFASCISMO E CONFORMISMI ASSORTITI): ANCHE STAVOLTA DIMENTICA ALCUN DEI TEMI CHE STANNO A PIÙ CUORE AGLI ITALIANI: LA SICUREZZA E IL CONTROLLO DELL'IMMIGRAZIONE - ELLY SI LAMENTA CHE UN PEZZO DI ESTABLISHMENT NON LA VUOLE A PALAZZO CHIGI MA SE CONTINUA COSI' SARA' L'INTERO PAESE A DARLE IL BENSERVITO - AVVISO AI NAVIGATI: DOPO TRE ANNI E MEZZO DI GESTIONE ELLY, IL PD NON SI SCHIODA DAL 21-22%...