matteo salvini giorgia meloni italia

DAGOREPORT! – FINCHE' C'E' GUERRA, C'E' SPERANZA PER IL GOVERNO MELONI (E L'ITALIA) DI SOPRAVVIVERE - PRIMA L'UCRAINA, ORA IL CONFLITTO ISRAELE E HAMAS, OFFRONO INFATTI L’ALIBI PERFETTO ALLA DUCETTA PER GIUSTIFICARE AI SUOI ELETTORI LE TANTE PROMESSE NON MANTENUTE E DI MOTIVARE ALL'UNIONE EUROPA LA MANCATA RIDUZIONE DEL NOSTRO ENORME DEBITO PUBBLICO - SOLO UNA SITUAZIONE GEOPOLITICA DEVASTANTE STA TRATTENENDO LE AGENZIE DI RATING DAL DECLASSAMENTO DEI TITOLI ITALIANI BTP A “SPAZZATURA” DANDOCI UNA SPALLATA VERSO UN DEFAULT PERICOLOSISSIMO, CON VISTA SULLA TROIKA - MA CON L'ORDINE MONDIALE SOVVERTITO DALLE BOMBE DI PUTIN E DAI RAZZI IN MEDIORIENTE, L’OCCIDENTE NON PUÒ PERMETTERSI DI RITROVARSI, NEL MEZZO DEL MEDITERRANEO, UN'ITALIA A GAMBE ALL’ARIA…

LA MANOVRA DI GIORGIA MELONI - MEME BY GNENTOLOGO

DAGOREPORT

 

Per un singolare caso di eterogenesi dei fini, il nuovo orribile conflitto tra Israele e Hamas, pur infiammando il Medioriente e tenendo il mondo in agitazione, ha permesso al governo italiano di guadagnare tempo e rifiatare.

 

Solo la follia omicida di Hamas e la sete di vendetta di Netanyahu, con tutti gli sconquassi che si portano dietro, possono permettere a Giorgia Meloni di addebitare le criticità, i tagli, le promesse non mantenute a una situazione geopolitica che sta diventando sempre più preoccupante.

 

GIORGIA MELONI GIANCARLO GIORGETTI

Sono evidenti le difficoltà del governo a mettere insieme la legge finanziaria da 24 miliardi, tra dietrofront su “Quota 103”, tagli alle detrazioni e il gioco delle tre carte sul Canone Rai (meno carico ai contribuenti, più spese dirette per lo Stato). I pochi spiccioli destinati alla Sanità, cioè 3 miliardi, hanno spinto alle dimissioni il professor Arnaldo Morace Pinelli, capo di Gabinetto del ministro della Salute Orazio Schillaci.

 

Arnaldo Morace Pinelli

Ordinario di Diritto Privato all’Università di Roma Tor Vergata, Morace Pinelli avrebbe avuto più di un dissapore con il ministro. Non si sa se a minare i rapporti tra i due ci sia stata una critica all’arrendevolezza di Schillaci che ha incassato, senza colpo ferire, la “mancetta” che Giorgia Meloni e Giancarlo Giorgetti hanno destinato alla Sanità italiana.

 

Un settore chiave per il nostro Paese, come ripetuto fino allo sfinimento durante la pandemia e presto dimenticato. Le liste di attesa sono chilometriche, per una visita d’urgenza tocca rivolgersi alle strutture private e tra un po’ arriveremo ad aderire al modello americano: senza mostrare la carta di credito non ti curano neanche se sei in fin di vita. Inutile profetizzare quale caos si materializzerebbe se ci fosse una recrudescenza del Covid o una nuova epidemia: avremo pochi medici, spremuti all’osso, e strutture intasate. Uno scenario da “si salvi chi può”.

 

L ANDAMENTO DEL RATING SOVRANO DELL'ITALIA

Dopo aver buttato un occhio alla manovra del governo Meloni, un professionista al lavoro per le agenzie di rating ha chiosato a Dagospia: “Dovessimo giudicare il lavoro del governo senza considerare il contesto geopolitico, dovremmo declassare i titoli di stato italiani a spazzatura. Ma, in questo momento storico, tra la guerra in Ucraina e le tensioni in Medioriente, non possiamo permetterci di far saltare in aria un paese come l’Italia”.

 

ARTICOLO DI LE MONDE CONTRO LA MANOVRA DEL GOVERNO MELONI

Morale della fava? Nonostante il nostro asfissiante debito pubblico (oltre 2.800 miliardi di euro) e la decisione del governo, come rilevato da “Le Monde”, di “rinunciare a qualsiasi riduzione del debito”, le agenzie probabilmente si limiteranno a giudicare stabile il rating con outlook negativo. Inutile dire che per fermare la scure del rating si sta muovendo mezzo mondo, a partire dal Ministero dell’Economia che prova a convincere, spiegare, promettere.

 

Un declassamento dei Btp a “junk” obbligherebbe i fondi internazionali a dismettere i titoli italiani in pancia spingendoci rapidamente verso l’abisso, cioè il default.

 

giorgia meloni ursula von der leyen a lampedusa 3

Per gli analisti, uno dei principali fattori di rischio è legato all’inflazione che galoppa al 5,3%. L’aumento sconsiderato dei prezzi ha messo in mutande le famiglie italiane obbligandole a intaccare i conti in banca e ad azzerare la propensione al risparmio, ormai impossibile.

 

Colpa anche delle decisioni “scolastiche” della Bce dove Christine Lagarde si è limitata a rapidi rialzi dei tassi per contenere l’inflazione. Una mossa che ha accontentato i “falchi” del rigore del Nordeuropa, tedeschi e olandesi in testa, ma che ha messo un cappio al collo ai paesi più fragili e indebitati, come l’Italia.

 

LAGARDALAND - MEME BY EMILIANO CARLI

La leadership della Lagarde purtroppo è spompa: è incapace di scelte politiche necessarie ma impopolari. Sarebbe servito Mario Draghi che i “falchi” li ha sempre tenuti a bada, nei suoi sette anni alla guida della Banca Eentrale Europea.

 

In questa fase, latita anche la guida di Ursula von Der Leyen. La presidente della Commissione sogna da mesi un possibile mandato-bis. Il suo sguardo è rivolto alle elezioni europee di giugno 2024, da cui la sua carriera politica potrebbe uscire rafforzata. Peccato che al voto manchino ben otto mesi, una finestra più che sufficiente per mandare allo scatafascio l’economia europea.

 

mark rutte ursula von der leyen kais saied giorgia meloni

Ursula, già sbertucciata per l’accordo monco con la Tunisia per la gestione dei flussi migratori (il dittatorello Saied ha persino restituito 60 milioni ricevuti da Bruxelles e si è messo a dialogare con Putin), è stata bersagliata per il papocchio sui fondi Ue da devolvere all’Autorità palestinese. Dopo gli attentati di Hamas è andato in scena un teatrino tra la presidente della Commissione, che voleva congelare gli aiuti, e l’Alto rappresentate della politica estera Ue, Borrell, che l’ha sconfessata e spernacchiata.

MATTEO SALVINI - GIORGIA MELONI - ANTONIO TAJANI

giorgia meloni

 

giorgia meloni antonio tajani

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