gualtieri

LA CRISI CANCELLERÀ MEZZO MILIONE DI POSTI - RICORDATE QUANDO GUALTIERI DISSE ''NESSUNO PERDERÀ IL LAVORO PER IL CORONAVIRUS?''. ERA UN MESE FA, PIÙ O MENO QUANDO IL MINISTRO DICEVA ''L'ITALIA PERDERÀ QUALCHE PUNTO DI PIL, RECUPERABILE''. POCHI GIORNI DOPO LUI STESSO NEL DEF HA SCRITTO LA CIFRA HORROR DI -8% (OTTIMISTICA, C'E' CHI DICE -11%), UNA RECESSIONE DA DISTRUZIONE BELLICA, INSIEME ALLE PREVISIONI SULLA DISOCCUPAZIONE. MA CHI GLIEL'HA FATTO FARE DI SPARARE QUELLE FRASI?

 

Enrico Marro per il “Corriere della Sera

 

le previsioni di gualtieri a meta marzo

Quando il governo ha presentato il decreto Cura Italia ha detto: «Nessuno perderà il lavoro per il coronavirus». Parole che ancora ieri il ministro dell' Economia, Roberto Gualtieri, ha ripetuto in Parlamento illustrando il Documento di economia e finanza, con l' aggiunta della promessa che «il sostegno al reddito dei lavoratori (dalla cassa integrazione al bonus per autonomi e professionisti, ndr.) sarà erogato finché ce ne sarà bisogno». Eppure nello stesso Def l' esecutivo stima che quest' anno gli occupati caleranno del 2,1%. Il che significa che si perderanno quasi mezzo milione di posti, calcolandoli sulla rilevazione delle forze di lavoro (gli occupati nel 2019 erano 23.360.000).

Roberto Gualtieri

 

Il calo, dice lo stesso Def, sarà del 2,2%, cioè di 560 mila posti di lavoro, se riferito all' aggregato di contabilità nazionale (occupati 2019 pari a 25,5 milioni) che include anche i lavoratori in nero. E si tratta di un impatto del coronavirus sul mercato del lavoro mitigato dagli ammortizzatori sociali. Infatti, l' Istat considera ancora occupati i lavoratori per i primi 3 mesi di cassa integrazione. La moria di posti si vedrà quindi nella seconda parte dell' anno, a meno che non resti in vigore il blocco dei licenziamenti varato col Cura Italia per due mesi.

 

conte gualtieri

Senza considerare gli ammortizzatori, si legge nel Def, «l' occupazione espressa in unità di lavoro equivalente», cioè a tempo pieno, e il monte ore lavorato in un anno crolleranno nel 2020 «rispettivamente del 6,5 e del 6,3%» sul 2019. Significa che non solo ci saranno meno occupati, ma che molti saranno costretti a passare dal tempo pieno al part time o da lavori stabili a precari. «Nonostante le rilevanti misure adottate a tutela dell' occupazione dipendente, la crisi colpirà inevitabilmente alcune tipologie di lavoro, in particolare quelle stagionali e quelle con contratti a termine». La situazione migliorerà nel 2021. «Il tasso di disoccupazione peggiora nel 2020 all' 11,6% (10% nel 2019) e recupera parzialmente all' 11% nel 2021», stima il Def.

 

Sono numeri pesanti. Basti pensare che dopo la crisi del 2007 avevamo perso in 5 anni, fino al 2013, un milione di occupati e ci abbiamo messo altri 4 anni per recuperarli. Ora in un solo anno si tornerebbe indietro di mezzo milione, senza contare che ancora non eravamo tornati ai livelli di ore annue lavorate pre crisi.

 

pignoramento conto corrente gualtieri e conte

Il numero di lavoratori per i quali le aziende hanno chiesto la cassa integrazione è senza precedenti: finora 7,3 milioni, ai quali andranno aggiunti quelli interessati alla cassa in deroga (possibile anche per le aziende con un solo dipendente), dove i dati affluiscono con ritardo dalle Regioni all' Inps. In pratica la cassa integrazione è già stata chiesta per un lavoratore dipendente su due.

 

Secondo il Cura Italia potrà durare al massimo 9 settimane, ma altre 9 verranno concesse con il decreto legge che il governo promette di approvare in settimana. Finire in cassa integrazione mantiene temporaneamente il posto di lavoro, nella speranza di tornare in azienda il prima possibile, ma intanto si subisce un calo del reddito perché la cig copre l' 80% della retribuzione ma fino a determinati tetti.

