DOPO DE BENEDETTI, ANCHE LETTA CONTRO AIRONE PASSERA SUL SALVATAGGIO ALITALIA - GROS-PIETRO: “INTESA NON RESTERÀ A LUNGO TRA GLI AZIONISTI DI ALITALIA”

1. LETTA CONTRO PASSERA SUL SALVATAGGIO
Il Fattoquotidiano


Dopo gli attacchi di Carlo De Benedetti ("parole sconvolgenti") e le polemiche di Scelta Civica da Facebook, l'ex ministro dello Sviluppo Corrado Passera riceve una frecciata direttamente dal premier Enrico Letta, in un colloquio con il Sole 24 Ore.

Letta non lo nomina esplicitamente, ma il messaggio arriva eccome: la scelta di bloccare la cessione ad Air France nel 2008 fu "condizionata dall'obiettivo dell'integrazione coatta tra Alitalia e AirOne, che aveva alla base la volontà di salvare AirOne". Cioè quello che Passera, allora amministratore delegato della banca Intesa Sanpaolo (molto coinvolta in quanto grande creditrice) ha sempre negato.

L'attuale presidente del Consiglio di gestione di Intesa, Gian Maria Gros Pietro, non vede l'ora di fuggire dall'investimento in cui - causa aumento di capitale - la banca è sempre più invischiata: "Siamo orientati nel medio termine a passare il bastione di comando" ma "salvaguardardando l'investimento esistente". Non sarà facile.

2. GROS-PIETRO: "INTESA NON RESTERÀ A LUNGO TRA GLI AZIONISTI DI ALITALIA"
Francesco Semprini per La Stampa

L'appello È nitido e perentorio il messaggio di Gian Maria Gros-Pietro sulla vicenda Alitalia. «Dobbiamo salvaguardare gli investimenti esistenti. - spiega il presidente del Consiglio di gestione di Intesa Sanpaolo -. Il nostro mestiere non è fare il vettore aereo o qualunque altra attività industriale, dentro Alitalia però ci siamo». Chiarisce sul fatto che il gruppo non pensa di essere un azionista di lungo termine, ma l'obiettivo ora è raggiungere una «situazione di stabilità», in cui la compagnia aerea sia guidata da investitori industriali azionisti che fanno il mestiere di gestire i trasporti.

Passare la mano è quindi l'obiettivo a medio termine, ma per far questo bisogna che prima la società non muoia. Come evitare il funerale di Alitalia lo spiega lo stesso Gros-Pietro. E' imprescindibile che Alitalia trovi un partner: «Siamo convinti, come del resto ha detto il presidente del Consiglio - che una compagnia aerea per funzionare bene non possa basarsi su un mercato come l'Italia ma abbia ha bisogno di un network, di un alleato, di un grande gruppo internazionale».

Per raggiungere un accordo in questo senso, però, è necessario favorire l'evoluzione della società «in modo da asservire i bisogni del Paese che sono il turismo e il business», ricorda il top-manager di Intesa-SanPaolo, ricordando come il gruppo si sia impegnato anche nel prossimo Expo 2015. E solo un management «professional», può garantire il risultato, secondo Gros-Pietro a Washington in occasione del Simposio organizzato dal gruppo all'ambasciata italiana (presente anche Enrico Cucchiani) in coincidenza dei lavori autunnali di Fmi e Banca mondiale.

E a chi chiede come giudica ex-post l'operazione Alitalia, risponde che «i risultati certamente non sono buoni» e da ciò si desume che «la società non è stata guida da professional del trasporto aereo e questa è certamente una cosa che va cambiata». Non c'è dubbio quindi che gli azionisti di lungo termine debbano essere azionisti industriali del settore, ed in questo l'opzione «Poste italiane» è «organica all'obiettivo per è un operatore industriale «come del resto lo sono Atlantis e Adr», la prima già azionista di Alitalia con un 8,9% del capitale e nel secondo alla società controllata dalla stessa holding della prima.

Preferisce non commentare sull'ipotesi di un ripensamento di AirFrance (azionista del 25%) ma ribadisce che quello che conta «è un manager professionale del settore e una trasparenza della gestione verso gli azionisti». «Non voglio più trovarmi in una situazione in cui mi si dice che tra quindici giorni non abbiamo più soldi per il carburante. - conclude - Nessun manager può e deve aspettare di essere a quindici giorni dalla chiusura per avvertire i suoi azionisti».

In materia, quindi, è chiaramente definita la strategia del gruppo i cui vertici stanno lavorando a un piano industriale come spiega l'amministratore delegato Carlo Messina, che si dice «sereno» sui risultati che la banca otterrà ai prossimi «stress test» europei. «I gradi di copertura dei nostri attivi sono maggiori del resto sistema, ma questo non significa che non aumenteranno ulteriormente». C'e' una condizione di «assoluta tranquillità» quindi nella banca nel cui futuro Messina vede «una crescita endogena, e nessuna acquisizione in Italia o fuori».

