sergio mattarella giuseppe conte

DOPO FIORI E ONORI, SALAMELECCHI E AGGETTIVI LECCA-LECCA, SI RIESCE DAVVERO A STACCARE LE CHIAPPE DALLA POLTRONA? L'ULTIMO DISPERATO RINCULO DEL CONTE-ZELIG È STATO DI COMUNICARE AL COLLE DI ESSERE PRONTO A FORMARE IL CONTE TER CON RENZI - LASCIATO AL SUO DESTINO IL CONTE CASALINO, MATTARELLA HA DECISO DI PROCEDERE SPEDITO COME UN TRENO: "PER LA PRIMA VOLTA L'ITALIA SI DARÀ UN GOVERNO IN DIECI GIORNI" - ECCO LE MOSSE DELLA MUMMIA SICULA...

DAGOREPORT

SERGIO MATTARELLA MEJO DI BERNIE SANDERS

Che cosa si prova a diventare una gallina lessa, una lingua in salmì, uno zampetto con mostarda? Dopo fiori e onori, salamelecchi e aggettivi lecca-lecca, dopo fiumi di inchiostro versati, dopo infuocati entusiasmi, si riesce davvero a staccare le chiappe dalla poltrona, finire prima del tempo giù dal trono, sbattuti in un "carrello di bolliti misti"?

 

E infatti l'ultima capriola del Conte-zelig è stata quella di comunicare al Colle di essere pronto a formare il Conte Ter con il detestato Matteo Renzi. Puff! Rimangiato in un nanosecondo il proclama belligerante ("Mai più con Italia viva") con cui l’avvocato pugliese, ‘’sotto dittatura’’ di Travaglio e Casalino, aveva salutato l'uscita del Bulletto di Rignano dalla maggioranza.

 

giuseppe conte dopo l incontro con mattarella

A forza di seguire i suggerimenti dei due Rasputin, Conte ha sbagliato tutto in queste ultime settimane, riuscendo a indisporre (eufemismo) il Quirinale che ai tempi e alle forme tiene tantissimo.

 

Il rinculo su Renzi dell'Avvocato di Padre Pio arriva a buoi scappati. Prima del voto di fiducia in Senato, Mattarella, in un colloquio interlocutorio con Conte, aveva fissato due paletti grossi come baobab:

 

meme sulla crisi di governo mattarella e conte

1) è assolutamente necessaria una maggioranza stabile e numeri certi;

 

2) è assolutamente necessario risolvere in fretta la crisi per non lasciare il Paese allo sbando.

 

"Giuseppi" è riuscito a disattendere entrambe le richieste. Non solo si è lanciato in una grottesca caccia al peone voltagabbana, lasciando subodorare una toppa posticcia alla traballante maggioranza, ma ha perso giorni preziosi prima di lasciare la cadrega.

 

Roccobello Conte Casalino

Dimissioni che, in verità, la Mummia Sicula s'aspettava un attimo dopo il voto di fiducia, come il senso d'opportunità avrebbe dovuto imporre. Se un partito della maggioranza si sfila, il presidente del Consiglio sale al Colle e si dimette, lasciando al Capo dello Stato il pallino del gioco.

 

Invece Conte ha tentato di tappare la falla nella maggioranza con una corsa all'ultimo Ciampolillo, con l'inevitabile conseguenza di far survoltare le palle a quel mite uomo che alloggia al Quirinale.

travaglio conte

 

Nell’ultimo incontro Mattarella non è stato né accondiscendente né disponibile con lo schiavo di Casalino e Travaglio: nessun reincarico né mandato esplorativo, faccio io le consultazione tra i partiti. Senza contare che al Quirinale a qualcuno sono fumati i nervi quando Conte e Casalino, il 25 gennaio, dopo aver annunciato le dimissioni a mare e monti, pensavano di andare dal Presidente con la disinvoltura con cui si va in trattoria: "Sto salendo". E infatti sono stati respinti e rimandati al giorno dopo. Per la serie: non potete fare come vi pare, c'è un galateo istituzionale da rispettare.

renzi conte

 

Ma la scorrettezza istituzionale che ha davvero imbufalito Mattarella è avvenuta quando, uscito dal Quirinale, Conte ha postato il suo “appello al Paese’’ su Facebook.

 

Lasciato al suo destino il Conte Casalino, Mattarella ha deciso di procedere spedito come un treno. Ai suoi consiglieri ha fatto capire di non voler cincischiare: "Per la prima volta l'Italia si darà un governo in dieci giorni".

