sergio mattarella giuseppe conte

COSA FARÀ MATTARELLA SE SALTA IL CONTE-TER? LO SUSSURRA MARZIO BREDA: "SE UN'INTESA NON CI FOSSE E SI PROFILASSERO NUOVE TENSIONI E INCONCLUDENZE, IL PRESIDENTE DOVREBBE ASSUMERE 'UN'INIZIATIVA IN PRIMA PERSONA', FORMULA TRADUCIBILE IN UN ESECUTIVO ELETTORALE, PER ACCOMPAGNARE IL PAESE ALLE URNE, O IN UNO ISTITUZIONALE, DEFINIBILE ANCHE COME 'GOVERNO DEL PRESIDENTE'. IL TORMENTONE DI UNA SUA RICANDIDATURA PUÒ ESSERE AZZERATO. È STATO MATTARELLA STESSO A METTERE LE MANI AVANTI…"

Marzio Breda per il "Corriere della Sera"

 

marzio breda

Il proprio autoritratto da presidente della Repubblica, Sergio Mattarella lo affidò anni fa a uno studente in visita sul Colle. Il liceale gli aveva chiesto quanto fosse difficile il suo lavoro e lui rispose così: «La storia insegna che l'esercizio del potere può provocare il rischio di far inebriare le persone, di perdere il senso del servizio e acquisire invece il senso del dominio... Come si evita questo pericolo? Ci sono due antidoti. Il primo è personale: una capacità di autodisciplina e senso del limite, del proprio limite come persona e come ruolo che si esercita, un senso di autocontrollo e - perché no? - di autoironia che è sempre utile a tutti. C'è poi l'altro antidoto, quello dei meccanismi di equilibrio che distribuiscono le funzioni e i compiti del potere tra più soggetti, in maniera che nessuno da solo ne abbia troppo».

SERGIO MATTARELLA MEJO DI BERNIE SANDERS

 

Più chiaro e, nella propria semplicità, autorevole non avrebbe potuto essere, sintetizzando come interpretava il ruolo. Chiamiamolo «canone Mattarella», anche se in realtà fu adottato da quasi tutti i suoi predecessori che agirono con trasparenza tale da smentire lo stereotipo del Quirinale come sede dei segreti del potere: gli Arcana Imperii. No, applicare a quel palazzo un simile paradigma non funziona, soprattutto durante la stagione del dodicesimo capo dello Stato.

 

ROBERTO FICO L ESPLORATORE

Stagione che, a sei anni da quando fu eletto, si avvia ora al traguardo del settimo e ultimo. Saranno mesi difficili per lui, specie gli ultimi sei (il cosiddetto «semestre bianco»), quando a norma di Costituzione si affievoliranno le sue prerogative? Dipende da parecchie incognite, ma anzitutto da come si risolverà la crisi in cui la politica si è avvitata da venti giorni in qua.

 

Un passaggio chiave finirà entro stasera, dopo che l'«esploratore» Roberto Fico tirerà le somme sulla squadra e sul programma dell'ipotetico Conte ter (negoziato dal quale il presidente della Repubblica si tiene lontano, anche se ovviamente preferirebbe forme di continuità in quei ministeri dove già si conoscono i dossier più delicati). Nell'incertezza generale, un punto fermo: se Fico confermerà il perimetro della vecchia maggioranza e «un accordo contrattuale» tra gli ex alleati, Mattarella potrebbe affidare senza altre consultazioni l'incarico al premier dimissionario.

alessandra locatelli con sergio mattarella e giuseppe conte

 

Se invece un'intesa non ci fosse e si profilassero nuove tensioni e inconcludenze, dovrebbe assumere «un'iniziativa in prima persona», formula traducibile in un esecutivo elettorale, per accompagnare il Paese alle urne, o in uno istituzionale, definibile anche come «governo del presidente».

 

Un travaglio che comunque si concluderà presto. Per il resto, sul futuro prossimo del capo dello Stato, una cosa si può anticipare: il tormentone di una sua ricandidatura, in corso da tempo senza molto buongusto, può essere azzerato. È stato Mattarella stesso a mettere le mani avanti, e in modo netto, nel messaggio di Capodanno: «Quello che inizia sarà il mio ultimo anno da presidente».

