silvio berlusconi marta fascina matteo salvini

DAGONEWS!SABATO, OLTRE AL MATRIMONIO BURLETTA, SI È CELEBRATO ANCHE IL PATTO BERLUSCONI-RONZULLI-SALVINI: FINCHÉ SARÀ IN VITA IL CAVALIER POMPETTA, IL PARTITO MANTERRÀ IL NOME DI FORZA ITALIA E PADRONE SARÀ IL DEMENTE SENILE ACCALAPPIATO DA MARTA FASCINA. DOPODICHÉ, IL CAPITONE ANNETTERÀ IL PROGETTO POLITICO DEL FU RE DEL BUNGA BUNGA. OVVIAMENTE, CI SARÀ UNA SPACCATURA: LA PARTE DEL PARTITO CHE SI IDENTIFICA CON I VALORI LIBERALI E CENTRISTI, DALLA CARFAGNA A BRUNETTA, NON CI PENSA PROPRIO DI FINIRE DALLE PARTI DEL CARROCCIO. DA NOTARE LA STIZZA DI ANTONIO TAJANI…

matteo salvini al matrimonio berlusconi fascina 4

DAGONEWS

Sabato, oltre al matrimonio burletta, si è celebrato anche il patto Berlusconi-Ronzulli-Salvini: finché sarà in vita il Cavalier Pompetta, il partito manterrà il nome di Forza Italia e padrone sarà il demente senile accalappiato da Marta Fascina. Dopodiché, il Capitone annetterà il progetto politico del fu Re del Bunga Bunga. 

 

Ovviamente, ci sarà una spaccatura: la parte del partito che si identifica con i valori liberali e centristi, dalla Carfagna a Brunetta, non ci pensa proprio di finire dalle parti del Carroccio. Da notare la stizza di Antonio Tajani, vicepresidente di Forza Italia: “Quella di Berlusconi a Salvini era una attestazione di amicizia, non c'era una logica di partito”. Una puntualizzazione che vuole soprattutto far capire a Salvini-Ronzulli che si considera lui l’erede del berlusconismo.

licia ronzulli matrimonio berlusconi fascina

 

L'ASSE SILVIO-SALVINI AGITA IL CENTRODESTRA IN BILICO LE INTESE CON FDI ALLE COMUNALI

Emilio Pucci per “il Messaggero”

 

Matteo Salvini lo ha chiamato la settimana scorsa per congratularsi, Giorgia Meloni no. Il Capitano della Lega lo ha difeso nella partita del Quirinale, la presidente di Fratelli d'Italia no. E, considerato che per Silvio Berlusconi la politica è fatta anche e molto di rapporti umani, nessuno si è meravigliato alla festa di villa Gernetto, il luogo delle simil nozze tra il Cavaliere e Marta Fascina, per quell'attestato di amicizia e il riconoscimento formale di un rapporto che va avanti da tempo. 

matrimonio berlusconi fascina

 

«Questo è Salvini, l'unico leader vero che c'è in Italia. Gli voglio molto bene e lo ammiro perché è una persona sincera», le parole del presidente azzurro. 

 

Sarà vero che si è trattato di una affettuosità del momento, di una cortesia perché il segretario del partito di via Bellerio ha accettato l'invito al wedding party, ma agli occhi del Cavaliere Salvini resta un politico che si è fatto da solo, a cui deve riconoscenza, non come la Meloni che - sempre la tesi dell'ex premier - non ha dimostrato quella gratitudine a chi l'ha aiutata a emergere nella carriera politica. 

BERLUSCONI MELONI 3

 

duetto confalonieri berlusconi al matrimonio del cav con marta fascina 2

LE AFFERMAZIONI 

Ora però le affermazioni di sabato hanno creato un caso. Per di più il coordinatore azzurro Tajani ieri si è pronunciato così sul rapporto con Fdi: «Siamo alleati e leali ma alcune cose vanno cambiate. 

 

Senza FI non si vince e non si governa». «Il centrodestra esiste in natura ed è sempre più forte tra gli elettori e sul territorio. Noi - replica il capogruppo di Fdi alla Camera Lollobrigida - ci saremo per un progetto alternativo alla sinistra. Fdi rappresenta il centrodestra, le altre forze sono da definire». 