 

Come? La road map è tracciata: consultazioni lampo con i soli gruppi parlamentari, snellendo la rituale procedura che - in questi casi - vede salire al Colle tutto il cucuzzaro (ex presidenti, i sindacati, Confindustria e compagnia cantante). A tutti farà un discorso papale-papale: il periodo è drammatico, la pandemia non molla la presa, è necessario far ripartire l'economia per contenere l’enorme deficit e debito pubblico, bisogna predisporre un Recovery plan credibile e autorevole per non farci riconoscere dall'Europa come i soliti peracottari.

renzi mejo dello sciamano di washington

 

Questa è la visione del Colle. Ma nel capoccione canuto di Mattarella frullano alcune idee. La prima: per un Conte Ter è obbligatorio riacciuffare l’Italia Viva di Renzi. E che le altre forze della maggioranza (M5s, Pd, Leu) siano ovviamente d'accordo.

 

Ovviamente il senatore semplice di Rignano, che ha già annunciato che non intende porre veti sui nomi, avrà gioco facile nel silurare Conte senza nominarlo. Metterà sul tavolo una serie di condizioni pregiudiziali alla formazione del Conte Ter (Collegialità sul piano e la gestione del Recovery Plan, attivazione del Mes per almeno 10 miliardi, sottosegretario di Palazzo Chigi al Pd e non al M5s) talmente inaccettabili per quel gruppo di sbandati chiamati Movimento 5 Stelle, che saranno loro a dire "no, grazie".

giuseppe conte beppe grillo luigi di maio 1

 

Anche perché il M5s, in questa fase, è il peggior interlocutore possibile. I parlamentari grillini sono ingovernabili come una classe di scolaretti nell'ora della ricreazione. Non ascoltano e non rispondono a nessuno, al punto che lo stesso Beppe Grillo, più depresso di una Citroen parcheggiata, s'è ben guardato dal lanciare un appello che avrebbe rischiato di cadere nel vuoto, tale è il livello di anarchia e ribellismo che agita il Movimento.  

QUIRINALE REPARTO MATERNITA' BY MACONDO

 

Zompato il piano A, Mattarella darà fondo a quello B. Dove B sta per Berlusconi. Il Presidente, registrata l'impossibilità di ricomporre la maggioranza appena frantumata, dopo un secondo giro di consultazioni in 24 ore, lancerà un "appello alle forze responsabili che hanno a cuore il Paese…". A quel punto, il Cav potrebbe apparire magicamente a cavallo della Pompetta per portare in dote i suoi voti.

 

Con un'unica condizione: discontinuità nella leadership. Ovvero: Conte fòra di ball. Non solo per ragioni politiche: non è credibile né affidabile un premier che cavalca tre maggioranze diverse, manco in Sudamerica.

 

BERLUSCONI FINGE DI NON VEDERE CONTE E NON LO SALUTA

Berlusconi poi s'è incazzato come un biscione per le telefonate che Conte ha fatto ai parlamentari azzurri nel tentativo di imbarcarli in maggioranza tra i Volenterosi. In questo scenario lo sconfitto è Gianni Letta che per lungo tempo ha intrattenuto rapporti con Palazzo Chigi non capendo che l'Avvocato di Padre Pio era stordito dai mantra imposti da Travaglio e Casalino.

 

CARTABIA

A questo punto, con Forza Italia bendisposta a una "maggioranza Ursula", il Colle potrebbe proporre uno "schema Ciampi": un presidente del Consiglio tecnico (ci sono in ballo tre nomi coperti) circondato da un esecutivo politico.

 

Ancora meglio, per rimettere insieme i cocci di questo disgraziato Paese, sarebbe pronto a ripescare la carta Draghi. Il quale accetterebbe la carica di super ministro dell’economia ma solo in presenza di un premier di altissimo profilo, come l'ex presidente della Corte Costituzionale, Marta Cartabia.

