mario draghi giuseppe conte daniele franco

DIMENTICATE I “PEZZI DI M… DEL MEF": PER USCIRE DALL’IMPASSE TRA I GRILLINI CIRCOLA L’IDEA DI VOTARE DRAGHI AL QUIRINALE E SOSTITUIRE MARIO-PIO A PALAZZO CHIGI CON IL MINISTRO DELL’ECONOMIA DANIELE FRANCO. LO STESSO CHE MANDAVANO A QUEL PAESE DURANTE IL PRIMO GOVERNO CONTE - “GIUSEPPI” COSÌ POTREBBE EVITARE DI DOVER APPOGGIARE UN CANDIDATO DEL PD, SU CUI I GRUPPI PARLAMENTARI ESPLODEREBBERO - LA FRECCIATINA A SALVINI: “NON VOGLIO FARE LE PASSERELLE A PALAZZO CHIGI SOLO PER DIMOSTRARE CHE HO UN RAPPORTO CON DRAGHI…”

Federico Capurso per "la Stampa"

 

letta conte

Giuseppe Conte non deve fare molta strada per sapere cosa sta succedendo al ddl Zan, affossato dai franchi tiratori che sono spuntati tra le forze di centrosinistra. È a due passi dall'aula del Senato, impegnato in alcune riunioni negli uffici dei Cinque stelle, e gli è subito chiaro che quanto è avvenuto è una sorta di «prova generale» in vista dell'elezione del Capo dello Stato.

 

mario draghi giuseppe conte

Per questo, come ha ribadito anche ad Enrico Letta durante l'ultimo faccia a faccia avuto a pranzo tre giorni fa, si deve stringere un patto su un nome che piaccia anche ai moderati di centrodestra.

 

letta conte

Che vada bene, quindi, a Silvio Berlusconi - una volta che la sua candidatura sarà naufragata - e magari anche a un pezzo della Lega. L'accordo si può trovare sul nome di Mario Draghi. Ma non basta: è necessario assicurare ai parlamentari che la legislatura non finirà con la salita al Colle dell'attuale presidente del Consiglio, altrimenti nessuno si prenderà il rischio di tornare alle urne in anticipo.

IL MINISTRO DEL TESORO DANIELE FRANCO

 

Ecco perché, per traghettare la legislatura fino alla sua naturale scadenza, nel Movimento inizia a circolare l'idea di proporre l'attuale ministro dell'Economia Daniele Franco. Un profilo inaspettato, visti i trascorsi non proprio idilliaci tra Franco e i grillini ai tempi del Conte I.

 

I Cinque stelle lo vedevano come un nemico, un protettore della casta, e avevano mosso una guerra contro di lui all'interno del ministero dell'Economia. Al tempo, Franco era Ragioniere dello Stato, l'uomo che stringe tra le mani il cuore della spesa, tiene la contabilità e vigila sulle uscite.

 

rocco casalino con giuseppe conte

I pentastellati si sentivano tagliati fuori, perché - era l'accusa - Franco si negava ai tavoli e non condivideva nulla con loro. Tanto da far annunciare a Conte e a Luigi Di Maio un repulisti di chiunque al Mef avesse «opposto resistenza al cambiamento». Ora, a sentire i Cinque stelle, sembra che l'aria sia cambiata: «Di Franco ci possiamo fidare», si sente dire nel corso delle più recenti riunioni. «È una persona per bene».

 

letta conte

Parole al miele. Lo stesso Conte lo ha sentito due giorni fa per discutere della legge di Bilancio e il ministro gli ha fatto un'ottima impressione. Può essere lui, dunque, a tenere in piedi la legislatura, permettendo a Draghi la salita al Colle. Segno, questo, che in fondo il rapporto tra Conte e l'attuale premier non è più così teso.

 

DANIELE FRANCO E MARIO DRAGHI

Il leader del Movimento dovrebbe infatti incontrarlo entro la fine della settimana, vincendo così le resistenze degli ultimi giorni: «Non voglio fare le passerelle a palazzo Chigi, come fa Salvini, solo per dimostrare che ho un rapporto con Draghi - diceva ai suoi di recente, indispettito dalle voci che sui giornali lo davano distante dal premier -. Ci sentiamo spesso».

 

rocco casalino e giuseppe conte

Anche la comunicazione, però, vuole la sua parte e Conte questo lo sa. Il ticket Draghi-Franco non è però solo utile a trovare una quadra sulla partita del Quirinale. Permetterebbe infatti al Movimento di evitare un candidato forte del Pd, come Paolo Gentiloni. Se si trovasse costretto ad appoggiare un nome dei Dem, il gruppo parlamentare grillino esploderebbe. Il rischio di avere una valanga di franchi tiratori sarebbe quindi dietro l'angolo. Va trovato un nome senza bandiere di partito.

