berlusconi carfagna gelmini

DOPO IL CAV, IL DILUVIO - MARA CARFAGNA E MARIA STELLA GELMINI SOGNANO DI CONTENDERSI LA LEADERSHIP DI QUEL CHE RESTA DI “FORZA ITALIA” - MA LA “HOUSE OF CARDS” AZZURRA DEVE FARE I CONTI CON DUE PROBLEMI: BERLUSCONI NON VUOLE CEDERE LO SCETTRO E ALLE EUROPEE SERVE IL 10% DEI CONSENSI COME SOGLIA MINIMA PER SCONGIURARE LA BANCAROTTA…

Giovanna Vitale per “la Repubblica”

 

BERLUSCONI CARFAGNA GELMINI

Della successione al vecchio Cavaliere, in Forza Italia, si discute ormai da mesi. Da quando cioè, col sorpasso della Lega alle politiche e l'inarrestabile ascesa di Salvini, Berlusconi era stato tentato di mollare. Un'idea che torna spesso, specie al ripresentarsi di qualche nuovo acciacco.

 

Ma se finora la questione era indicibile, confinata in conversazioni private e sporadiche polemiche pubbliche (vedi alla voce Giovanni Toti), la disponibilità offerta in extremis da Mara Carfagna di correre alle europee per fare il pieno di voti e ottenere sul campo la patente di delfina - «un golpe» per i big azzurri, che l'hanno stoppata- ha avuto l' effetto di rompere un tabù.

 

MARA CARFAGNA LAURA RAVETTO MARIASTELLA GELMINI FOTO LAPRESSE

Ora tutti ne parlano apertamente, sebbene con cautela per non urtare la suscettibilità del "presidente". E raccontano di una battaglia cruenta per ereditare, in vista del congresso, la guida di un partito che lotta per la sopravvivenza: il 10% come soglia minima per scongiurare la bancarotta, il 27 maggio come data d'inizio delle ostilità.

 

Due donne in prima fila: la vicepresidente della Camera, appunto, e la capogruppo Maria Stella Gelmini. Insidiate dal governatore ligure, che da tempo scalpita per spostare Fi nell'orbita del Carroccio; più un paio di outsider: il capo della Vigilanza Alberto Barachini (che piace al Cavaliere) e il quarantenne Alessandro Cattaneo. Anche se dovranno fare i conti con l'incognita Tajani, attuale vicepresidente, e soprattutto con Berlusconi.

Mara Carfagna e Maria Stella Gelmini

Voci, per il momento. Che ieri tuttavia Gelmini non ha smentito.

 

Anzi. «Si candiderà alla segreteria?» le ha chiesto la conduttrice di Agorà Serena Bortone. «Lo valuteremo, non escludo nulla» , ha replicato la numero uno azzurra a Montecitorio. Che tanti descrivono «infastidita per la fuga in avanti» della rivale, sebbene «Mara ha fatto bene a dare la sua disponibilità a candidarsi come l'abbiamo data tutti in questi mesi» ha precisato in trasmissione. Pure lei era pronta a farlo: è il sottinteso. Perciò la sortita di Carfagna, che ieri da Napoli ha fatto un appella all'unità del partito («Siamo noi l' alternativa migliore al governo dei populismi e alla sinistra inconcludente») ha spiazzato tutti.

 

Berlusconi Gelmini Carfagna Baraldi via Nonleggerlo

«La verità è che ha tentato il blitz. Con l'aiuto dei due deputati del Sud che in quella circoscrizione sono campioni di preferenze, lei puntava ad arrivare sopra Berlusconi e a prendere in percentuale più voti di Tajani al Centro, per poi poter dire: sono io la più forte, la leadership tocca a me», rivela un big forzista. «Una scelta sbagliata nel metodo e nel metodo, fatta a 48 ore dalla chiusura delle liste per impedire ai competitor interni di fare la stessa cosa» . Col rischio di far esplodere Fi alla vigilia delle europee. Motivo per cui Tajani e Ghedini si sono messi di traverso. Senza però riuscire a placare i malumori. «Fanno tutti i conti senza l' oste» taglia corto Andrea Ruggeri: «Sarà Berlusconi a decidere se, quando e chi dovrà raccogliere il suo testimone».

carfagna gelmini

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