 

Sergio Mattarella a colloquio con il presidente emerito Giorgio Napolitano

Si badi, considerando che le parole per lui pesano: non ha detto «l'ultimo anno di questo mandato», che avrebbe potuto sottintendere lo scenario di un mandato successivo, sulla base del precedente di Giorgio Napolitano. In ogni caso, Mattarella vorrà riprendere il proprio lavoro in coerenza con le linee guida del settennato. Quelle che potrebbero essere il suo lascito ereditario. Su tutte, l'idea di Stato-comunità, intesa più nel significato laico che in quello cattolico dell'espressione, e che ha declinato con continui richiami all'unità e alla solidarietà dei cittadini.

 

MATTARELLA E NAPOLITANO

Con un particolare occhio di riguardo verso i disabili. E poi l'idea della mediazione ma intesa in senso alto, come «fatica necessaria della democrazia». Certo, seguirà «con attenzione», come ha promesso, la ripartenza dell'Italia. Sperando che le ferite della pandemia e i guasti dell'imbarbarimento della nostra politica così «liquida» e instabile, si affievoliscano e gli permettano di riprendere «da vicino» alcuni rapporti con Paesi come Stati Uniti, Germania e Francia nei quali la sua veste di garante del sistema italiano si è rivelata cruciale. Basta ricordare il legame con Parigi, stressato dalla sortita dei 5 Stelle al fianco dei gilet gialli e da lui recuperato in extremis.

Ultimi Dagoreport

fiorello dagospia

“EVVIVA DAGOSPIA” – FIORELLO SOTTERRA IL "FORNELLO DI GUERRA" E CHIEDE SCUSA A MODO SUO DOPO AVER DEFINITO I GIORNALISTI DI DAGOSPIA “CIALTRONI”: “VOI SAPETE COME SIAMO, NO? IO SONO FUMANTINO, E ANCHE DAGOSPIA. CI SIAMO ABBAIATI, COME I CANI CHE SI INCONTRANO, MA NON SI MORDONO, PERCHÉ ALLA FINE SI STIMANO” – “INVITIAMO QUI UNA RAPPRESENTANZA, VI CUCINO IO, COL FORNELLETTO A INDUZIONE E DUE POMPIERI VICINO, NON SI SA MAI” - LA RISPOSTA DELLA REDAZIONE: "SEPPELLIAMO IL FORNELLETTO DI GUERRA E ACCETTIAMO L'INVITO A PRANZO MA PORTIAMO NOI L'ESTINTORE E..." - VIDEO!

olocausto antonino salerno

IL CASO DEL LIBRO “UN GENOCIDIO CHIAMATO OLOCAUSTO”, FIRMATO DA TALE ANTONINO SALERNO, DIVENTA UN MISTERO: CONTATTATA DA DAGOSPIA, LA CASA EDITRICE "MIMESIS" PRECISA CHE "L’AGILE PAMPHLET" DA 1400 PAGINE NON È MAI STATO PUBBLICATO, NÉ LO SARÀ PIÙ, DOPO LA MAIL DI UN LETTORE A QUESTO DISGRAZIATO SITO – SE IL LIBRO, COME DICE “MIMESIS” ERA ANCORA IN FASE DI REVISIONE, E NON SAREBBE STATO PUBBLICATO PRIMA DI ALCUNI MESI, COME MAI IL 30 GENNAIO L’UNIVERSITÀ DELL’INSUBRIA AVEVA PROGRAMMATO UNA PRESENTAZIONE? SI PRESENTA UN LIBRO CHE NON E' STATO NEANCHE STAMPATO? – CHI È DAVVERO ANTONINO SALERNO? IN RETE SI TROVA SOLO UN "ANTONIO SALERNO", MA TRATTASI DI UN DIPENDENTE DEL MINISTERO DELLA CULTURA, DIRETTORE DI VARI MUSEI ARCHEOLOGICI IN CAMPANIA - E' LUI O NON E' LUI? L'AUTORE E' IGNOTO PERSINO ALLA STESSA CASA EDITRICE E A FRANCO CARDINI CHE, DEL LIBRO, HA SCRITTO LA PREFAZIONE (UN DELIRANTE TESTO IN CUI ARRIVA A DIRE: "SULLA SHOAH ESISTE UNA 'VERITA'' UFFICIALE INCERTA E LACUNOSA...")

