giorgia meloni flavio cattaneo paolo scaroni giovanni gorno tempini luigi ferraris

DAGOREPORT! IN NOMINE VOBISCUM - RIUSCITE A IMMAGINARE CLAUDIO DESCALZI, CONSIGLIERE ASCOLTATISSIMO DI GIORGIA, CHE SI TROVA SCARONI, CON IL SUO BAGAGLIO DI RAPPORTI INTERNAZIONALI E ABILITÀ MANOVRIERE, A CAPO DELL’ENEL, SOCIETÀ CHE CAPITALIZZA PIÙ DELL’ENI? - FLAVIO CATTANEO, VISTO CHE NON C’È TRIPPA PER GATTI, SI È CHIAMATO FUORI DALLA VIA TRUCIS - FAZZOLARI NICCHIA SU LORENZO MARIANI COME CEO DI LEONARDO - LUCIANO CARTA SI AGGRAPPA ALLA GIACCHETTA DI LUCIANO VIOLANTE - PER LA CUCCAGNA DI RFI CI PENSA SALVINI….

 

ROBERTA NERI

DAGOREPORT

Domani, nuovo tavolo per le nomine delle partecipate. Facile prevedere che, come i precedenti, anche questa volta non si concluderà niente. Schermaglie, dichiarazioni di intenti, bla-bla. Ma intanto qualcosa dovrà andare in porto: il nuovo cda di ENAV.

 

Per l’ente di assistenza al volo rischia di ritrovarsi con il ritorno di Roberta Neri, vista la penuria di donne ai posti di comando che fa sbuffare la Ducetta (chissà dove hanno la testa i famosi cacciatori di teste: manager in gonnella capaci ce ne sono eccome). Altrimenti ci sono i candidati col testosterone come Pasqualino Monti, presidente dell’Autorità portuale di Palermo.

flavio cattaneo sabrina ferilli foto di bacco (1)

 

Tra autocanditature e manovre per affondare gli avversari, va registrato Flavio Cattaneo che, visto che non c’è trippa per gatti, si è chiamato fuori dalla Via Trucis delle nomine. Mentre non demorde Paolino Scaroni dalla sua battaglia per occupare la poltrona di presidente dell’Enel. Dopo il pesantissimo articolo de “La Stampa” di sabato sui rapporti Gazprom-Mentasti-Berlusconi, le speranze sono al lumicino. 

PAOLO SCARONI - SILVIO BERLUSCONI - ALEXEY MILLER - VLADIMIR PUTIN

 

Comunque deve essere chiaro che Claudio Descalzi, consigliere ascoltatissimo di Giorgia, non avrebbe mai gradito di trovarsi uno Scaroni, con il suo bagaglio di rapporti internazionali e abilità manovriere, a capo dell’Enel, società che capitalizza più dell’Eni. Sa bene che il vispo 76enne manager veneto finirebbe dopo 15 minuti a pestare i piedi nell’orticello del cane a sei zampe, pontificando di idrogeno, energia rinnovabili e nuove tecnologie. 

 

Descalzi Scaroni

Stesso discorso vale per l’ambizione espansa di Cattaneo che ha addirittura squadernato alla Meloni un fantasioso progetto di fusione Eni-Enel, sottolineando come le due aziende abbiano in comune molte attività, quindi andrebbero razionalizzate in un unico mega-gruppo. Destinata all’angolo del buonumore, invece, l’indiscrezione del “Foglio” sulla proposta della Lega di spedire alla presidenza dell’Eni l’europarlamentare no-euro leghista Antonio Maria Rinaldi. Nessun vuol capire che il presidente del cane a 6 zampe se lo sceglierà Descalzi in persona.

MELONI FAZZOLARI

 

Sul fronte Leonardo, per ora, si registra un Fazzolari poco favorevole a Lorenzo Mariani come Ceo: lo ritiene fragile come esperienza gestionale di una azienda così complessa. Meglio Cutillo, attualmente a capo degli elicotteri varesini Agusta Westland. Vista che traballa pericolosamente la poltrona di presidente di Leonardo, Luciano Carta si è aggrappato alla giacchetta di Luciano Violante, che è in buoni rapporti con il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano. Il paradosso è che due vecchi amici come Carta e Zafarana, ambedue generali della Finanza, ora si ritrovano l’uno contro l’altro.

Giuseppe Lasco e Matteo Del Fante

 

Altro giro: Poste Italiane. La Meloni non ha più dubbi sulla riconferma del duplex Del Fante-Lasco. Mentre per le poltrone in ballo delle Ferrovie, RFI e Trenitalia, la prima destinata a intascare 27 miliardi di Pnrr, è una pratica destinata a Matteo Salvini, che di infrastrutture è il Ministro Storto (dal nome de suo capo di gabinetto). 