 

Passera alitaliaGiovanna Salza e Corrado Passera Corrado Passera e Giovanna Salza ILLUSTRAZIONE BERLUSCONI COLANINNO CAI ALITALIA Corrado Passera Gianni e Maddalena Letta ALITALIAAlitalia arrivederci

Ultimi Dagoreport

giuseppe conte donald trump mario draghi joe biden sergio mattarella matteo renzi gennaro vecchione william barr

DAGOREPORT – LA STORIA MAI RACCONTATA DELL'''ASTIO SPUMANTE'' DI GIUSEPPE CONTE VERSO MARIO DRAGHI - IL "TRASFORMISMO DAL VOLTO UMANO" NON HA MAI METABOLIZZATO LA CACCIATA DA PALAZZO CHIGI DEL 2021, DETRONIZZATO DA "SUPERMARIO" PER LA GIOIA DI ANGELA MERKEL, CONTRARIA A FAR GESTIRE I 200 MILIARDI DEL PNRR AL POPULISMO 5STELLE - I TWEET D'AMORE DI TRUMP A "GIUSEPPI" CHE PORTO' IL PREMIER CONTE AD AUTORIZZARE L'INSOSTENIBILE INCONTRO A ROMA DEI VERTICI DEI SERVIZI SEGRETI CON IL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA DEGLI STATI UNITI, A CACCIA DI "MAIL IMBARAZZANTI SU HILLARY CLINTON IN POSSESSO DEI RUSSI" - DESTINO VOLLE CHE DOPO SEI GIORNI DAL GIURAMENTO DI BIDEN, LA FAVOLA DI "GIUSEPPI" FINI' ED INIZIO' LA VENDETTA CONTRO "DRAGHI, L'USURPATORE" (OGGI, A PAGARNE LE CONSEGUENZE, E' L'EX SOTTOSEGRETARIO DEL GOVERNO DI "MARIOPIO", FRANCO GABRIELLI) - VIDEO

la repubblica urbano cairo enrico mentana stefano cappellini theodore kyriakou

DAGOREPORT - SI ACCAVALLANO LE VOCI SUL CORTEGGIAMENTO A ENRICO MENTANA DELL’EDITORE DI ‘’REPUBBLICA’’, THEO KYRIAKOU, CHE INTENDE LANCIARE UNA RETE ALL NEWS-CNN, DIRETTA DAL CONDUTTORE DEL TG LA7 - S’AVANZA ANCHE L’IPOTESI DI UN ''DOPPIO MENTANA'': TV E DIRETTORE EDITORIALE DI “REPUBBLICA” - COSÌ IL MAGNATE GRECO SALVEREBBE CAPRA E CAPPELLINI (ALL’80% CONFERMATO ALLA DIREZIONE) - TRA MENTANA E IL PROPRIETARIO DI "ANTENNA GROUP", CI SAREBBE IL MACIGNO DELLA CLAUSOLA DI NON CONCORRENZA CHE RISCHIA DI TENERLO LONTANO DA UN ALTRO INCARICO PER UN ANNO E MEZZO - CHICCO DICE CHE QUESTA CLAUSOLA “NON C’È” - BENE, SE ‘’NON C’È’’, ALLORA NON SI COMPRENDE LA STIZZA RABBIOSA DELLA SUA LETTERA INVIATA AL “FOGLIO”, CONTRO L’EDITORE DE LA7, URBANETTO CAIRO… - VIDEO

sigfrido ranucci

DAGOREPORT - MILENA GABANELLI, L'UNICA AD AVER CAPITO TUTTO DI SIGFRIDO RANUCCI: "È UN GRAN RUBACUORI... LE RACCOGLIE A MAN BASSA, VEDEVO QUESTO IO…", DISSE "MI-JENA" IL 30 OTTOBRE 2025, A DUE SETTIMANE DALL'ATTENTATO DI POMEZIA, OSPITE DI GEPPI CUCCIARI A "SPLENDIDA CORNICE", RAI3, RIVOLTA AL CONDUTTORE DI "REPORT", INCORNICIATO “MARTIRE DELLA LIBERTÀ”, CHE REPLICÒ RIDENDO: “NO, NON È VERO…NON ABBASTANZA PER DIVENTARE PRESIDENTE DEL CONSIGLIO” - ERANO BATTUTE, CERTO, MA OGGI PRENDONO UN’ALTRA PIEGA, UN SIGNIFICATO DIFFERENTE ALLA LUCE DELL'“ATTENTATO D'AMORE” DI LAVITOLA PER LANCIARE RANUCCI IN POLITICA E SULLE PRODEZZE EROTICHE DEL “ROCCO SIGFRIDO” CON STAGISTE E FONTI IN GONNELLA – ANCHE LA LETTERA ANONIMA DEL 2021 INVIATA ALLA RAI CHE ACCUSAVA RANUCCI DI MOLESTIE E RICATTI SESSUALI NEI CONFRONTI DI TRE COLLEGHE DI "REPORT", E CHE SI CONCLUSE CON L'ASSOLUZIONE DEL CALDO SIGFRIDO, ASSUME OGGI UN'ALTRA LUCE... - VIDEO

tilman fertitta yacht boardwalk

FERTITTA, CARO CI COSTI! – L’AMBASCIATORE DI TRUMP IN ITALIA CONTINUA IL SUO GIRO DEL MEDITERRANEO IN YACHT, CHE COSTEREBBE ALLO STATO ITALIANO LA SOMMETTA DI 115MILA EURO AL GIORNO, PER SCORTA E SICUREZZA, PER UN TOTALE DI OLTRE 5 MILIONI (IL TOUR INIZIATO IL 13 GIUGNO A CIVITAVECCHIA SI CONCLUDERA’ IN SARDEGNA A META’ AGOSTO) – NELLE SCORSE SETTIMANE IL FIGLIO DELL'AMBASCIATORE, PATRICK FERTITTA, AVREBBE INIZIATO A STUDIARE IL "DOSSIER LAZIO" IN VISTA DI UNA PROPOSTA DI ACQUISIZIONE DEL CLUB DI LOTITO - L'EMISSARIO DI TRUMP, TEXANO CON ANTENATI SICILIANI, È TRA I BUSINESSMEN PIÙ RICCHI D'AMERICA: 11 MILIARDI DI PATRIMONIO, CONTROLLA UN COLOSSO DELLA RISTORAZIONE E CASINÒ, È PROPRIETARIO DEGLI HOUSTON ROCKETS, FRANCHIGIA DI BASKET NBA, ACQUISITI PER 2,2 MILIARDI....