 

le previsioni di gualtieri a meta marzo

 I Consulenti del lavoro hanno calcolato che un dipendente con una retribuzione di 1.324 euro netti perde 472 euro e prende così non più di 851 euro, a meno che non ci siano integrazioni della sua azienda. Il taglio sale in media a 646 euro al mese per le professioni tecniche e a 764 per quelle intellettuali e specialistiche.

Ai dipendenti in cassa si aggiungono i 4,3 milioni di autonomi, professionisti, cococo, stagionali dell' agricoltura e dello spettacolo che hanno chiesto il bonus da 600 euro (a 3,4 milioni è stato pagato).

 

In tutto, sono più di 11 milioni e mezzo i dipendenti e gli indipendenti che hanno chiesto un sostegno al reddito.

I settori più a rischio sono turismo, ristorazione, ferrovie, voli. In altri potrebbero crearsi opportunità, probabilmente temporanee (consegne e logistica, pulizie e sanificazioni, produzione dpi). Come quelle annunciate da E-work (somministrazione di lavoro), che ricerca «mille addetti al controllo accessi» per aziende.

 

Si occuperanno appunto di «controllo accessi, gestione code e misurazione della temperatura», con contratti «a tempo determinato, con possibilità di proroghe». Intanto, la Regione Veneto, che ha fatto un' indagine ad hoc, ha scoperto che tra il 23 febbraio e il 19 aprile sono andati persi 48-50 mila posti di lavoro. E rispetto allo stesso periodo del 2019 le assunzioni sono crollate da 106 mila a 42 mila.

gualtieri mes senza condizioni subito smentito

Ultimi Dagoreport

buttafuoco giuli arianna giorgia meloni emanuele merlino elena proietti fazzolari

DAGOREPORT - UTERINO COM'È, GIULI NON HA RETTO ALL'ELEVAZIONE DI BUTTAFUOCO A NUOVO IDOLO DELLA SINISTRA LIBERALE E DELLA DESTRA RADICALE: VUOLE ANCHE LUI DIVENTARE LO ‘’STUPOR MUNDI’’ E PIETRA DELLO SCANDALO. E PER DIMOSTRARE DI ESSERE LIBERO DAL ‘’CENTRO DI SMISTAMENTO DI PALAZZO CHIGI’’, HA SFANCULATO IL SUO “MINISTRO-OMBRA”, IL FAZZO-BOY MERLINO – IL CASO GIULI NON È SOLO L’ENNESIMO ATTO DEL CREPUSCOLO DEL MELONISMO-AFTER-REFERENDUM: È IL RISULTATO DEL FALLIMENTO DI RIMPIAZZARE LA MANCANZA DI UNA CLASSE DIRIGENTE CAPACE CON LA FEDELTÀ DEI CAMERATI, FINO A TOCCARE IL CLIMAX DEL FAMILISMO METTENDO A CAPO DEL PARTITO LA SORELLINA ARIANNA, LA CUI GESTIONE IN VIA DELLA SCROFA HA SGRANATO UN ROSARIO DI DISASTRI, GAFFE, RIPICCHE, NON AZZECCANDO MAI UNA NOMINA (MICHETTI, TAGLIAFERRI, GHIGLIA,  SANGIULIANO, CACCIAMANI, DI FOGGIA, MESSINA, ETC) - FINIRÀ COSI': L'ALESSANDRO MIGNON DELL'EGEMONIA CULTURALE SCRIVERÀ UN ALTRO LIBRO: DOPO “IL PASSO DELLE OCHE”, ‘’IL PASSO DEI CAPPONI’’ (UN POLLAIO DI CUI FA PARTE...)

