jens stoltenberg guido crosetto

CROSETTO VA ALLA GUERRA – IL MINISTRO DELLA DIFESA TUONA CONTRO IL SEGRETARIO GENERALE USCENTE DELLA NATO, JENS STOLTENBERG, CHE HA FREGATO L’ITALIA DANDO A UNO SPAGNOLO IL RUOLO DI INVIATO PER IL FRONTE SUD: “GLI HO SCRITTO UN MESSAGGIO DURISSIMO. È UN AFFRONTO PERSONALE. MI HA FATTO INFURIARE E CI SARANNO CONSEGUENZE. HA CONCLUSO I SUOI 9 ANNI ALLA GUIDA DELLA NATO NEL MODO PEGGIORE” – LE DISCUSSIONI “PROVINCIALI” SU URSULA VON DER LEYEN E TRUMP: “SULLA RUSSIA CAMBIERÀ LA LINEA, E A NOI DIRÀ ‘DIFENDETEVI DA SOLI’” – “LE CRITICHE DELLA LEGA SUI SAMP-T? NON HO TEMPO DI DISCUTERE CON CHI RINCORRE GLI UMORI DELLE PIAZZE…”

Estratto dell’articolo di Federico Capurso per “La Stampa”

 

GUIDO CROSETTO - VERTICE NATO

Quando arriva il momento di parlare della decisione del segretario generale della Nato Jens Stoltenberg di affidare alla Spagna il nuovo ruolo di inviato per il Fronte Sud, il ministro della Difesa Guido Crosetto cambia tono di voce. Si fa più alto, scandisce ogni parola: «Lo considero quasi un affronto personale».

 

Supera invece con un balzo il dibattito italiano intorno al voto sfavorevole di FdI a Ursula von der Leyen: «Discussioni provinciali, sbagliate e incomprensibili». E con lo stesso piglio affronta le posizioni di chi, come i Cinque stelle o la Lega, polemizzano sulle armi a Kiev: «Non ho voglia di discutere con chi affronta in modo superficiale questioni serie come la guerra». Invece, sulla scelta del segretario della Nato, si sofferma a lungo. C'è «una profonda delusione» da affrontare.

 

jens stoltenberg giorgia meloni 2

Ne ha parlato con Stoltenberg?

«Gli ho scritto un messaggio durissimo. Mi ha fatto infuriare e ci saranno conseguenze sul piano dei rapporti personali. Il suo è stato il tradimento di un principio: era l'Italia a essersi battuta per introdurre il ruolo di inviato per il Fronte Sud. E al summit di Washington 32 leader ci hanno dato ragione. Tra vent'anni i due miliardi e mezzo di persone in Africa saranno il principale problema dell'Alleanza atlantica perché diventeranno un esercito nelle mani di quei Paesi che hanno già iniziato a occupare il continente in questi anni: Russia e Cina».

 

Si è fatto un'idea del motivo per cui invece è andato alla Spagna?

«Stoltenberg non voleva nominare un rappresentante a Sud. Ha dovuto metterlo nella risoluzione perché lo voleva l'Italia e così si è vendicato, dando il ruolo a […] un funzionario spagnolo che fa già un altro lavoro, di fatto svuotando l'obiettivo politico da noi perseguito e approvato al vertice Nato: lo trovo pessimo come comportamento. Ha concluso i suoi 9 anni alla guida della Nato nel modo peggiore».

ursula von der leyen giorgia meloni g7 borgo egnazia

 

L'Italia da oggi ha un problema con la Nato?

«No, ha un problema, oggi, con Stoltenberg. È lui l'unico responsabile, lui ha scelto la persona per quel ruolo, basandosi su criteri opachi e logiche burocratiche interne, senza consultarsi con gli alleati, forse perché guidato da logiche di appartenenza politica, venendo meno alla prima delle sue responsabilità: essere super partes.

 

JAVIER COLOMINA

Questo non è nemmeno l'unico caso. Ultimamente, da parte sua, ho assistito a una serie di promozioni, nuovi incarichi, uffici e responsabilità, tutti arrivati a pochi mesi dalla scadenza del mandato. Sembra la sfilata dei "nobili della scaletta", quella schiera di conti e marchesi nominati in Italia quando il Regno dei Savoia era agli sgoccioli. Un esempio del peggior nepotismo».

 

Si aspetta che a ottobre, dopo l'addio di Stoltenberg, quel ruolo venga riassegnato all'Italia?

