donald trump giorgia meloni

DONALD, DAMME DU’ BACETTI! – GIORGIA MELONI VOLA A PARIGI PER L’INAUGURAZIONE DI NOTRE DAME SOPRATTUTTO PER STRAPPARE UN VELOCE BILATERALE A TRUMP: UN MODO PER ACCREDITARSI COME “PONTE” TRA USA E UE (ANCHE SE A GENNAIO DOVREBBE LASCIARE IL TIMONE DEI CONSERVATORI), CONTANDO SULL’AMICIZIA CON ELON MUSK – MA MACRON L’HA FREGATA SUL TEMPO: CON IL TRILATERALE CON ZELENSKY E TRUMP, IL TOYBOY DELL’ELISEO SI CANDIDA A PUNTO DI RIFERIMENTO DI WASHINGTON IN EUROPA - LA CONFIDENZA DELLA SORA GIORGIA A BRIGITTE: “MIA FIGLIA È ARRABBIATA”

Estratto dell’articolo di Lorenzo De Cicco per “la Repubblica”

 

INAUGURAZIONE DI NOTRE DAME - DONALD TRUMP E GIORGIA MELONI

Obiettivo: agganciare Donald Trump. Al costo di scontentare la figlia Ginevra, che è « very angry with me », molto arrabbiata con me, come confida Giorgia Meloni alla première dame , Brigitte Macron, mentre i fotografi la bersagliano di flash, davanti al portone di Notre-Dame, accanto al presidente francese in cappotto scuro.

 

Durante la cerimonia sotto la guglia, Meloni e il presidente eletto degli Usa non s’incrociano nemmeno. Lei è in terza fila. In prima, a rappresentare l’Italia, c’è il capo dello Stato, Sergio Mattarella, accompagnato dalla figlia Laura, seduta accanto a Volodymyr Zelensky. È lui, Mattarella, dopo l’abbraccio con Macron, a stringere la mano e conversare rapidamente col tycoon che tra meno di un mese e mezzo tornerà da plenipotenziario alla Casa Bianca. Meloni osserva, da lontano.

 

INAUGURAZIONE DI NOTRE DAME - ZELENSKY - MACRON - TRUMP

A tratti le telecamere la riprendono, sullo sfondo, mentre cerca con lo sguardo Trump. Che non la nota, anche quando si volta per salutare due invitati seduti alle sue spalle. In quel momento però le diplomazie sono già al lavoro per organizzare il tête-à-tête. Anche rapido, purché si faccia. Meloni è qui per questo. E all’ultimo, dopo la cena di gala all’Eliseo, la presidente del Consiglio riesce a centrare il bersaglio: strappa il colloquio con Trump. Stretta di mano. Sorrisoni.

emmanuel macron donald trump brigitte macron

 

Un bilaterale in forma «privata», in cui la premier può complimentarsi, di nuovo, col magnate per la vittoria del 5 novembre scorso e lui, il presidente eletto, può invitarla all’insediamento del 20 gennaio prossimo in Campidoglio. Appuntamento a cui Meloni, giurano i colonnelli di FdI che fanno la spola con Washington, «sicuramente» parteciperà (del resto pure Matteo Salvini briga per esserci).

 

A Parigi, sulle prime, Meloni non sarebbe voluta andare. La trasferta non è stata in agenda fino alla tarda serata di venerdì. Decisione presa all’ultimo, dunque. Ma la stretta di mano con Trump serviva alla premier per accreditare la narrazione che lei, leader dei Conservatori Ue (anche se ancora per poco: a gennaio dovrebbe lasciare il timone), può fare da ponte tra la nuova amministrazione a stelle e strisce e l’Unione europea.

volodymyr zelensky emmanuel macron donald trump

 

Anche sfruttando il canale diretto con Elon Musk, anche lui presente nella cattedrale. A Parigi poi manca la presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, di ritorno dal Sudamerica col contestato accordo sul Mercosur. E mancano, nella cattedrale della Ville Lumière , molti capi di governo del Vecchio continente. L’unico che può oscurare la tattica italiana è Macron, che prima di celebrare la ricostruzione di Notre-Dame riesce a far accomodare, fianco a fianco, Zelensky e Trump. Quasi offrendosi lui come mediatore tra l’Europa e il prossimo presidente Usa.

donald trump emmanuel macron volodymyr zelensky

 

Una tesi che difficilmente Meloni potrebbe avvalorare, vista la crisi politica che attraversa la Francia e la debolezza del presidente […]  Meloni non vuole finire relegata ai margini. Non vuole giocare da comprimaria. Per questo ha sentito Zelensky l’altro ieri, alla vigilia del vertice parigino. E per questo ha insistito per ottenere un faccia a faccia con Trump, poco dopo Macron, che pure ieri giocava da padrone di casa. Più del merito dello scambio con Trump, contava il segnale politico: mostrare che il rapporto tra i due, pur sfilacciato dopo due anni di cordialità tra Meloni e Joe Biden, non è danneggiato.

