andrea crisanti coronavirus

CRISANTI PROTETTORI – VI CHIEDEVATE ANCHE VOI PERCHÉ L’AUTONOMINATOSI “RE DEI TAMPONI” PARLASSE COSÌ TANTO E AMASSE FARE IL CONTROCANTO A ZAIA? LO "ZANZAROLOGO" NON DISDEGNA LA POLITICA E IL SUO NOME È STATO PER ALMENO TRE SETTIMANE ALL’ATTENZIONE DEI 5 STELLE PER IL COLLEGIO SENATORIALE DI VERONA. E PARE CHE IL PD FOSSE BEN D’ACCORDO – MA PER LUI È PRONTA UNA POLTRONA VICINISSIMA AL SOLE. CHE È CIÒ CUI TIENE DI PIÙ, ALTRO CHE UN SEGGIO A PALAZZO MADAMA...

1 – CRISANTI SANTO SUBITO?

DAGONOTA

 

ANDREA CRISANTI

Santo subito? A mano a mano che le settimane passano, l’odor di santità che emanava dal professor Crisanti, autonominatosi sul campo “re dei tamponi”, virologo, epidemiologo, microbiologo, biochimico, salvatore del Veneto (anche se chi lo scelse per l’Università di Padova, il professor Palù, ora lo definisce un ”zanzarologo”), va progressivamente svanendo.

 

LUCA ZAIA CON LA MASCHERINA

Mentre all’Università di Padova, a forza di assegnare la patente di somaro ai colleghi anche più illustri, ormai non lo sopporta più nessuno, “Il Gazzettino” di Venezia consente finalmente di dare una risposta alla domanda che dal 21 febbraio a oggi attanagliava il mondo politico veneto e, come vedremo, anche quello- nazionale: ma perché Crisanti parla così tanto, ovunque, su giornali, radio e tv, ma soprattutto fa costantemente il bastian contrario e in particolare ama fare il quotidiano controcanto al Presidente Luca Zaia?

 

ARTURO LORENZONI

I sospetti dei più maliziosi hanno finalmente trovato conferma: il professore non disdegna la politica e sta lavorando a testa bassa al suo futuro a livello nazionale. Il nome di Crisanti, infatti, è stato per almeno tre settimane all’attenzione dei pentastellati (in primis il ministro bellunese D’Incà) per l’elezione nel collegio senatoriale di Verona il 20 e il 21 settembre prossimi, in contemporanea con le elezioni regionali e il referendum.

 

E il Pd, con Zingaretti, pare fosse ben d’accordo: non si spiegherebbe altrimenti perché il candidato del Pd alle Regionali, Lorenzoni, docente universitario e quindi collega di Crisanti, da settimane insista per commissariare proprio col “zanzarologo” la sanità regionale. Ma l’intesa fra M5S e Pd non si è trovata, anche per le consuete divisioni fra i pentastellati.

crisanti

 

Ma il professore può dormire sonni tranquilli: per lui è pronta una bella poltrona romana (leggasi: incarico) vicinissima al sole. Che è ciò cui il professore tiene di più, altro che un seggio senatoriale che da un giorno all’altro può franare sotto i colpi di una crisi di maggioranza.

 

Ipotesi, quella romana, che suscita un immenso sollievo nel rettore di Padova, Rizzuto, e in tutta la scuola di medicina dove sono ormai tutti sull’orlo di una crisi di nervi. “Se vuole andare a Roma con una carrozza a cavalli, gliela paghiamo noi”, avrebbe commentato un collega della facoltà di medicina. Sottinteso: purché si tolga di torno.

Stefano Bertacco

 

2 – C'ERA ANCHE IL PROFESSOR ANDREA CRISANTI TRA I PAPABILI CANDIDATI

Alda Vanzan per “Il Gazzettino”

 

C' era anche il professor Andrea Crisanti tra i papabili candidati alla carica di senatore nel collegio di Verona, dove il prossimo 20 e 21 settembre si svolgeranno le elezioni suppletive per coprire il posto lasciato libero da Stefano Bertacco, deceduto lo scorso 14 giugno.

 

Raccontano che l' idea di puntare sul famoso virologo, responsabile del Laboratorio di microbiologia e virologia dell' Azienda ospedaliera di Padova, sia venuta in ambienti del Movimento 5 stelle e che abbia trovato il consenso del ministro bellunese Federico D' Incà.