 

STEFANO SIRAGUSA

Per la cuccagna di RFI ci affidiamo alle parole di Fittipaldi sul “Domani”: ‘’è assai improbabile l’arrivo di Stefano Siragusa, ex Tim e amico di Bisignani, Salvini ha invece già incontrato gli “interni” Vincenzo Macello e Umberto Lebruto. Manager esperti che conoscono perfettamente la rete ferroviaria, ma che sono ancora imputati insieme a una decina di tecnici nel processo per il disastro ferroviario di Pioltello”.

 

In merito al trasloco di Tomasi, ad di Aspi (ex Autostrade), a posto di Ferraris va detto che non si è mai un manager che intasca un milione e 100 mila l'anno decidere di finire a guadagnare 240 mila. Secondo: per spostare Ferraris da Ferrovie all'Enel al posto del predestinato Donnarumma occorre anzitutto che si dimetta subito affinché possa essere collocato nella liste del Mef dei candidati. Due ipotesi ben lontane dalla realtà.

 

 

antonio maria rinaldi foto di bacco (1)PIERO CUTILLO luciano carta presidente di leonardo foto di baccoluciano violante ugo zampetti vincenzo macelloPASQUALINO MONTI LORENZO MARIANI MBDA

 

Ultimi Dagoreport

meloni buttafuoco fenice venezi colabianchi giuli brugnaro

FLASH! – DIETRO LA CACCIATA DI BEATRICE VENEZI C'E' UNA RAGIONE PIÙ “POLITICA” CHE MUSICALE: A FINE MAGGIO SI VOTA A VENEZIA PER IL NUOVO SINDACO CHE PRENDERA' IL POSTO DI BRUGNARO, GRAN SPONSOR DELLA “BACCHETTA NERA” (COME ANCHE IL MAL-DESTRO ZAIA) - QUANDO MELONI HA SBIRCIATO I SONDAGGI RISERVATI CHE VEDE IL CENTROSINISTRA AVANTI, SOSPINTO DALLO SCANDALOSO CASO-VENEZI (CHE STRAPPA ALLA DESTRA 4-5%), GLI OTOLITI SONO ANDATI IN TILT - E ALLA PRIMA OCCASIONE, CON LE IMPROVVIDE DICHIARAZIONI DI “BEATROCE” CONTRO L’ORCHESTRA, È STATA LICENZIATA - LO STESSO ''SENTIMENT'' VALE PER BUTTAFUOCO, MA IL PRESIDENTE DELLA BIENNALE, PIU' FURBO, NON OFFRE PER ORA IL FIANCO PER LIQUIDARLO - E SE VENISSE CACCIATO, A DIFFERENZA DI VENEZI, HA L'“INTELLIGHENZIA” DEI SINISTRATI CHE LODA L'INTELLETTUALITA' DEL FASCIO-MUSULMANO CHE APRE IL PADIGLIONE AI RUSSI....

giovanni malago giorgia meloni giancarlo giorgetti andrea abodi gianluca rocchi

DAGOREPORT - IL CASO ROCCHI E' ARRIVATO COME IL CACIO SUI MACCHERONI PER ABODI E GIORGETTI, PRETESTO PERFETTO PER COMMISSARIARE LA FIGC, SCONGIURANDO IL RISCHIO CHE COSI' POSSA CADERE NELLE MANI DELL'INAFFIDABILE MALAGO’ - LANCIATO DA DE LAURENTIIS, "MEGALO' SAREBBE IN LIEVE VANTAGGIO SUL FILO-GOVERNATIVO ABETE - A PARTE GIANNI LETTA, TUTTO IL GOVERNO, IN PRIMIS IL DUO ABODI-GIORGETTI, DETESTA L'IDEA DI MALAGO' E PUNTEREBBE A NOMINARE COMMISSARIO FIGC IL PRESIDENTE DI SPORT E SALUTE, MARCO MEZZAROMA, CARO ALLA FIAMMA MELONIANA…