Ultimi Dagoreport

pier silvio berlusconi marina giorgia meloni sergio mattarella antonio tajani matteo salvini

AZZ! LA DUCETTA CI STA PENSANDO DAVVERO DI PORTARE L’ITALIA A ELEZIONI ANTICIPATE NEL 2026 - PERCHÉ TANTA URGENZA? NON C’ENTRANO SOLO GLI SCAZZI CON IL TRUMPUTINIANO SALVINI, LA CERTEZZA DI AVER RAGGIUNTO, NELLO STESSO TEMPO, L’APICE DEL CONSENSO E IL MASSIMO DISGREGAMENTO DELL'OPPOSIZIONE: MA ANCHE LA CONSAPEVOLEZZA, TRA DAZI E INFLAZIONE, DI UN PROSSIMO FUTURO ECONOMICO ITALIANO MOLTO INCERTO - E PRIMA CHE SOPRAGGIUNGA UN CROLLO DI CONSENSI, MEJO COGLIERE IL MOMENTO PROPIZIO, DA QUI ALLA PRIMAVERA 2026, PER CONSOLIDARE IL GOVERNO (SEMPRE CHE MATTARELLA DECIDA DI SCIOGLIERE LE CAMERE) – ALTRA ROGNA PER GIORGIA E' IL FUTURO DI FORZA ITALIA: I PARLAMENTARI CHE FANNO CAPO A MARINA BERLUSCONI SCALPITANO DA UN PEZZO PER UN GOVERNO PIU' LIBERAL ED EUROPEISTA. MA UN SOSTITUTO DELL'INETTO TAJANI NON SI TROVA (ANNI FA IL CAV. L'AVEVA INDIVIDUATO IN GUIDO CROSETTO) - L'ULTIMO FORTE STIMOLO CHE SPINGE LA PREMIER AD ANDARE AL VOTO NELLA PRIMAVERA 2026 POTREBBE ESSERE ANCHE QUESTO: SAREBBE UN GOVERNO MELONI NEL 2029 A GESTIRE IN PARLAMENTO L'ELEZIONE DEL NUOVO CAPO DELLO STATO (E L'UNDERDOG GIORGIA FRA DUE ANNI FESTEGGERA' QUEL MEZZO SECOLO NECESSARIO PER SALIRE SUL COLLE PIU' ALTO...) 

donald trump giorgia meloni economia recessione

DAGOREPORT – ASPETTANDO L'OPPOSIZIONE DE' NOANTRI (CIAO CORE!), VUOI VEDERE CHE LA PRIMA BOTTA DURISSIMA AL GOVERNO MELONI ARRIVERA' DOMANI, QUANDO L'ECONOMIA ITALIANA SARÀ FATTA A PEZZI DAI DAZI DI TRUMP? - QUALCUNO HA NOTIZIE DEL FAMOSO VIAGGIO DELLA DUCETTA A WASHINGTON PER FAR CAMBIARE IDEA AL TRUMPONE? SAPETE DOVE E' FINITA LA “MERAVIGLIOSA GIORGIA” (COPY TRUMP), "PONTE" TRA USA E UE? SI E' DOVUTA ACCONTENTARE DI ANDARE DA CALENDA! E GLI ELETTORI INIZIANO AD ACCORGERSI DEL BLUFF DA “CAMALEONTE” DELLA PREMIER: FRATELLI D’ITALIA È SCESO AL 26,6%, E IL GRADIMENTO PER LA STATISTA FROM GARBATELLA È CROLLATO AI MINIMI DAL 2022 – IL PNRR A RISCHIO E LA PREOCCUPAZIONE DEL MONDO ECONOMICO-FINANZIARIO ITALIANO...

ing banca popolare di sondrio carlo cimbri steven van rijswijk andrea orcel - carlo messina

DAGOREPORT: OPA SU OPA, ARRIVEREMO A ROMA! - AVVISO AI NAVIGATI! LE ACQUISIZIONI CHE STANNO INVESTENDO IL MERCATO FINANZIARIO HANNO UN NUOVO PLAYER IN CAMPO: IL COLOSSO OLANDESE ING GROUP È A CACCIA DI BANCHE PER CRESCERE IN GERMANIA, ITALIA E SPAGNA - ED ECCO CHE SULLE SCRIVANIE DEI GRANDI STUDI LEGALI COMINCIANO A FARSI LARGO I DOSSIER SULLE EVENTUALI ‘’PREDE’’. E NEL MIRINO OLANDESE SAREBBE FINITA LA POP DI SONDRIO. SÌ, LA BANCA CHE È OGGETTO DEL DESIDERIO DI BPER DI UNIPOL, CHE HA LANCIATO UN MESE FA UN’OPS DA 4 MILIARDI SULL’ISTITUTO VALTELLINESE - GLI OLANDESI, STORICAMENTE NOTI PER LA LORO AGGRESSIVITÀ COMMERCIALE, APPROFITTERANNO DEI POTERI ECONOMICI DE’ NOANTRI, L’UNO CONTRO L’ALTRO ARMATI? DIFATTI, IL 24 APRILE, CON IL RINNOVO DEI VERTICI DI GENERALI, LA BATTAGLIA SI TRASFORMERÀ IN GUERRA TOTALE CON L’OPA SU MEDIOBANCA DI MPS-MILLERI-CALTAGIRONE, COL SUPPORTO ATTIVO DEL GOVERNO - ALTRA INCOGNITA: COME REAGIRÀ, UNA VOLTA CONFERMATO CARLO MESSINA AL VERTICE DI BANCA INTESA, VEDENDO IL SUO ISTITUTO SORPASSATO NELLA CAPITALIZZAZIONE DAI PIANI DI CONQUISTA DI UNICREDIT GUIDATA DAL DIABOLICO ANDREA ORCEL? LA ‘’BANCA DI SISTEMA’’ IDEATA DA BAZOLI CORRERÀ IL RISCHIO DI METTERSI CONTRO I PIANI DI CALTA-MILLERI CHE STANNO TANTO A CUORE A PALAZZO CHIGI? AH, SAPERLO…

