schlein conte sala

DOPO LA SCOPPOLA IN LIGURIA, CALA IL GELO FRA SCHLEIN E CONTE, L’UMBRIA E’ L’ULTIMA SPIAGGIA PER IL CAMPO LARGO – “NON POSSIAMO VINCERE SOLO IN EMILIA”, FANNO SAPERE DALLO STAFF DI ELLY – I RIFORMISTI DEM ATTACCANO LA SEGRETARIA MULTIGENDER – “È STATO UN ERRORE POLITICO PENSARE CHE SI DOVESSE SCEGLIERE TRA CONTE E RENZI” - BONACCINI: “CI VUOLE UN’ALLEANZA NUOVA” – SI CERCA UN FEDERATORE DI CENTRO CHE ATTRAGGA I VOTI MODERATI. RISPUNTA L’IDEA BEPPE SALA CHE AFFONDA: “NON CI SI PUÒ APPIATTIRE SU UN M5S CHE È SOTTO AL 5% SOPRATTUTTO AL NORD”

Mario Ajello per il Messaggero - Estratti

 

GIUSEPPE CONTE E ELLY SCHLEIN

Dopo una sconfitta, e per di più inaspettata, dovrebbe andare in scena lo psicodramma, la valle di lacrime, le discussioni e gli scontri dentro la coalizione che ha perso. E invece, stavolta, no. Il Pd e il centrosinistra al posto della burrasca post-elettorale adottano la bonaccia.

 

Tutti zitti e buoni, e guai a litigare, tra dem e stellati, tra dem riformisti contro dem schleiniani, tra tutti contro tutti, perché - come sta cercando di far capire la segretaria del Nazareno ai suoi, che lo sanno benissimo - il voto in Umbria è l'ultima spiaggia. Ed è paradossale, volendo giocare con le immagini, che proprio l'unica regione del centro Italia non bagnata dal mare (e una delle poche della Penisola a non avere un affaccio sul Mediterraneo) diventi un'ultima spiaggia (ma c'è comunque il lago Trasimeno, che ha il suo litorale).

conte renzi schlein

 

(...) «Non possiamo perdere per 1 a 2 questa tornata del voto», cioè vincere solo in Emilia, dicono nell'entourage della leader, dove si è sempre stati convinti del 3 a zero che è già sfumato.

 

(...) Quel che è certo è che Schlein sta dicendo sia a Conte sia a Renzi di smetterla con i «personalismi».

giuseppe conte elly schlein

 

La disunione, come si sa, non fa la forza. E in Umbria, Italia Viva fa parte della coalizione - pur non presentando il proprio logo ma con candidati nella lista Civici umbri e poca soddisfazione di Maria Elena Boschi: «In Umbria ci hanno nascosto, speriamo bene» - e «davvero in questa regione non si può fallire», avverte la segretaria del Pd che considera ormai anche lei la piccola Umbria, dove i sondaggi danno un testa a testa tra le due candidate, Tesei e Proietti, simile all'Ohio: fondamentale per decidere le sorti della politica nazionale.

IL CAMPO LARGO VISTO DA ALTAN

 

Schlein vuole che tutti i big in questi venti giorni si sparpaglino nelle contrade dell'Umbria e guai a tirarsi indietro. La posta in gioco è troppo alta. Dopo di che, il vero problema politico che ha il Pd è quello della mancanza del centro. Che sarà pure una parola estranea al lessico politico-culturale di Elly ma tutti a cominciare da lei nel Pd hanno capito dal voto ligure, e forse lo avrebbero dovuto capire anche da prima, che se i consensi contiani sono pochi c'è la necessità di andarne a prendere altri al centro, sennò vincerà sempre Meloni.

 

Ecco, può non piacere il centro, ma - come dice il sindaco di Milano, Beppe Sala - «ci serve». E a lui piacerebbe tanto essere il leader della «componente pragmatica e liberal» del nuovo centrosinistra, alleata con il Pd in modalità Margherita di ritorno. Pochi scommettono però tra i dem sulle sue capacità politiche e sulla sua attrattività elettorale.