 

GIUSEPPE CONTE PAOLO GENTILONI ROBERTO GUALTIERI

«Saremmo lieti di parlarne anche con Berlusconi», fa sapere senza troppi veli un parlamentare molto vicino a Conte, «dobbiamo allargare o avremo un altro ddl Zan». La possibilità di convergere su Franco come successore di Draghi a palazzo Chigi, poi, rasserenerebbe l'Europa e darebbe a Conte del tempo che in questo momento è per lui vitale.

 

«Se si votasse tra quattro mesi, il Movimento non andrebbe oltre il 16 per cento - ragionano i vertici grillini -, mentre se si riuscisse a tenere in piedi la legislatura ancora per un anno, allora potremmo puntare a superare il 20 per cento». Ogni settimana che passa è fondamentale. Il leader M5S deve mettere in piedi la nuova struttura del partito e, soprattutto, ricostruire la propria immagine. La partita del Quirinale, in fondo, passa anche da qui.-

daniele francodaniele franco a cernobbio

Ultimi Dagoreport

andrea pucci bocelli giorgia meloni carlo conti sanremo laura pausini

DAGOREPORT – BENVENUTI AL FESTIVAL DI ATREJU! “CI SIAMO PRESI FINALMENTE SANREMO”, GHIGNANO SODDISFATTI I CAPOCCIONI MELONIANI IN RAI: DOPO TRE ANNI E MEZZO DI OCCUPAZIONE FAMELICA DI POSTI DI POTERE, MANCAVA SOLO ESPUGNARE DEL TUTTO QUEL BARACCONE CANTERINO DIVENTATO UN DISTURBO MENTALE DI MASSA – IL CASO PUCCI? L’ENNESIMA ARMA DI DISTRAZIONE DI MASSA: IL COMICO “MARTIRE” SERVE PER COPRIRE LE DERILANTI DISAVVENTURE DEL FRATELLINO D’ITALIA, PATACCA PETRECCA - FINITO L’EFFETTO AMADEUS, CONTI SI RITROVA A SCODELLARE SUL PALCO DELL’ARISTON UN CAST DEBOLE, PIENO ZEPPO DI RELITTI E DI SCONOSCIUTI. BASTERÀ A RISOLLEVARE LO SHARE, MESSO A RISCHIO DA GERRY SCOTTI E DALLE PARTITE DI CHAMPIONS? – AI POVERI TELE-MORENTI SARÀ RIFILATO (DI NUOVO) ANCHE IL “VINCERÒ” DI BOCELLI…

francesco lollobrigida vino

DAGOREPORT - UNO DEI MISTERI PIÙ INDECIFRABILI DELLE CRONACHE POLITICHE DEGLI ULTIMI GIORNI HA UN NOME, UN COGNOME E UN "RAFFORZINO" IN TESTA: FRANCESCO LOLLOBRIGIDA. L’EX COGNATO D’ITALIA, È TORNATO IN PISTA AL TAVOLO DELLE NOMINE, E MOLTI OSSERVATORI POLITICI SONO RIMASTI SGOMENTI. È PROPRIO “LOLLO”, CHE ERA STATO RELEGATO A MACCHIETTA DI SE STESSO DALLE SORELLE MELONI? QUELLO DELLA “SOSTITUZIONE ETNICA”, DI “GESÙ CHE MOLTIPLICA IL VINO” E CHE FA FERMARE IL FRECCIAROSSA A CIAMPINO? GAFFE A PARTE, LO “STALLONE DI SUBIACO” HA UNA COSA CHE ARIANNA, DONZELLI E RAMPELLI SI SOGNANO: I VOTI – I RAPPORTI CON LA COLDIRETTI E GLI ANNI DI “GAVETTA” TRA VIA DELLA SCROFA E MONTECITORIO

john elkann theodore kyriakou repubblica

DAGOREPORT - COME MAI LA TRATTATIVA TRA JOHN ELKANN E IL MAGNATE GRECO THEO KYRIAKOU PER LA VENDITA DEL GRUPPO GEDI, SI È ARENATA? IL MOTIVO DELL’IMPASSE, CHE HA SPINTO I GIORNALISTI DI “REPUBBLICA” A DUE GIORNI DI SCIOPERO, GIRA PROSAICAMENTE INTORNO AL VALORE DELL'OPERAZIONE, STIMATA INTORNO A 140 MILIONI DI EURO - DOPO OLTRE 6 MESI IN CUI UN PLOTONE DI AVVOCATI E CONTABILI HA ROVESCIATO COME UN CALZINO CONTI, CONTRATTI E PENDENZE LEGALI DEL GRUPPO, IL GRECO ANTENNATO AVREBBE FATTO UN'OFFERTA DI 90 MILIONI - UNA “MISERIA” CHE SAREBBE STATA RIFIUTATA DA ELKANN CHE HA AVREBBE STIMATO SOLO IL POLO RADIOFONICO TRA GLI 86 E I 100 MILIONI, CON RADIO DEEJAY DA SOLA VALUTATA OLTRE I 40 MILIONI - RIUSCIRANNO ELKANN E KYRIAKOU A NEGOZIARE UN ACCORDO? AH, SAPERLO…

binaghi mezzaroma giampaolo rossi pier silvio berlusconi meloni alcaraz tennis sinner

