davigo palamara

DAVIGO PENSIONATO MANDA IN TILT IL CSM - IL MAGISTRATO DEVE ABBANDONARE IL SERVIZIO DOPO 42 ANNI, MA NON INTENDE LASCIARE LA POLTRONA. SE RESTA, POTREBBE FAR RICORSO IL MAGISTRATO CHE A LUI DOVREBBE SUBENTRARE. FAREBBERO CERTAMENTE RICORSO PALAMARA, FERRI & CO. CHE GIÀ HANNO PROVATO A RICUSARLO. SE CONDANNATI DA LUI, INVOCHEREBBERO LA NULLITÀ DELLA SENTENZA

 

 

Giuseppe Salvaggiulo per la Stampa

 

Impegnato da un anno a diradare i miasmi del caso Palamara, il Consiglio superiore della magistratura si prepara a un nuovo psicodramma. Protagonista Piercamillo Davigo. Che non è solo l' eroe di Tangentopoli, ma anche il consigliere più votato dai magistrati (2522 voti su 8mila), l' architrave della maggioranza che ha deciso con piglio moralizzatore le più importanti nomine dopo lo scandalo, e infine uno dei giudici del maxiprocesso disciplinare a Palamara&C. che domani entra nel vivo, annunciandosi come una Mani Pulite (Norimberga, per qualcuno) della magistratura. Il 20 ottobre Davigo compie 70 anni e va in pensione dopo 42 di onorato servizio. Un magistrato eletto al Csm può restare anche quando non è più magistrato? Caso semplice in apparenza. In realtà giuridicamente e politicamente complesso.

sebastiano ardita al csm con di matteo e davigo

 

La Costituzione prevede che il Csm sia composto per due terzi da magistrati e per un terzo da professori o avvocati eletti dal Parlamento.

Non contempla l' ipotesi di un magistrato che va in pensione durante il mandato. Né esistono precedenti: mai un magistrato si era fatto eleggere al Csm in prossimità della pensione. Due anni fa se ne parlò quando Davigo si candidò al Csm (non voleva, fu costretto dai colleghi della corrente Autonomia e Indipendenza).

 

Salvo l' interesse dell' Unione Camere Penali, il plebiscito elettorale aveva silenziato la questione. Che però è stata squadernata a fine luglio da Questione Giustizia, rivista di Magistratura Democratica (corrente di sinistra), per mano del direttore Nello Rossi, già componente del Csm.

L' articolo, puntigliosamente argomentato, sosteneva che la permanenza di Davigo sarebbe «giuridicamente insostenibile» e «in netto contrasto con la legalità», oltre che «sbagliata e incomprensibile» perché creerebbe un «terzo genere» di membro del Csm, «il non più magistrato».

 

cascini greco davigo

Conseguenze: sorpresa e rumore sia tra le toghe progressiste (non tutte d' accordo) sia nel Csm. E fazioni in fibrillazione. Dopo un mese di surplace degno di Maspes e Gaiardoni (i campioni del ciclismo su pista in grado di sfidarsi da fermi per ore), è stato lo stesso Davigo a lanciare la volata. Nei giorni scorsi ha inviato una lettera alla commissione titoli del Csm esponendo la questione e chiedendo che sia risolta. A suo favore, naturalmente, perché nel frattempo c' ha preso gusto, e di mollare il Csm non ha nessuna intenzione. Il 19 maggio, in tv da Floris, liquidò la faccenda così: «L' articolo 104 della Costituzione dice che i membri del Csm durano in carica 4 anni. E l' età non c' entra niente. A mio giudizio non dovrei lasciare l' incarico».

 

mario suriano, marco mancinetti, piercamillo davigo

I pro Davigo dicono: il possesso del requisito (magistrato in funzione) è obbligatorio solo al momento dell' elezione; non importa se si perde in corso di mandato. Gli anti Davigo obiettano: per poter rappresentare i suoi pari, tanto più se giudice disciplinare, il membro del Csm deve continuare a essere magistrato per tutto il mandato.

 

Con la mossa di Davigo, la questione approda ufficialmente nell' agenda del Csm.

La commissione titoli deve istruirla. Davigo ne fa parte e ovviamente si asterrà. Dei tre componenti chiamati a decidere, due potrebbero essere magistrati della corrente Magistratura Indipendente, che Davigo lasciò polemicamente nel 2015 e nel Csm vota sistematicamente in modo contrario. Il terzo è il docente Alberto Benedetti, eletto dal Parlamento su indicazione del M5S, che con Davigo ha tra l' altro votato Prestipino procuratore di Roma.