nigel farage keir starmer elly schlein giuseppe conte

DAGOREPORT – “TAFAZZISMO” BRITISH”! A LONDRA, COME A ROMA, LA SINISTRA È CAPACE SOLO DI DARSI LE MARTELLATE SULLE PALLE: A FAR PROSPERARE QUEL DISTURBATO MENTALE DI FARAGE  È LA SPACCATURA DELLE FORZE “DI SISTEMA”, CHE NON RIESCONO A FARE ASSE E FERMARE I SOVRANISTI “FISH AND CHIPS” - È MORTO E SEPOLTO IL BIPARTITISMO DI IERI E LA FRAMMENTAZIONE È TOTALE, TRA VERDI, LIB-LAB, LABOUR, TORY E CORNUTI DI NUOVO E VECCHIO CONIO – IL CASO MELONI INSEGNA: NEL 2022, LA DUCETTA VINSE SOLO PERCHÉ IL CENTROSINISTRA SI PRESENTÒ DIVISO, PER MERITO DI QUEI GENI DI ENRICO LETTA E DI GIUSEPPE CONTE – APPUNTI PER FRANCIA E GERMANIA, DOVE SI SCALDANO LE PEN E AFD (E L’EUROPA TREMA…)

marina pier silvio berlusconi paolo del debbio giorgia meloni

FLASH – HA FATTO MOLTO RUMORE IL SILENZIO DI MEDIASET SUL CASO DEL DEBBIO: DAL BISCIONE HANNO LASCIATO CHE FOSSE IL CONDUTTORE, CARO A GIORGIA MELONI, A SMENTIRE I RETROSCENA SUL SUO ADDIO A RETE4 – IL MOTIVO? SEMBRA CHE A COLOGNO NON ABBIANO VOLUTO REPLICARE PERCHÉ AVREBBERO DECISO DI TAGLIARE LA TESTA AL TORO. NON ESSENDOCI UN CONTRATTO DA NON RINNOVARE (DEL DEBBIO È UN DIPENDENTE A TEMPO INDETERMINATO), AL MASSIMO C'È DA ATTENDERE LA PENSIONE - E INTANTO BIANCA BERLINGUER NON CI PENSA PROPRIO A SCUSARSI CON CARLO NORDIO PER LE PAROLE DI SIGFRIDO RANUCCI…

putin orban zelensky

DAGOREPORT – A PUTIN È BASTATO PERDERE IL CAVALLO DI TROIA IN UE, VIKTOR ORBAN, PER VEDER CROLLARE OGNI CERTEZZA: L’UCRAINA È NEL MOMENTO MIGLIORE DA QUATTRO ANNI A QUESTA PARTE ED È IN GRADO DI COLPIRE LA RUSSIA QUANDO E COME VUOLE – LA PARATA DIMESSA DEL 9 MAGGIO È LA PROVA CHE “MAD VLAD” VIVE A CHIAPPE STRETTE: CON LO SBLOCCO DEI 90 MILIARDI EUROPEI A KIEV (CHE ORBAN BLOCCAVA) E LA FORMIDABILE INDUSTRIA MILITARE UCRAINA, ORA È LA RUSSIA A ESSERE IN GROSSA DIFFICOLTÀ – IL “TROLLAGGIO” DI ZELENSKY, LA NOMINA FARLOCCA DI SCHROEDER (DIPENDENTE DEL CREMLINO) COME NEGOZIATORE E IL DISIMPEGNO DI TRUMP CHE ORMAI NON È PIÙ DECISIVO: GLI USA FORNISCONO SOLO AIUTI DI INTELLIGENCE, MA POSSONO ESSERE SOSTITUITI DAGLI 007 EUROPEI (SOPRATTUTTO BRITANNICI)

donald trump benjamin netanyahu attacchi iran

DAGOREPORT - IL PIÙ GRANDE OSTACOLO ALLA PACE IN MEDIO ORIENTE È BENJAMIN NETANYAHU -  TRUMP ERA PRONTO A CHIUDERE L’ACCORDO CON L’IRAN: AVEVA DATO IL SUO VIA LIBERA ALL’INVIATO STEVE WITKOFF PER METTERE UNA PAROLA FINE AL NEGOZIATO CON IL REGIME DI TEHERAN. A QUEL PUNTO, S’È MESSO DI TRAVERSO IL SOLITO “BIBI”: “LA GUERRA NON È FINITA, C’È ANCORA L’URANIO DA PORTARE VIA” - IL TYCOON E IL SUO ALLEATO ISRAELIANO HANNO UN “PROBLEMA” ELETTORALE: A OTTOBRE SI VOTA IN ISRAELE E A NOVEMBRE NEGLI USA PER LE MIDTERM. MA GLI OBIETTIVI SONO OPPOSTI: NETANYAHU PER VINCERE HA BISOGNO DELLA GUERRA PERMANENTE, TRUMP DELLA PACE A TUTTI I COSTI