politicamente corretto

IL DIZIONARIO DELLA PERFETTA CONVERSAZIONE PER SEMBRARE BRAVI E BUONI NEL 2021 - FACCI: "IMPARATE A MEMORIA E SCHIVERETE UN SACCO DI ROTTURE, EVITANDO DI ESSERE SESSISTI, COLONIALISTI O QUALCOS'ALTRISTI" - IL GENDER FLUID, GLI AGGUATI DELLA PAROLA "HANDICAPPATO", E POI "NEGRO", "LGBT", "METOO", "MONGOLOIDE"...

Filippo Facci per “Libero Quotidiano”

 

FILIPPO FACCI

GENDER FLUID Altra espressione che è lecito rifiutare o neppure conoscere. Oltre vent'anni fa è stato coniato l'eterno neologismo metrosexual, passato alla storia come definizione di un uomo non gay ma attento alle mode, alla cura di sé, che si profuma, mette creme e insomma capito.

 

In precedenza è roba che non c'era: c'erano direttamente i gay o dei fantasmi che comparivano solo sulle riviste di moda. A spingere, ovviamente, c'era un mercato che non vedeva l'ora di raddoppiare determinate entrate, con l'editoria e il mondo fashion a raccontarti che la donna disdegnava il bruto ed era orientata all'uomo ben curato, addirittura al narcisista.

 

bambole gender fluid

È nata anche così una generazione in parte soporifera e noiosa, con barbe inutili già a vent'anni, oppure, ecco, senza un pelo, sempre al centro estetico a farsi depilare il sedere e la schiena e le gambe e le braccia e l'ascella e il petto e le orecchie e le nocche e pure il pene.

 

Il residuo di virilità è ricercato nello sport inteso come fabbrica per scolpire il corpo. Se qualcuno vuol parlare o scrivere di frocizzazione dell'uomo, dovrebbe essere libero di farlo.

 

GUERRA La sostanziale soppressione del termine «guerra» resta una formidabile vittoria della sinistra dalemiana: di volta in volta è divenuta missione di pace, intervento umanitario e operazione di polizia internazionale. Le discussioni su una cosiddetta resistenza irachena (altri l'hanno chiamata terrorismo) ne sono state la mera conseguenza.

grasso addominale 6

 

GRASSO Si dice sovrappeso.

 

GREASE, FILM È finito sotto accusa il verso della canzone Summer Nights che recita «Tell me more, teli me more/did she put up a fight?», ossia «dimmi di più, dimmi di più, lei ha fatto resistenza?».  Bullismo maschilista riguarderebbe invece una scena in cui un ragazzo si corica a terra per spiare sotto la gonna di due studentesse.

 

HANDICAPPATO/DISABILE Qui è un casino. La prima espressione faceva fico negli anni Ottanta, l'altra ha fatto breccia dai Novanta. Nel 1999 l'Organizzazione mondiale della sanità ha deciso che «disabilità» era un termine positivo mentre «handicap» no, eliminando quest'ultimo da ogni documento.

 

disabile 2

Da allora è stato un susseguirsi di espressioni e contro-espressioni, come se tutti potessero star loro dietro. «Invalido» è diventato offensivo, secondo alcuni anche «inabile», offensivo anche «menomazione» o secondo alcuni anche «disabilità».

 

Spiegazione: non si deve dire «malato di» e «soffre di», perché la disabilità non è una malattia; non si deve dire neanche menomato e appunto handicappato e neppure «portatore di», perché «portare» indica un vincolo e quindi uno svantaggio, e tra l'altro chi porta qualcosa dovrebbe avere la possibilità di lasciarla quando vuole. Avete imparato a memoria?

 

david hume

HUME, DAVID Noto pensatore illuminista il cui nome, dopo le pro-teste del movimento Black Lives Matter, è stato tolto da una Torre dell'Università di Edimburgo perché definito «razzista» e «schiavista».

 

Si segna, a futura memoria, che Pier Paolo Pasolini ebbe rapporti con minorenni, Pablo Neruda confessò lo stupro di una donna delle pulizie in Sri Lanka, Paul Verlaine sparò ad Arthur Rimbaud e cercò di dare fuoco a sua moglie, lo stesso Rimbaud fu mercante d'armi e acquirente di schiavi, Benvenuto Cellini fu assassino reo confesso.