Probabile una spaccatura.

 

Davigo

Poi deciderà il plenum. Se Davigo resta nel Csm, inevitabili i tempi supplementari giudiziari. Potrebbe far ricorso Carmelo Celentano, magistrato di Cassazione non eletto nel 2018, che dovrebbe subentrare a Davigo. Farebbero certamente ricorso Palamara, Ferri e gli altri convitati dell' hotel Champagne. Che già hanno invano provato a ricusare Davigo. Se condannati da lui, invocherebbero la «illegittima costituzione del giudice», fonte di nullità della sentenza.

 

luca palamara a passeggio con cosimo ferri

Motivo per cui il caso è osservato con attenzione, se non con apprensione, sia dalla Procura generale della Cassazione, che sta istruendo (non senza tensioni) i processi disciplinari, sia dal Quirinale. Il capo dello Stato è presidente di diritto del Csm, e il suo ombrello è stato decisivo per evitarne lo scioglimento, un anno fa. Ma c' è un ulteriore dettaglio. Il suo consigliere giuridico, Stefano Erbani, nel 2011 fu estensore, nell' ufficio studi del Csm, di un parere che i pro Davigo hanno scoperto e rispolverato. Il caso cui si riferiva è diverso, ma con qualche assonanza. Il che lo rende, ai loro occhi, la carta decisiva per risolvere la contesa.

Ultimi Dagoreport

trump netanyahu pasdaran iran

DAGOREPORT - L’IRAN NON È IL VENEZUELA, E NEMMENO L’IRAQ: È UN PAESE STERMINATO CON 90 MILIONI DI ABITANTI. LE BOMBE SUI CAPOCCIONI CONTURBANTI DEGLI AYATOLLAH NON BASTERANNO PER UNA NUOVA RIVOLUZIONE: LA MAGGIORANZA DELLA POPOLAZIONE NON È COMPOSTA DAI RAGAZZI CHE SCENDONO IN PIAZZA E SOGNANO DEMOCRAZIA E LIBERTÀ SESSUALE, MA È RELIGIOSA E TRADIZIONALISTA – LE QUESTIONI DA TENERE D’OCCHIO SONO TRE: 1) QUANTO CI VORRÀ PER NOMINARE LA NUOVA GUIDA SUPREMA? E CHI SARÀ?; 2) QUANTO POTRÀ RESISTERE L’IRAN? QUANTI MISSILI CI SONO ANCORA NELL’ARSENALE?; 3) QUANTO DURERANNO GLI EUROPEI CON IL BLOCCO DELLO STRETTO DI HORMUZ E UN’INFLAZIONE CHE SVUOTERÀ ANCORA DI PIÙ LE TASCHE DEI CITTADINI, GIÀ SVENATI DA QUATTRO ANNI DI GUERRA IN UCRAINA?

giorgia meloni riforma legge elettorale stabilicum

FLASH! – GIORNO DOPO GIORNO, STA SCEMANDO L'ESALTAZIONE DI GIORGIA MELONI PER I SUOI SHERPA, GIOVANNI DONZELLI E ANGELO ROSSI, CHE, IN UN MOMENTO DI TOTALE ASSENZA DI LUCIDITA’, SI SONO INVENTATI “STABILICUM” (RIBATTEZZATA “MUSSOLINUN” DAL COSTITUZIONALISTA MICHELE AINIS) – LA DUCETTA, INFATTI, PIAN PIANO STA COMPRENDENDO CHE ANDRA' A SBATTERE: IL RISCHIO, CHE L'INEFFABILE “GOLPE” CAMUFFATO DA RIFORMA ELETTORALE VENGA BOCCIATO DALLA CORTE COSTITUZIONALE, NON E’ PROBABILE MA PROBABILISSIMO, ANZI CERTO…

