roberto gualtieri giuseppe conte

COSÌ SEMPLIFICATO CHE NON C'È SCRITTO NIENTE - CONTE HA CHIUSO ALLE 4.30 DI NOTTE LA PARTITA SUL DECRETO SEMPLIFICAZIONI: ''DEVO PRESENTARE QUESTA RIFORMA IN EUROPA QUINDI LE COSE DA RISOLVERE LE LASCIAMO AI TECNICI''. LO SCONTRO SUGLI APPALTI SENZA GARE, LE BANCHE DATI DEI CONTRIBUENTI ITALIANI E IL CONTROLLO DEI FONDI DA PARTE DEL CIPE, OVVERO PALAZZO CHIGI. IL MINISTRO PROVENZANO: ''PER ME IL CIPE POTREBBE ESSERE ABOLITO''

Maria Teresa Meli per il “Corriere della Sera

 

«Io tra qualche ora ho la conferenza stampa e poi devo presentare questa riforma in Europa quindi le cose da risolvere le lasciamo ai tecnici»: sono le quattro e mezzo della mattina di ieri quando Giuseppe Conte chiude il Consiglio dei ministri, lasciando irrisolti molti dei nodi su cui non si era trovato un accordo dopo ore e ore di riunione.

 

Tanto il decreto per le Semplificazioni, come è abitudine di questo governo, è stato approvato «salvo intese» e questo consentirà ai tecnici di trovare le soluzioni di mediazione possibili. E ai parlamentari di non accorciare le loro ferie perché se fosse pubblicato subito in Gazzetta ufficiale dovrebbero rientrare prima per convertirlo.

 

Gualtieri Conte

Il Consiglio è andato per le lunghe per l' abitudine del premier a vivisezionare ogni articolo (si è arreso solo dal quarantesimo in poi e ha velocizzato), ma anche perché la delegazione del Pd si è trovata di fronte ad alcune norme diverse da quelle a cui aveva dato l' ok. Insomma, quella che è andata in scena a Palazzo Chigi è stata l' ennesima puntata del braccio di ferro in corso tra i dem e Conte, giudicato dal Pd troppo accentratore e con una spiccata tendenza a decidere da solo. E, visto che la posta in gioco è di 200 miliardi, la tensione era palpabile.

 

Il primo punto su cui i ministri del Pd hanno stoppato Conte è stato quello che prevedeva di non fare le gare nemmeno per le opere il cui costo supera la soglia di rilevanza comunitaria. Sia Dario Franceschini che Beppe Provenzano sono intervenuti.

 

«Non possiamo derogare troppo, facciamolo solo per i lavori legati all' emergenza Covid», ha detto il primo. Quindi ha parlato Enzo Amendola: «Vorrei far presente che così l' Europa potrebbe aprire una procedura di infrazione contro di noi». Il premier ha resistito per un po' ma alla fine ha ceduto: sopra i 5 milioni e 200 mila euro si faranno le gare.

 

luciana lamorgese

Una parte del Pd, comunque, resta preoccupata:«Che le semplificazioni non aprano le porte a una pericolosa deregulation», è il monito di Graziano Delrio. Al quarto comma dell' articolo 27 si è aperta un' altra discussione. Il testo prevedeva che le banche dati riversassero ciò che è in loro possesso all' agenzia per l' Italia digitale.

 

Cioè, a Palazzo Chigi, era il pensiero che ha attraversato gli esponenti dem. A quel punto si è inalberato Roberto Gualtieri: «Non e possibile, quelli dei contribuenti sono dati sensibili». La ministra per l' Innovazione Paola Pisano gli ha replicato: «Ma così velocizziamo i tempi di risposta dell' amministrazione».

 

Luciana Lamorgese, però, ha dato ragione a Gualtieri. Problema non risolto, da affidare ai tecnici che si sono già riuniti ieri. Si arriva quindi all' articolo 33. Nuovo scontro: il testo arrivato in Cdm prevedeva che fosse il Cipe a programmare e coordinare tutte le risorse (anche quelle europee e delle Regioni). Cioè, ancora una volta, Palazzo Chigi.

teresa bellanova foto di bacco (4)

 

Amendola è intervenuto, Provenzano è scattato sulla sedia anche perché i dem non erano stati preavvertiti. Per lui era un modo surrettizio per commissariare la programmazione delle risorse del Mezzogiorno: «Così non semplifichiamo ma complichiamo, per quanto mi riguarda il Cipe potrebbe essere abolito». A quel punto si è risentito il sottosegretario Fraccaro. Altro problema non risolto da affidare ai tecnici.

 

Teresa Bellanova, schierata con Conte, ha fatto però mettere a verbale la sua riserva sull' abuso di ufficio. I grillini hanno spalleggiato quasi sempre il premier. Tanto che a fine riunione un ministro dem si è lasciato sfuggire questo commento: «Ormai sono pronti a governare... anche con Berlusconi».

