enrico letta silvio berlusconi giorgia meloni matteo salvini giuseppe conte elezioni politiche

DAGOREPORT - LETTA "UBRIACO" PER LA VITTORIA ALLE AMMINISTRATIVE NON HA CAPITO CHE IL CENTRODESTRA E' MAGGIORANZA NEL PAESE - IL FUTURO ASSETTO DEL SISTEMA E' LEGATO ALLA LEGGE ELETTORALE: CON IL PROPORZIONALE SI POSSONO SCARDINARE LE RIGIDE ALLEANZE E CREARE NUOVI EQUILIBRI IN STILE "GROSSE KOALITION" TEDESCA NEL 2023 - VA BENE A TUTTI, DA BERLUSCONI A SALVINI FINO AI GRILLINI, TRANNE A GIORGIA MELONI, CHE RISCHIA DI NON TOCCARE PIU' PALLA, E A LETTA, IDEOLOGICAMENTE AGGRAPPATO AL BIPOLARISMO…

Dagoreport

 

gualtieri michetti

I ballottaggi per eleggere i sindaci Roma e Torino si avvicinano e qualche briciola di sondaggio trapela. Nella capitale, Roberto Gualtieri sarebbe avanti di 7 punti rispetto a Enrico Michetti. Sotto la Mole, il candidato del centrosinistra Lorusso è di poco avanti rispetto a Paolo Damilano, in quota centrodestra.

 

RAGGI E APPENDINO SU FACEBOOK

Se il Pd dovesse fare filotto e vincere, dopo Milano, Napoli e Bologna, anche Roma e Torino, diventerebbe problematico contenere il debordante entusiasmo di Enrico Letta. Il segretario dem già gongola per il successo del primo turno e pregusta un "trionfo": "Siamo tornati in sintonia con il Paese". Prima di dare fiato alle trombe, Enrichetto dovrebbe dare un'occhiata alle rilevazioni in mano ai sondaggisti, Alessandra Ghisleri in testa, che continuano a dare il centrodestra vincente a livello nazionale.

BERLUSCONI MELONI SALVINI

 

Le amministrative hanno una specificità che le rende altro dalle politiche e la tornata 2021 è stata caratterizzata da una serie di eventi che ha favorito il Pd: l'autodistruzione dei sindaci 5stelle (Raggi, Appendino), la parabola discendente del M5s, la divisione nel centrodestra, la presentazione di candidati avversari di basso profilo. Unendo il tutto a un'astensione record, si capisce bene perché Letta non possa stappare lo champagne. Meglio volare basso.

 

letta conte

Nel Pd farebbero bene a dedicarsi all'architrave decisivo per i futuri assetti del Sistema: la legge elettorale. Sul tavolo c'è la delicata transizione dal maggioritario al proporzionale. Oggi, con il premio di maggioranza in palio, Salvini, Meloni e Berlusconi sono condannati a stare insieme per vincere. Una legge elettorale proporzionale andrebbe a scardinare la rigidità delle alleanze aprendo scenari inaspettati. Berlusconi, ad esempio, potrebbe mollare al loro destino i populisti e traghettare il suo partito altrove, magari nel contenitore centrista cui lavora Carlo Calenda. Il Cav, sdoganato a sinistra da Prodi in giù, avrebbe anche la libertà di appoggiare nel 2023 un governissimo con il Pd, in stile Grosse Koalition tedesca.

CARLO CALENDA AL SEGGIO

 

Salvini non sarebbe più vincolato all'asse mal-destro con Fratelli d'Italia e avrebbe le mani libere per giocare una partita di alleanze più ampia, con la supervisione di Giorgetti e dei governisti della Lega. Il proporzionale andrebbe bene anche ai riformisti del Pd che non vedono l'ora di liberarsi dell'abbraccio mortifero dei grillini. Persino Conte e Di Maio, ora che i voti 5stelle scarseggiano, sarebbero a loro agio in uno scenario parlamentare più "aperto", dove persino un Movimento al 10% potrebbe essere rilevante.

 

conte di maio

Contrarissima Giorgia Meloni: con una nuova legge elettorale, finisce all'angolo e non tocca più palla. Non a caso la "Ducetta" sogna di spedire Draghi al Colle per andare a votare con l'attuale legge elettorale. Scettico anche quel falco di Enrico Letta, fissato con il bipolarismo e ideologicamente contrario al sistema proporzionale. Lo convinceranno i suoi a cambiare idea? Di tempo ce n'è, ma non troppo. Serviranno tre mesi per portare a casa la nuova legge elettorale.

letta meloni salvinigiorgia meloni enrico letta foto di bacco

 

 

 

 

