giorgio gori zingaretti

DIPARTITO DEMOCRATICO – IN CASO DI FLOP IN EMILIA, “ZINGA” POTREBBE FARE UN PASSO INDIETRO - GLI EX RENZIANI LANCIANO IL COGNATO DI FABIO CARESSA, GIORGIO GORI, LEADER NAZIONALE – DIETRO ALL’IDEA DEL CONGRESSO RIFONDATIVO C’E’ L’INTENZIONE DI ZINGARETTI DI SPOSTARE L’ASSE DEL PARTITO A SINISTRA E APPALTARE AD ALTRI (CONTE) LA RAPPRESENTANZA DEL CENTRO….

Elisa Calessi per “Libero quotidiano”

 

nicola zingaretti ritiro del pd all'abbazia di contigliano 1

«Siamo di fronte a un grande giro di boa. Tutto dipende da cosa succede il 26 gennaio. Se vinciamo in Emilia Romagna ci sarà un percorso, se perdiamo, un altro». Nell' Abbazia di Contigliano, nel reatino, dove Nicola Zingaretti ha riunito, al freddo e al gelo, la classe dirigente del Pd, il tema di cui si parla, fuori dall' ufficialità, è questo. La grande incognita del 26 gennaio e le possibili conseguenze di un esito o di un altro. Sul governo, ma soprattutto sul Pd.

 

Legato a questo c' è poi l' altro tema, lanciato dal segretario del Pd su Repubblica: fare, sempre dopo il giro di boa emiliano, un «partito nuovo». Rivoluzionare tutto, aprirsi, includere, rinnovare, cambiare nome, «riprogettare» il Pd, come ha detto ieri Maurizio Martina. Il che dovrebbe accadere in un congresso. Un' assise che, per ora, non è pensata per mettere in discussione il segretario attuale.

dario franceschini e nicola zingaretti alla finestra dell'abbazia di contigliano 5

 

Zingaretti lo ha lanciato con questo taglio: un momento di riflessione per "rifondare" le idee del Pd, quello che un tempo era un congresso "a tesi", ma senza scontrarsi su chi lo guiderà, visto che le primarie ci sono state nemmeno un anno fa. In realtà, sotto le volte dell' antica abbazia, a due passi da Greccio, si parla anche di un dopo-Zingaretti. Se il Pd dovesse perdere le elezioni emiliane, infatti, partirebbe il processo al leader attuale.

 

giorgio gori – ritiro del pd all'abbazia di contigliano 24

PASSO INDIETRO? Addirittura c' è chi si spinge a ipotizzare che lo stesso segretario potrebbe fare un passo indietro. Per questo, nella corrente degli ex renziani, "Base Riformista", si ragiona di un possibile candidato. Gli occhi sono puntati su Giorgio Gori, sindaco di Bergamo, rieletto lo scorso anno al secondo mandato con ben il 55% dei voti e risultato in un sondaggio il sindaco più amato d' Italia.

 

Le ragioni per cui gli ex renziani puntano su di lui è rintracciabile nella sua stessa biografia, nella geografia e nel successo che Gori sta riscuotendo. Se Zingaretti, come pare, vuole connotare il Pd più marcatamente a sinistra, facendo rientrare i fuoriusciti di Leu, ma soprattutto dando al Pd una identità più "laburista", più dichiaratamente di sinistra, il contraltare perfetto è un riformista del Nord.

 

E in una terra ormai quasi tutta leghista, Gori e Sala sono le uniche eccezione di una sinistra al governo. Zingaretti, ovviamente, nega questo spostamento a sinistra. Ma sono in molti, tra chi non viene dalla tradizione Pds-Ds, a temerlo. E, per esempio, la scelta di candidare Gianni Cuperlo alle suppletive di Roma, per coprire il posto lasciato vuoto da Paolo Gentiloni, viene vista come una riprova.

cristina parodi giorgio goripremio e' giornalismo 2018 11

 

È stato con matteO Gori, poi, rispetto a Sala, può vantare un passato renziano - in una edizione della Leopolda fu lui a guidare la macchina. Circostanza che può servire a recuperare quell' elettorato renziano che si sentirebbe a disagio in un Pd tornato a fare la ditta. In più è una scelta di attenzione al Nord, al motore trainante del Paese, storico tallone d' Achille della sinistra.

