draghi erdogan

COSE TURCHE – “ERDOGAN DITTATORE” NON ERA UN GAFFE: DRAGHI ERA FRESCO REDUCE DAL VIAGGIO IN LIBIA DOVE, PER CONTO ANCHE DI MACRON, HA APERTO UNA TRATTATIVA ENI-TOTAL PER I POZZI PETROLIFERI CHE SONO NEL TERRITORIO CONTROLLATO DAI TURCHI - OGGI, E PER DUE GIORNI, MEZZO GOVERNO LIBICO SARÀ AD ANKARA PER UN VERTICE AI MASSIMI LIVELLI CON IL LEADER TURCO. E ORA TOCCA A DRAGHI DECIDERE SE OFFRIRE LA PATTA O AVANZARE UN ALTRO PEZZO

Paolo Brera per “la Repubblica”

 

MARIO DRAGHI

A quanto pare, il presidente turco Recep Tayyp Erdogan ha scelto la Libia per giocare la sua partita con il premer italiano Mario Draghi, che giovedì gli ha dato scacco al re definendolo «un dittatore». 

 

Oggi, e per due giorni, mezzo governo libico sarà ad Ankara per un vertice ai massimi livelli con il leader turco. Ci saranno non solo il premier Abdul Hamid Mohammed Dbeibah ma anche 13 ministri, il capo di Stato maggiore dell' esercito e il governatore della Banca centrale.

 

mario draghi emmanuel macron

A quanto filtra da ambienti governativi l' incontro «era programmato da tempo» ma «è stato messo in agenda negli ultimi giorni»; e arriva in un momento delicatissimo nei rapporti tra Italia e Turchia, le due potenze con i maggiori interessi in Tripolitania. 

 

IL SOFAGATE VISTO DA OSHO.

Se non è uno schiaffo, è certamente un avvertimento: Ankara mette sul piatto la sua enorme influenza conquistata sul campo di battaglia (difendendo Tripoli dall' avanzata del generale Khalifa Haftar e dei mercenari russi della Wagner) per costringere Roma a ritrattare le accuse al suo leader, con l' implicita minaccia di chiuderle la porta in faccia in Libia. 

 

ERDOGAN A SANTA SOFIA

E in ballo non c' è solo lo sviluppo economico: c' è il controllo delle migrazioni, la grande arma che Erdogan già usa sul fronte orientale dove ospita tre milioni di profughi siriani diretti in Europa dietro lauto pagamento Ue.

 

Sulla carta, secondo versioni coincidenti in entrambe le capitali, la missione ha obiettivi chiari: riattivare il business florido di un tempo, quando in Libia c' erano 128 imprese turche attive solo nel campo delle costruzioni, per far ripartire il Paese che ha fame di infrastrutture e sta per approvare (con grande fatica nel passaggio parlamentare) il bilancio più ricco di sempre.

 

kyriakos mitsotakis 2

Poi c' è un altro tema spinoso, il Memorandum firmato nel 2018 che crea la zona di giurisdizione marittima turco-libica. Taglia in due il Mediterraneo e danneggia in modo molto grave la Grecia. Il premier Kyriakos Mitsotakis era a Tripoli nei giorni scorsi e ha chiesto a Dbeibah di recedere dal Memorandum ottenendo promesse di mediazione.

 

Ma a Tripoli contemporaneamente a Mitsotakis c' era anche Draghi: per la sua prima missione all' estero da premier aveva portato con sé le chiavi per riaprire tutti i capitoli - economici e politici - sospesi se non devastati dalla rivoluzione, dalle guerre e dallo sfacelo istituzionale degli ultimi dieci anni. Un incontro «molto positivo» per entrambe le parti, ma la tensione improvvisa tra Roma e Ankara rischia di rendere difficile una competizione già ardua.

Mario Draghi e Abdul Hamid Mohammed Dbeibeh

 

La partita a scacchi è appena iniziata. Il presidente turco se n' è guardato bene dal buttare a terra i pezzi come fece con Emmanuel Macron dopo la morte del professor Samuel Pety, invocando il boicottaggio dei prodotti francesi rigidamente osservato in Libia. Stavolta Erdogan non ha replicato. Lo hanno fatto i suoi ministri, con toni indignati, ma non lui. Ha mosso sullo scacchiere libico, e ora tocca a Draghi decidere se offrire la patta o avanzare un altro pezzo.

KHALIFA HAFTAR SI AUTOPROCLAMA LEADER DELLA LIBIA 1

 

Nel frattempo, con questa improvvisa trasferta di massa in Turchia, Tripoli ottiene due piccioni con una fava: la visita ad Ankara è un messaggio distensivo ai tripolitani e al Qatar, infuriati per la recente missione ufficiale di Dbeibah nel Golfo in cui ha incontrato per primi gli Emirati che appoggiarono Haftar finanziando e forse persino operando i droni cinesi responsabili della strage di migranti a Tajura, e di quella dei cadetti all' accademia militare di Tripoli.

 

Un orrore di guerra che non perdonano, e uno sgarbo che ha indotto il Qatar - rivale regionale degli Emirati- a cancellare la visita di Dbeibah.

petrolio libia 1produzione petrolio in libiastrage migranti libiaSOLDATI IN LIBIALA SITUAZIONE IN LIBIA - aprile 2019macron libiafalso fermo immagine dal video dei lager libici 1libia divisione cirenaica tripolitania fezzangli affari di eni e total in libia

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