mario draghi

DAGONEWS! - DRAGHI SI E' ROTTO IL CAZZO: SE LA MAGGIORANZA DI GOVERNO CONTINUA CON QUESTO ANDAZZO, CERCASSE UN ALTRO AL POSTO MIO… - SOMMERSO DAI DOSSIER, BOMBARDATO DI TELEFONATE, ASSEDIATO DAI PARTITI, IRRITATO DALLE CONTINUE LITI, VETI, DISPETTI DEI MINISTRI, MARIOPIO HA AVUTO UN MOMENTO DI SCORAMENTO: SE ENTRO DOMANI NON SI TROVA UN PUNTO DI ACCORDO TRA I PARTITI O UNA MEDIAZIONE ACCETTABILE, VENERDI' DRAGHI PORTERA' IN PARLAMENTO IL TESTO DELLA CARTABIA COSI' COM'E' E QUEL CHE SUCCEDE, SUCCEDE...

mario draghi giuseppe conte

Dagonews

 

Sommerso dai dossier, bombardato di telefonate, assediato dai partiti, Mario Draghi ha avuto un momento di scoramento. Sa di essere al centro di una sfida epocale per l'Italia, con in gioco i 209 miliardi di euro del Recovery Fund, eppure vede ostacoli a ogni angolo. I dispetti tra i partiti, i veti e i capricci incrociati dei ministri, lo stanno fiaccando e irritando.

mario draghi marta cartabia 1

 

SuperMario sente la responsabilità del suo incarico: ha accettato palazzo Chigi e ci ha messo sia la faccia che la reputazione per rassicurare Bruxelles sulla volontà dell'Italia di intraprendere un serio percorso di riforme. Anche perché se non mostriamo il cammello non vediamo euro-moneta.

 

Cardine primo del piano di "ripresa e resilienza" deve essere la riforma della Giustizia, messa a punto dal ministro Cartabia. Un testo su cui si sta consumando una guerriglia logorante.

 

ursula von der leyen consegna a mario draghi la pagella di bruxelles al recovery plan italiano 3

Draghi deve barcamenarsi tra i confronti fiume con il ministro Cartabia (quasi 5 ore l'altro giorno) e i contro-rilanci di Giuseppe Conte, tra i mal di pancia del M5s e i veti di Lega e Forza Italia. SuperMario è affaticato: non pensava di dover gestire una tale litigiosità.

 

L'Europa pretende dall'Italia processi più brevi e una Giustizia più efficiente e quel che la maggioranza riesce a offrire è uno psicodramma ideologico che divampa in Parlamento, sui giornali, nel talk, sui social, con toghe in trincea e costituzionalisti con l'elmetto. Tutti a sermoneggiare, sentenziare, discutere e criticarsi a vicenda in un groviglio di opinioni spesso sganciate dalla realtà.

 

sergio mattarella e mario draghi

Una gazzarra di voci che fiaccherebbe anche il più coriaceo dei monaci zen. Solo che SuperMario non è un bonzo. Né un gonzo. E si è stufato di questa cagnara.

 

Ora si tira dritto: se entro domani non si troverà un punto di caduta accettabile per i partiti sulla riforma della Giustizia, venerdì porterà il testo in Parlamento così com'è. E quel che succede, succede. Con i suoi, Draghi è stato laconico e deciso. In parole povere, avrebbe detto: Se la maggioranza di governo continua con questo andazzo, ne cercassero un altro…

 

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