papa francesco in iraq

DA DOVE ARRIVA L'OSTINAZIONE DEL PAPA PER IL VIAGGIO IN IRAQ? NONOSTANTE I RISCHI SU COVID E SICUREZZA, QUELLO DI FRANCESCO VUOL ESSERE UN TOUR PER UN NUOVO INIZIO, COMINCIANDO A SANARE LE FERITE DI BAGDAD E DI TUTTO IL MEDIORIENTE - LA GUERRA IN IRAQ HA QUASI DISTRUTTO LA “CULLA” DELL’UMANITÀ E IL PONTEFICE NON POTEVA DELUDERE QUEL POPOLO PER LA SECONDA VOLTA, DOPO GIOVANNI PAOLO II...

 

Maria Antonietta Calabrò per www.huffingtonpost.it

 

PAPA FRANCESCO IN IRAQ

“Non soffrire l’afflizione del tuo prossimo. Non soffrire la paralisi del tuo vicino. Ma stendi la mano. Allunga la mano”. “Radio Baghdad” - una delle liriche più famose di Patti Smith (un’artista spesso presente in Vaticano in questi anni), scritta alla fine della seconda guerra del Golfo, dopo la caduta di Saddam Hussein - canta anche per Papa Francesco che parte per l’Iraq.

 

IL papa IN iraq

Mai un Papa c’era stato. Il Papa andrà a stendere la sua mano, a farsi vicino, a portare conforto, speranza. Un viaggio fortemente voluto già da Giovanni Paolo II proprio all’inizio del Giubileo del Millennio, nell’anno 2000, e che Francesco aveva programmato l’anno scorso, se non fosse stato per lo scoppio della pandemia.

 

viaggio del pontefice in iraq

Nel frattempo sono passati vent’anni. Vent’anni di guerre, di distruzione, terrore. Non solo per l’Iraq, ma per tutto il mondo. Il “pellegrinaggio penitente” di Francesco giunge nella terra di Abramo (così si è espresso il Papa nel videomessaggio di oggi all’Iraq). Abramo, il patriarca delle tre religioni monoteiste (Ebrei, cristiani e musulmani).

 

viaggio del papa in iraq

L’arrivo di un Papa nella città originaria di Abramo a Ur dei Caldei, è per questo anche un viaggio di ritorno nella “culla” dell’umanità. Una culla dove simbolicamente e geograficamente si collocava il giardino dell’Eden descritto dal primo libro della Bibbia, la Genesi, il giardino felice della Creazione del mondo.

 

papa francesco in iraq

Ma anche quello della cacciata, dopo la disobbedienza di Adamo, il giardino della distruzione, del primo omicidio. Come oggi, quel paese è distrutto, fatto a pezzi, dalla violenza di cui prima vittima sono stati i cristiani, martoriati e in fuga.

 

murales del papa in iraq

Parte Francesco alla volta della culla della nostra civiltà che è assiro babilonese, la patria degli inventori, della matematica e del numero zero (quanto è importante il numero zero per il progredire della conoscenza!) e dell’esplorazione del cielo (proprio mentre qualche giorno fa siamo arrivati su Marte).

 

il papa in iraq

Del resto, è nel giardino dell’Eden che fu posto da Dio l’albero della conoscenza. Francesco ha invitato gli iracheni a guardare “alle stelle”, cioè alla speranza di Abramo di poter avere una discendenza infinita, come appunto le stelle del cielo. E si sa che Abramo sperò contro ogni umana speranza.

 

il benvenuto in iraq per il papa

Per questo, quello di Francesco vuol essere il viaggio per un nuovo inizio, cominciando a sanare le ferite dell’Iraq e non solo l’Iraq, ma anche del Medioriente.

 

Al tempo stesso questo viaggio riguarda tutti noi, esseri umani, “fratelli tutti”, come sostiene papa Francesco. Perché il Tigri e l’Eufrate (che delimitano l’Iraq) non sono fiumi qualsiasi, ma quelli citati nella Genesi.

 

i luoghi del tour del papa

“Nelle vene stanche che si formano dal Tigri e dall’Eufrate. Nel regno della pace tutto il mondo girava intorno a un cerchio perfetto, città di Baghdad, città degli studiosi. Empirico umile centro del mondo. Città in cenere Città di Baghdad”, canta Patti Smith in Radio Baghdad.

