sarzanini renzi nobili

COSA C'E' DIETRO L’ATTACCO DEI RENZIANI A FIORENZA SARZANINI SUI LEGAMI CON I SERVIZI? - IL PAGGETTO DI RENZI, LUCIANO NOBILI, IN UN’INTERROGAZIONE PARLAMENTARE CHIEDE CONTO DEI RAPPORTI TRA LA VICEDIRETTRICE DEL “CORRIERE” E L’INTELLIGENCE (PER IL CASO DELL’INFORMATIVA SUI “PUTINIANI D’ITALIA”) - IL RETROSCENA DI “TAG43”: “E’ UNA GUERRA CHE CONTINUERÀ FINO A CHE A RENZI SARÀ GARANTITO UNO SPAZIO MAGGIORE SUL QUOTIDIANO. RENZI VUOLE RIVENDICARE IL SUO RUOLO DI APRIPISTA DELL’AGENDA DRAGHI MA IL "CORRIERE" SEMBRA ATTENZIONARE CON MAGGIOR FORZA CALENDA E DI MAIO”

Andrea Muratore per https://www.tag43.it

 

FIORENZA SARZANINI

Matteo Renzi torna (nuovamente) ad attaccare Fiorenza Sarzanini, e questa volta per il tramite di uno dei suoi pasdaran più fedeli, Luciano Nobili, e su uno dei temi su cui l’ex premier si è più volte esposto politicamente: l’intelligence. L’8 luglio 2022, infatti, il 44enne deputato romano ha presentato alla Camera un’interpellanza a risposta scritta diretta al presidente del Consiglio Mario Draghi in cui chiede conto e ragione delle notizie più volte riportate dalla Sarzanini, vicedirettore del Corriere della Sera, che citavano elementi provenienti da ambienti legati all’intelligence.

 

RENZI E LA SARZANINI, NOBILI APRE IL NUOVO FRONTE

Tra il 2019 e il 2021, lo ricordiamo, Renzi aveva aperto in due diversi momenti dei contenziosi civili a Firenze contro la giornalista per il suo interessamento alle vicende della Fondazione Open. L’interpellanza di Nobili segna però un salto di qualità dell’offensiva  verso la vicedirettrice del quotidiano di Via Solferino.

 

i putiniani d'italia corriere della sera 5 giugno 2022

L’onorevole chiede chiarimenti sul fatto che Sarzanini, tra il 20 aprile e il 9 giugno, in cinque articoli e un intervento televisivo a Otto e Mezzo, abbia rivelato informazioni apparentemente riferibili a notizie connesse alle ricerche dei servizi di informazione e sicurezza, del Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica (Copasir) e di alte fonti governative e riguardanti in particolar modo i rapporti tra Russia e Italia. Dal caso della controversia missione medica inviata da Mosca in pieno Covid nel marzo 2020 fino alla più recente “lista di putiniani” dell’informazione e del mondo accademico.

 

La manovra appare decisamente complessa perché si tratta di temi su cui il partito maggiormente attento a spingere in seno alla presente maggioranza di governo è stato proprio quello di Renzi. Critico esplicito della gestione dei servizi da parte del governo Conte II e apertamente schierato con le posizioni rigorosamente atlantiste di Mario Draghi.

 

renzi calenda

L’INTERPELLANZA: «CHE RAPPORTI HA CON GLI APPARATI DI SICUREZZA?»

Nonostante le ruggini del passato, dunque, in questo caso i renziani non avrebbero motivo di colpire Sarzanini, a sua volta non annoverabile nel partito dei filo-russi o degli anti-Draghi. Stupisce invece a virulenza dell’attacco. Nobili, nell’interpellanza al Presidente del Consiglio, chiede esplicitamente se Draghi «sia a conoscenza di eventuali contratti, collaborazione o rapporti, comunque denominati, a titolo oneroso o gratuito, della giornalista Fiorenza Sarzanini con le agenzie di intelligence, ovvero con comitati, tavoli o commissioni ministeriali, gruppi di lavoro o di studio che includano esponenti delle agenzie di intelligence o ne prevedano comunque il diretto coinvolgimento, negli ultimi 10 anni, e, in caso affermativo, quali siano state le forme di collaborazione comunque denominate, ed a che titolo siano state eventualmente svolte»

 

renzi di maio calenda

Nobili sottolinea che appare evidente «la capacità di Sarzanini di accedere a informazioni e documenti riservati, come avvenuto, appunto, in occasione della relazione trasmessa dai servizi segreti» sui “putiniani d’Italia” poi desecretata da Franco Gabrielli a giugno, «come si ricava anche dagli articoli da lei pubblicati, che spesso riportano circostanze e dinamiche che vedono un coinvolgimento diretto degli apparati di sicurezza del nostro Paese».

 

Per l’esponente di Italia viva  il punto è che laddove «si instaurino canali di informazione paralleli, imprecisati e indefiniti» l’attività dei servizi segreti può essere messa a repentaglio e, potenzialmente, la stessa sicurezza nazionale può risultare intaccata.

maria elena boschi luciano nobili foto di bacco (2)

 

Il tono dell’interpellanza è dubitativo, ma il messaggio è chiaro: si ventila l’ipotesi di un legame a doppio filo tra Sarzanini e i servizi alla base dei rapporti e delle informazioni veicolate dalla giornalista. A memoria, non si ricorda di un precedente del genere in cui venivano ventilate ipotesi che, in caso estremo, comporterebbero addirittura una violazione della Legge 124/2007 sul funzionamento dei servizi segreti, che all’articolo 21 impedisce collaborazioni tra giornalisti professionisti e apparati di intelligence. Sarzanini, del resto, non è certamente l’unica giornalista italiana che riporta fonti legate alle agenzie di intelligence nei suoi articoli. E dunque è bene riflettere su perché Nobili si concentri essenzialmente su di lei.

 

PRESSIONE SUL CORRIERE PER OTTENERE PIÙ VISIBILITÀ A SCAPITO DI CALENDA E DI MAIO

Il tono dell’interpellanza va letto alla luce degli obiettivi che i renziani vogliono ottenere mettendo sotto pressione Sarzanini. E anche se la questione riguarda i documenti di intelligence citati da Via Solferino e desecretati da Gabrielli, questi sono solo il gancio per una manovra che ha ben altro scopo: garantire, in una fase critica, maggiore visibilità a Italia viva sul Corriere. 

LUCIANO NOBILI

 

Una guerra di nervi che continuerà, questo è il calcolo dei renziani, fino a che all’ex premier sarà garantito uno spazio maggiore rispetto all’attuale che sul quotidiano gli viene concesso con le interviste di Maria Teresa Meli. E che a molti appare sin troppo, considerato l’esiguità del consenso elettorale di Italia viva.

 

Ma Renzi vuole rivendicare il suo ruolo di apripista dell’agenda Draghi e accreditarsi come figura di riferimento nel “grande centro” in cui il Corriere sembra, da diverse settimane, attenzionare con maggior forza Carlo Calenda e Luigi Di Maio a discapito del premier dimissionario. Problemi di visibilità che invece non sembra avere con La7, che molti osservatori notano maggiormente avvezza a assecondare il presenzialismo e i toni da “populista elitario” del senatore fiorentino. Il fatto che, però, questa strategia di pressione si inserisca nel quadro di una battaglia personale che divide l’ex premier e la Sarzanini tirando in ballo anche i servizi rende la manovra estremamente spericolata.

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