carlo conti la moglie sal da vinci e la moglie

DALLA BATTUTA "SESSISTA" DI CARLO CONTI ALLA MOGLIE CHE APRIREBBE LE PORTE ALLA VIOLENZA ALLA “CULTURA DEL POSSESSO” NELLA CANZONE DI SAL DA VINCI, SANREMO SI CONFERMA PER L’ENNESIMA VOLTA IL TERRENO PREFERITO DALLE ERINNI FEMMINISTE PER SPARARE CAZZATE: SI SONO LANCIATE IN UNA BATTAGLIA POLITICO-IDEOLOGICA CHE VEDO "TOSSICITA'" IN TUTTO - METTERE NELLO STESSO CALDERONE IL FEMMINICIDIO CON LA BATTUTA CHE IL PRESENTATORE FA ALLA MOGLIE CREA UN LINK PERICOLOSO E FUORVIANTE: SE TUTTO È VIOLENZA, NIENTE PIÙ LO È DAVVERO - PER NON PARLARE DELLA DEMONIZZAZIONE DEL BRANO DI SAL DA VINCI DA PARTE DELLE ORGANIZZATRICI DEL "LILITH FESTIVAL" DI GENOVA - LA POLEMICA PRETESTUOSA SULLE POCHE ARTISTE DONNE IN GARA...

riccardo muti domenico beatrice venezi

DAGOREPORT – NESSUNO SI SOGNEREBBE MAI DI PENSARE CHE IL GIUDIZIO POSSIBILISTA DI RICCARDO MUTI SU BEATRICE VENEZI ALLA FENICE (“LASCIATELA DIRIGERE E POI LE ORCHESTRE VARIE E I CORI VARI DECIDERANNO”) DIPENDA DAL FATTO CHE LA FENICE HA ASSUNTO SUO FIGLIO, L’AVVOCATO DOMENICO MUTI, INCARICATO DI “CONSULENZA STRATEGICA E PROCACCIAMENTO DI AFFARI” PER LA MODICA CIFRA DI 30 MILA EURO ALL’ANNO – EN PASSANT, SI SCOPRE ANCHE CHE LA FENICE PAGA 39 MILA EURO PER SEI MESI, DAL 15 GENNAIO SCORSO AL 14 LUGLIO PROSSIMO, ALLA BARABINO & PARTNERS, CIOÈ L’AGENZIA CHE SI STA OCCUPANDO DELL’IMMAGINE DI BEATRICE VENEZI, SENZA GRANDE SUCCESSO VISTE LE ULTIME INFELICI USCITE PUBBLICHE DELLA SIGNORA - (AH, COME AVEVA RAGIONE LEO LONGANESI QUANDO PROPONEVA DI METTERE SUL TRICOLORE UNA GRANDE SCRITTA: “TENGO FAMIGLIA”) – VIDEO

vannacci meloni la russa crosetto alleanza nazionale movimento sociale fratelli d italia

DAGOREPORT - PER NON DIMENTICARE LA…MEMORIA - VANNACCI FA MALE A SALVINI MA ANCHE A GIORGIA MELONI. E NON SOLO PER RAGIONI ELETTORALI, CIOE’ PER I VOTI CHE PUO’ PORTARLE VIA, MA SOPRATTUTTO PER QUESTIONI IDEOLOGICHE - IL GENERALE, CHE RIVENDICA DI RAPPRESENTARE “LA VERA DESTRA”, HA BUON GIOCO A SPUTTANARE I CAMALEONTISMI E I PARACULISMI DELLA DUCETTA (BASTA ASCOLTARE GLI INTERVENTI DI QUANDO FDI ERA ALL'OPPOSIZIONE) - DAL COLLE OPPIO A PALAZZO CHIGI, LA DESTRA MELONIANA HA INIZIATO UN SUBDOLO SPOSTAMENTO VERSO IL CENTRO. E COSI' IL GIUSTIZIALISMO PRO-MAGISTRATI E' FINITO IN SOFFITTA; DA FILO-PALESTINESE E ANTI-SIONISTA E' DIVENTATA FILO-ISRAELIANA; DA ANTI-AMERICANA E ANTI-NATO, SI E' RITROVATA A FARE DA SCENDILETTO PRIMA A BIDEN ED OGGI A TRUMP - CERTO, LA VERA MISURA DELL’INTELLIGENZA POLITICA È LA CAPACITÀ DI ADATTARSI AL CAMBIAMENTO, QUANDO E' NECESSARIO. E LA “SALAMANDRA DELLA GARBATELLA” LO SA BENISSIMO. MA DEVE ANCHE TENER PRESENTE CHE CI SONO PRINCIPI E VALORI CHE NON VANNO TRADITI PERCHE' RAPPRESENTANO L'IDENTITA' DI UN PARTITO...