cina xi jinping ursula von der leyen emmanuel macron vladimir putin joe biden scholz

DAGOREPORT – COME MAI SCHOLZ NON ACCOMPAGNERÀ MACRON E VON DER LEYEN IN CINA PER INCONTRARE XI JINPING? IL CANCELLIERE TEDESCO HA VOLUTO EVITARE INUTILI POLEMICHE, VISTA LA STORICA VICINANZA TRA BERLINO E PECHINO – MACRON E URSULA VOGLIONO CONVINCERE IL PRESIDENTE CINESE A PRENDERE LE DISTANZE DA PUTIN, UNICA POSSIBILITA’ PERCHE’ XI DIVENTI UN MEDIATORE “CREDIBILE” NELLE TRATTATIVE PER LA PACE IN UCRAINA – IL TENTATIVO DI BRUXELLES DI INTERLOQUIRE CON IL DRAGONE È ANCHE UN MODO PER SMARCARSI DALLA LINEA DEGLI STATI UNITI, SEMPRE PIU’ IMPEGNATI IN UN "UNO CONTRO TUTTI"

DAGOREPORT

 

emmanuel macron ursula von der leyen

Gli attenti osservatori degli affari europei si sono chiesti come mai il cancelliere tedesco, Olaf Scholz, abbia deciso di non accompagnare Emmanuel Macron e Ursula Von Der Leyen nel viaggio diplomatico in Cina per incontrare Xi Jinping.

 

Scholz ha desistito per evitare inutili polemiche, visto che la Germania è sempre stata molto vicina a Pechino, sia economicamente che politicamente (grazie ai tre lustri di cancellierato di Angela Merkel), e la presenza del primo ministro tedesco in un viaggio di rappresentanza dell’intera Ue avrebbe riproposto la vecchia questione della Germania ventre molle dell’Unione rispetto all’influenza cinese sul continente.

 

OLAF SCHOLZ XI JINPING

Quel che è certo è che Macron e Ursula non hanno certo preparato i bagagli per discutere con Xi Jinping del piano di pace predisposto dalla Cina, che è già stato sostanzialmente bocciato da più parti, persino dall’Alto rappresentante della politica estera dell’Ue, Borrell.

 

I due voleranno a Pechino per avere un chiarimento definitivo con Xi. Della serie: vuoi davvero essere coinvolto nel processo di pace per l’Ucraina? Perché, se vuoi essere il mediatore, devi stare “nel mezzo”, quindi non puoi essere così vicino a uno dei due contendenti, cioè la Russia di Putin.

 

Il rendez-vous punta a disarticolare Pechino da Mosca, per dare una vera chance al dialogo. Solo in quel caso, l’Unione europea potrebbe, davanti a un serio progetto per il cessate il fuoco, fare pressione sugli Stati Uniti per “ammorbidire” la netta contrarietà di Washington all’interposizione cinese nel conflitto. La serietà dell’operazione diplomatica è confermata dal tempo che i tre si concederanno per discutere: gli incontri dureranno due giorni.

 

OLAF SCHOLZ XI JINPING

Il tentativo di Bruxelles di interloquire direttamente con il Dragone è anche un modo per smarcarsi dalla linea dura della Casa Bianca. Gli Stati Uniti, che sono sempre stati i “Gendarmi della democrazia” e forti del loro strapotere economico e militare hanno spesso guidato i processi diplomatici, si sono impelagati in un "uno contro tutti". L’amministrazione Biden si è avventurata in un confronto muscolare con Cina, Russia, Iran e più recentemente anche l’Arabia Saudita. Troppo, anche per la reticente Ue.

 

XI JINPING VLADIMIR PUTIN

L’Europa, che ha risentito più pesantemente dei riflessi economici della guerra in Ucraina (a partire dal costo dell’energia), non è più in condizione di prolungare il proprio totale impegno nel conflitto.

 

E, fattore non secondario, non può fare a meno del mercato e dell’industria cinese, come ha ammesso la stessa Ursula Von der Leyen questa mattina: “Non credo che sia percorribile - né nell'interesse dell'Europa - sganciarsi dalla Cina. Per questo motivo dobbiamo concentrarci sul de-risking, non sul de-coupling”.

 

VOLODYMYR ZELENSKY - EMMANUEL MACRON - OLAF SCHOLZ - INCONTRO A PARIGI

Sostenere Kiev costa, economicamente e politicamente. Anche perché, mentre i cittadini dell’UE pagano dazio con il rincaro di luce e gas e l’aumento del costo della vita, Oltreoceano la lobby americana delle armi, i produttori di petrolio, gli esportatori di gas, i trader di materie prime (rame, ferro, eccetera), di commodities (grano, zucchero, cereali), stanno portando a casa ricchissimi profitti.