 

ARTURO LORENZONI ELLY SCHLEIN

Non solo: anche il Partito Democratico sarebbe stato favorevole. La candidatura di Crisanti - il padre dei tamponi che ha salvato il Veneto, ma che da tempo non è più in sintonia con il governatore leghista Luca Zaia - avrebbe potuto così determinare la prima convergenza elettorale in Veneto tra M5s e Pd.

 

Ma non è andata in porto. Non solo perché in casa pentastellata ci sarebbero stati dei distinguo, in primis da parte del capogruppo uscente in consiglio regionale Jacopo Berti, ma principalmente perché l' interessato ha declinato l' invito: no, grazie. Non solo: in ballo c' era anche un' altra candidatura eccellente, perché il Pd aveva pensato di puntare su Damiano Tommasi, veronese di Negrar, ex calciatore, 25 presenze in nazionale, tra cui i Mondiali del 2002, fino allo scorso giugno presidente dell' Associazione Italiana Calciatori, impegnato nel sociale. Ma anche questa ipotesi di candidatura è sfumata.

 

damiano tommasi foto di bacco

 

Pd e M5s correranno quindi da soli, mentre il centrodestra già pensa di portare a casa il risultato: il favorito è Luca De Carlo, sindaco di Calalzo, coordinatore regionale di Fratelli d' Italia, fino a poche settimane fa deputato, scranno che ha dovuto cedere dopo l' ennesimo riconteggio al leghista trevigiano Giuseppe Bepi Paolin.

 

CENTRODESTRA

Il termine per presentare in Corte d' Appello a Venezia le candidature per il collegio senatoriale uninominale di Verona - che interessa 57 Comuni, tra cui Villafranca - scadeva ieri.

 

Nessuna sorpresa da parte del centrodestra: Lega, Fratelli d' Italia e Forza Italia si sono ripresentati uniti, come alle Politiche del 2018, candidando Luca De Carlo.

 

Tra l' altro il seggio veronese era già stato appannaggio di FdI, che l' ha mantenuto con la candidatura del suo coordinatore veneto. De Carlo, se eletto, come pronosticato dai sondaggi, sarà un caso più unico che raro: componente di entrambi i rami del Parlamento, prima alla Camera e poi al Senato, nel corso della stessa legislatura. PD Il Partito Democratico ha presentato in Corte d' Appello a Venezia la candidatura di Matteo Melotti, veronese di Villafranca, 47 anni il prossimo 27 settembre, una laurea in Biotecnologie agro-industriali, insegnante di Matematica e Scienze alle scuole medie di Sommacampagna, consigliere comunale del Pd dal 2013.

nicola zingaretti giuseppe conte

 

«Credo nella politica come servizio alla comunità - ha detto - Uno degli aspetti che ho più a cuore è lo sviluppo sostenibile che non è assolutamente un' idea astratta ma dovrebbe essere il parametro per valutare tutte le scelte politiche in ambito di scuola, lavoro, qualità della vita».

 

 

M5S Il Movimento 5 Stelle ha presentato la candidatura di Emanuele Sterzi, veronese di Bovolone, 58 anni, broker assicurativo, iscritto da anni al M5s, l' anno scorso candidato per la lista Cittadini nei Consorzi alle elezioni per il rinnovo del Consiglio del Consorzio di Bonifica Veronese.

 

«Per dare una rappresentanza reale in Senato al nostro territorio - ha detto - è necessario eleggere un portavoce che viva ed operi nella realtà della Pianura Veronese. Per questo motivo ho dato la mia disponibilità a candidarmi.

 

ANDREA CRISANTI

Se verrò eletto intendo attivare un punto di ascolto e dialogo con i cittadini, gli operatori economici e gli amministratori locali del collegio per poter portare in Parlamento le nostre problematiche».

 

 

IL PROSSIMO TERMINE

Chiusa la pratica del collegio di Verona, l' attenzione ora si sposta sulle elezioni regionali e comunali. Due i giorni per la presentazione delle liste: venerdì e sabato. E stamattina i capigruppo in consiglio regionale del Veneto decideranno se gemmare una seconda lista oltre alla propria, risparmiandosi così la raccolta delle firme.

 

Saranno sicuramente gemmate le liste Veneto che Vogliamo, +Europa/Volt, Sanca Veneta per Arturo Lorenzoni, la terza lista per Luca Zaia, la lista Ves per Patrizia Bartelle. A raccogliere le firme dovrà essere, a meno di sorprese, Simonetta Rubinato.

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