 

Il sindaco di Bergamo, che nasce come produttore televisivo, ha imparato a muoversi bene nella seconda vita da politico. Ha carisma, parla in modo chiaro e, nonostante l' apparente riservatezza, riesce a creare empatia. La decisione, in realtà, non è ancora presa. Anche dentro la corrente degli ex renziani, ci sono visioni diverse. Lorenzo Guerini, più "governativo", spingerebbe per una riconferma in questa fase di Zingaretti, Luca Lotti, invece, è per marcare una differenza. Tutto, in ogni caso, si capirà dal 27 gennaio.

nicola zingaretti all'abbazia di contigliano

 

Del resto anche Zingaretti già ora si muove mettendo in conto i due possibili scenari, la vittoria o la sconfitta in Emilia Romagna. L' idea di lanciare il congresso, si dice nel Pd, è anche un modo per prevenire possibili scosse. «Se perde», si spiega tra i dem, «potrà dire di aver detto da tempo che era ora di cambiare. Se vince, potrà portare dei cambiamenti con più facilità». La prospettiva del segretario è chiara: mettere insieme una casa nuova più marcatamente identitaria. E appaltare ad altri la rappresentanza del centro.

 

giuseppe conte a dimartedi' 3

Al Nazareno si guarda a Giuseppe Conte. Il premier-avvocato, si dice, potrebbe costruire una lista di centro capace di raccogliere tutto quello che uscirà dal M5S, oltre ai voti moderati. Insomma, Conte come il nuovo Prodi. Tutto, però, passa dal giro di boa del 26. Lì si vedrà dove la barca si dirige.

Ultimi Dagoreport

cnn fondo - ellison donald trump mark thompson jb pritzker

FLASH! – VENDUTA LA WARNER-DISCOVERY ALLA PARAMOUNT DI ELLISON, PER NON CADERE NELLE MANINE DI FORBICE DI DONALD TRUMP, L’85% DEI GIORNALISTI DELLA CNN SAREBBE PRONTO A USCIRE DAL GRUPPO E FONDARE UN’ALTRA EMITTENTE ALL-NEWS – I MILIARDI NECESSARI PER IL PROGETTO SAREBBERO PRONTI, FORNITI IN PARTE DAL GOVERNATORE DEMOCRATICO DELL’ILLINOIS, JB PRITZKER; CIO’ CHE ANCORA MANCA E’ CHI ASSUMERA’ LA GUIDA SUPREMA DELLA NUOVA NEWS MEDIA-COMPANY: IN POLE L’ATTUALE PRESIDENTE E CEO MARK THOMPSON….

porto di genova secolo xix silvia salis gianluigi aponte marco bucci michele brambilla

FLASH! – AVVISATE L’IRRITABILE GOVERNATORE DELLA LIGURIA, MARCO BUCCI, DI RASSEGNARSI: MICHELE BRAMBILLA RESTERÀ SEDUTO SULLA PRIMA POLTRONA DEL “SECOLO XIX”: PAROLA DELL’EDITORE ED ARMATORE DEI DUE MARI, GIANLUIGI APONTE – DOPO L’ERA SPINELLI-TOTI E LA NOMINA DI BUCCI ALLA PRESIDENZA DELLA REGIONE (GRAZIE ALL’INFLUENTE SINDACO DI IMPERIA, CLAUDIO SCAJOLA), IL PROGETTO DI APONTE DI TRASFORMARE IL PORTO DI GENOVA IN UN HUB PER IL SUO IMPERO DI NAVI SEMBRAVA ANDARE IN PORTO CON L’ACQUISIZIONE DEL “SECOLO XIX”, PER IL QUALE AVEVA SCELTO UN GIORNALISTA CONSERVATORE COME DIRETTORE, SICURO CHE SAREBBE ARRIVATO UN SINDACO DI DESTRA – ORA IL PIANO DI APONTE HA DUE PROBLEMI: UN SINDACO DI CENTROSINISTRA, SILVIA SALIS, E UN BRAMBILLA CHE NON AMA PORTARE IL TOVAGLIOLO SUL BRACCIO…

la stampa maurizio molinari alessandro de angelis luca ubaldeschi alberto leonardis

FLASH! – L’ACQUISIZIONE DE “LA STAMPA” DA PARTE DEL GRUPPO SAE DI ALBERTO LEONARDIS ALLE BATTUTE FINALI: IN CORSO LA NEGOZIAZIONE SUGLI ESUBERI E PRE-PENSIONAMENTI CON IL CDR DEL QUOTIDIANO TORINESE – PER LA DIREZIONE, SAREBBE IN POLE LUCA UBALDESCHI, GIÀ VICE DIRETTORE DE “LA STAMPA” ED EX DIRETTORE DEL “SECOLO XIX” (MA SI PARLA ANCHE DI GIUSEPPE DE BELLIS DI SKY TG24), CON MAURIZIO MOLINARI COME SUPERVISORE EDITORIALE; UNICA CERTEZZA, ALESSANDRO DE ANGELIS ALLA VICEDIREZIONE – IL CAPITOLO “REPUBBLICA” SI CHIUDERÀ LA SETTIMANA SUCCESSIVA AL VOTO DEL 23 MARZO SUL REFERENDUM DELLA GIUSTIZIA…