Mattarella Draghi

 

E l'Europa? A Bruxelles di Conte se ne sbattono, non è indispensabile, dateci solo la garanzia che i 209 miliardi del Recovery fund verranno spesi con criterio e non dilapidati all'italiana. Del resto, sono tutti delusi dal “no-delivery guy”, dalle sue promesse mai mantenute e da quelle dell'euro-imbranato Gualtieri: avevano garantito il Recovery plan entro la fine del 2020, hanno consegnato un pugno di mosche…

Ultimi Dagoreport

edmondo cirielli guido crosetto giorgia meloni antonio tajani maurizio gasparri

DAGOREPORT - NELL’ARMATA BRANCA-MELONI, GIUNTA AL QUARTO ANNO DI POTERE, I REGOLAMENTI DI CONTI NON AVVENGONO SOLO TRA "VIA DELLA SCROFA E "FIAMMA MAGICA", TRA SALVINI E LA DUCETTA - CHI AVEVA INTERESSE A COLPIRE IL VICEMINISTRO DEGLI ESTERI IN QUOTA FDI, EDMONDO CIRIELLI, RENDENDO PUBBLICA SULLE COLONNE DEL “CORRIERE DELLA SERA”, LA NOTIZIA DEL SUO INCONTRO CON L’AMBASCIATORE RUSSO IN ITALIA ALEKSEJ PARAMONOV? - CHE LA DUCETTA SIA ANDATA SU TUTTE LE FURIE E' UNA CAZZATA PERCHE' IL MINISTRO TAJANI ERA A CONOSCENZA DELL'INCONTRO ESSENDO AVVENUTO ALLA FARNESINA ALLA PRESENZA DI DI DUE FUNZIONARI DEL MINISTERO - A VOLERE LO SCALPO DELL’EX GENERALE DI BRIGATA DEI CARABINIERI SONO IN TANTI, DATO CHE IL SUO CARATTERE FUMANTINO STA SUL GOZZO SIA AI CAMERATI D'ITALIA SIA A FORZISTI ITALIOTI - IL SILURO DIRETTO ALLE PARTI BASSE DI CIRIELLI È “MADE IN CIOCIARIA”…

donald trump benjamin netanyahu ali khamenei iran usa

DAGOREPORT – NON SIAMO ASSISTENDO AL DISORDINE POLITICO MONDIALE, MA PIUTTOSTO AL DISORDINE MENTALE DI GRAN PARTE DEI LEADER - LA STRATEGIA DELLA “DECAPITAZIONE” DI NETANYAHU  (BANG! BANG! UCCIDIAMO TUTTI I LEADER IRANIANI) È UNA MINCHIATA CHE RADICALIZZERA' ANCORA DI PIU' IL REGIME TEOCRATICO DI TEHERAN - PER OGNI AYATOLLAH SPEDITO A MAOMETTO, CE NE SONO ALMENO DUE ANCORA PIÙ ESTREMISTI PRONTI A SUBENTRARE - COME DIMOSTRANO GAZA E LIBANO: HAMAS E HEZBOLLAH, PUR DECIMATI, CONTINUANO A COMANDARE, GOVERNARE E COMBATTERE – L’UCCISIONE DI LARIJANI, CAPO DELLA SICUREZZA NAZIONALE CHE AVEVA PRESO LE REDINI DEL COMANDO DOPO KHAMENEI, AVEVA COME SCOPO DI NON FAR ''SCAPPARE'' TRUMP DALLA GUERRA (LA CASA BIANCA ERA STATA TENUTO ALL'OSCURO DAGLI ISRAELIANI) - CON LO STRETTO DI HORMUZ BLOCCATO E MINATO, LA BENZINA ALLE STELLE, TRAFFICI E COMMERCI IN TILT, UNA CRISI ECONOMICA GLOBALE MINACCIA GLI STESSI STATI UNITI, CHE PERDONO ALLEATI: DOPO GLI STATI EUROPEI, ANCHE IL GIAPPONE RINCULA - UNICA VIA USCITA PER TRUMP? DICHIARARE "HO VINTO" E ANDARE A CASA...

andrea iervolino antoniozzi giuli santanche floriana gentile cinecitta

DAGOREPORT – “CIAK”, SI SCAZZA! NON BASTAVA LA LITE CON BUTTAFUOCO E UN VESPAIO DI NOMINE DEMENTI, ORA IL MINISTRO GIULI-VO DELLA CULTURA SI RITROVA CONTRO IL CINE-PRODUTTORE ANDREA IERVOLINO, A CUI IL MIC HA BLOCCATO 66 MILIONI DI TAX CREDIT – OLTRE A UNA INTERROGAZIONE PARLAMENTARE DI FDI A SUO FAVORE (SIC!), LA SETE DI VENDETTA DI IERVOLINO SI ARMA DI UN "MANGANELLO DI CARTA": HA ACQUISITO DALLA SANTANCHE' LA RIVISTA “CIAK” PER SVELARE "DA VICINO E DA DENTRO TUTTI I MECCANISMI CHE MUOVONO I FILM: FINANZIAMENTI PUBBLICI, DINAMICHE DEL TAX CREDIT, PREMI E LORO MODALITÀ DI ASSEGNAZIONE" - IERVOLINO HA GIA' DENUNCIATO CHE LE SOCIETÀ DA PUNTARE, QUANDO SI PARLA DI TAX CREDIT, NON SONO LE SUE, MA PIUTTOSTO...