 

bagni no gender

IDENTITÀ DI GENERE Pronti, via: i cisgender sono quelli che si riconoscono nel loro sesso biologico (vagina uguale donna, pene uguale uomo) ma possono comunque dividersi in eterosessuali e persone omosessuali; i transgender si riconoscono nel genere opposto (ho il pene, sono una donna) o in un genere intermedio; i transessuali di norma sono cisgender che si sono operati; i non-binari non riconoscono che esistano solo due sessi; i genderqueer, un po' come quelli di prima, ritengono di costituire un personalissimo mix tra uomo e donna; i genderfiuid a volte si sentono uomo, a volte donna o si stanno ancora facendo delle domande; gli agender rifiutano di essere identificati in un genere; gli intersessuali biologicamente non sono né maschio né femmina (stando a cromosomi, ormoni e genitali). Chiedetevi quanto sia stato semplice compilare questa voce.

 

IDIOTA Occhio, perché è una sindrome psichica che - unitamente all'imbecillità - fa parte di un gruppo di malattie mentali. Come per il cretino (cretinismo) prima o poi salterà fuori un'associazione di genitori di idioti che lamenterà offesa e discriminazione.

 

INTEGRAZIONE Bisogna dire «inclusione», anche se non sono sinonimi manco per niente. Se poi dite «interazione» e «assimilazione», quelli di Emergency vi stendono la passatoia.

 

omofobia

LESBICA Suona male ma si può dire: solo in Italia, però. Nel mondo anglofono si dice gay anche per le donne, da noi no, le donne non sono d'accordo, così la denominazione di Arcigay (1985) dopo qualche anno riconobbe il nome di Arcigay-donna che poi divenne Arcigay-Arcilesbica fino alla scissione in Arcigay e Arcilesbica.

 

LGBT Espressione infelice e pochissimo musicale che è l'adattamento di Lgb che sostituiva «gay» che secondo alcuni non rappresentava bene tutti i gay. L'acronimo Lgbt doveva enfatizzare la diversità delle culture basate su sessualità e identità di genere, o essere usato per distinguere chi fosse non-etero-sessuale e non-cisgender (cominciano i casini) rispetto a chi fosse solo lesbica, gay, bisessuale o transgender.

 

lesbica 1

Infatti molti gay rifiutano Lgbt e aggiungono una Q per identificarsi anche nei «queer» o in coloro che stanno ancora «interrogando» la propria identità: da qui la sigla Lgbtq, che esiste da 12 anni anche se altre persone denominate «intersessuali» suggeriscono di estendere l'acronimo a Lgbtqi.

 

Le varianti insomma lottano tra loro e Lgbt e Glbt sono i termini più comuni (Lgbt è più femminista, perché la L sta per lesbica) ma tutto si riduce a Lgb quando non include i transessuali. Ma nel mondo ci so-no un sacco di varianti linguisti-che, sennò era semplice.

 

omofobia 1

LGBT/2 Il solito «Manifesto delle giornaliste» eccetera ha invitato a utilizzare «il corretto linguaggio di genere come raccomandato dalla comunità Lgbt». Va da sé che del corretto linguaggio di genere raccomandato dalla comunità Lgbt ce ne si può anche fottere.

 

LORO Un gruppo di donne statunitensi (perlopiù cantanti e amici) ha deciso che per «superare la fluidità di genere» vogliono che gli si dia del «loro» (they) in quanto persone non binarie, ciò che in Italia è un'antiquata allocuzione di cortesia che oggi adottano («loro cosa prendono?») solo i vecchi camerieri.

 

MANICOMIO Dovete dire centro di salute mentale.

 

MALATO Questa parola è stata abolita perché è da insensibili. Bisogna sempre «persona affetta da», «persona colpita da».

 

MALINTESO Abolito. Non c'è nessun malinteso, sei un razzista.

 

CAMPAGNA DI DENUNCIA DELLE MOLESTIE METOO

METOO Movimento d'importazione degli Stati Uniti più moralisti e protestanti; corrisponde alla denuncia di una donna che negli ultimi 50 anni abbia fatto concessioni sessuali per fare carriera, spiegando d'aver capito solo a posteriori che avrebbe preferito fare carriera senza concessioni sessuali.

