domenico arcuri

DAGONOTA - ARCURI CI HA COSTRETTO A SMENTIRE SUL TAMBURO (E A SCUSARCI) LA NOTIZIA CHE SUO PADRE, L’EX PREFETTO ALDO, IN QUANTO “ARCHIVIATO”, RISULTAVA ANCORA NELL’ELENCO DEGLI AFFILIATI ALLA P2. “ARCHIVIATO” NEL SENSO CHE POTEVA PROSEGUIRE L'ATTIVITÀ PROFESSIONALE NELLA PA, IN ATTESA DEL GIUDIZIO DELLA MAGISTRATURA. IL CHE NON RAPPRESENTAVA UN ATTO GOVERNATIVO CHE “CASSAVA” AUTOMATICAMENTE I LORO NOMI DALLE LISTE DELLA P2 - E PRESSO MONTECITORIO, NELL’ELENCO ORIGINALE DEGLI ISCRITTI ALLA LOGGIA P2, IL NOME DI ALDO ARCURI APPARE AL QUARTO POSTO NELLA SECONDA PAGINA. TANT’È, SENZA METTERE IN DISCUSSIONE L’ONORABILITÀ DEL PADRE DEL SUPER COMMISSARIO ARCURI

DAGONOTA

 

domenico arcuri

“Non arriverei mai a sacrificarmi per le mie opinioni: potrei avere torto”. Ecco la battuta di Woody Allen, stavolta rovesciata (“potrei avere ragione”), che ben fotografa la querelle tra questo disgraziato sito e il super commissario Domenico Arcuri che ci ha costretto a smentire sul tamburo (e a scusarci) la notizia che suo padre, l’ex prefetto Aldo, in quanto “archiviato”, risultava ancora nell’elenco degli affiliati alla P2 di Licio Gelli. Lista sequestrata dai magistrati il 17 marzo del 1981 a “Villa Wanda”.

 

E a puntellare le sue ragioni, l’uomo dei vaccini nel governo Conte aveva calato un solo asso: un articolo del “Corriere della Sera” del primo ottobre 1981 in cui si dava, appunto, per “archiviata” la posizione di una ventina di alti burocrati che aveva aderito alla loggia segreta del Gran Maestro aretino.

 

Corriere della sera - articolo sulla P2

Lista resa pubblica dal presidente del Consiglio, Arnaldo Forlani, il 26 maggio dello stesso anno. Atto seguito dalle sue dimissioni con l’arrivo a palazzo Chigi del primo premier laico, il repubblicano Giovanni Spadolini.

 

Ma nella prova regina (la famosa pistola fumante) fornita da Domenico Arcuri (articolo del Corriere) l’archiviazione (o “assoluzione”) dei piduisti negli organici di Stato è figlia soltanto di un primo (e frettoloso) esame analitico sugli appartenenti alla P2 svolto dal sottosegretario alla presidenza, Francesco Compagna.

 

massoni segreti

“Archiviati” o “assolti” dai vari organi di controllo disciplinate interni (alcuni piduisti ricorsero pure al Tar) a cui erano sottoposti, nel senso che potevano proseguire la loro attività professionale nella pubblica amministrazione e in attesa del giudizio della magistratura.

 

Il che non rappresentava un atto governativo che “cassava” automaticamente i loro nomi dalle liste della P2. A cui seguì una commissione di tre saggi composta da Aldo Sandulli, Vezio Crisafulli e Lionello Levi Sandri anch’essa impegnata a verificare se i piduisti avessero tradito il giuramento di fedeltà allo Stato per il venerabile Gelli.

 

licio gelli

Ma una volta superata l’ostilità dei partiti di governo a mettere una pietra sopra allo scandalo e mentre la maggioranza degli iscritti puntavano a sostenere la completa inattendibilità e falsità delle liste gelliane, toccherà alla Commissione parlamentare sulla P2 presieduta da Tina Anselmi (dicembre 2021-luglio 1984) di verificarne invece l’autenticità e pericolosità della loggia di Gelli e dei suoi adepti.

 

E nell’ampia documentazione prodotta dalla commissione, oggi consultabile presso la biblioteca di Montecitorio, nell’elenco originale degli iscritti alla Loggia P2 il nome di Aldo Arcuri appare al quarto posto nella seconda pagina. Tant’è, senza mettere in discussione l’onorabilità del padre del super commissario Domenico Arcuri.