 

Nel 2017, il cardinale Giovanni Battista Re (che oggi è il Decano del Sacro Collegio) spiegò con chiarezza sull’Osservatore Romano come mai Giovanni Paolo II non poté andare in Iraq. Gli Usa erano totalmente contrari alla visita papale e fecero di tutto per bloccarla perché avrebbe "rafforzato Saddam e reso più difficile un intervento militare contro l’Iraq”.

 

papa francesco atteso in iraq 2

“In realtà, la visita di Giovanni Paolo II in terra irachena - scrisse Re - avrebbe probabilmente orientato a trovare una soluzione pacifica, tanto più che in realtà né il sospettato programma nucleare segreto né le armi chimiche esistevano, come poi risultò».

 

papa francesco atteso in iraq 1

Giovanni Paolo II fu un buon profeta quando mise in guardia dalla devastazione di quella guerra, perché si è dimostrata la matrigna di tutte le guerre più recenti. Ancora il cardinale Re: “Un punto sembra certo: se tale infelice guerra non avesse avuto luogo, non avrebbero probabilmente avuto luogo le cosiddette primavere arabe con le conseguenze da esse portate, né l’attuale guerra in Siria che dura ormai da sei anni, né il sedicente Stato islamico, almeno per quanto riguarda le basi che esso riuscì ad avere in Iraq e in Siria. E di conseguenza neppure vi sarebbero oggi i numerosissimi profughi che fuggono dalla guerra verso l’Europa per sottrarsi alla morte. Né i migranti che, spinti dalla fame, cercano una prospettiva di futuro, mentre non pochi di essi, purtroppo, periscono tragicamente in mare, rendendo ancora più grave una emergenza che non sembra avere fine. È una pagina di storia che fa pensare".

 

iraq

La guerra in Iraq è stata la matrigna di tutte le ultime guerre, perché ha quasi distrutto la “culla” dell’umanità. Ecco perché Papa Francesco non ha potuto deludere il popolo iracheno per la seconda volta, dopo Giovanni Paolo II, come ha annunciato lui stesso mercoledì scorso, durante l’Udienza generale. Ma insieme agli iracheni, a ben guardare non poteva deludere neanche noi.

Ultimi Dagoreport

sallusti cerno

FLASH! - ALLA NOTIZIA DELLA NOMINA DI ALESSANDRO SALLUSTI A DIRETTORE DI “LIBERO”, TOMMASO CERNO HA INIZIATO A SMANIARE: E’ ANDATO IN CRISI DI ATTENZIONI – PER OSCURARE IL RITORNO DI SALLUSTI, E RIMETTERE SE STESSO AL CENTRO DEL VILLAGGIO, QUELLA REGINA PAZZA DI CERNO HA DATO DISPOSIZIONI ALLA REDAZIONE DI "SCHIERARE" DOMANI IN PRIMA PAGINA TUTTE LE FIRME PIU’ IMPORTANTI DE "IL GIORNALE" – STRANO, PER UN DIRETTORE CHE IN REDAZIONE SI VEDE POCO E HA VIA VIA OSCURATO GLI EDITORIALI ALTRUI LASCIANDO SPAZIO SOLO A SE STESSO…

giorgia meloni carlo calenda

FLASH! - CARI FRATELLINI D’ITALIA, SMETTETELA DI CORTEGGIARE CARLETTO CALENDA: CON L’ARMATA BRANCA-MELONI, NON ANDRÀ MAI E POI MAI - CALENDA CI HA INVIATO LA SEGUENTE PRECISAZIONE: “CARO DAGO, NON HO NESSUNA INTENZIONE DI CANDIDARMI A FARE IL SINDACO DI ROMA. NON HO MAI AVUTO CONTATTI CON LA DESTRA A QUESTO PROPOSITO E SE ME LO CHIEDESSERO RISPONDEREI “NO GRAZIE”. IL LAVORO IN CUI SONO TOTALMENTE IMPEGNATO È GUIDARE AZIONE ALLE PROSSIME ELEZIONI POLITICHE” – COME SI DICE ALLA GARBATELLA: “ 'A GIO', SE VEDEMO…”

il messaggero francesco gaetano caltagirone giorgia meloni villa galleria borghese crosetto