 

L'esito, oltre a far processare dei personaggi indifendibili che però hanno favorito centinaia di carriere femminili, è stato quello di adombrare sospetti su ogni donna che ne abbia fatta una, nonché di mettere su uno stesso irrispettoso piano gerarchico donne gravemente violentate e attricette un po' puttanelle.

 

MONGOLOIDE ECC Non si deve dire ritardato, handicappato mentale oppure down perché è sbagliato identificare una persona con la sua disabilità o la sua sindrome. Mongoloide viene considerato dispregiativo e la relazione tra la popolazione mongola e le persone con sindrome di Down (i mongoloidi) è arretratezza culturale.

 

Si deve dire «persona con disabilità intellettiva» o «persona con sindrome di Down». Marco Travaglio, in tv dalla Gruber, disse «mongoloidi» facendo un discorso sugli elettori grillini, poi dovette precisare: «Intendevo far notare che si stava trattando otto milioni di elettori come altrettanti handicappati mentali», ma si cacciò in un altro guaio (vedi voce).

 

mozart

MOZART Secondo il Guardian, ripreso dal Messaggero, gli insegnamenti musicali universitari in Gran Bretagna sono sotto pressione affinché modifichino gli insegnamenti decolonizzando i corsi di studi e cancellando autori e opere considerate suprematiste: ridimensionamento per Mozart, Beethoven e Bach.

 

Secondo il Telegraph, la musica insegnata a Oxford è stata ritenuta dallo stesso collegio dell'università «il prodotto di una concezione colonialista dell'arte, troppo concentrata sulla musica europea bianca del periodo degli schiavi».

 

Gli spartiti (in realtà s'intendono le partiture) sono considerati un «sistema rappresentativo colonialista» e si aprirà a musicisti di origine coloniale. Quali? L'unico citato è Joseph Boulogne, violinista e compositore francese di origi-ne africana vissuto nel Settecento. L'obbligatorietà di alcune abilità come suonare la tastiera o dirigere un'orchestra, dicono, causa «gran-de disagio agli studenti di colore».

 

NEGRO

NEGRO Qui andiamo ai pazzi. Negro un tempo andava bene (vedi un sacco di canzoni) e nessuno pensava che la negromanzia fosse una tratta schiavista o che le celebri carte «Dal Negro» fossero roba da Ku Klux Klan. La parola negro nelle diverse regioni italiane è usata, ed è presente nella maggioranza dei vocabolari.

 

Il complatore, alle medie, fu costretto a leggere «Ragazzo Negro» di Richard Wright (Black Boy). Poi si passò a «nero» che ricordava l'anglo-americano black («Black power») e a «di colore» che veniva da «coloured».

 

cliente picchia il commesso che lo ha chiamato negro 4

«Il 24 per cento degli italiani non vorrebbe avere una relazione sentimentale con un negro», scriveva il settimanale Epoca nel 1987. Oggi è vituperio. L'espressione «di colore», per contro, è derisa dai neri-negri secondo i quali di colore siamo solo noi bianchi: rosa alla nascita, rossi al sole, blu al freddo e grigi da morti. Negli Usa ci sono state commissioni per eliminare la parola «negro» dai libri di Mark Twain e da altri ancora.

 

Qualcuno ha tentato d'introdurre «afroasiatico» o «afroamericano» (sette sillabe) prima di acquietarsi - da noi - sull'evasivo extracomunitario o immigrato di colore, inteso quasi sempre come color marrone. Se i bianchi li chiamassimo «biancri» risolveremmo ogni problema.

 

NEGRO/2 In California il professor Greg Patton dell'università Usc è stato sospeso perché durante una lezione di comunicazione aziendale ha spiegato il significato dell'intercalare cinese «nei ge» il cui suono ricorda un'espressione razzista in inglese.

 

NEGRO/3 Alla Bbc, il direttore della diversità Miranda Wayland (esiste tale carica) ha detto che il dramma poliziesco Luther (10 milioni di spettatori, venduto in 200 paesi del mondo) «non sembra autentico» perché il protagonista, Idris Elba, «non ha amici neri e non mangia cibo caraibico». La casa di produzione ha difeso formalmente il personaggio.

