beppe grillo luigi di maio

DAGONEWS A 5 STELLE - GRILLO HA MINACCIATO DI MAIO DI SCOMUNICARLO (E SFILARGLI IL SIMBOLO DEL M5S) SE NON LA SMETTE DI MENARE SUL GOVERNO COL PD (CHE LUI HA VOLUTO) - MA GIGGINO VUOLE STANARE BEPPONE: SE GLI TOGLIE IL RUOLO DI CAPO POLITICO, GLI TOGLIE ANCHE LA RESPONSABILITÀ PER LE SICURE SCONFITTE IN EMILIA E CALABRIA CHE FARANNO TREMARE IL MOVIMENTO - GRILLO, CHE NON VUOLE ASSOLUTAMENTE ANDARE AL VOTO IN PRIMAVERA (FINIREBBE AL 10%), NON PUÒ RIPRENDERE IN MANO LA BARACCA PER UN MOTIVO MOLTO PERSONALE… - LA SMENTITA: OTTIMI RAPPORTI GRILLO/DI MAIO, RETROSCENA INFONDATO

Ottimi rapporti Grillo-Di Maio, retroscena privo di fondamento

Riceviamo e pubblichiamo:

 

Quanto riportato nel retroscena in questione è del tutto privo di fondamento. I rapporti tra Beppe Grillo e Luigi Di Maio sono ottimi, confermati dall’ultimo incontro a Roma. Non c’è stato alcun contatto telefonico in questi giorni e quanto riportato è evidentemente frutto di una campagna denigratoria volta ad attaccare e screditare il capo politico M5S, che gode della massima stima e fiducia di Beppe Grillo. A dimostrazione di ciò, l’ultimo video in cui il garante ha nettamente ribadito il proprio sostegno all’azione del capo politico Luigi Di Maio.

Staff Di Maio

 

 

 

DAGONEWS

 

maurizio crozza alias beppe grillo con il cartonato di luigi di maio

Grillo ha parlato con Di Maio e lo ha minacciato: occhio che ti scomunico da capo politico del Movimento 5 Stelle. Non solo per il pasticcio sul Mes e il tira e molla sulla prescrizione, ma anche per l'atteggiamento che stai adottando con il Pd (e Conte) dopo le elezioni in Umbria. La chiusura a ogni alleanza futura, il conflitto quotidiano e il logoramento del premier stanno irritando parecchio il Fondatore.

 

L'Elevato sul governo ha un'idea chiara: visto che ormai lo abbiamo fatto (e io ci ho messo la faccia), cerchiamo di portarlo avanti come si deve, con meno figuracce possibile e non rimettendo tutto in discussione ogni giorno.

 

LUIGI DI MAIO INCONTRA BEPPE GRILLO A ROMA 6

Ma a Di Maio la minaccia non ha fatto granché effetto, anzi non gli dispiace di ''stanare'' Grillo e costringerlo a un anatema pubblico delle sue strategie governative. La maggior parte dei parlamentari lo supplica di lasciare il ruolo di capo politico a qualcun altro, ma sa che mollare una posizione è grande sinonimo di debolezza. Beppe che torna in campo e lo costringe al passo indietro potrebbe allungare la vita politica del governo giallo-rosso, perché gli permetterebbe di smarcarsi dalle sicure disfatte in Emilia-Romagna e Calabria.

 

davide casaleggio luigi di maio

Se fosse Grillo a riprendere in mano il movimento, sarebbe anche lui a prendersi la responsabilità della sconfitta (ricordate il Maalox dopo le Europee 2014?). D'altronde Giggino è in fredda con i suoi storici collaboratori: Fraccaro, Bonafede, Spadafora. Tre che essendo molto attivi nel governo, e vivono nei palazzi romani tra tecnici e politici, non amano vederlo ogni giorno messo in discussione. Sono della linea Grillo: siamo in ballo col Pd, tanto vale ballare.

 

ALESSANDRO DI BATTISTA E LUIGI DI MAIO

Invece Giggino, bruciato da sondaggi e voto umbro, spera ancora di galvanizzare quello zoccolo duro di pasionari anti-casta che costituivano il nucleo originario. Per questo negli scorsi giorni si è riavvicinato a Dibba e Paragone, due che cannoneggiano contro l'imborghesimento a 5 Stelle. E per questo Beppe gli ha ricordato che il simbolo è ancora suo e che può strappargli il giocattolo in qualunque momento.

 

Chi più trema davanti a questi bisticci è Davide Casaleggio, che da quando sta al governo (ufficiosamente) ha costruito un lucroso business con la sua srl, che invece stava traballando nei conti.

di maio e paragone

 

Grillo non vuole tornare al voto in primavera: se si va alle urne, il M5s prende il 10% e poi che fa? Che senso ha far saltare un governo nato (anche) per la sua personale antipatia verso Salvini per garantirsi un futuro non di centrodestra, ma di destra-destra, con il Truce e Giorgia a fare i leoni e un vecchio Silvio stanco e commissariato? Conte, fosse anche solo per la sua sopravvivenza, non può che essere d'accordo con l'Elevato, e anche per questo nel suo discorso alle camere non ha menato sui grillini, e non ha menzionato Laura Castelli, viceministra all'Economia che avrebbe dovuto vigilare sul testo del Mes (pensa te…).