 

Nel partito della Meloni ricordano come sia stata proprio lei a proteggere Matteo bersagliato dalle critiche per il viaggio in Polonia ma, oltre all'endorsment di Salvini per Berlusconi per la leadership dell'alleanza, pesano le fibrillazioni in vista delle amministrative. 

 

silvio berlusconi tra marina e marta fascina

E se in Fdi si affrettano a dire che a decidere chi dovrà essere il leader saranno gli elettori, per il nodo Sicilia - per ora FI, Lega e i centristi della coalizione sono restii ad appoggiare Musumeci e non c'è ancora un candidato a Palermo - sarà necessario un summit tra i vertici dei partiti. Solo che per ora interlocuzioni tra il centrodestra di governo e Fdi non ce ne sono. E per di più la nuova saldatura Berlusconi-Salvini ha provocato nuovi mal di pancia nella Lega e in FI.

 

 L'uscita del Cavaliere è manna dal cielo per il Capitano in difficoltà, sia perché nel partito la sua linea un po' timida nei confronti di Putin viene vissuta con preoccupazione dato i vecchi legami con la Russia, sia a causa degli ultimi sondaggi. Che danno la Lega al di sotto delle percentuali delle ultime Politiche. 

MATRIMONIO MARTA FASCINA SILVIO BERLUSCONI

 

Da giorni c'è il timore tra molti parlamentari che si possa finire addirittura sotto il 10%. Un'erosione del consenso che lascia inquieta l'ala governista del partito. Che, qualora il trend dovesse essere questo - ovvero di un calo consistente alle amministrative e di un perdita di credibilità di chi rappresenta la Lega -, sarebbe pronta a porre il tema sul tavolo. Quando? Non prima dell'estate. «Ma è un fatto - osserva un big del Carroccio - che Matteo le sta sbagliando tutte». Fuoco sotto la cenere. Ma l'ipotesi di commissariare il Capitano non è più peregrina. 

 

matteo salvini truccatrice miss baby6 parrucchiere david vanchieri

Detto ciò, anche i più critici di Salvini sono scettici su chi possa essere il suo sostituto. Giorgetti spinge per Draghi forever, convinto - spiega chi gli ha parlato - che la guerra in Ucraina condizionerà non poco il quadro politico. Solo l'ex numero uno della Bce - il ragionamento che viene riferito - può avere la credibilità e l'autorevolezza di farsi garante dell'Italia, del suo debito e dell'attuazione del Pnrr. Anche nell'ala moderata di FI il convincimento è che il centrodestra non potrà presentare un'alternativa politica di governo. 

 

Salvini ha piani differenti, pensa a una lista unica con FI nel 2023, martedì dovrebbe partecipare all'iniziativa del centrostudi Machiavelli Un partito repubblicano in Italia? L'ipotesi del partito unico e delle primarie del centro-destra. Iniziativa che è slittata alle 14 per evitare la concomitanza dell'intervento del presidente ucraino Zalensky. 

 

renato brunetta mara carfagna

In ogni caso Berlusconi (l'8 aprile tornerà in campo per la convention di FI e dovrebbe nei prossimi mesi cambiare alcuni coordinatori del partito) non ha fretta, il progetto della federazione è congelato. L'ex premier aspetterà i sondaggi, cercherà di capire se la Lega reggerà, difficile che possa aprire a una legge proporzionale ma dovrà mantenere l'equilibrio dei gruppi parlamentari, non tutti sono contenti di consegnare le chiavi del centrodestra a Salvini. 

 