«Mi auguro che venga dato alla persona migliore, non in base a logiche burocratiche interne e non per simpatia politica. E mi aspetto che si tenga conto di chi ha fortemente voluto l'istituzione di questo ruolo: l'Italia».

GUIDO CROSETTO NEL 2001

Sul fronte Nato, per l'Italia resta il problema del raggiungimento del 2% di spese militari in rapporto al Pil.

«È un tema che si lega a doppio filo con la prossima Commissione europea. Dovremo fare una battaglia per scorporare le spese della Difesa dal patto di Stabilità. Mi sembra di aver sentito un accenno a questo tema nel discorso di Ursula von der Leyen. […]».

 

Eppure Fratelli d'Italia ha votato contro il bis alla presidenza di Von der Leyen. Che utilità ha?

«Non è una questione di utilità. Von der Leyen sapeva che con quel suo discorso non avrebbe ottenuto i nostri voti, ma guadagnato quelli di Ppe, S&D, Liberali e Verdi, sufficienti a una sua rielezione. Le discussioni di questi giorni mi sembrano campate in aria: si affronta il voto per la presidenza della Commissione europea come se si stesse parlando della Presidenza del consiglio italiana, mentre sono due realtà con meccanismi molto diversi».

 

giorgia meloni e matteo salvini come rosa bazzi e olindo romano meme by 50 sfumature di cattiveria

Salvini lo definisce "un inciucio" e attacca Forza Italia che ha votato insieme a Verdi e Socialisti. Che ne pensa?

«Ha usato termini e argomenti più adatti a commentare le elezioni italiane. Sono polemiche che […] non hanno senso perché il voto nel Parlamento Ue ha un significato politico diverso rispetto al voto di fiducia nel Parlamento italiano».

 

[…] Più utile all'Italia un commissario al Mediterraneo, magari con delega alle migrazioni, o un portafoglio economico?

«Dal mio punto di vista, meglio un portafoglio economico che ci dia poi la possibilità di interloquire anche su altri dossier di interesse, tra cui Mediterraneo e migrazioni».

 

GUIDO CROSETTO - VERTICE NATO

L'Europa ha dato un messaggio di continuità alle sue istituzioni. Se Donald Trump diventerà presidente degli Usa cambieranno invece le prospettive per l'Ucraina?

«Dico da tempo che dobbiamo tenere conto del possibile cambiamento della posizione americana. Ma, come al solito, in Europa e nella Nato, i problemi non vengono gestiti prima che nascano, ma solo dopo che sono esplosi. Credo che Trump cambierà la linea, cercherà di ottenere la pace riprendendo un dialogo personale con Putin per chiudere in fretta e questo può essere un problema».

 

Per quale motivo?

DONALD TRUMP JD VANCE

«Perché sono importanti le regole con cui gli Stati devono confrontarsi: se il diritto internazionale viene messo da parte, prevale il diritto del più forte. Vale per l'Ucraina come per Israele. […] E con Trump non cambierebbe solo questo».

 

A cosa si riferisce?

«Per Trump il raggiungimento del 2% di spese militari in rapporto al Pil diventerà un criterio con cui giudicherà ogni alleato. Ci dirà "difendetevi da soli", come iniziò a dire già Obama nel 2009. Lui lo farà con più forza. E chi giudica sbagliati gli investimenti nella Difesa, vuol dire che pensa che l'Italia non debba difendersi, ma mettersi nelle mani di altri per essere difesa, rinunciando così alla sua sovranità».

 

salvini putin conte

La Lega intanto critica l'invio di aiuti militari all'Ucraina. Sostiene che i Samp-T non siano armi difensive. È un problema?

«I Samp-T sono armi difensive. Se qualcuno dice il contrario, gli suggerisco di informarsi. E mi disgusta vedere politici come Giuseppe Conte sostenere una cosa quando sono al governo e il suo esatto contrario quando sono all'opposizione.