Ultimi Dagoreport

marco gaetani claudia conte matteo piantedosi

FLASH! – ALLORA GIOVANNI DONZELLI, CAPO DELL’ORGANIZZAZIONE DI FDI, NON HA CACCIATO A CALCI IN CULO MARCO GAETANI, AUTORE DELL’INTERVISTA A CLAUDIA CONTE CHE HA SPUTTANATO L’IMMAGINE DEL MINISTRO PIANTEDOSI E DEL GOVERNO MELONI - ESILIATO PER UN PAIO DI MESI IN PUGLIA PER FAR SCEMARE LE POLEMICHE, IL 25ENNE PRESIDENTE DI GIOVENTÙ NAZIONALE A LECCE, LAUREATO IN SCIENZE POLITICHE CON UNA TESI SULLA COMUNICAZIONE DIGITALE DI DONALD TRUMP, HA RIPRESO LA SUA TRASMISSIONE SU "RADIO ATREJU", COME SE NULLA FOSSE – A QUESTO PUNTO, VIEN IL SOSPETTO CHE LO 'SCOOP' SIA STATO PILOTATO DA VIA DELLA SCROFA (MAGARI PER ANTICIPARE RIVELAZIONI ANCOR PIÙ DIROMPENTI? AH, SAPERLO…)

gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA NON SERVE A UN CAZZO –  LE MODIFICHE ALLA GOVERNANCE DELLA RAI, IMPOSTE DALL’UE, AVREBBERO DOVUTO ESSERE OPERATIVE ENTRO GIUGNO. E INVECE, IL GOVERNO SE NE FOTTE – SE IERI PALAZZO CHIGI SOGNAVA UNA RIFORMA “AGGRESSIVA”, CON L’OBIETTIVO DI “MILITARIZZARE” VIALE MAZZINI IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL 2027, L’ESITO DISASTROSO DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA HA COSTRETTO LA “FIAMMA TRAGICA” DI MELONI A RICONSIDERARE L’EFFICACIA DI RAI E MEDIASET – SOLO IL TG1 DI CHIOCCI FUNZIONA COME STRUMENTO DI PROPAGANDA: GLI ALTRI NON SONO DETERMINANTI, O PERCHÉ NON LI VEDE NESSUNO (RAINEWS) O PERCHÉ NON CONTROLLABILI (IL TG5-AFTER-MARINA, MA ANCHE TG2 E TG3) - INOLTRE, È IL “MODELLO” STESSO DEL TELEGIORNALE A ESSERE ORMAI OBSOLETO, QUANDO SI HA IN TASCA UN TELEFONINO SPARA-SOCIAL O UN COMPUTER SUL TAVOLO CHE INFORMA IN TEMPO REALE...

giorgia meloni riforma legge elettorale stabilicum

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA ELETTORALE, DITEMI A CHI CAZZO CONVIENE? – LA MELONA AZZOPPATA DAL REFERENDUM SAREBBE PRONTA A RITOCCARE IN BASSO L'ABNORME PREMIO DI MAGGIORANZA DELLO “STABILICUM” PUR DI FAR CONVERGERE IL SI' DELL’OPPOSIZIONE – MA LA FU DUCETTA HA DAVANTI DUE OSTACOLI: NON È SICURA DEI VOTI, A SCRUTINIO SEGRETO, DI LEGA E DI FORZA ITALIA CHE TEMONO UN TRAPPOLONE SUI SEGGI - IL SECONDO PROBLEMA SERPEGGIA IN FDI: IN CASO DI SCONFITTA, MOLTI DI LORO RISCHIANO DI FINIRE TROMBATI PROPRIO A CAUSA DEL PREMIO DI MAGGIORANZA – A SINISTRA, SE IL M5S E' ABBASTANZA FAVOREVOLE ALLA RIFORMA, IL DUPLEX PD-AVS E' DI AVVISO CONTRARIO (IL SOLITO ''DIVIDI E PERDI'', NON CONOSCENDO LA REGOLA DI OGNI COALIZIONE DI SUCCESSO: “PRIMA SI PORTA A CASA IL POTERE, POI SI REGOLANO I CONTI”)

beatrice venezi

DAGOREPORT! UNA NOTTE CON "BEATROCE" VENEZI: LA "FU BACCHETTA NERA" RICICCIA NEL RUOLO DI PRESENTATRICE DEL PROGRAMMA DI ''SKY ARTE", “RINASCIMENTI SEGRETI” - NON STIAMO SCHERZANDO, MEGLIO DI UNA DILETTA LEOTTA, LA VENEZI, CHIODO DI PELLE NERA E PANTA ADERENTI, RIPRESA PIÙ DA DIETRO CHE DA DAVANTI, HA VOCE SUADENTE, LEGGE IL GOBBO CON CAPACITÀ E GUARDA IL TELESPETTATORE CON UNA CERTA INNATA MALIZIA - ALLA VENEZI ANDREBBE AFFIDATO UN PROGRAMMA PER LA DIVULGAZIONE DELLA MUSICA CLASSICA, NON LA FENICE! SAREBBE DI AIUTO PER LA SOLITA TIRITERA DI “AVVICINARE I GIOVANI ALLA MUSICA CLASSICA”. L’AMICHETTISMO FA SCHIFO, MA SE INOLTRE GLI AMICI LI METTI FUORI POSTO, DALLA BACCHETTA AL PENNELLO… - VIDEO