luigi di maio

DISSIDENZA, MEGLIO SENZA – LUIGINO DI MAIO NON PUÒ PERMETTERSI NUOVE ESPULSIONI IN SENATO E IERI HA PROVATO A PERSUADERE LA PARTE DIALOGANTE DEI CRITICI DEL DECRETO SICUREZZA BIS, COMPRESO IL NO TAV AIROLA CHE ALLA FINE VOTA SÌ – “SE CADESSE IL GOVERNO LA LEGA DAREBBE LA COLPA A NOI E NE ARRIVEREBBE UNO PEGGIORE”. POI ANNUNCIA “TANTI CAMBIAMENTI IN ARRIVO A SETTEMBRE”. RIMPASTO IN VISTA? (TONINELLI SI INCATENA ALLA POLTRONA)

Annalisa Cuzzocrea per “la Repubblica”

 

BARBARA FLORIDIA M5S 1

La senatrice M5S Barbara Floridia si affaccia in Transatlantico, in cerca del capogruppo Stefano Patuanelli. «Mi sento la febbre, devo andare a prendere qualcosa di "strong" in farmacia...non sto fingendo eh!». In casa 5 stelle l' aria è questa. Si attende la prima chiama della fiducia sul decreto sicurezza bis per capire fin dov' è arrivata l' opera di persuasione dei vertici. Che è stata incessante, continua e di cui si è dovuto occupare lo stesso Luigi Di Maio.

STEFANO PATUANELLI M5S

 

luigi di maio matteo salvini giuseppe conte

Il vicepremier finge non ci siano problemi, non si presenta a Palazzo Madama per assistere al trionfo dell' alleato-rivale, preferisce incontrare le parti sociali con il premier Giuseppe Conte, ma è informato minuto per minuto di chi vota sì e dei cinque che decidono invece di restare fuori dall' aula. Allargando pericolosamente l' area del dissenso interno al Movimento, che al Senato non può permettersi nuove espulsioni.

Il capo politico ha ricevuto ieri mattina il senatore no Tav Alberto Airola. Poi Mario Giarrusso, Lello Ciampolillo, Michela Montevecchi.

 

LUIGI DI MAIO E VIRGINIA SABA

Era certo di averli convinti tutti, ma aveva chiesto di tenerli d' occhio. Ancora alle sei di sera, un esponente del direttivo si faceva largo: «Devo andare a parlare con Giarrusso, lasciatemi passare», come se coccolare la vanità del senatore siciliano fosse - nella giornata di ieri - la missione più importante del mondo.

 

ALBERTO AIROLA

«Non dobbiamo dare alibi a Salvini - spiega il vicepremier M5S a quelli che incontra - abbiamo tante cose da portare a termine. Far cadere adesso questo governo, consentendo alla Lega di dare la colpa a noi, sarebbe un danno per tutto il Movimento. E cosa porterebbe? Arriverebbe un governo peggiore». Poi aggiunge: «Vedrete, da settembre ci saranno molti cambiamenti».

 

CONTE E DI MAIO

Sembra alludere al "rimpasto", che ormai tutti prevedono in arrivo subito dopo l' estate, ma non va oltre. Invece ascolta, Di Maio: i bisogni, il desiderio di incidere di più, i problemi sul territorio. «Abbiamo parlato anche dell' Alta velocità e della situazione a Torino - racconta Airola - certo, i no Tav li abbiamo persi, andati, ma io mi batterò fino alla fine perché quest' opera non si faccia».

toninelli di maio aereo di stato

 

In aula, il deputato piemontese rispolvera la celebre definizione dell' ex ministro socialista Rino Formica: «La politica è sangue e merda. È, per gli uomini, il terreno di scontro più duro e spietato». Quindi, parla della necessità dei compromessi, del dovere di dire sì alla fiducia perché il sicurezza bis «in definitiva non è l' Anticristo dei decreti». «Bravo Alb», gli urla Gianluigi Paragone.