Ultimi Dagoreport

antonio angelucci tommaso cerno alessandro sallusti

FLASH – UCCI UCCI, QUANTI SCAZZI NEL “GIORNALE” DEGLI ANGELUCCI! NON SI PLACA L’IRA DELLA REDAZIONE CONTRO L’EDITORE E I POCHI COLLEGHI CHE VENERDÌ SI SONO ZERBINATI ALL'AZIENDA, LAVORANDO NONOSTANTE LO SCIOPERO CONTRO IL MANCATO RINNOVO DEL CONTRATTO NAZIONALE E PER CHIEDERE ADEGUAMENTI DEGLI STIPENDI (ANCHE I LORO). DOPO LO SCAMBIO DI MAIL INFUOCATE TRA CDR E PROPRIETÀ, C’È UN CLIMA DA GUERRA CIVILE. L’ULTIMO CADEAU DI ALESSANDRO SALLUSTI, IN USCITA COATTA (OGGI È IL SUO ULTIMO GIORNO A CAPO DEL QUOTIDIANO). AL NUOVO DIRETTORE, TOMMASO CERNO, CONVIENE PRESENTARSI CON L'ELMETTO DOMANI MATTINA...

elly schlein giuseppe conte giorgia meloni rocco casalino

DAGOREPORT - QUESTA VOLTA, ROCCO CASALINO HA RAGIONE: ELLY SCHLEIN SULLA QUESTIONE ATREJU “HA SBAGLIATO TUTTO” - LA GRUPPETTARA DEL NAZARENO, CHIEDENDO UN FACCIA A FACCIA CON GIORGIA MELONI, HA DIMOSTRATO DI ESSERE ANCORA UNA VOLTA UN’ABUSIVA DELLA POLITICA. HA SERVITO SUL PIATTO D’ARGENTO ALLA DUCETTA L’OCCASIONE DI FREGARLA, INVITANDO ANCHE GIUSEPPE CONTE PER UN “THREESOME” IN CUI LA PREMIER AVREBBE SPADRONEGGIATO – IN UN CONFRONTO A TRE, CON ELLY E PEPPINIELLO CHE SI SFANCULANO SULLA POLITICA INTERNAZIONALE, DAL RIARMO ALL’UCRAINA, E FANNO A GARA A CHI SPARA LA “PUTINATA” O LA “GAZATA” PIÙ GROSSA, LA DUCETTA AVREBBE VINTO A MANI BASSE – QUEL FURBACCHIONE DI CONTE NON SI TIRA INDIETRO: NONOSTANTE LA DEM SI SIA SFILATA, LUI CONFERMA LA SUA PRESENZA AL DIBATTITO: "MI DISPIACE DEL FORFAIT DI ELLY, PER ME È IMPORTANTE CHE CI SIA UN CONFRONTO E POTEVAMO FARLO ANCHE INSIEME. POTEVAMO INCALZARE LA PREMIER..."

alessandro giuli beatrice venezi gianmarco mazzi

DAGOREPORT - A CHE PUNTO SIAMO CON IL CASO VENEZI? IL GOVERNO, CIOÈ IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA GIANMARCO MAZZI, HA SCELTO LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO: NESSUN PASSO INDIETRO, “BEATROCE” IN ARRIVO ALLA FENICE DI VENEZIA NEI TEMPI PREVISTI, MENTRE I LAVORATORI VENGONO MASSACRATI CON DISPETTI E TAGLI ALLO STIPENDIO. MA IL FRONTE DEI RESISTENTI DISPONE DI UN’ARMA MOLTO FORTE: IL CONCERTO DI CAPODANNO, CHE SENZA L’ORCHESTRA DELLA FENICE NON SI PUÒ FARE. E QUI STA IL PUNTO. PERCHÉ IL PROBLEMA NON È SOLO CHE VENEZI ARRIVI SUL PODIO DELLA FENICE SENZA AVERE UN CURRICULUM ADEGUATO, MA COSA SUCCEDERÀ SE E QUANDO CI SALIRÀ, NELL’OTTOBRE 2026 - CI SONO DUE VARIABILI: UNA È ALESSANDRO GIULI, CHE POTREBBE RICORDARSI DI ESSERE IL MINISTRO DELLA CULTURA. L’ALTRA È LA LEGA. ZAIA SI È SEMPRE DISINTERESSATO DELLA FENICE, MA ADESSO TUTTO È CAMBIATO E IL NUOVO GOVERNATORE, ALBERTO STEFANI, SEMBRA PIÙ ATTENTO ALLA CULTURA. IL PROSSIMO ANNO, INOLTRE, SI VOTA IN LAGUNA E IL COMUNE È CONTENDIBILISSIMO (LÌ LO SFIDANTE DI SINISTRA GIOVANNI MANILDO HA PRESO UNO 0,46% PIÙ DI STEFANI)

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)