DAGOREPORT - RAI ALLA DERIVA! DOPO L'OLIMPICA PATACCA-PETRECCA, ARRIVA UN’ALTRA MAZZATA PER TELE-MELONI: GIAMPAOLO ROSSI E CAMERATI RIESCONO NELL’IMPRESA DI PERDERE LE FUTURE PALLETTATE TRA SINNER E ALCARAZ: I DIRITTI IN CHIARO PER LE ATP FINALS DAL 2026, INFATTI, LI HA ACQUISTATI MEDIASET - DOPO LA MOSSA DI ATP MEDIA (IN CUI LA FITP HA UNA MINIMA PARTECIPAZIONE) DI CEDERE AL BISCIONE DI PIER SILVIO LA PARTE IN CHIARO DELL’EVENTO, BINAGHI SI PREPARA A TOGLIERE DI MEZZO LE MANINE DI “SPORT E SALUTE”, E QUINDI IL GOVERNO MELONI, DALLA GESTIONE DEL TORNEO CHE VALE OLTRE MEZZO MILIARDO DI EURO? L'ESECUTIVO AVEVA POSTO AL PRESIDENTE DELLA FITP COME CONDIZIONE PER OTTENERE I 100 MILIONI DI CONTRIBUTI PUBBLICI DI CONDIVIDERE CON “SPORT E SALUTE” LA GESTIONE DELLE ATP FINALS - LA SEDE DI TORINO CONFERMATA SOLO FINO AL 2026. POI... - VIDEO

giorgia meloni monica maggioni giampaolo rossi sigfrido ranucci bruno vespa report

DAGOREPORT - PER LEVARSELO DAI PIEDI QUEL ROMPICOJONI DI SIGFRIDO RANUCCI, L’ARMATA BRANCA-MELONI DEVE PORTARE UN PO’ DI PAZIENZA - E’ VERO CHE PORTANDO SUL GROPPONE 64 PRIMAVERE, IL CONDUTTORE DI “REPORT” PER RAGGIUNGERE L'ETÀ PENSIONABILE, FISSATA A 67 ANNI E 1 MESE PER I DIPENDENTI RAI, HA ANCORA DAVANTI TRE ANNI DI "REPORT" PER SCODELLARE INCHIESTE INVESTIGATIVE SULLE MAGAGNE INFINITE DEL POTERE, DA UNA PARTE - DALL’ALTRA, RANUCCI HA ACCUMULATO UNA TALE QUANTITÀ DI GIORNI DI FERIE NON GODUTE CHE TELE-MELONI NON PERDERÀ LA GOLOSA OCCASIONE DI INVITARLO AL PENSIONAMENTO NELLA PRIMAVERA DEL 2027, PROPRIO ALLA VIGILIA DELL’ELEZIONI POLITICHE – DI SICURO, TELE-MELONI NON OFFRIRA' UN PROVVIDENZIALE CONTRATTO DI COLLABORAZIONE ESTERNA CHE TRASFORMA IL GIORNALISTA MAGICAMENTE IN UN “ARTISTA”, COM'È SUCCESSO ALL’81ENNE BRUNO VESPA E A MONICA MAGGIONI...

aska simionato

FLASH! - SCONTRI PER ASKATASUNA: QUANDO MELONI S’INDIGNA CONTRO I MAGISTRATI CHE NON HANNO ACCUSATO DI TENTATO OMICIDIO IL 22ENNE INCENSURATO GROSSETANO FRANCESCO SIMIONATO, FA SOLO BIECA PROPAGANDA ELETTORALE PER IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA – È BEN VISIBILE DALL’ESAME DELLE FOTO CHE NON È LUI IL CRIMINALE CHE HA PRESO A MARTELLATE IL POLIZIOTTO – UNA VOLTA IDENTIFICATO, GRAZIE AL FATTO CHE ERA L’UNICO A VOLTO SCOPERTO NEL GRUPPO CHE HA AGGREDITO IL POLIZIOTTO, I MAGISTRATI NON POTEVANO FARE ALTRO CHE ACCUSARLO PER CONCORSO IN LESIONI A PUBBLICO UFFICIALE…