markus soder soeder ursula von der leyen manfred weber friedrich merz

DAGOREPORT – ANCHE MERZ, NEL SUO PICCOLO, S’INCAZZA! IL CANCELLIERE TEDESCO È UNA FURIA CONTRO MANFRED WEBER, IL BOSS DEL PPE CHE A BRUXELLES LAVORA PER L’ALLEANZA CON I POST-NAZISTI DI AFD: “NON COLLABORIAMO CON L’ESTREMA DESTRA E ANCHE LUI LO SA”. TRADOTTO DAL TEDESCO: SE NON TI ADEGUI, SEI FUORI – È LA STESSA LINEA DEL POTENTE MARKUS SOEDER, PRESIDENTE DELLA BAVIERA CHE SCALPITA, E TEME LA CRESCITA DI AFD NEL SUO LAND (INTANTO, DOMENICA SI VOTA IN RENANIA PALATINATO, REGIONE DELL’OVEST IN CUI FROTTE DI VOTI STANNO MIGRANDO VERSO LE SVASTICHELLE…)

peter thiel donald trump papa leone xiv thomas joseph white

DAGOREPORT – PREVOST, CUOR DI LEONE: “NON ME NE FREGA NULLA DEI SOLDI CHE ARRIVANO DAGLI STATI UNITI. CANCELLATE LE CONFERENZE ALL'ANGELICUM DI PETER THIEL” - LA RISPOSTA TOSTA DEL SANTOPADRE AL RETTORE DELL'ANGELICUM, IL TRUMPIANO THOMAS JOHN WHITE, CHE GLI AVREBBE FATTO PRESENTE DI CORRERE COSI' UN SERIO RISCHIO: FAR SVANIRE L'OBOLO DEGLI STATI UNITI, PRIMO FINANZIATORE DEL VATICANO (13,7 MILIONI) – COLPO DI SCENA AL TERZO GIORNO DI PISTOLOTTI ROMANI, THIEL HA SVELATO IL NOME DI CHI AVREBBE AVVERTITO IL MONDO DELL’ARRIVO DELL’ANTICRISTO: RATZINGER, DEFINITO “IL PIÙ  GRANDE PENSATORE CRISTIANO DEGLI ULTIMI 100 ANNI” (NON A CASO FU BENEDETTO XVI CHE TOLSE LA SCOMUNICA AI SEGUACI ANTI-CONCILIARI DI MONS. LEFEVBRE) - IL NOME DI RATZINGER   SERVE SOLO A RINFOCOLARE LA SPACCATURA TRA LA CHIESA CONSERVATRICE USA E QUELLA PROGRESSISTA DI LEONE XIV…

donald trump e mark rutte a palm beach

DAGOREPORT – PEGGIO DI TRUMP CI SONO SOLO I CAMERIERI PAVIDI COME MARK RUTTE CHE, PER ACCONTENTARE IL "PADRONCINO" DI TURNO, SONO DISPOSTI A TUTTO – IL SEGRETARIO GENERALE DELLA NATO HA RICEVUTO UN “VAFFA” DAI PAESI EUROPEI, STUFI DEI SUOI APPECORONAMENTI DI FRONTE AL TYCOON – RUTTE, DOPO LO SCOPPIO DELLA GUERRA IN IRAN, HA GARANTITO A TRUMP IL MASSIMO SUPPORTO DELLA NATO, CIANCIANDO DI UN “AMPIO SOSTEGNO” DA PARTE DEI LEADER DELL’ALLEANZA. SOSTEGNO CHE NON C’È MAI STATO, TANTOMENO ADESSO CHE IL TYCOON MINACCIA GLI ALLEATI DI UN “FUTURO TERRIBILE”, E METTE IN DISCUSSIONE L’ESISTENZA STESSA DELLA NATO…