 

Non ho tempo di discutere con chi rincorre gli umori delle piazze, con gente che dedica 2 minuti al giorno per parlare di cose serie come la guerra in Ucraina e si posiziona a seconda dei like sui social che vuole prendere. Di qualunque partito siano - del mio, dei Cinque stelle, della Lega o di altri - guardo certe persone con distacco e disprezzo». […]

GUIDO CROSETTO

IL CREMLINO E LE ELEZIONI ITALIANE jens stoltenberg giorgia meloni 3matteo salvini e giorgia meloni temptation island meme by emiliano carli matteo salvini giuseppe conte

JENS STOLTENBERG - VIKTOR ORBAN

Ultimi Dagoreport

triennale giuli la russa trione beppe sala

DAGOREPORT: HABEMUS "TRIONNALE"! - DOPO AVER BUTTATO-AL-FUOCO LA BIENNALE, IL MINISTRO GIULI-VO ORA SI È FATTO BOCCIARE DAL SINDACO DI MILANO LA SUA CANDIDATA ANDRÉE RUTH SHAMMAH, FACENDOSI IMPORRE VINCENZO TRIONE, STORICO E CRITICO D’ARTE, COAUTORE CON LA PENNA ROSSA DI TOMASO MONTANARI DI UN LIBRO INTITOLATO “CONTRO LE MOSTRE” (QUELLE FATTE DAGLI ALTRI) - SEGNALE POCO GIULI-VO PER I CAMERATI ROMANI DELLA MELONI IL VIA LIBERA SU TRIONE CHE AVREBBE DATO IGNAZIO LA RUSSA, “PADRONE” DI MILANO E DINTORNI (VEDI CIÒ CHE SUCCEDE ALLA PINACOTECA DI BRERA BY CRESPI) - FORZA ITALIA È RIUSCITA A FAR ENTRARE, DIREBBE MARINA B. ‘’UN VOLTO NUOVO’’: DAVIDE RAMPELLO CHE DELLA TRIENNALE È GIÀ STATO PRESIDENTE UN’ERA GEOLOGICA FA…

2026masi

DAGOREPORT: “PROMEMORIA” PER SOPRAVVIVERE AL TERREMOTO DIGITALE - IN OCCASIONE DELLA RISTAMPA DEL LIBRO DI MAURO MASI, UN GRAN PARTERRE SI È DATO APPUNTAMENTO AL MALAGOLIANO CIRCOLO ANIENE - PER ANALIZZARE LE PROBLEMATICHE CONNESSE ALL’IA PER NON RIPETERE GLI ERRORI FATTI CON INTERNET QUANDO NEGLI ANNI ‘80 E ‘90 SI DECISE DI NON REGOLAMENTARE LA RETE, HANNO AFFERRATO IL MICROFONO L’EX CONSOB, PAOLO SAVONA, L’INOSSIDABILE GIANNI LETTA, ROBERTO SOMMELLA DI ‘’MF”, IL LEGHISTA RAI ANTONIO MARANO – IN PLATEA, GIORGIO ASSUMMA, LUCIO PRESTA, MICHELE GUARDÌ, BARBARA PALOMBELLI, BELLAVISTA CALTAGIRONE, ROBERTO VACCARELLA, GIANNI MILITO, TIBERIO TIMPERI…

donald trump xi jinping re carlo iii paolo zampolli mohammed bin zayed al nahyan

DAGOREPORT – OCCHI E ORECCHIE PUNTATE SU WASHINGTON: LA VISITA DI RE CARLO SARÀ UTILE A TRUMP, SEMPRE PIU’ ISOLATO, CHE HA BISOGNO DI RINSALDARE LA STORICA ALLEANZA CON LA GRAN BRETAGNA – IL PETROLIO COSTA, GLI ELETTORI SONO INCAZZATI: WASHINGTON VUOLE ACCELERARE SULLA PACE CON L’IRAN. MA GLI AYATOLLAH MOLLERANNO SOLO QUANDO LO ORDINERÀ LORO IL “PADRONCINO” XI JINPING (L’INCONTRO A PECHINO DEL 14-15 MAGGIO SARÀ UNA NUOVA YALTA?) – EMIRATI INGOLFATI: ABU DHABI CHIEDE UNA “SWAP LINE” D’EMERGENZA A WASHINGTON, E IL TYCOON NON PUÒ DIRE DI NO – LA TESTA PLATINATA DI DONALD ZAMPILLA DI…ZAMPOLLI: IL PASTICCIACCIO DEL SUO INVIATO SPECIALE E LE POSSIBILI RIVELAZIONI DELLA SUA EX, AMANDA UNGARO, NON SONO UNA MINCHIATA…