 

xi jinping joe biden al g20 di bali 3

Il piano di Macron e Von Der Leyen, che proverà a rendere Xi Jinping equidistante tra Mosca e Kiev, potrebbe avere riflessi geopolitici non solo a Washington, ma anche a Londra, visto che i britannici restano i più arcigni oppositori di Putin e dell’espansionismo russo, sia per i casi di avvelenamento da polonio e novichhok da parte delle spie russe, “in casa”, sia perché non dimenticano l’arroganza degli oligarchi russi, che avevano trasformato la City in “Londongrad”.

emmanuel macron ursula von der leyen 6XI JINPING VLADIMIR PUTIN emmanuel macron olaf scholz volodymyr zelensky VOLODYMYR ZELENSKY - EMMANUEL MACRON - OLAF SCHOLZ - INCONTRO A PARIGI xi jinping con vladimir putin a mosca ZELENSKY - MACRON - SCHOLZxi jinping joe biden al g20 di bali 2

Ultimi Dagoreport

marco gaetani claudia conte matteo piantedosi

FLASH! – ALLORA GIOVANNI DONZELLI, CAPO DELL’ORGANIZZAZIONE DI FDI, NON HA CACCIATO A CALCI IN CULO MARCO GAETANI, AUTORE DELL’INTERVISTA A CLAUDIA CONTE CHE HA SPUTTANATO L’IMMAGINE DEL MINISTRO PIANTEDOSI E DEL GOVERNO MELONI - ESILIATO PER UN PAIO DI MESI IN PUGLIA PER FAR SCEMARE LE POLEMICHE, IL 25ENNE PRESIDENTE DI GIOVENTÙ NAZIONALE A LECCE, LAUREATO IN SCIENZE POLITICHE CON UNA TESI SULLA COMUNICAZIONE DIGITALE DI DONALD TRUMP, HA RIPRESO LA SUA TRASMISSIONE SU "RADIO ATREJU", COME SE NULLA FOSSE – A QUESTO PUNTO, VIEN IL SOSPETTO CHE LO 'SCOOP' SIA STATO PILOTATO DA VIA DELLA SCROFA (MAGARI PER ANTICIPARE RIVELAZIONI ANCOR PIÙ DIROMPENTI? AH, SAPERLO…)

gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA NON SERVE A UN CAZZO –  LE MODIFICHE ALLA GOVERNANCE DELLA RAI, IMPOSTE DALL’UE, AVREBBERO DOVUTO ESSERE OPERATIVE ENTRO GIUGNO. E INVECE, IL GOVERNO SE NE FOTTE – SE IERI PALAZZO CHIGI SOGNAVA UNA RIFORMA “AGGRESSIVA”, CON L’OBIETTIVO DI “MILITARIZZARE” VIALE MAZZINI IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL 2027, L’ESITO DISASTROSO DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA HA COSTRETTO LA “FIAMMA TRAGICA” DI MELONI A RICONSIDERARE L’EFFICACIA DI RAI E MEDIASET – SOLO IL TG1 DI CHIOCCI FUNZIONA COME STRUMENTO DI PROPAGANDA: GLI ALTRI NON SONO DETERMINANTI, O PERCHÉ NON LI VEDE NESSUNO (RAINEWS) O PERCHÉ NON CONTROLLABILI (IL TG5-AFTER-MARINA, MA ANCHE TG2 E TG3) - INOLTRE, È IL “MODELLO” STESSO DEL TELEGIORNALE A ESSERE ORMAI OBSOLETO, QUANDO SI HA IN TASCA UN TELEFONINO SPARA-SOCIAL O UN COMPUTER SUL TAVOLO CHE INFORMA IN TEMPO REALE...

giorgia meloni riforma legge elettorale stabilicum

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA ELETTORALE, DITEMI A CHI CAZZO CONVIENE? – LA MELONA AZZOPPATA DAL REFERENDUM SAREBBE PRONTA A RITOCCARE IN BASSO L'ABNORME PREMIO DI MAGGIORANZA DELLO “STABILICUM” PUR DI FAR CONVERGERE IL SI' DELL’OPPOSIZIONE – MA LA FU DUCETTA HA DAVANTI DUE OSTACOLI: NON È SICURA DEI VOTI, A SCRUTINIO SEGRETO, DI LEGA E DI FORZA ITALIA CHE TEMONO UN TRAPPOLONE SUI SEGGI - IL SECONDO PROBLEMA SERPEGGIA IN FDI: IN CASO DI SCONFITTA, MOLTI DI LORO RISCHIANO DI FINIRE TROMBATI PROPRIO A CAUSA DEL PREMIO DI MAGGIORANZA – A SINISTRA, SE IL M5S E' ABBASTANZA FAVOREVOLE ALLA RIFORMA, IL DUPLEX PD-AVS E' DI AVVISO CONTRARIO (IL SOLITO ''DIVIDI E PERDI'', NON CONOSCENDO LA REGOLA DI OGNI COALIZIONE DI SUCCESSO: “PRIMA SI PORTA A CASA IL POTERE, POI SI REGOLANO I CONTI”)

beatrice venezi

DAGOREPORT! UNA NOTTE CON "BEATROCE" VENEZI: LA "FU BACCHETTA NERA" RICICCIA NEL RUOLO DI PRESENTATRICE DEL PROGRAMMA DI ''SKY ARTE", “RINASCIMENTI SEGRETI” - NON STIAMO SCHERZANDO, MEGLIO DI UNA DILETTA LEOTTA, LA VENEZI, CHIODO DI PELLE NERA E PANTA ADERENTI, RIPRESA PIÙ DA DIETRO CHE DA DAVANTI, HA VOCE SUADENTE, LEGGE IL GOBBO CON CAPACITÀ E GUARDA IL TELESPETTATORE CON UNA CERTA INNATA MALIZIA - ALLA VENEZI ANDREBBE AFFIDATO UN PROGRAMMA PER LA DIVULGAZIONE DELLA MUSICA CLASSICA, NON LA FENICE! SAREBBE DI AIUTO PER LA SOLITA TIRITERA DI “AVVICINARE I GIOVANI ALLA MUSICA CLASSICA”. L’AMICHETTISMO FA SCHIFO, MA SE INOLTRE GLI AMICI LI METTI FUORI POSTO, DALLA BACCHETTA AL PENNELLO… - VIDEO