GIANLUIGI PARAGONE

 

Airola si dice certo che per le navi che salvano migranti alla fine non ci saranno conseguenze, che la legge entrerà in conflitto con altre, che per le manifestazioni ci si accorderà. Quindi dice sì, come Giarrusso.

 

ALBERTO AIROLA

Mentre restano sulle loro posizioni sia Ciampolillo che Montevecchi. E non hanno mai dato segni di voler cambiare idea né Elena Fattori, che pure ha deciso di non fare dichiarazioni, né Matteo Mantero e Virginia La Mura. Sono i tre che con Paola Nugnes e Gregorio De Falco, ora espulsi, non avevano votato neanche il primo decreto sicurezza. Gli irriducibili, con cui Di Maio non ha neanche voluto parlare.

Virginia La Mura

 

La Mura resta seduta per un' ora accanto al busto di Giuseppe Mazzini a rileggere appunti. «Voglio credere ancora in questo gruppo - spiega - ma dobbiamo maturare. Capisco il rodaggio, che stare al governo per noi sia difficile, ma è passato più di un anno». Alla fine annuncia con un comunicato: «Non voto un decreto che va contro qualsiasi principio umanitario. Nessun emendamento migliorativo è stato preso in considerazione, io a questo modo di lavorare e di rappresentare le istituzioni democratiche non ci sto». Insieme a lei, Matteo Mantero esce dall' aula subito prima che cominci la chiama.

 

mantero

Evita i cronisti, ma affida a Facebook un attacco alla Lega che si conclude con le ragioni della sua scelta: «Oggi la Lega vuole che diciamo No al diritto dei cittadini di manifestare liberamente il proprio dissenso inasprendo in maniera incongrua le pene per i manifestanti, rischiando di sdoganare fatti come quelli avvenuti alla scuola Diaz a Genova; vuole che diciamo No a chi soccorre bambini, donne e uomini che rischiano di annegare in cerca di una speranza ». Poi conclude, ben sapendo che nessuno raccoglierà il suo appello: «Credo che sia ora di mettere un limite alla strafottenza della Lega che con i suoi no e i suoi diktat si comporta come fosse sola a decidere».

 

BARBARA FLORIDIA M5S

Il sit-in e la protesta di don Ciotti Davanti al Senato c' è stata una manifestazione contro il decreto sicurezza. L' appello di don Luigi Ciotti, "La disumanità non può diventare legge", è stato popolarissimo sui social. «Oggi l' umanità del Paese si è corrotta», ha detto il fondatore di Libera dopo il voto dell' aula.

Matteo Mantero

Ultimi Dagoreport

luigi lovaglio francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi mps

DAGOREPORT - FERMI TUTTI! LA VITTORIA DI CALTAGIRONE AL PALIO BANCARIO DI SIENA NON APPARE SCONTATA: LA LISTA ALTERNATIVA DI TORTORA-LOVAGLIO RIAPRE I GIOCHI – TUTTO GIRA INTORNO ALLA DECISIONE DELLA HOLDING DELFIN, PRIMO SOCIO DI MPS COL 17,5%: VOTERÀ LA LISTA DEL CDA IN COMPAGNIA DI CALTAGIRONE O SI ASTERRÀ? – MA ANCHE L’ASTENSIONE DEL GRUPPO GUIDATO DA UN FRANCESCO MILLERI SEMPRE PIU' TERRORIZZATO DALL’INCHIESTA GIUDIZIARIA DI MILANO E DALLA LITIGIOSITÀ DEGLI OTTO EREDI DEL VECCHIO, POTREBBE GIOCARE A FAVORE DI LOVAGLIO - COME MAI IL PRESIDENTE DI MEDIOBANCA, VITTORIO GRILLI, SUGGERITO DA MILLERI, SI SAREBBE MOSSO A FAVORE DI LOVAGLIO? - COSA FARANNO GLI INVESTITORI ISTITUZIONALI CHE HANNO QUASI IL 60% DEL CAPITALE MPS? - CON LA QUOTA DEL 4,8%, IL MEF DI GIORGETTI E UN GOVERNO AZZOPPATO DALLA DISFATTA DEL REFERENDUM SI MUOVERANNO DIETRO LE QUINTE PER SOSTENERE UNO DEI CONTENDENTI O MANTERRANNO UNA RIGIDA NEUTRALITÀ? AH, SAPERLO…

maurizio gasparri antonio tajani paolo barelli forza italia fabrizio corona massimo giletti marina berlusconi