 

salvini conte

L'altra spina nel fianco di Giggino è la Farnesina, dove pensavano di aver toccato il fondo con il povero Moavero-Milanesi, e invece hanno scoperto che c'era ancora da scavare. Ma da quell'orecchio ''il politico con il curriculum migliore d'Europa'' (copyright De Masi) non ci sente: i suoi, durante le trattative per il Conte-bis, gli avevano consigliato di tenere solo il Ministero dello Sviluppo Economico, ma quando ha capito che avrebbe perso il ruolo di vicepremier, ha puntato i piedi per avere gli Esteri, un dicastero che da cerimoniale è secondo solo alla presidenza del Consiglio.

 

Così ha portato armi e bagagli nel palazzone bianco ai piedi di Monte Mario: ecco Sequi, Rubei e per i temi economici Carmine America, giovane e ambizioso conterraneo (anche lui viene da Pomigliano d'Arco).

Geraci, Di Maio, Sequi - Presentazione della Via della Seta

 

Il problema è che nessun ministro degli Esteri dei paesi con cui l'Italia intrattiene i rapporti più stretti ha il suo curriculum (ehm…) e in più è anche capo del partito di maggioranza, un dettagliuccio che gli fa disertare summit internazionali e preferire tour a scattarsi selfie in Sicilia al G20 in Giappone. Dove ha mandato la sventurata Emanuela Del Re, non esattamente un'erede di Kissinger.

 

I nodi tra Grillo e Di Maio verranno al pettine a breve. Il rinvio del Mes (o meglio della sua firma) smorza il conflitto ai vertici del governo, ma non elimina i problemi principali del M5S: il controllo di Di Maio è sempre più debole, ma Grillo non ha nessuno con cui sostituirlo. E il suo ruolo non può essere quello del mediatore: o comanda, o sparisce. Ma chi avrebbe le spalle abbastanza larghe per prendere in mano la sua creatura?

 

ciro grillo

Ecco, allora perché non torna lui a fare il capo politico? Perché è stanco, ha 71 anni e non gli va più di girare l'Italia come un tempo, togliendo le castagne dal fuocherello dei suoi ragazzi, cui ha dato in mano una Ferrari e che ora è una Panda piena di ammaccature.

 

Ma soprattutto teme una cosa: il rinvio a giudizio del figlio, accusato di violenza sessuale per quel festino notturno nella sua casa di Cala di Volpe. Quello sarebbe un duro colpo, e per questo deve restare ''manzo'' finché non si chiarisce la situazione familiar-processuale.

 

Ciro Grillo - ciroinstagram

 

Ultimi Dagoreport

sallusti cerno

FLASH! - ALLA NOTIZIA DELLA NOMINA DI ALESSANDRO SALLUSTI A DIRETTORE DI “LIBERO”, TOMMASO CERNO HA INIZIATO A SMANIARE: E’ ANDATO IN CRISI DI ATTENZIONI – PER OSCURARE IL RITORNO DI SALLUSTI, E RIMETTERE SE STESSO AL CENTRO DEL VILLAGGIO, QUELLA REGINA PAZZA DI CERNO HA DATO DISPOSIZIONI ALLA REDAZIONE DI "SCHIERARE" DOMANI IN PRIMA PAGINA TUTTE LE FIRME PIU’ IMPORTANTI DE "IL GIORNALE" – STRANO, PER UN DIRETTORE CHE IN REDAZIONE SI VEDE POCO E HA VIA VIA OSCURATO GLI EDITORIALI ALTRUI LASCIANDO SPAZIO SOLO A SE STESSO…

giorgia meloni carlo calenda

FLASH! - CARI FRATELLINI D’ITALIA, SMETTETELA DI CORTEGGIARE CARLETTO CALENDA: CON L’ARMATA BRANCA-MELONI, NON ANDRÀ MAI E POI MAI - CALENDA CI HA INVIATO LA SEGUENTE PRECISAZIONE: “CARO DAGO, NON HO NESSUNA INTENZIONE DI CANDIDARMI A FARE IL SINDACO DI ROMA. NON HO MAI AVUTO CONTATTI CON LA DESTRA A QUESTO PROPOSITO E SE ME LO CHIEDESSERO RISPONDEREI “NO GRAZIE”. IL LAVORO IN CUI SONO TOTALMENTE IMPEGNATO È GUIDARE AZIONE ALLE PROSSIME ELEZIONI POLITICHE” – COME SI DICE ALLA GARBATELLA: “ 'A GIO', SE VEDEMO…”

il messaggero francesco gaetano caltagirone giorgia meloni villa galleria borghese crosetto