RUGGIERI, TORNA COM’ERI! - DOPO AVER LETTO SU DAGOSPIA UN COMMENTO AI SUOI ELOGI A TRUMP, IL NIPOTE DI BRUNO VESPA RISPONDE CON UN VIDEO BILIOSO, DEFINENDO DAGOSPIA UN “SITARELLO” E PARLANDO DI “DELIRI STUPEFACENTI” - IL PARTY-GIANO RUGGIERI SI ADONTA PER COSÌ POCO? LO PREFERIVAMO GAUDENTE, TIPO BERLUSCONI IN SEDICESIMO, COME SVELATO DALLA SUA AMICA ANNALISA CHIRICO IN UN VIDEO DEL 6 GENNAIO. IN QUEL FILMATO, LA GIORNALISTA SVELÒ LE PASSIONCELLE DI RUGGIERI EVOCANDO “UN’AMICA MOLDAVA NON DICO CONOSCIUTA DOVE” - SORVOLIAMO SUI CONTENUTI POLITICI DEL VIDEO, DOVREMMO PRENDERLO SUL SERIO PER FARE UN CONTROCANTO. MA RUGGIERI, CHE ABBIAMO SEMPRE STIMATO PER LA SUA CAPACITÀ DI DRIBBLARE AGILMENTE IL LAVORO, È UN SIMPATICO BIGHELLONE DA TENNIS CLUB… - VIDEO!

donald trump peter thiel mark zuckerberg elon musk jordan bardella giorgia meloni nigel farage

DAGOREPORT – PER IL “T-REX” TRUMP (COPYRIGHT GAVIN NEWSOM) I SOVRANISTI EUROPEI SONO DINOSAURI VICINI ALL’ESTINZIONE. È LA MORTE DI QUELLA BANALE DIALETTICA CHE CI TRANQUILLIZZAVA (TIPO MELONI CONTRO SCHLEIN) A FAVORE DELLA POLITICA DEL CAOS: TU PRENDI L’UCRAINA, IO TOLGO MADURO DAL VENEZUELA, PRENDO LA GROENLANDIA E UN TERZO CONTINENTE A SCELTA – CON IL PRESIDENTE AMERICANO INTERESSATO SOLO AL BUSINESS E AGLI AFFARI (CHI INCASSERÀ I 20 MILIARDI “DONATI” DAGLI STATI PER L’ONU PRIVATA CHIAMATA “BOARD OF PEACE”?), E IN PROCINTO DI ANNETTERE LA GROENLANDIA, CON O SENZA ARMI, PURE CHI VEDEVA IN LUI UN CONDOTTIERO SI È DOVUTO RICREDERE. E COSÌ, DA BARDELLA A FARAGE, FINO ALLA MELONI CON I SUOI SUSSURRI IMBARAZZATI, I MAL-DESTRI EUROPEI HANNO CAPITO DI ESSERE SOLO PREDE PRONTE PER ESSERE DIVORATE DALLE FAUCI DEL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO

giampaolo rossi fiorello cucina

FLASH – È MAI POSSIBILE CHE FIORELLO SI METTA A CUCINARE NELLA SUA STANZA DI VIA ASIAGO, IN BARBA ALLE NORME DI SICUREZZA SUL LAVORO, E CHE I DIRIGENTI RAI NON PROFERISCANO PAROLA AL RIGUARDO? LA RAI È UNA TV PUBBLICA, E NESSUNO, NEMMENO FIORELLO, PUÒ FARE COME GLI PARE SENZA DARE LE DOVUTE SPIEGAZIONI - LA DOMANDA VERA, IN FONDO, È: CHI È IL VERO CIALTRONE? CHI CUCINA IN UFFICIO SENZA AUTORIZZAZIONE? I DIRIGENTI CHE SENZA AVERLO AUTORIZZATO TACCIONO? OPPURE, C’È QUALCHE CAPOCCIONE DELLA RAI CHE HA PERMESSO A FIORELLO DI SPADELLARE A VIA ASIAGO, ALLA FACCIA DELLE REGOLE DELLA TV PUBBLICA? DAGOSPIA ASPETTA RISPOSTE...

fiorello cucina

FOTO FLASH – MA FIORELLO IN RAI SI SENTE IL PADRONE DI CASA? SONO DUE GIORNI CHE CUCINA NELLA SUA STANZETTA DI VIA ASIAGO, ANCHE SE È VIETATO DALLE REGOLE AZIENDALI (SOPRATTUTTO IN QUESTO MOMENTO, CON ATTENZIONE ALLE STELLE ALLE MISURE DI SICUREZZA ANTI INCENDIO DOPO LA STRAGE DI CRANS MONTANA) – FIORELLO AVEVA ANCHE PUBBLICATO UNA STORIA SU INSTAGRAM MA POI L’HA RIMOSSA - FORSE QUALCUNO GLI HA FATTO NOTARE CHE NON PUO’ SPADRONEGGIARE COME GLI PARE, NONOSTANTE LA RAI CON LUI SIA SEMPRE APPECORONATA...