 

INTERVISTA DI MAURIZIO COSTANZO A LICIO GELLILICIO GELLI E ANDREOTTI LA STANZE CON LARCHIVIO DI LICIO GELLI

 

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni elly schlein giuseppe conte antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT - LA LEGGE ELETTORALE BY MELONI-FAZZO È PRONTA E C’È UNA SORPRESA: SECONDO RUMORS RACCOLTI DA DAGOSPIA, LA RIFORMA NON PREVEDEREBBE IL NOME DEL PREMIER SUL SIMBOLO ELETTORALE, COME INVECE SOGNAVA LA SORA GIORGIA (AVENDO FALLITO IL PREMIERATO, “MADRE DI TUTTE LE RIFORME”, PROVAVA A INTRODURLO DI FATTO) – FORZA ITALIA E LEGA HANNO FATTO LE BARRICATE, E LA DUCETTA HA DOVUTO TROVARE UN COMPROMESSO - MA TUTTO CIO'  NON TOGLIE DALLA TESTA DI GIUSEPPE CONTE, DALL'ALTO DI ESSERE STATO DUE VOLTE PREMIER, LA FISSA DELLE PRIMARIE PER LA SCELTA DEL CANDIDATO PREMIER DEL CENTROSINISTRA UNITO - ALL'INTERNO DI UN PARTITO, LE PRIMARIE CI STANNO; PER LE COALIZIONI VIGE INVECE IL PRINCIPIO DEL PARTITO CHE OTTIENE PIU' VOTI (VALE A DIRE: IL PD GUIDATO DA ELLY SCHLEIN) - NEL "CAMPOLARGO" INVECE DI CIANCIARE DI PRIMARIE, PENSASSERO PIUTTOSTO A TROVARE I VOTI NECESSARI PER RISPEDIRE A CASA I “CAMERATI D'ITALIA” DELL’ARMATA BRANCA-MELONI…

giancarlo giorgetti - foto lapresse

FLASH! – UN “TESORO” DI RUMORS: I RAPPORTI TRA IL MINISTRO DELL’ECONOMIA, GIANCARLO GIORGETTI, E IL SUO PARTITO, LA LEGA, SEMBRANO GIUNTI AL CAPOLINEA – IL “DON ABBONDIO DEL CARROCCIO”, QUALCHE GIORNO FA, PARLANDO DEL CASO VANNACCI, SI SAREBBE SFOGATO IN PARLAMENTO CON UN CAPANNELLO DI COLLEGHI LEGHISTI (TRA CUI ANCHE QUALCHE FRATELLINO D’ITALIA), MOSTRANDO TUTTA LA SUA DISILLUSIONE - LA SINTESI DEL SUO RAGIONAMENTO? “NON MI SENTO PIÙ DELLA LEGA, CONSIDERATEMI UN MINISTRO TECNICO…”

donald trump emmanuel macron charles kushner

DAGOREPORT – NEL SUO DELIRIO PSICHIATRICO, DONALD TRUMP STAREBBE PENSANDO DI NON PARTECIPARE AL G7 DI EVIAN, IN FRANCIA, A GIUGNO - SAREBBE UNA RITORSIONE PER L'''AMMONIMENTO'' DATO DAL DETESTATISSIMO MACRON ALL’AMBASCIATORE USA, CHARLES KUSHNER (CHE DEL TYCOON E' IL CONSUOCERO), CHE SE NE FREGA DI FORNIRE SPIEGAZIONI AL MINISTRO DEGLI ESTERI, BARROT, SUI COMMENTI FATTI DA WASHINGTON SULLA MORTE DEL MILITANTE DI DESTRA, QUENTIN DERANQUE - PER LO STESSO MOTIVO ANCHE GIORGIA MELONI, DIMENTICANDO CHE L'ITALIA E' NELL'UE E HA MOLTO DA PERDERE, HA IMBASTITO UNA GUERRA DIPLOMATICA CON MACRON - È UNA COINCIDENZA O C’È UNA STRATEGIA COMUNE TRA LA DUCETTA E TRUMP?