DAGOREPORT - LETTA "UBRIACO" PER LA VITTORIA ALLE AMMINISTRATIVE NON HA CAPITO CHE IL CENTRODESTRA E' MAGGIORANZA NEL PAESE - IL FUTURO ASSETTO DEL SISTEMA E' LEGATO ALLA LEGGE ELETTORALE: CON IL PROPORZIONALE SI POSSONO SCARDINARE LE RIGIDE ALLEANZE E CREARE NUOVI EQUILIBRI IN STILE "GROSSE KOALITION" TEDESCA NEL 2023 - VA BENE A TUTTI, DA BERLUSCONI A SALVINI FINO AI GRILLINI, TRANNE A GIORGIA MELONI, CHE RISCHIA DI NON TOCCARE PIU' PALLA, E A LETTA, IDEOLOGICAMENTE AGGRAPPATO AL BIPOLARISMO…

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gualtieri michetti gualtieri michetti

I ballottaggi per eleggere i sindaci Roma e Torino si avvicinano e qualche briciola di sondaggio trapela. Nella capitale, Roberto Gualtieri sarebbe avanti di 7 punti rispetto a Enrico Michetti. Sotto la Mole, il candidato del centrosinistra Lorusso è di poco avanti rispetto a Paolo Damilano, in quota centrodestra.

 

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Se il Pd dovesse fare filotto e vincere, dopo Milano, Napoli e Bologna, anche Roma e Torino, diventerebbe problematico contenere il debordante entusiasmo di Enrico Letta. Il segretario dem già gongola per il successo del primo turno e pregusta un "trionfo": "Siamo tornati in sintonia con il Paese". Prima di dare fiato alle trombe, Enrichetto dovrebbe dare un'occhiata alle rilevazioni in mano ai sondaggisti, Alessandra Ghisleri in testa, che continuano a dare il centrodestra vincente a livello nazionale.

BERLUSCONI MELONI SALVINI BERLUSCONI MELONI SALVINI

 

Le amministrative hanno una specificità che le rende altro dalle politiche e la tornata 2021 è stata caratterizzata da una serie di eventi che ha favorito il Pd: l'autodistruzione dei sindaci 5stelle (Raggi, Appendino), la parabola discendente del M5s, la divisione nel centrodestra, la presentazione di candidati avversari di basso profilo. Unendo il tutto a un'astensione record, si capisce bene perché Letta non possa stappare lo champagne. Meglio volare basso.

 

letta conte letta conte

Nel Pd farebbero bene a dedicarsi all'architrave decisivo per i futuri assetti del Sistema: la legge elettorale. Sul tavolo c'è la delicata transizione dal maggioritario al proporzionale. Oggi, con il premio di maggioranza in palio, Salvini, Meloni e Berlusconi sono condannati a stare insieme per vincere. Una legge elettorale proporzionale andrebbe a scardinare la rigidità delle alleanze aprendo scenari inaspettati. Berlusconi, ad esempio, potrebbe mollare al loro destino i populisti e traghettare il suo partito altrove, magari nel contenitore centrista cui lavora Carlo Calenda. Il Cav, sdoganato a sinistra da Prodi in giù, avrebbe anche la libertà di appoggiare nel 2023 un governissimo con il Pd, in stile Grosse Koalition tedesca.

CARLO CALENDA AL SEGGIO CARLO CALENDA AL SEGGIO

 

Salvini non sarebbe più vincolato all'asse mal-destro con Fratelli d'Italia e avrebbe le mani libere per giocare una partita di alleanze più ampia, con la supervisione di Giorgetti e dei governisti della Lega. Il proporzionale andrebbe bene anche ai riformisti del Pd che non vedono l'ora di liberarsi dell'abbraccio mortifero dei grillini. Persino Conte e Di Maio, ora che i voti 5stelle scarseggiano, sarebbero a loro agio in uno scenario parlamentare più "aperto", dove persino un Movimento al 10% potrebbe essere rilevante.

 

conte di maio conte di maio

Contrarissima Giorgia Meloni: con una nuova legge elettorale, finisce all'angolo e non tocca più palla. Non a caso la "Ducetta" sogna di spedire Draghi al Colle per andare a votare con l'attuale legge elettorale. Scettico anche quel falco di Enrico Letta, fissato con il bipolarismo e ideologicamente contrario al sistema proporzionale. Lo convinceranno i suoi a cambiare idea? Di tempo ce n'è, ma non troppo. Serviranno tre mesi per portare a casa la nuova legge elettorale.

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