andrea orcel giuseppe castagna anima

DAGOREPORT LA CASTAGNA BOLLENTE! LA BOCCIATURA DELL’EBA E DI BCE DELLO “SCONTO DANESE” PER L’ACQUISIZIONE DI ANIMA NON HA SCALFITO LE INTENZIONI DEL NUMERO UNO DI BANCO BPM, GIUSEPPE CASTAGNA, CHE HA DECISO DI "TIRARE DRITTO", MA COME? PAGANDO UN MILIARDO IN PIÙ PER L'OPERAZIONE E DANDO RAGIONE A ORCEL, CHE SI FREGA LE MANI. COSÌ UNICREDIT FA UN PASSO AVANTI CON LA SUA OPS SU BPM, CHE POTREBBE OTTENERE UN BELLO SCONTO – IL BOTTA E RISPOSTA TRA CASTAGNA E ORCEL: “ANIMA TASSELLO FONDAMENTALE DEL PIANO DEL GRUPPO, ANCHE SENZA SCONTO”; “LA BCE DICE CHE IL NOSTRO PREZZO È GIUSTO...”

bpm giuseppe castagna - andrea orcel - francesco milleri - paolo savona - gaetano caltagirone

DAGOREPORT – IL GOVERNO RECAPITA UN BEL MESSAGGIO A UNICREDIT: LA VALUTAZIONE DELL’INSOSTENIBILE GOLDEN POWER SULL’OPA SU BPM ARRIVERÀ IL 30 APRILE. COME DIRE: CARO ORCEL, VEDIAMO COME TI COMPORTERAI IL 24 APRILE ALL’ASSEMBLEA PER IL RINNOVO DI GENERALI - E DOPO IL NO DELLA BCE UN’ALTRA SBERLA È ARRIVATA AL DUO FILO-GOVERNATIVO CASTAGNA-CALTAGIRONE: ANCHE L’EBA HA RESPINTO LO “SCONTO DANESE” RICHIESTO DA BPM PER L’OPA SU ANIMA SGR, DESTINATO AD APPESANTIRE DI UN MILIARDO LA CASSA DI CASTAGNA CON LA CONSEGUENZA CHE L’OPA DI UNICREDIT SU BPM VERRÀ CESTINATA O RIBASSATA - ACQUE AGITATE, TANTO PER CAMBIARE, ANCHE TRA GLI 7 EREDI DEL COMPIANTO DEL VECCHIO…

gesmundo meloni lollobrigida prandini

DAGOREPORT - GIORGIA È ARRIVATA ALLA FRUTTA? È SCESO IL GELO TRA LA FIAMMA E COLDIRETTI (GRAN SOSTENITORE COL SUO BACINO DI VOTI DELLA PRESA DI PALAZZO CHIGI) - LA PIU' GRANDE ORGANIZZAZIONE DEGLI IMPRENDITORI AGRICOLI (1,6 MILIONI DI ASSOCIATI), GUIDATA DAL TANDEM PRANDINI-GESMUNDO, SE È TERRORIZZATA PER GLI EFFETTI DEVASTANTI DEI DAZI USA SULLE AZIENDE TRICOLORI, E' PIU' CHE IRRITATA PER L'AMBIVALENZA DI MELONI PER LE MATTANE TRUMPIANE - PRANDINI SU "LA STAMPA" SPARA UN PIZZINO ALLA DUCETTA: “IPOTIZZARE TRATTATIVE BILATERALI È UN GRAVE ERRORE” - A SOSTENERLO, ARRIVA IL MINISTRO AGRICOLO FRANCESCO LOLLOBRIGIDA, UN REIETTO DOPO LA FINE CON ARIANNA: “I DAZI METTONO A RISCHIO L'ALLEANZA CON GLI USA. PUÒ TRATTARE SOLO L'EUROPA” – A BASTONARE COLDIRETTI, PER UN “CONFLITTO D’INTERESSI”, CI HA PENSATO “IL FOGLIO”. UNA STILETTATA CHE ARRIVA ALL'INDOMANI DI RUMORS DI RISERVATI INCONTRI MILANESI DI COLDIRETTI CON RAPPRESENTANTI APICALI DI FORZA ITALIA... - VIDEO