giorgia meloni matteo salvini

DAGOREPORT – IL “NUOVO E DIVERSO RAPPORTO” DELLA MELONI CON SALVINI, RITORNATO IN MODALITÀ PAPEETE, SI STA RIVELANDO A DIR POCO DELETERIO. E’ IL CAZZARO VERDE CHE HA INSISTITO SUL “LIBERI TUTTI” SUL COVID, CHE HA ASSILLATO PIANTEDOSI (SUO EX CAPO DI GABINETTO AL VIMINALE) A EMANARE LE DISPOSIZIONI CONTRO IL POPOLO DEL RAVE (PENA FINO A 6 ANNI!). E’ DEL LEGHISTA NO-EURO BAGNAI L’IDEA IDIOTA DI PORTARE IL TETTO DEL CONTANTE A 10 MILA EURO. SONO QUESTE LE PRIORITÀ DEL GOVERNO MELONI? O PIUTTOSTO IL CARO-BOLLETTE? E’ CHIARO CHE GIORGIA È STATA MESSA SOTTO DA UN SALVINI CHE MIRA A “INDURRE GLI ITALIANI A CREDERE CHE IL VERO PREMIER È LUI”

DAGOREPORT

piantedosi salvini meloni

Il presidente Meloni dopodomani (giovedì 3 novembre) incontrerà a Bruxelles nell'ordine Roberta Metsola, presidente del Parlamento europeo, Ursula von der Leyen, presidente della Commissione europea e il gaffeur Charles Michel, Presidente del Consiglio europeo.

 

Oggi, in un passaggio dell'ultimo libro di Bruno Vespa, la Ducetta ha confessato: "Non ho mai temuto davvero di non riuscire a fare un governo anche se ho preso in considerazione l'ipotesi di presentarmi in Parlamento senza un accordo preventivo con tutti gli alleati, quando alcune proposte mi sono sembrate irricevibili".

 

matteo salvini giorgia meloni

"Con Salvini si è stabilito un rapporto nuovo e diverso - ha detto la premier -. Ha capito quel che si poteva e quel che non si poteva fare e mi ha aiutato a cercare soluzioni.

 

In certe situazioni lui mi ha chiesto di aiutarlo, in altre io l'ho chiesto a lui. Franchezza reciproca senza polemiche. Un mediatore? Be', il fatto di non schierarsi aprioristicamente con Berlusconi mi ha aiutato molto".

 

Per quanto riguarda “Silvio Ronzulli’’, Meloni afferma che "con lui c'è stata qualche incomprensione in più, figlia del passaggio di testimone.

 

GIORGIA MELONI MATTEO SALVINI - MEME BY EDOARDO BARALDI

Quando si vivono certi momenti epocali, è fatale che ci siano delle scosse. Non so quanto sia stato ben consigliato all'inizio, ma devo riconoscergli la lucidità di capire quali fossero alla fine le priorità per non deludere chi aveva creduto in noi e nel ritorno dopo undici anni a un governo politico di centrodestra. Il suo discorso sulla fiducia pronunciato al Senato è stato bello e importante, e sono stata contenta di applaudirlo".

 

Al di là delle dichiarazioni, il “nuovo e diverso rapporto” (manco la Flavi in ‘’Agenzia matrimoniale’’) con il Cazzaro verde, ritornato in modalità Papeete, si sta rivelando a dir poco deleterio. E’ Salvini che ha insistito sul “liberi tutti” sul Covid: una cantonata che ha fatto incazzare il 99,4% di medici che si sono vaccinati e si sono sacrificati durante la pandemia.

 

SALVINI PIANTEDOSI

 

E’ sempre il Truce lombardo che ha insistito sul neo ministro dell’interno Piantedosi (suo ex capo di gabinetto al Viminale) a emanare le disposizioni contro il popolo del rave (pena fino a 6 anni!). A parte che ci sono già le leggi per sgombrare chi occupa abusivamente, ma Piantedosi ha dimenticato chi ricopriva il ruolo di prefetto di Roma quando avvenne l’assalto dei fasci alla sede della Cgil, devastandola: lui.

 

alberto bagnai matteo salvini

E’ sempre dalla Lega, nella persona del no-euro Bagnai, che è spuntata l’idea idiota di portare il tetto del contante a 10 mila euro. Altro tema, altra cantonata, questa volta innescato dal forzuto Gasparri sulla legge 194 sull’aborto. Per non parlare poi dell’en plein di Salvini con le nomine del sottogoverno con Durigon, Molteni, Borgonzoni, etc.

 

Sono queste le priorità del governo Meloni? O piuttosto i problemi economici derivanti dall’inflazione e dal caro-bollette, tema in discussione al consiglio dei ministri del prossimo venerdì? E’ chiaro che Giorgia Meloni è stata messa sotto dal Cazzaro verde. Del resto, non è una cosa semplice a 45 anni occupare la prima poltrona di Palazzo Chigi per una che è sempre stata all’opposizione, che non ha pratica di governo né di Deep state (Corte Costituzionale, Consulta, Servizi, Esercito, etc.).