 

beppe sala

Ma se tutti desiderano l'esistenza di un centro che apra il campo largo a consensi moderati - «Sono aree d'opinione che esistono, hanno storie e identità, e pure dei voti: non mi sembra politicamente saggio lasciarle sole alle lusinghe di Forza Italia e simili», fa notare giustamente Deborah Serracchiani - nessuno sa trovare, perché per ora non c'è, il nome giusto che guidi questa area. Richiamare in campo Rutelli? Magari, ma l'ipotesi non esiste. Rivolgersi a Gentiloni e fare di lui il federatore? Paolo non è interessato all'avventura. E allora chi? L'ex renziano Marattin? Macché. Calenda o Renzi, ancora loro? Piacerebbe a entrambi - «Il centro sono io», è la perenne convinzione del leader di Italia Viva non più in modalità terzopolista ma schleineriana - e però non sono elettoralmente molto dotati. C'è chi sogna una donna: Elena Bonetti? Non va bene. E chi allora? Boh.

 

(…)

 

ALLARME UMBRIA

giuseppe conte elly schlein genova, manifestazione per le dimissioni di giovanni toti

Concetto Vecchio per repubblica.it - Estratti

 

 

La grande paura. Affondare pure in Umbria. E quindi perdere il trittico delle Regioni 2-1, con la sola vittoria in Emilia-Romagna. Nei piani alti del centrosinistra si scruta con crescente inquietudine il cimento del 17 e 18 novembre. 

 

(...) Il day after ligure è amarissimo. Che fare? Le macerie ingombrano il campo largo. Per la prima volta Elly Schlein ha dovuto sorbirsi una critica da un membro della segreteria, messa nero su bianco su Facebook dal riformista Alessandro Alfieri: «È stato un errore politico pensare che si dovesse scegliere tra il 6 per cento di Conte e il 2 per cento di Renzi dei sondaggi».

 

GIUSEPPE CONTE - NICOLA FRATOIANNI - ANGELO BONELLI - ELLY SCHLEIN - - RICCARDO MAGI - FOTO LAPRESSE

Cara Elly, dovevi mediare, tenere insieme tutto. Ecco il messaggio. Invece il no a Renzi, ragiona Alfieri, è stato percepito come uno stop ai centristi. Il sindaco di Milano Beppe Sala ha usato parole analoghe, lamentando l’assenza dei liberal. «Non ci si può appiattire su un Movimento che è sotto al 5 per cento soprattutto al Nord». «Serve un centrosinistra nuovo, capace di vincere», gli ha fatto eco il presidente del partito, Stefano Bonaccini.

 

 

 

I renziani, esclusi in Liguria dal diktat di Conte, hanno un diavolo per capello. Enrico Borghi se l’è presa con Goffredo Bettini, il dottor Sottile del contismo. Bettini si augura che il Movimento «chiuda la parte della sua storia ormai esaurita e ne costruisca una nuova». Ma quale? Che ceti rappresentano?

 

BEPPE SALA SAN SIRO

Ieri a Montecitorio Elly Schlein ha lasciato di gran corsa gli Stati generali sulla sicurezza sul lavoro per correre a un’iniziativa sui migranti all’ex Mattatoio, a Testaccio. Lunedì sera aveva detto che il Pd aveva «dato il massimo». Primo partito. Trenta per cento sfiorato. Numero da Pci. Ma che farsene se poi gli alleati si azzuffano tra loro? «In Liguria si è pagato lo scontro nel M5S. L’ex Morra ha preso 5mila voti. Hanno pesato», ragiona il vicepresidente dei deputati, Toni Ricciardi, vicino alla segretaria. «Abbiamo l’obbligo di essere testardamente unitari».

elly schlein giuseppe conte genova, manifestazione per le dimissioni di giovanni toti

 

Sia chiara una cosa. La polemica sul futuro della coalizione rimane dentro toni garbati, perché, come ricorda Bonaccini, «ogni sforzo deve essere speso per vincere le prossime sfide». In Umbria, per fortuna, il campo è larghissimo. Non manca nessuno, dal M5S a Italia viva, seppur senza simbolo. Sette liste, di cui quattro civiche.

 

(...)