FLASH! – DOPO LA BATOSTA BANCARIA DI MPS, L’IDILLIACO RAPPORTO TRA I FRATELLI DI MELONI E CALTAGIRONE MINACCIA DI INCRINARSI? - SBIRCIANDO “IL MESSAGGERO” DI OGGI SPICCANO DUE ARTICOLI CHE NON AVRANNO FATTO ALCUN PIACERE ALLA FIAMMA MAGICA – IL PRIMO È ADDIRITTURA UNO SCOOP, ESSENDO L’UNICO GIORNALE A RIVELARE UNA “LITE FURIBONDA A PALAZZO CHIGI” TRA LA DUCETTA E CROSETTO (CHE HA SMENTITO) – IL SECONDO È UNA PAGINATA DEDICATA ALL’AMPLIAMENTO DELLA GALLERIA BORGHESE, CARO A CALTA-RUTELLI-CHICCOTESTA, CHE IL “TIMES” DI LONDRA, IN COMPAGNIA DI FDI (FABIO RAMPELLI), HA DEFINITO “BLASFEMO”…

manfredi lefebvre d'ovidio dovidio aponte, palenzona bisignani porro scaroni cimbri costamagna brachetti peretti, caltagirone nagel jes staley nicole junkerman stella li mara carfagna

ALTA SOCIETÀ, BASSA MAREA - NON AVENDO UN CAZZO DA FARE (O MOLTI AFFARI DA CONCLUDERE), 700 PERSONAGGI ILLUSTRI SONO SALITI A BORDO DELLA "CRYSTAL SYMPHONY" PER LA ZUPPA DI NOZZE DELL’ARMATORE ITALO-MONEGASCO MANFREDI LEFEBVRE D'OVIDIO – 5-GIORNI-5 DI UN’INDICIBILE CROCIERA DA CIVITAVECCHIA A MALTA CHE HA VISTO LA PARTECIPAZIONE DI APONTE, PALENZONA, BISIGNANI, NICOLA PORRO, SCARONI, CIMBRI, COSTAMAGNA, BRACHETTI PERETTI, BERNABÈ, PASSERA, DOMPÉ, MARA CARFAGNA, MARCO CARRAI; CILIEGINA SULLA TORTA: LA GLACIALE STRETTA DI MANO TRA CALTAGIRONE E NAGEL - PIÙ PICCANTE LA PRESENZA A BORDO DI DUE PERSONAGGI CHE HANNO AVUTO A CHE FARE CON JEFFREY EPSTEIN: L'EX CEO DEL COLOSSO BANCARIO BRITANNICO "BARCLAYS", JAMES STALEY, CHE GESTIVA PERSONALMENTE IL PATRIMONIO MULTIMILIONARIO DEL FINANZIERE PORCONE. E LA SPLENDIDA NICOLE JUNKERMAN, NONCHÉ CONTESSA BRACHETTI PERETTI, CHE PER 20 LUNGHI ANNI E' STATA AMICA DEL DEFUNTO DEPRAVATO...

rocco basilico - nicoletta zampillo - leonardo maria del vecchio

DAGOREPORT - FERMI TUTTI! COLPO DI SCENA NELLA TRIBOLATISSIMA “SUCCESSION” DEGLI EREDI DEL VECCHIO – DAGOSPIA PUÒ RIVELARE CHE NICOLETTA ZAMPILLO, VEDOVA DEL VECCHIO, CON UNA LETTERA AL BOARD DI DELFIN, HA DECISO DI DISCONOSCERE LA CESSIONE DEL 12,5% DELLE QUOTE DELLA HOLDING AL FIGLIO ROCCO BASILICO, AVUTO DAL MATRIMONIO COL BANCHIERE PAOLO BASILICO, APPOGGIANDO L’ALTRO FIGLIO LEONARDO, AVUTO DALLE SUCCESSIVE NOZZE COL PATRIARCA DI LUXOTTICA: “L’ATTO È STATO DA ME STIPULATO A SOLI TRE GIORNI DALLA MORTE DEL MIO COMPIANTO MARITO, ERA UN MOMENTO NEL QUALE, ANCORA DEVASTATA DAL DOLORE, NON ERO IN GRADO DI VALUTARE LA PORTATA E LE CONSEGUENZE” – LA MOSSA DELLA ZAMPILLO ARRIVA DOPO CHE ROCCO BASILICO HA FATTO RICORSO ALLA CORTE DEL LUSSEMBURGO PER BLOCCARE L’OPERAZIONE CON CUI LEONARDINO HA OTTENUTO L’OK PER PRENDERSI IL 25% DELLE QUOTE DI DELFIN DAI FRATELLI LUCA E PAOLA – NELLA LETTERA LA ZAMPILLO AGGIUNGE: “CON L’AUSILIO DEI MIEI CONSULENTI HO APPRESO CHE LA VALIDITÀ GIURIDICA DI QUELL’ATTO È FORTEMENTE DUBBIA…”