Ultimi Dagoreport

meloni trump

DAGOREPORT - CHISSÀ, MAGARI LO SCONCIO GOLPE TRUMPIANO IN VENEZUELA, CON LA CATTURA DI MADURO E DECINE DI MORTI, HA SPEDITO GIORGIA MELONI IN UNO STADIO DI TALE PIACERE DA PERDERE IL CONTROLLO DEI NEURONI, INCIAMPANDO IN DUE MADORNALI GAFFE, CHE NESSUN MEDIA HA SOTTOLINEATO - PRESO IL MOSCHETTO, CALZATO L’ELMETTO, LA “CHICA CALIENTE” (COPY SANTIAGO ABASCAL) HA PROCLAMATO LA TESI DI ‘’UN INTERVENTO LEGITTIMO DI NATURA DIFENSIVA CONTRO IL NARCOTRAFFICO’’ - BENE, SIETE CURIOSI DI SAPERE CHI L’HA SMENTITA? LO STESSO TRUMP! “D’ORA IN AVANTI SAREMO FORTEMENTE COINVOLTI NELLA GESTIONE DEL PETROLIO DEL VENEZUELA” - MA NON È FINITA: LA STAGIONATA RAGAZZA PON-PON DEL TRUMPISMO SENZA LIMITISMO HA SPROLOQUIATO PURE DI UNA “AZIONE MILITARE ESTERNA”. A SMENTIRLA È ARRIVATO QUESTA VOLTA IL SEGRETARIO DI STATO, MARCO RUBIO: "NON SIAMO IN GUERRA…" - VIDEO

khamenei maduro putin xi jinping

DAGOREPORT – IL 2025 È STATO UN ANNO DI MERDA PER L’IRAN, MA IL 2026 POTREBBE ESSERE PEGGIO: IL BLITZ IN VENEZUELA E L’ARRESTO DI MADURO SONO UNA BRUTTISSIMA NOTIZIA PER KHAMENEI, CHE TEME DI FARE LA FINE DEL “COLLEGA” DITTATORE. AD AGGRAVARE LA SITUAZIONE CI SONO LE PROTESTE DILAGATE IN TUTTO IL PAESE – LA PERDITA DELL’ALLEATO DI CARACAS È UN PESO ANCHE NELL’EQUILIBRIO DEI RAPPORTI CON PUTIN E XI JINPING: LA COOPERAZIONE CON MADURO RAFFORZAVA IL POTERE NEGOZIALE DI TEHERAN CON RUSSIA E CINA. ORA TEHERAN È SOLA E PIÙ DIPENDENTE DA INTERLOCUTORI CHE LA USANO (PUTIN PER I DRONI, XI PER IL PETROLIO) MA NON HANNO INTERESSE A SOSTENERLA PIÙ DEL MINIMO NECESSARIO – IL POSSIBILE ARRIVO DI UN “BONAPARTE” IMMAGINATO DAGLI ANALISTI: NON SAREBBE UN LIBERATORE, MA SOLO L’ENNESIMO AUTOCRATE…

trump putin xi jinping

DAGOREPORT - QUANTO GODONO PUTIN E XI JINPING PER L’ATTACCO AMERICANO AL VENEZUELA! – L’UNILATERALISMO MUSCOLARE DI TRUMP E’ LA MIGLIORE LEGITTIMAZIONE PER LE AMBIZIONI, PRESENTI E FUTURE, DI RUSSIA E CINA – E INFATTI IL "NEW YORK TIMES" CRITICA L'ASSALTO A MADURO:"E' POCO SAGGIO" - SE WASHINGTON BOMBARDA CARACAS, IN VIOLAZIONE DEL DIRITTO INTERNAZIONALE, CHI ANDRA’ A ROMPERE I COJONI A XI JINPING SE DOMANI DOVESSE INVADERE TAIWAN? E QUANTO GODE PUTIN NEL VEDERE L’OCCIDENTE BALBETTARE DAVANTI ALLE BOMBE DI WASHINGTON, NON COSI’ LONTANE DA QUELLE CHE MOSCA SGANCIA SULL’UCRAINA? – LA PREVISIONE BY RUVINETTI: NELL’INCONTRO IN ALASKA, TRUMP E PUTIN SI SONO SPARTITI IL MONDO, IN UNA SORTA DI “YALTA A MANO ARMATA” (L’UCRAINA A TE, IL VENEZUELA A ME)