nicole minetti carlo nordio francesca nanni

DAGOREPORT – TEMPI SEMPRE PIU' CUPI PER L'EX INVINCIBILE ARMATA BRANCA-MELONI - LA RESPONSABILITÀ NEL PASTROCCHIO DELLA GRAZIA A NICOLE MINETTI PESA, IN PRIMIS, SUL CAPOCCIONE DEL MINISTRO NORDIO - LA PROCURA GENERALE DELLA CORTE D'APPELLO DI MILANO, GUIDATA DA FRANCESCA NANNI, SI E' PRECIPITATA A DICHIARARE CHE L'ISTRUTTORIA SULLA PRATICA MINETTI SI E' ATTENUTA ALLE INDICAZIONI DEL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA: VERIFICARE LA VERIDICITA' DI QUANTO AFFERMATO NELLA DOMANDA DI GRAZIA SULLA CONDOTTA DI VITA DELLA MINETTI IN ITALIA - NULLA E' STATO APPROFONDITO SULLE ATTIVITA' IN URUGUAY (TRA ESCORT E FESTINI) DELL’EX IGIENISTA DENTALE DI BERLUSCONI E DEL SUO COMPAGNO GIUSEPPE CIPRIANI, SODALE D'AFFARI CON EPSTEIN – DALLA PROCURA DI MILANO, LA PRATICA MINETTI E' TORNATA AL MINISTERO DI NORDIO CHE, DATO IL SUO PARERE POSITIVO, L'HA INVIATA AL QUIRINALE - L'ACCERTAMENTO DI QUANTO RIVELATO DAL “FATTO QUOTIDIANO”, RENDEREBBE INEVITABILI LE DIMISSIONI DI NORDIO, GIÀ PROTAGONISTA CON LA "ZARINA" GIUSI BARTOLOZZI, DI UNA SERIE DI FIGURACCE E DISASTRI: ALMASRI, GLI ATTACCHI AL CSM E AI MAGISTRATI, LA BATOSTA DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA, ECCETERA - (LA REVOCA DELLA GRAZIA SAREBBE LA PRIMA VOLTA NELLA STORIA DELLA REPUBBLICA...)

meloni buttafuoco fenice venezi colabianchi giuli brugnaro

FLASH! – DIETRO LA CACCIATA DI BEATRICE VENEZI C'E' UNA RAGIONE PIÙ “POLITICA” CHE MUSICALE: A FINE MAGGIO SI VOTA A VENEZIA PER IL NUOVO SINDACO CHE PRENDERA' IL POSTO DI BRUGNARO, GRAN SPONSOR DELLA “BACCHETTA NERA” (COME ANCHE IL MAL-DESTRO ZAIA) - QUANDO MELONI HA SBIRCIATO I SONDAGGI RISERVATI CHE VEDE IL CENTROSINISTRA AVANTI, SOSPINTO DALLO SCANDALOSO CASO-VENEZI (CHE STRAPPA ALLA DESTRA 4-5%), GLI OTOLITI SONO ANDATI IN TILT - E ALLA PRIMA OCCASIONE, CON LE IMPROVVIDE DICHIARAZIONI DI “BEATROCE” CONTRO L’ORCHESTRA, È STATA LICENZIATA - LO STESSO ''SENTIMENT'' VALE PER BUTTAFUOCO, MA IL PRESIDENTE DELLA BIENNALE, PIU' FURBO, NON OFFRE PER ORA IL FIANCO PER LIQUIDARLO - E SE VENISSE CACCIATO, A DIFFERENZA DI VENEZI, HA L'“INTELLIGHENZIA” DEI SINISTRATI CHE LODA L'INTELLETTUALITA' DEL FASCIO-MUSULMANO CHE APRE IL PADIGLIONE AI RUSSI....

giovanni malago giorgia meloni giancarlo giorgetti andrea abodi gianluca rocchi

DAGOREPORT - IL CASO ROCCHI E' ARRIVATO COME IL CACIO SUI MACCHERONI PER ABODI E GIORGETTI, PRETESTO PERFETTO PER COMMISSARIARE LA FIGC, SCONGIURANDO IL RISCHIO CHE COSI' POSSA CADERE NELLE MANI DELL'INAFFIDABILE MALAGO’ - LANCIATO DA DE LAURENTIIS, "MEGALO' SAREBBE IN LIEVE VANTAGGIO SUL FILO-GOVERNATIVO ABETE - A PARTE GIANNI LETTA, TUTTO IL GOVERNO, IN PRIMIS IL DUO ABODI-GIORGETTI, DETESTA L'IDEA DI MALAGO' E PUNTEREBBE A NOMINARE COMMISSARIO FIGC IL PRESIDENTE DI SPORT E SALUTE, MARCO MEZZAROMA, CARO ALLA FIAMMA MELONIANA…