donald trump benzinaio benzina petrolio greggio

DAGOREPORT – LE UNICHE POMPE CHE NON PIACCIONO A TRUMP SONO QUELLE DI BENZINA! È VERO CHE LE ESPORTAZIONI DI GREGGIO AMERICANE CRESCONO A RITMI RECORD, MA IL PREZZO AL GALLONE NEI DISTRIBUTORI AMERICANI RESTA AI MASSIMI: IL CAOS IN MEDIORIENTE È STATO UN BOOMERANG VISTO CHE LO SCOTTO PEGGIORE LO STANNO PAGANDO I CITTADINI (SI VENDICHERANNO ALLE MIDTERM?), CHE HANNO LA BENZINA ALLE STELLE MENTRE I PRODUTTORI FANNO PROFITTI RECORD – IL MINISTRO DEGLI ESTERI IRANIANO, ARAGHCHI, VOLA A MOSCA E TRATTA CON QATAR E SAUDITI (MA NON CON EMIRATI E BAHREIN, CHE HANNO FIRMATO GLI ACCORDI DI ABRAMO CON ISRAELE)

kyriakou repubblica radio capital tv8

DAGOREPORT - “LA REPUBBLICA” DI ATENE – THEODORE KYRIAKOU VUOLE CAPIRE CHE DIREZIONE DARE AL GRUPPO GEDI E SE C’È UNO SPAZIO POLITICO (E COMMERCIALE) PER DARE A “REPUBBLICA” UN ORIENTAMENTO PIÙ MARCATAMENTE DI SINISTRA. LA SVOLTA DEL QUOTIDIANO SI DOVREBBE ACCOMPAGNARE, NELLE INTENZIONI DELL’EDITORE GRECO, A UN INVESTIMENTO TELEVISIVO. LA SUA IDEA È QUELLA DI TRASFORMARE IN CANALE DIGITALE “RADIO CAPITAL TV”, GIÀ DI PROPRIETÀ DEL GRUPPO, MA NON È ESCLUSO (E DIPENDERÀ DAL PREZZO) L’ASSALTO A TV8 DEL GRUPPO SKY...

giorgia meloni giancarlo giorgetti daria perrotta

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI QUESTA VOLTA FA BENE A INCAZZARSI CON GIANCARLO GIORGETTI: IL PASTROCCHIO SUL DEFICIT AL 3,1% (L’ITALIA RESTERÀ SOTTO PROCEDURA D’INFRAZIONE PER LA MISERIA DI 600 MILIONI DI EURO) È TUTTA FARINA DEL SACCO DEL MEF, E DELLA RAGIONIERA DELLO STATO DARIA PERROTTA (CHE NON HA AVUTO IL CARISMA PER ENTRARE IN SINTONIA CON L'APPARATO CORPORATIVO DEL MINISTERO) – SE CI FOSSE STATO UN VECCHIO VOLPONE COME BIAGIO MAZZOTTA O UN ALTRO GRAND COMMIS DI QUELLI TANTO INVISI ALLA “FIAMMA MAGICA”, UNA SOLUZIONE SI SAREBBE TROVATA, E QUELLO 0,1% SAREBBE STATO ARROTONDATO - COLPA DELLA INFAUSTA GUERRA AL DEEP STATE INIZIATA DAL GOVERNO MELONI...

vladimir putin donald trump ue europa

DAGOREPORT - TRUMP E’ COSI’ INCAZZATO CON I PAESI EUROPEI PER IL MANCATO APPOGGIO ALLA GUERRA IN IRAN CHE MEDITA LA SUA VENDETTA - POTREBBE DISERTARE IL PROSSIMO VERTICE DEL G7 A EVIAN, IN FRANCIA, DAL 15 AL 17 GIUGNO - UN PRIMO, CHIARO, SEGNALE DI SMARCAMENTO: SE VOI NON CI SIETE PER ME, IO NON CI SARÒ PER VOI - POTREBBE FARE IL BIS AL VERTICE NATO PREVISTO AD ANKARA, IN TURCHIA, IL 7 E L’8 LUGLIO 2026 (E IL SEGRETARIO ALLA DIFESA PETE HEGSETH SPINGE PER RENDERE I VERTICI NATO A CADENZA BIENNALE E NON ANNUALE: UN ULTERIORE SGANCIAMENTO) - IL CEFFONE FINALE AI PAESI EUROPEI TRUMP CONTA DI DARLO AL G20 PREVISTO A MIAMI IL 14 E 15 DICEMBRE 2026: AL VERTICE VUOLE INVITARE PUTIN. UNA PRESENZA CHE CLAMOROSA E DEFLAGRANTE PER L’ASSE EURO-ATLANTICO: RITROVARSI AL TAVOLO PUTIN, SU CUI PENDE UN MANDATO DI CATTURA INTERNAZIONALE PER CRIMINI DI GUERRA IN UCRAINA, A UN CONSESSO NEGLI STATI UNITI (NON IN SUDAFRICA O IN BRASILE), E IN PRESENZA DI TUTTI GLI ALTRI LEADER EUROPEI, SAREBBE LO SPUTO NELL’OCCHIO DEFINITIVO…