DAGOREPORT - QUANTE PROBABILITÀ HA MAURIZIO GASPARRI DI RESTARE NELLA COMMISSIONE DI VIGILANZA RAI? POCHE, POCHISSIME, QUASI ZERO - DI PIU': PER LA FELICITÀ DI GIANNI LETTA, L'EX CAPOGRUPPO DI FORZA ITALIA AL SENATO NON SARÀ PIÙ IL “PLENIPOTENZIARIO” DI TAJANI A VIALE MAZZINI. E COSI' NON POTRÀ PIÙ “SABOTARE” SIMONA AGNES - COME È ALTRETTANTO CERTO CHE SCOMPARIRANNO DALLE TRASMISSIONI RAI LE INNUMEREVOLI INTERVISTE DELL’EX COLONELLO AN DI FINI. COME NON ASSISTEREMO PIÙ ALLE OSPITATE "A TUTTO GAS" DI FABRIZIO CORONA IN CHIAVE ANTI MARINA E PIER SILVIO, DI CUI NE PAGA IL PREZZO L’INCAUTO MASSIMO GILETTI - SI SALVA (PER ORA) DALL’EPURAZIONE IL CAPOGRUPPO ALLA CAMERA DI FORZA ITALIA, PAOLO BARELLI. E UN GRAZIE LO DEVE RIVOLGERE AL FIGLIOLO GIANPAOLO SPOSATO CON FLAMINIA TAJANI - VIDEO: IL "FAR WEST" DI SALVO SOTTILE CON GASPARRI CHE SI SCAGLIA CONTRO "REPORT" DI RANUCCI

daniela santanche giorgia meloni giorgio mottola

DAGOREPORT - COME MAI LA FU “GIORGIA DEI DUE MONDI” HA DECISO LA “DESANTANCHEIZZAZIONE” DEL GOVERNO SOLO ADESSO, PUR AVENDO AVUTO A DISPOSIZIONE PIÙ DI TRE ANNI DI CASINI GIUDIZIARI PER METTERLA ALLA PORTA? - NON È CHE ALL’INDOMANI DELLA DISFATTA, MAGARI LEGGENDO UN POST SU FACEBOOK DI “REPORT” (‘’I SOLDI DELLA SOCIETA’ INDAGATA PER MAFIA A DANIELA SANTANCHE’ E LE OMBRE SUI “SALVATORI” DI VISIBILIA’’), LA PREMIER E IL SUO ENTOURAGE DI PALAZZO CHIGI HANNO SENTITO ODOR DI BRUCIATO E PRESO LA PALLA AL BALZO PER BUTTARE FUORI L’INSOSTENIBILE MINISTRO DEL TURISMO? GIÀ IL GIORNO DELLA SCONFITTA, IL RICHELIEU DI PALAZZO CHIGI, FAZZOLARI, AVEVA MESSO IN CONTO LA POSSIBILE REAZIONE DI UNA MAGISTRATURA RINGALLUZZITA DALLA VITTORIA, PREANNUNCIANDO CHE “L’AZIONE (DELLE TOGHE) POTREBBE DIVENTARE PIÙ INVASIVA" - E OGGI, LA PROCURA DI ROMA HA RICICCIATO IL CASO SOGEI CON PERQUISIZIONI AL MINISTERO DELLA DIFESA E IN UNA SERIE DI SOCIETÀ PUBBLICHE TRA CUI TERNA, RETE FERROVIARIA ITALIANA, POLO STRATEGICO NAZIONALE... - VIDEO DI GIORGIO MOTTOLA