 

giancarlo giorgetti giorgia meloni matteo salvini

Al rodaggio e ai contrattempi della “Piccoletta” (Berlusconi dixit) va aggiunta l’azione di quelli, come Salvini, che vogliono farla inciampare per poi dirle “Ti salvo io”. Emblematica la questione del Ministero dell’Economia. Il destino del Direttore Generale Alessandro Rivera è segnato.

 

Tutti i dossier rimasti aperti (Ita, concessioni, etc) sulla scrivania di Rivera dovrebbero passare entro la settimana prossima a Luigi Buttiglione, un analista molto quotato che ha buoni collegamenti con i mercati. Ed è il secondo cavallo di razza (secondo molti, gli unici due) della squadra della Meloni dopo il sottosegretario Mantovano.

 

ALESSANDRO RIVERA

Ma cuor di coniglio Giorgetti al solito tentenna sulla defenestrazione di Rivera mentre il suo boss Salvini gli ha chiesto - con quale titolo? - una rosa di tre nomi per sostituirlo. Altra prossima rogna: le nomine alle Ferrovie di Stato. Se Giorgia vuole cambiare, Salvini dice di no, restano tutti, ma lo fa perché mira a portare un suo uomo. Insomma, un sabotaggio continuo per “indurre gli italiani a credere che il vero premier è lui” (Gramellini).

GIORGIA MELONI ALFREDO MANTOVANOluigi buttiglione alfredo mantovano giorgia meloni

matteo salvini abbraccia giorgia meloni

Ultimi Dagoreport

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…

giorgia meloni ignazio la russa matteo salvini antonio tajani

DAGOREPORT – LE REGIONALI SONO ANDATE A FINIRE COME NON VOLEVA, SALTELLANDO FUNICULÌ-FUNICULÀ, GIORGIA MELONI: LA "STATISTA DELLA SGARBATELLA", CHE RISCHIA DI NON TORNARE A PALAZZO CHIGI TRA DUE ANNI, ACCELERA SULLA DOPPIETTA PREMIERATO-LEGGE ELETTORALE, MA NON TUTTO FILA LISCIO A PALAZZO CHIGI: SALVINI E TAJANI SPUTERANNO SANGUE PUR DI OPPORSI ALL’INDICAZIONE DEL NOME DEL PREMIER SULLA SCHEDA ELETTORALE, CHE FINIREBBE PER CANNIBALIZZARLI - LA LEGA È CONTRARISSIMA ANCHE AL PREMIO DI MAGGIORANZA ALLA COALIZIONE (CON LA SOGLIA AL 40%, LA LEGA DIVENTEREBBE SACRIFICABILE) – ALTRA ROGNA: IGNAZIO LA RUSSA SCENDE IN CAMPO IN MODALITÀ SCASSA-MELONI: HA RINFOCOLATO LA POLEMICA SU GAROFANI E SE NE FOTTE DEI DIKTAT DELLA DUCETTA (FIDANZA SINDACO DI MILANO? NO, MEJO LUPI; PRANDINI GOVERNATORE DELLA LOMBARDIA? NO, QUELLA È ROBA MIA)

francesco de tommasi marcello viola daniela santanche ignazio leonardo apache la russa davide lacerenza pazzali

DAGOREPORT - CHE FINE HANNO FATTO LE INCHIESTE MILANESI SULLA SANTANCHE', SUL VISPO FIGLIO DI LA RUSSA, SUL BORDELLO DELLA "GINTONERIA" AFFOLLATA DI POLITICI, IMPRENDITORI E MAGISTRATI, OPPURE SULL'OSCURA VENDITA DELLA QUOTA DI MPS DA PARTE DEL GOVERNO A CALTAGIRONE E COMPAGNI? - A TALI ESPLOSIVE INDAGINI, LE CUI SENTENZE DI CONDANNA AVREBBERO AVUTO UN IMMEDIATO E DEVASTANTE RIMBALZO NEI PALAZZI DEL POTERE ROMANO, ORA SI AGGIUNGE IL CASO DEL PM FRANCESCO DE TOMMASI, BOCCIATO DAL CONSIGLIO GIUDIZIARIO MILANESE PER “DIFETTO DEL PREREQUISITO DELL’EQUILIBRIO” NELL’INDAGINE SUL CASO DI ALESSIA PIFFERI – MA GUARDA IL CASO! DE TOMMASI È IL PM DELL’INCHIESTA SUI DOSSIERAGGI DELL’AGENZIA EQUALIZE DI ENRICO PAZZALI, DELICATISSIMA ANCHE PER I RAPPORTI DI PAZZALI CON VERTICI GDF, DIRIGENTI DEL PALAZZO DI GIUSTIZIA MILANESE E 007 DI ROMA - SE IL CSM SPOSASSE IL PARERE NEGATIVO DEL CONSIGLIO GIUDIZIARIO, LA CARRIERA DEL PM SAREBBE FINITA E LE SUE INDAGINI SUGLI SPIONI FINIREBBERO NEL CESTINO - LA PROCURA DI MILANO RETTA DA MARCELLO VIOLA, CON L'ARRIVO DELL'ARMATA BRANCA-MELONI, E' DIVENTATA IL NUOVO ''PORTO DELLE NEBBIE''?