zampolli corona trump meloni salvini

DAGOREPORT - L’IRRESISTIBILE ASCESA E LA PRECIPITOSA CADUTA DI PAOLO ZAMPOLLI: DA TRUMP A CORONA... - LA FORTUNA DEL MASCELLUTO IMMOBILIARISTA ITALOAMERICANO SAREBBE FINITA IL GIORNO IN CUI È SBARCATO A VILLA TAVERNA IL RUDE TILMAN FERTITTA. IL MILIONARIO INCORONATO AMBASCIATORE HA FATTO SUBITO PRESENTE ALL’EX MANAGER DI MODELLE CHI ERA IL SOLO PLENIPOTENZIARIO DI TRUMP IN ITALIA – SE SALVINI HA VOLUTO INCONTRARLO, LA ‘GIORGIA DEI DUE MONDI’ NON HA DI CERTO BISOGNO DI RICORRERE ALLE ARTI DIPLOMATICHE DI ZAMPOLLI: A MELONI BASTA ALZARE LA CORNETTA DEL TELEFONO E CHIAMARE DIRETTAMENTE IL TRUMPONE – PER FORTUNA CHE C’È FABRIZIO CORONA  ANCORA IN CIRCOLAZIONE A SPARAR CAZZATE: ZAMPOLLI LO AVREBBE CHIAMATO DALLA CASA BIANCA DURANTE L’INTERROGATORIO SU SIGNORINI IN PROCURA: "MI CERCA TRUMP, A GENNAIO CE NE ANDIAMO LÌ E LA MELONI MUTA". PER AGGIUNGERE POI, IN MANIERA ALLUSIVA: "LA MOGLIE DI TRUMP, MELANIA, MI CONOSCE MOLTO BENE..."

giorgia meloni giovanbattista fazzolari sergio mattarella

DAGOREPORT – COME MAI NEGLI ULTIMI TEMPI È DIVAMPATO UN AMOUR FOU DI MELONI E FAZZOLARI PER MATTARELLA? LE LODI DELLA STATISTA DELLA SGARBATELLA PER IL DISCORSO DI FINE ANNO VENGONO INFIOCCHETTATE (“UN GRANDE CHE CI UNIFICA”) DAL “GENIO” DI PALAZZO CHIGI – DAL PREMIERATO ALLA SEPARAZIONE DELLE CARRIERE, NON SI CONTANO I MOTIVI DI ASPRO ATTRITO TRA L'ARMATA BRANCA-MELONI E IL COLLE. MA, ALLA FINE, MELONI E FAZZOLARI SI SONO RESI CONTO CHE LA POPOLARITÀ CHE INCONTRA SERGIONE È TALE CHE È MASOCHISTICO SCHIERARSI CONTRO – ESSI’: LA GIORGIA E IL GIOVANBATTISTA SONO SCALTRI NELLA GESTIONE DEL POTERE. QUANDO SI TROVANO DAVANTI A UN OSTACOLO DURO DA SUPERARE, RICORRONO AL SAGGIO DEMOCRISTIANESIMO ANDREOTTIANO: IL NEMICO NON SI COMBATTE MA SI COMPRA O SI SEDUCE...

dagospia 25 anni

DAGOSPIA, 25 ANNI A FIL DI RETE - “UNA MATTINA DEL 22 MAGGIO 2000, ALL’ALBA DEL NUOVO SECOLO, SI È AFFACCIATO SUI COMPUTER QUESTO SITO SANTO E DANNATO - FINALMENTE LIBERO DA PADRONI E PADRINI, TRA MASSACRO E PROFANO, SENZA OGNI CONFORMISMO, HAI POTUTO RAGGIUNGERE IL NIRVANA DIGITALE CON LA TITOLAZIONE, BEFFARDA, IRRIDENTE A VOLTE SFACCIATA AL LIMITE DELLA TRASH. ADDIO AL “POLITICHESE”, ALLA RETORICA DEL PALAZZO VOLUTAMENTE INCOMPRENSIBILE MA ANCORA DI MODA NEGLI EX GIORNALONI - “ET VOILÀ”, OSSERVAVA IL VENERATO MAESTRO, EDMONDO BERSELLI: “IL SITO SI TRASFORMA IN UN NETWORK DOVE NEL GIOCO DURO FINISCONO MANAGER, BANCHIERI, DIRETTORI DI GIORNALI. SBOCCIANO I POTERI MARCI. D’INCANTO TUTTI I PROTAGONISTI DELLA NOSTRA SOCIETÀ CONTEMPORANEA ESISTONO IN QUANTO FIGURINE DI DAGOSPIA. UN GIOCO DI PRESTIGIO…”