FLASH! – DOPO LA BATOSTA BANCARIA DI MPS, L’IDILLIACO RAPPORTO TRA I FRATELLI DI MELONI E CALTAGIRONE MINACCIA DI INCRINARSI? - SBIRCIANDO “IL MESSAGGERO” DI OGGI SPICCANO DUE ARTICOLI CHE NON AVRANNO FATTO ALCUN PIACERE ALLA FIAMMA MAGICA – IL PRIMO È ADDIRITTURA UNO SCOOP, ESSENDO L’UNICO GIORNALE A RIVELARE UNA “LITE FURIBONDA A PALAZZO CHIGI” TRA LA DUCETTA E CROSETTO (CHE HA SMENTITO) – IL SECONDO È UNA PAGINATA DEDICATA ALL’AMPLIAMENTO DELLA GALLERIA BORGHESE, CARO A CALTA-RUTELLI-CHICCOTESTA, CHE IL “TIMES” DI LONDRA, IN COMPAGNIA DI FDI (FABIO RAMPELLI), HA DEFINITO “BLASFEMO”…

manfredi lefebvre d'ovidio dovidio aponte, palenzona bisignani porro scaroni cimbri costamagna brachetti peretti, caltagirone nagel jes staley nicole junkerman stella li mara carfagna

ALTA SOCIETÀ, BASSA MAREA - NON AVENDO UN CAZZO DA FARE (O MOLTI AFFARI DA CONCLUDERE), 700 PERSONAGGI ILLUSTRI SONO SALITI A BORDO DELLA "CRYSTAL SYMPHONY" PER LA ZUPPA DI NOZZE DELL’ARMATORE ITALO-MONEGASCO MANFREDI LEFEBVRE D'OVIDIO – 5-GIORNI-5 DI UN’INDICIBILE CROCIERA DA CIVITAVECCHIA A MALTA CHE HA VISTO LA PARTECIPAZIONE DI APONTE, PALENZONA, BISIGNANI, NICOLA PORRO, SCARONI, CIMBRI, COSTAMAGNA, BRACHETTI PERETTI, BERNABÈ, PASSERA, DOMPÉ, MARA CARFAGNA, MARCO CARRAI; CILIEGINA SULLA TORTA: LA GLACIALE STRETTA DI MANO TRA CALTAGIRONE E NAGEL - PIÙ PICCANTE LA PRESENZA A BORDO DI DUE PERSONAGGI CHE HANNO AVUTO A CHE FARE CON JEFFREY EPSTEIN: L'EX CEO DEL COLOSSO BANCARIO BRITANNICO "BARCLAYS", JAMES STALEY, CHE GESTIVA PERSONALMENTE IL PATRIMONIO MULTIMILIONARIO DEL FINANZIERE PORCONE. E LA SPLENDIDA NICOLE JUNKERMAN, NONCHÉ CONTESSA BRACHETTI PERETTI, CHE PER 20 LUNGHI ANNI E' STATA AMICA DEL DEFUNTO DEPRAVATO...

rocco basilico - nicoletta zampillo - leonardo maria del vecchio

DAGOREPORT - FERMI TUTTI! COLPO DI SCENA NELLA TRIBOLATISSIMA “SUCCESSION” DEGLI EREDI DEL VECCHIO – DAGOSPIA PUÒ RIVELARE CHE NICOLETTA ZAMPILLO, VEDOVA DEL VECCHIO, CON UNA LETTERA AL BOARD DI DELFIN, HA DECISO DI DISCONOSCERE LA CESSIONE DEL 12,5% DELLE QUOTE DELLA HOLDING AL FIGLIO ROCCO BASILICO, AVUTO DAL MATRIMONIO COL BANCHIERE PAOLO BASILICO, APPOGGIANDO L’ALTRO FIGLIO LEONARDO, AVUTO DALLE SUCCESSIVE NOZZE COL PATRIARCA DI LUXOTTICA: “L’ATTO È STATO DA ME STIPULATO A SOLI TRE GIORNI DALLA MORTE DEL MIO COMPIANTO MARITO, ERA UN MOMENTO NEL QUALE, ANCORA DEVASTATA DAL DOLORE, NON ERO IN GRADO DI VALUTARE LA PORTATA E LE CONSEGUENZE” – LA MOSSA DELLA ZAMPILLO ARRIVA DOPO CHE ROCCO BASILICO HA FATTO RICORSO ALLA CORTE DEL LUSSEMBURGO PER BLOCCARE L’OPERAZIONE CON CUI LEONARDINO HA OTTENUTO L’OK PER PRENDERSI IL 25% DELLE QUOTE DI DELFIN DAI FRATELLI LUCA E PAOLA – NELLA LETTERA LA ZAMPILLO AGGIUNGE: “CON L’AUSILIO DEI MIEI CONSULENTI HO APPRESO CHE LA VALIDITÀ GIURIDICA DI QUELL’ATTO È FORTEMENTE DUBBIA…”