 

NON C'è stato un moto contro-rivoluzionario e il «non» davanti a qualcosa è diventato scorretto. La comunità dei sordi, ad esempio, si dichiara appunto sorda anziché «non-udente», così come i ciechi si autodefiniscono «ciechi» anziché «non-vedenti». Si sono stufati.

 

CUECO ATTRAVERSA LA STRADA

Ma i maestrini della parola insistono: si deve dire «persona con disabilità sensoriale», «persona con disabilità visiva (o disabili visivi)», «persona con disabilità uditiva», «persona con deficit visivo» e «persona con deficit uditivo». Due palle. Dicono così perché non devono fare i titoli sui giornali.

 

ODIO In teoria non si può scrivere di odiare qualcosa. Se si additasse qualcuno, si può capire: sarebbe istigazione. Ma a quanto pare non si può odiare neppure un movimento religioso e culturale come l'Islam. Lo scrivente, per quest'ultimo caso, fu sospeso per 3 mesi da professione e stipendio, pena poi riconvertita in semplice ammonimento.

 

PARALITICO Si dovrebbe dire «non deambulante».

 

PERVERTITO Gli ignoranti lo usano come sinonimo di omosessuale, ma il pervertito è un malato interessato a pratiche di pedofilia, zoofilia, necrofilia, feticismo, esibizionismo eccetera. Oggi comunque si dice «affetti da parafilia».

 

michela murgia 5

PATRIA La scrittrice femminista supercorretta Michela Murgia ha sostenuto che dovremmo chiamarla «Mania»: dice che Patria «è l'estensione del maschile genitoriale» (ius sanguinis e ius soli) che coi suoi patriarcati, nazionalismi e patriottismi squalifica lo stare insieme. La «Mania», invece, è la prima cosa amata, nutre e si prende cura, non evoca autorità ma gratitudine.

 

Ora: a parte che non sapremmo collegare questa visione col fatto che la Murgia è favorevole all'indipendenza della Sardegna, alla scrittrice sfugge che nulla è già più femminile del concetto di Patria, cioè di «terra». Si dice, non a caso: la Madre Patria.

 

peppa pig 4

PEPPA PIG Divenne celebre una mozione del Parlamento europeo che attaccava il cartone animato «Peppa Pig» perché infastidiva i musulmani e perché i bambini restavano ignari dei maltrattamenti riservati alle bestie.

 

pio e amedeo

PIO E AMEDEO, CASO Sono due comici che in televisione hanno detto che non contano le parole ma le intenzioni che hai nell'usarle, quindi hanno rivendicato la libertà di parlare di neri o gay con termini ritenuti offensivi e discriminatori. La frase chiave è questa: «Se vi chiamano ricchioni, voi ridetegli in faccia perché la cattiveria non risiede nella lingua e nel mondo ma nel cervello: è l'intenzione. L'ignorante si ciba del vostro risentimento».

 

POVERO Si dovrebbe dire «di modeste condizioni sociali».

 

RULA JEBREAL

QUOTA Pretesa di affidare incarichi in base a doti non meritocratiche. In realtà non ne parla più nessuno tranne Rula Jebreal (buon per voi, se non sapete chi è) che infatti non si capisce che professione svolga. In concreto ci sono molti lavori (magistrati, avvocati, medici) in cui le donne stanno raggiungendo la parità da sole o in virtù di un riequilibrio fisiologico.

 

Non mancano settori in cui le quote si applicano agli uomini: per esempio in Germania, dove mancano lavoratori maschi nel campo dell'educazione: scuola, università e asili. In compenso nessuno reclama quote rosa per professioni ingrate che salvaguardano le donne da cantieri, cave, miniere, fonderie e pozzi petroliferi, laddove risultano uomini il 97 per cento dei morti sul lavoro.

 

philip roth

RAZZISMO Espressione usatissima che andrebbe abolita perché è ormai provato che le razze non esistono, anche se sopravvivono come creazioni simboliche a ridosso di etnie e culture. Molto meglio parlare di xenofobia.

 

RICCO Se è un amico, è benestante.

 

ROTH, PHILIP La casa editrice Norton and Company ha ritirato un'attesa biografia del notissimo scrittore Philip Roth (scritta da Blake Bailey) su cui erano emerse accuse di abusi sessuali: avrebbe danneggiato l'immagine della casa editrice, hanno detto. In Italia l'ha pubblicato Einaudi.

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