isola di kharg trump netanyahu hegseth rubio vance

DAGOREPORT – IL MONDO È SULL'ORLO DEL PRECIPIZIO: QUEI DUE GENI DEL MALE NETANYAHU E PETE HEGSETH VOGLIONO SPINGERE TRUMP A BOMBARDARE L'ISOLOTTO DI KHARG, NELLO STRETTO DI HORMUZ, DOVE PASSA IL 90% DEL PETROLIO IRANIANO – SAREBBE UN COLPO FATALE PER L'ECONOMIA DELLA CINA, PRINCIPALE ACQUIRENTE DEL GREGGIO DEGLI AYATOLLAH: IN CASO DI ATTACCO, PECHINO NON POTREBBE NON REAGIRE, SCHIERANDO IL SUO ENORME ARSENALE A FIANCO DI TEHERAN (FINORA XI JINPING HA FORNITO COMPONENTI PER MISSILI, SOLDI E INTELLIGENCE) – SPACCATURA TOTALE ALLA CASA BIANCA SULL'ATTACCO: TRUMP È IN STATO CONFUSIONALE SULLA POSSIBILE OFFENSIVA SULLO STRETTO DI HORMUZ, IL SEGRETARIO DI STATO, MARCO RUBIO, FA LA SOLITA COLOMBA, MENTRE JD VANCE E' AFFETTO DA MUTISMO, IN QUANTO VOLTO DELL’ISOLAZIONISMO “MAGA”, IL VICEPRESIDENTE È CONTRARIO ALLE GUERRE TRUMPIANE - NUOVO ATTACCO DEI PASDARAN IN IRAQ: COLPITA UNA BASE BRITANNICA CON UNO SCIAME DI DRONI...

leonardo maria del vecchio milleri marisa del vecchio

DAGOREPORT - MENTRE LEONARDINO VA OLTRE LUXOTTICA E LANCIA IL GIN SHIRABI (IN MEMORIA DELLA ''GINTONERIA'' DI LACERENZA?), SI ACCAVALLANO LE VOCI SU FRANCESCO MILLERI – IL SISTEMA NERVOSO DEL CEO DI DELFIN PARE CHE NON ABBIA PER NULLA GRADITO DI ESSERE ISCRITTO NEL REGISTRO DEGLI INDAGATI IN COMPAGNIA DI CALTAGIRONE E LOVAGLIO PER “CONCERTO OCCULTO” PER LA SCALATA DI MPS A MEDIOBANCA - E SI RACCONTA CHE CON GLI AMICI FIDATI SI SFOGHI DICENDO CHE ASPETTERÀ ANCORA UN ANNO: O LEONARDINO PORTERÀ A CASA LE QUOTE DEI FRATELLI LUCA E PAOLA E ARRIVARE A QUEL 37,5% CHE GLI PERMETTERÀ DI GESTIRE L’HOLDING (E FINALMENTE INTASCARE LA SUA QUOTA DI TESTAMENTO), OPPURE MOLLERÀ GLI OTTO LITIGIOSI EREDI AL LORO DESTINO E IMBOCCHERÀ LA PORTA DI USCITA…

iran donald trump benjamin netanyahu petrolio

DAGOREPORT – LA NOTIZIA PIÙ IMPORTANTE DELLE ULTIME ORE È QUELLA PUBBLICATA DA “CNBC”: L’IRAN, ALLA FACCIA DI TRUMP E NETANYAHU, STA CONTINUANDO A ESPORTARE PETROLIO TRAMITE LO STRETTO DI HORMUZ, CHE HA MINATO E BLOCCATO ALLE NAVI STRANIERE. TEHERAN HA VENDUTO 11,7 MILIONI DI BARILI DI GREGGIO ALLA CINA DALL’INIZIO DEL CONFLITTO – L’EUROPA VALUTA DI ALLEGGERIRE LE REGOLE CONTRO IL GAS RUSSO: PER GARANTIRE SCORTE SUFFICIENTI E SICUREZZA ENERGETICA PER L’INVERNO, L’UNIONE EUROPEA NON VERIFICHERÀ SE IL GAS NATURALE LIQUIDO VENDUTO DA TERZI PROVENGA DA MOSCA….