conte autostrade

COSA C’E’ DIETRO LA CAUTELA DI CONTE SULLA REVOCA DELLE CONCESSIONI A AUTOSTRADE? IL PREMIER TEME EVENTUALI RICORSI: SE IL GOVERNO PERDESSE QUELLA PARTITA DOVREBBE PAGARE AD ASPI LE STESSE SOMME CHE HA DOVUTO RECUPERARE IN QUESTA LEGGE DI BILANCIO PER EVITARE L' AUMENTO DELL' IVA. MA C' È ANCHE UN’ALTRA QUESTIONE CHE RIGUARDA LA GRONDA… - IL PRESSING DEI 5 STELLE. MA LA DECISIONE SLITTA AL PROSSIMO ANNO

Maria Teresa Meli per il Corriere della Sera

 

giuseppe conte 1

La decisione del Tar della Liguria di trasmettere alla Consulta il quesito di Autostrade per l' Italia contro il cosiddetto decreto Genova che l' ha estromessa dalla demolizione e ricostruzione del ponte Morandi ha riacceso i riflettori sul contenzioso tra il governo e l' Aspi.

 

Sulla vicenda specifica l' esecutivo, ovviamente, aspetterà le decisioni della Corte costituzionale per vedere se rimettere mano al provvedimento. Questione quanto mai spinosa. Invece la decisione sulla revoca della concessione ad Autostrade era attesa prima di Natale. Ma è difficile che i tempi vengano rispettati.

 

Luigi Di Maio, ancora pochi giorni fa, dava la cosa per fatta, però non è così facile come dice il ministro degli Esteri. A Palazzo Chigi c' è molta più cautela. «Sto aspettando che il quadro sia più chiaro», ripete Giuseppe Conte. Probabilmente il premier vuole capire quali siano le eventuali conseguenze penali per i mancati controlli di Aspi. E anche il Pd prende tempo. «Revoca entro l' anno?

 

L' istruttoria è ancora in corso, nessuna decisione è stata presa e il timing si vedrà in base alle attività che stiamo sviluppando», ha spiegato la ministra per i Trasporti e le Infrastrutture Paola De Micheli.

AUTOSTRADE PER L ITALIA

 

Se è vero quindi che per il Partito democratico la revoca della concessione ad Aspi non è più un tabù (come sottolinea con soddisfazione Di Maio) è anche vero che i dem non vogliono fare passi falsi. Del resto, la stessa commissione insediata dal predecessore di De Micheli, il 5 Stelle Danilo Toninelli, alla fine di una lunga e dettagliata relazione invitava alla cautela. Già, sono queste, in sostanza, le conclusioni a cui è arrivato quell' organismo: gli elementi per chiedere una revoca ci sono, ma l' eventuale ricorso di Autostrade può risultare vincente. Quindi, al di là delle disquisizioni giuridiche e delle virgole, la Commissione aveva invitato il governo a trovare un accordo con Aspi.

roberto tomasi

 

Non è un caso, dunque, se Conte non ha più parlato di revoca della concessione ma di «caducazione», termine giuridico che porta allo stesso obiettivo, ma che stempera quella parola, «revoca», che nel governo, pur intenzionato a punire gli eventuali responsabili del crollo del ponte Morandi («Non faremo sconti ad Autostrade», ha precisato la ministra De Micheli), preoccupa per le conseguenze che potrebbe avere. La prima tra tutte, il ricorso di Autostrade.

 

Se il governo perdesse quella partita dovrebbe pagare ad Aspi le stesse somme che ha dovuto recuperare in questa legge di Bilancio per evitare l' aumento dell' Iva.

 

CASTELLUCCI AUTOSTRADE

Ma c' è di più. Questo esecutivo per puntare sulla crescita vuol far ripartire le grandi opere. Ebbene, una di queste grandi opere è la Gronda: 7 miliardi. La costruzione e le spese sono compito di Autostrade. In caso di revoca si bloccherebbe tutto.

 

Appare quindi quanto mai giustificata la cautela del premier. Che, comunque, insieme al ministro dell' Economia Roberto Gualtieri, riprenderà il dossier in mano dopo la legge di bilancio.

 

Ma quello della revoca non è un braccio di ferro tra Pd e 5 Stelle, come lo è stato, per esempio, quello sulla prescrizione dove i grillini hanno segnato un punto. Questa volta scenderà in campo Conte. E alla fine deciderà lui, con buona pace dei 5 Stelle.

giuseppe conte

 

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