COSA VOLETE IN CAMBIO DEL CESSATE IL FUOCO? - GLI AMERICANI CI PROVANO: A PUTIN È STATO CHIESTO LO STOP DEI COMBATTIMENTI SULLA LINEA ATTUALE DEL FRONTE, E NON IL RITIRO DELLE TRUPPE RUSSE DAI TERRITORI OCCUPATI, DI FRONTE ALL’IPOTESI DI CONVINCERE KIEV ALLA RINUNCIA AD ALCUNE ZONE CONTROLLATE DAL CREMLINO - UN MODO PER AVERE UNA PACE DURATURA CHE DIA GARANZIE SUL FUTURO: IN BALLO PERO' C'E' ANCHE UN REFERENDUM SUL DONBASS...

-

Condividi questo articolo


Estratto dell’articolo di Paolo Mastrolilli per “la Repubblica

 

IL CAPO DEL PENTAGONO LLOYD AUSTIN IL CAPO DEL PENTAGONO LLOYD AUSTIN

Dopo Lloyd Austin, il capo degli Stati Maggiori Riuniti Mark Milley, che vuole parlare col collega Gerasimov per scendere nei dettagli operativi della guerra in Ucraina. Da una parte il Pentagono guida la ripresa del dialogo con la Russia, prima del dipartimento di Stato, che resta comunque pronto a subentrare nel negoziato diplomatico, quando Putin dovesse convincersi che è necessario perché non può prevalere sul campo di battaglia.

 

lloyd austin antony blinken lloyd austin antony blinken

Dall'altra, però, i militari americani fanno capire a Mosca che non molleranno mai, tanto è vero che hanno appena ordinato la rotazione di 10.500 soldati in Europa Orientale, mentre aspettano la settimana prossima il via libera del Senato al nuovo pacchetto di aiuti per Kiev da 40 miliardi di dollari. Sono le direttive su cui si muove la strategia per l'Ucraina, in bilico tra dialogo e minaccia di un'escalation militare ed economica.

 

lloyd austin volodymyr zelensky antony blinken lloyd austin volodymyr zelensky antony blinken

I segnali del Cremlino dopo la chiamata di venerdì fra Austin e il collega Shoigu non sono stati incoraggianti. Putin ha staccato la luce alla Finlandia per punirla dell'ingresso nella Nato, confermando tutte le motivazioni profonde di Helsinki e probabilmente Stoccolma, mentre Ankara lascia intendere che l'opposizione di Erdogan si riferiva in realtà al tentativo di barattare il via libera con qualche concessione.

 

antony blinken e lloyd austin incontrano zelensky a kiev antony blinken e lloyd austin incontrano zelensky a kiev

Il ministro degli Esteri Lavrov ha accusato l'Occidente di aver scatenato una «guerra ibrida contro la Russia». Queste uscite però, unite alle ricorrenti voci sui gravi problemi di salute di Putin rilanciati dal capo dell'intelligence ucraina Budanov, rivelano che nel regime iniziano a coagularsi correnti diverse.

 

MARK MILLEY MARK MILLEY

Nessuno si aspettava che una telefonata tra Austin e Shoigu risolvesse la questione. Se però ha accettato la chiamata, dopo un silenzio che durava dal 18 febbraio, un motivo c'è. Autorevoli fonti Usa coinvolte nel dossier notano che «Austin ha chiesto il cessate il fuoco, ossia lo stop dei combattimenti sulla linea attuale del fronte, e non il ritiro delle truppe russe dai territori occupati. Ciò potrebbe rappresentare un'apertura interessante per Mosca, ossia l'ipotesi di convincere Kiev alla rinuncia ad alcune zone controllate dal Cremlino, in cambio di una pace duratura che dia garanzie proiettate verso il futuro su sicurezza, sovranità e integrità del resto del paese.

 

IL GENERALE MARK MILLEY IL GENERALE MARK MILLEY

Il passaggio potrebbe essere sancito con un referendum in parti del Donbass, che darebbe copertura politica a tutti. Sarebbe per certi versi lo scambio a cui lavora anche il presidente francese Macron, cercando di coinvolgere il leader cinese Xi, per convincere Putin che è l'unica via percorribile».

 

IL GENERALE GERASIMOV IL GENERALE GERASIMOV

Temi al centro anche del vertice tra i ministri degli Esteri Nato a Berlino, nonostante nell'amministrazione Biden e tra gli alleati ci siano resistenze di chi non vorrebbe fare alcuna concessione al «criminale di guerra».

Ora la palla torna nel campo del Cremlino. Se rifiuterà l'ipotesi prospettata da Austin, l'alternativa sarà combattere a tempo indeterminato. Ma non è chiaro se converrebbe a Putin, e se i militari sarebbero disposti a seguirlo, considerando le ricorrenti notizie di ammutinamenti e le voci di golpe.

 

Condividi questo articolo

politica

È STATA LA MANO DI CRISTINA – TERREMOTO IN ARGENTINA: SI È DIMESSO IL MINISTRO DELL'ECONOMIA MARTÍN GUZMÁN, AFFONDATO DAI CONTINUI ATTACCHI DELLA VICEPRESIDENTE, LA PLURIINDAGATA PER CORRUZIONE CRISTINA KIRCHNER, CHE PUNTA A TORNARE AL POTERE – ORA IL PAESE RISCHIA UN DEFAULT PEGGIORE DI QUELLO DEL 2001: IN QUESTI GIORNI L'ORMAI EX MINISTRO GUZMÁN AVEVA UN APPUNTAMENTO PER RINEGOZIARE CON IL FMI UN PRESTITO DA 2 MILIARDI DI DOLLARI – LA TERZA ECONOMIA DELL'AMERICA LATINA HA IL SECONDO TASSO DI INFLAZIONE PIÙ ALTO TRA LE GRANDI ECONOMIE, PARI AL 60%, IN CONTINUA CRESCITA…

TORTURA E MORTE: RIEDUCAZIONE PUTINIANA – LO SCIENZIATO RUSSO DMITRIJ KOLKER, MALATO TERMINALE AL QUARTO STADIO DI CANCRO AL PANCREAS, È MORTO IN UN OSPEDALE CARCERARIO, LONTANO DA FAMILIARI E AMICI –  ERA ACCUSATO DI ESSERE UNA SPIA AL SERVIZIO DELLA CINA – SECONDO IL FIGLIO SI SAREBBE RIFIUTATO DI TESTIMONIARE CONTRO DUE COLLEGHI DELL’UNIVERSITA' E PER QUESTO SAREBBE STATO CONDANNATO – KOLKER NON È IL PRIMO CASO DI SCIENZIATO INCARCERATO DA PUTIN CON FANTOMATICHE ACCUSE DI SPIONAGGIO

“MA CHI VOLETE PRENDERE PER IL CULO?” – L’IRONIA DI LUCA BOTTURA SU PAOLETTA TAVERNA E STEFANO PATUANELLI, CHE SUI SOCIAL PRIMA LANCIANO IL SASSO POI TIRANO INDIETRO LA MANO: “DICONO CHE È UN ERRORE DELLO STAFF. L'ANALISI SORGE SPONTANEA: MA DAVVERO PENSATE CHE SIAMO VENUTI GIÙ DALLA MONTAGNA DEL SAPONE? MA NON VI VERGOGNATE A TRATTARE I VOSTRI ELETTORI E GLI ITALIANI IN GENERE COME UNA MASSA DI DEMENTI CHE SI BEVE LA QUALUNQUE? VI MERITERESTE DI ESSERE GLASSATI COL MIELE IN UN BOSCO MARSICANO AFFOLLATO DI…”