Walter Verini gira con in tasca tre cifre: 183mila; 187 mila; 9mila. La prima è riferita ai voti presi dal centrosinistra alle Europee. La seconda si riferisce a quelli del centrodestra. La terza sono la dote di Bandecchi. L’ago della bilancia. Marcatelo stretto

IL CAMPO LARGO - MEME BY EDOARDO BARALDI giuseppe conte elly schlein genova, manifestazione per le dimissioni di giovanni toti

Ultimi Dagoreport

vespa lollobrigida infante rossi

VIDEO-FLASH! - VESPA, FURIA CONTINUA - NON ACCENNA A SBOLLIRE L’IRA DELL’OTTUAGENARIO CONDUTTORE DI “PORTA A PORTA” PER AVER SUBITO LA SOVRAPPOSIZIONE DEL PROGRAMMA DI MILO INFANTE SU RAI2 – DOPO L’INTEMERATA IN DIRETTA (“UNA CORTESE, SOTTOMESSA PREGHIERA AI RESPONSABILI DI QUESTA AZIENDA PERCHÉ FACCIANO RISPETTARE LE REGOLE’’), AL RECENTE INCONTRO IN MASSERIA, VESPA HA RINCARATO LA DOSE CON LOLLOBRIGIDA. BERSAGLIO: L’AD GIAMPAOLO ROSSI. E GIU’ LAGNE DEL TIPO: PERCHÉ MELONI INSISTE A TENERLO ANCORA LÌ… - VIDEO

matteo piantedosi claudia conte

TUTTE LE DOMANDE SUL CASO CONTE-PIANTEDOSI – PERCHÉ CLAUDIA CONTE, CHE SOSTIENE DI ESSERE UNA “PERSONA MOLTO RISERVATA”, HA DECISO DI ROMPERE GLI INDUGI E DICHIARARE AL MONDO LA SUA RELAZIONE CON IL MINISTRO DELL’INTERNO PROPRIO ADESSO? LA GIORNALISTA E “PRODUCER” DEI SUOI AFFARI SI È RESA CONTO DI AVER MESSO IN DIFFICOLTÀ IL PREFETTO IRPINO, E PURE SE STESSA (I SUOI INCARICHI PASSATI E FUTURI SARANNO PASSATI AL SETACCIO) – CON TUTTI I GIORNALISTI CHE CONOSCE, PERCHÉ CLAUDIA CONTE SI È FATTA INTERVISTARE DAL “FRATELLINO D’ITALIA” MARCO GAETANI, CONCORDANDO PRIMA LA DOMANDA SU PIANTEDOSI? IL BOCCOLUTO CONDUTTORE DI RADIO ATREJU SI È ACCORTO CHE LA NOTIZIA SAREBBE STATA UNA BOMBA SU PALAZZO CHIGI? – INFINE, LA DOMANDA DELLE DOMANDE: QUAL È L’OBIETTIVO DEL “COMING OUT”? C’È UN INTERESSE SINGOLO O MULTIPLO? E DI CHI? È DI CONTE E PIANTEDOSI INSIEME? DELLA SOLA EX "RAGAZZA CINEMA OK"? OPPURE LA NOTIZIA INTERESSA ANCHE QUALCUN ALTRO, CON CONSEGUENZE POTENZIALMENTE FATALI PER IL GOVERNO?

parolin papa leone xiv prevost pena parra barbara jatta franceaca francesca immacolata chaouqui

DAGOREPORT - GRRRRR! LA ZAMPATA DI PAPA LEONE: IN SOFFITTA L’ERA BERGOGLIO, PIENI POTERI A PAROLIN - PREVOST HA RESTITUITO IL FAVORE DELLA SUA ELEZIONE AL TRONO DI PIETRO CONCEDENDO, FINALMENTE IL GOVERNO DELLA CHIESA A PIETRO PAROLIN - PER 13 ANNI IL SEGRETARIO DI STATO E' STATO INFATTI IGNORATO E UMILIATO, PREFERENDO IL PAPA ARGENTINO FARSI RIMBAMBIRE DAL DISCUSSO EDGAR PEÑA PARRA, UNA SORTA DI RASPUTIN NELLE STANZE DI SANTA MARTA - COME NUOVO SOSTITUTO AGLI AFFARI GENERALI DELLA SEGRETERIA DI STATO ARRIVA PAOLO RUDELLI, MENTRE PEÑA PARRA VIENE ACCANTONATO COME NUNZIO IN ITALIA MA PARE CHE DURERÀ POCO: IL SUO NOME È DESTINATO A RIENTRARE NELLE CARTE DEL PROCESSO BECCIU - CON PAROLIN LA CURIA TORNA AD ESSERE UN'ISTITUZIONE CATTOLICA. E FORSE PER QUESTO C’È GRANDE AGITAZIONE TRA “LE CARDINALESSE” DELL'ERA BERGOGLIO, PRIVE DELLO SCUDO  DELLO SCUDO DI PEÑA PARRA: SUOR RAFFAELLA PETRINI, PRESIDENTE DEL GOVERNATORATO VATICANO; BARBARA JATTA, DIRETTRICE DEI MUSEI VATICANI; L’AVVOCATO CANONICO LAURA SGRÒ, PALADINA DI CAUSE MOLTO MEDIATIZZATE E FRANCESCA IMMACOLATA (SI FA PER DIRE) CHAOUQUI...