radio deejay theodore kyriakou linus albertino

FLASH – THEO KYRIAKOU NON HA SCELTO A CASO DI ANDARE A MILANO PER IL DEBUTTO DA EDITORE DI “REPUBBLICA”: NEGLI STORICI STUDI DI VIA MASSENA C’È LA SEDE OPERATIVA DELLE RADIO DEL GRUPPO GEDI, CHE SONO L’UNICO ASSET CHE INTERESSA AL MAGNATE GRECO – QUEL VOLPONE DI KYRIAKOU, PIÙ FURBO DI ELKANN, HA DATO UNO ZUCCHERINO ALLA REDAZIONE DI “REP”, INCONTRANDO I GIORNALISTI E PROMETTENDO INVESTIMENTI. MA IL SUO VERO OBIETTIVO ERA IL FACCIA A FACCIA CON LINUS (DIRETTORE EDITORIALE DEL POLO RADIOFONICO): LA PRIORITÀ È METTERE A PUNTO UN PIANO PER DARE UNA RINFRESCATA A RADIO CAPITAL E RENDERE PIÙ COMMERCIALE LA DISCOTECARA “M2O”, DI CUI È DIRETTORE ARTISTICO ALBERTINO (FRATELLO DI LINUS)

netanyahu bin salman donald trump ghalibaf iran xi jinping

DAGOREPORT – TRUMP HA DETTO UNA MEZZA VERITÀ NEL SOLITO MARE DI STRONZATE: UN NEGOZIATO CON L’IRAN C’È ED È BEN AVVIATO. IL GUAIO È CHE DOVEVA RIMANERE SEGRETO, COME SEMPRE QUANDO CI SONO TRATTATIVE COSÌ DELICATE – IL RUOLO DEL MEDIATORE SPETTA AL PAKISTAN, POTENZA NUCLEARE IN OTTIMI RAPPORTI CON L’ARABIA SAUDITA DI BIN SALMAN (CHE VUOLE ANNIENTARE IL REGIME IRANIANO) – IL TYCOON È PRONTO A SPEDIRE IL VICE JD VANCE: SAREBBE UN MESSAGGIO ALLA BASE CONTRARIA ALLA GUERRA (VANCE È UN’ISOLAZIONISTA) – NETANYAHU HA ABBASSATO LE PENNE DOPO CHE I MISSILI BALISTICI DEGLI AYATOLLAH HANNO BUCATO L’IRON DOME E SONO ARRIVATI A UN PASSO DALL’IMPIANTO NUCLEARE DI DIMONA, SU INDICAZIONE DELL’INTELLIGENCE CINESE …

putin trump orban zelensky droni ucraina

DAGOREPORT – IL MONDO È CONCENTRATO SULLE BOMBE DI TRUMP E NETANYAHU IN IRAN E SI È DIMENTICATO DEI POVERI UCRAINI: IERI PUTIN HA LANCIATO MILLE DRONI SU TUTTO IL PAESE, GLI USA CONTINUANO CON IL LORO PRESSING SU KIEV PER LA RESA E IL PRESTITO DA 90 MILIARDI DALL'UNIONE EUROPEA È BLOCCATO PER IL VETO DI ORBAN (IL 12 APRILE SI VOTA A BUDAPEST E FINO A QUEL GIORNO NON SE NE PARLA) – ZELENSKY SI SBATTE COME UN MOULINEX PER FAR CAPIRE AL TYCOON CHE IL FRONTE È UNICO (RUSSIA E IRAN SONO ALLEATI) MA QUELLO NON CI SENTE – L’ESERCITO UCRAINO IN QUATTRO ANNI DI GUERRA È DIVENTATO UNO DEI PIÙ AVANZATI AL MONDO: È L’UNICO CHE SA COME ABBATTERE I DRONI IRANIANI, E STA ADDESTRANDO I PAESI DEL GOLFO...