matteo piantedosi claudia conte

FLASH – FERMI TUTTI: MATTEO PIANTEDOSI E CLAUDIA CONTE SI CONOSCEVANO GIÀ PRIMA CHE IL PREFETTO IRPINO DIVENTASSE MINISTRO! IL 16 DICEMBRE 2021, PIANTEDOSI PARTECIPÒ ALLA PRESENTAZIONE DEL ROMANZO DELLA PREZZEMOLONA CIOCIARA, “LA LEGGE DEL CUORE”. UN EVENTO PATROCINATO DAL MINISTERO DELLA CULTURA, ALLORA GUIDATO DA “SU-DARIO” FRANCESCHINI – GLI “ADDETTI AI LIVORI” “DATANO” L’INIZIO DELLA RELAZIONE TRA I DUE AL 2023, QUANDO CLAUDIA CONTE MODERÒ UN CONVEGNO SULL'EREDITÀ DI ALDO MORO AL SENATO, A CUI PARTECIPAVA IL MINISTRO DELL'INTERNO. AVEVANO INIZIATO A FREQUENTARSI PRIMA?

claudia conte

DAGOREPORT - COME MAI I CAMERATI VIA DELLA SCROFA HANNO MESSO SU UNA SCENEGGIATA PER SPUTTANARE LA LIASON TRA IL MINISTRO DEGLI INTERNI MATTEO PIANTEDOSI E LA CURVACEA CLAUDIA CONTE? - SAPETE CHI E' STATO AD INTERVISTARLA? NIENTEMENO CHE IL SOCIAL MEDIA STRATEGIST DI FRATELLI D’ITALIA ALLA CAMERA, MARCO GAETANI, UN BOCCOLUTO DONZELLIANO TENDENZA ARIANNA - BENE: SE TUTTO È STATO CUCINATO IN VIA DELLA SCROFA, PERCHÉ STENDERE IL TAPPETO ROSSO ALLA DICHIARAZIONE D'AMORE DELLA "PREZZEMOLONA" DEI PALAZZI ROMANI, METTENDO IN MUTANDE IL NUMERO UNO DEL VIMINALE? - PERCHE' LA SUA POLTRONA È DA ANNI RICHIESTA VIGOROSAMENTE INDIETRO DA MATTEO SALVINI, DI CUI PIANTEDOSI ERA ALL'EPOCA IL SUO FIDO CAPO DI GABINETTO, POI PASSATO SOTTO L'ALA DELLA MELONA ACCHIAPPATTUTTO? - VISTO CHE È IN VENA DI RIVELAZIONI, PERCHÉ CLAUDIA CONTE NON CI DICE DA QUANTO TEMPO VA AVANTI LA SUA AFFETTUOSA AMICIZIA CON IL MINISTRO DELL'INTERNO? ''TRE ANNI DI PIANTEDOSI'', COME QUALCHE "ADDETTO AI LIVORI" SUSSURRA? PERCHÉ - MA GUARDA TU IL CASO! - È PROPRIO DA TRE ANNI CHE LA STELLA DI CLAUDIA HA INIZIATO A SBRILLUCCICARE NEI CIELI TRICOLORI - VIDEO

donald trump roberto cingolani

FLASH! – L’INCAZZATURA DI MELONI CON ROBERTO CINGOLANI? FOLLOW THE MONEY! L’IRRITAZIONE DELLA PREMIER CON L’AD DI LEONARDO NON SI DEVE A QUESTIONI POLITICHE O AL SOLO DESIDERIO DI FARE PIAZZA PULITA DOPO LA BATOSTA REFERENDARIA. LA “COLPA” DI CINGOLANI È DI AVER PROGETTATO IL SOFISTICATISSIMO SCUDO ANTI-MISSILE “MICHELANGELO DOME”. DAGLI STATI UNITI SI ASPETTAVANO CHE L’ITALIA, COME LA GERMANIA, RICORRESSE AL COLLAUDATO SISTEMA ISRAELO-AMERICANO “IRON DOME”, A CUI IL PROGETTO ITALIANO FAREBBE UNA BELLA CONCORRENZA…