mario draghi concessioni balneari

DOVE NON ARRIVANO I PARTITI, CI PENSANO I GIUDICI - IL CONSIGLIO DI STATO STRACCIA LA PROROGA DELLE CONCESSIONI BALNEARI: DAL PRIMO GENNAIO 2024 TUTTI GLI STABILIMENTI DOVRANNO ESSERE ASSEGNATI CON GARA, SENZA ECCEZIONI, COME PREVISTO (15 ANNI FA) DALLA DIRETTIVA BOLKENSTEIN. DRAGHI TIRA UN SOSPIRONE DI SOLLIEVO: LA SCORSA SETTIMANA AVEVA TEMPOREGGIATO SUL TEMA PER EVITARE ROTTURE DA PARTE DI SALVINI. E LA SENTENZA RISOLVE IL PROBLEMA ALLA RADICE…

1 - ULTIMA SPIAGGIA

Alessandro Barbera per "La Stampa"

 

mario draghi parla alla cop26 di glasgow 1

Addio ai canoni irrisori del Twiga, delle spiagge a cinque stelle, del lussuoso commercio di attività con alti margini e bassissimi rischi. La sentenza è senza appello: dal primo gennaio 2024 tutte le concessioni balneari dovranno essere assegnate con gara, senza eccezioni. Il Parlamento non potrà concedere ulteriori proroghe, né i giudici potranno accogliere ricorsi.

flavio briatore e elisabetta gregoraci al twiga

 

Non accade spesso che una sentenza del Consiglio di Stato sia così chiara nell'imporre il rispetto della normativa europea, in questo caso ignorata da quindici anni. Con un però: il termine indicato nella sentenza evita conseguenze politiche al governo Draghi e alla legislatura, la cui scadenza naturale è nel 2023.

 

Consiglio di Stato

Per capire meglio la faccenda occorre scorrere le cinquanta pagine di motivazione pubblicate ieri, pochi giorni dopo la decisione della maggioranza di non sciogliere il nodo nel decreto Concorrenza. I punti da sottolineare sono i numeri 47 e 48 di due ricorsi fotocopia del Comune di Lecce e di un concessionario privato, Comet srl. Il primo motiva la decisione dell'ulteriore proroga di quasi due anni, l'intervallo di tempo «necessario per svolgere la competizione».

concessioni balneari

 

Il secondo spiega cosa accadrà oltre quel termine, quando «tutte le concessioni in essere dovranno considerarsi prive di effetto, indipendente da se vi sia o meno un soggetto subentrante». Il Consiglio di Stato, organo di ultima istanza della giustizia amministrativa, ha approvato le due sentenze in «adunanza plenaria» e in «sede giurisdizionale», ovvero con la massima forza giuridica possibile.

 

Da Palazzo Chigi non filtra alcun commento ufficiale, ma è un fatto che a Draghi non poteva andar meglio di così. La scorsa settimana aveva deciso di soprassedere, limitandosi a promettere un'operazione «trasparenza» sui canoni esistenti.

 

concessioni balneari

La sentenza risolve drasticamente il problema, evitando al governo di fare alcunché: i giudici amministrativi riconoscono che il tempo concesso per l'ulteriore proroga serve a preparare il settore al cambiamento. Dal 2024 i bagnini d'Italia potranno parlare una qualunque lingua dell'Unione, in ossequio alla direttiva Bolkenstein.

 

I giudici hanno cancellato con un tratto di penna la proroga fissata dal governo gialloverde nel 2019, e che avrebbe garantito lo status quo per altri dodici anni, al 2034. Lo status quo è garantito ancora per due anni e due mesi. Non tutte le concessioni sono uguali, ma i numeri fanno impressione.

salvini papeete

 

Il Demanio incassa poco più di cento milioni di euro l'anno, la metà di quel che sulla carta dovrebbe (è alto il tasso di evasione), ma soprattutto si tratta di una frazione dei fatturati del settore. Non tutte le spiagge sono uguali, ma qui basti citare il caso del Twiga di Flavio Briatore, a Marina di Pietrasanta. Lo ricorda il verde Angelo Bonelli, da anni impegnato nella battaglia per il superamento del privilegio.

concessioni balneari

 

Lo Stato incassa da Briatore 17mila euro l'anno a fronte di un fatturato superiore ai quattro milioni. «C'è di più: il titolare della concessione demaniale non è Briatore, bensì un signore che gli ha ceduto il ramo di azienda per 3,5 milioni».

 

MATTEO SALVINI AL PAPEETE

I siti di compravendita immobiliare sono pieni di annunci di «vendita attività» nelle spiagge. In sintesi: finora il mercato è stato florido, ma solo per i privati. La prima conseguenza della sentenza sarà sul valore di quelle compravendite. Per questo Federbalneari, dopo anni di lobbying verso i partiti, si dice «sbigottita», promette ricorso alla Corte di Giustizia del Lussemburgo e dice che sono a rischio un milione di posti di lavoro.

 

Il leader della Lega Matteo Salvini, che nel 2019 fu artefice della proroga, denuncia la «svendita» per mano dei «burocrati di Bruxelles e dei loro complici». Più o meno le parole di Giorgia Meloni, mentre il Pd invoca «una riforma organica». Qualunque sarà, non potrà più permettere casi come quello del Twiga.

concessioni balneari

 

2 - LA PROTESTA DEGLI STABILIMENTI: «ABBIAMO INVESTITO SOLDI DIFENDEREMO LE NOSTRE FAMIGLIE»

Andrea Ducci per il "Corriere della Sera"

 

«È una sentenza dirompente che preoccupa una fetta importante dell'economia del nostro Paese, in ballo ci sono decine di migliaia di famiglie, che vivono ore di sconforto». A dirlo è Antonio Capacchione, presidente del Sindacato Italiano Balneari-Confcommercio, che a botta calda definisce «sconcertante, prima ancora che sconvolgente» la decisione del Consiglio di Stato.

NO BOLKESTEIN

 

Le due sentenze dei magistrati di Palazzo Spada si configurano agli occhi dei titolari di concessioni su spiagge e coste come una mazzata. Un colpo a cui il sindacato guidato da Capacchione intende dare al più presto una riposta.

 

«Sto cercando di capire le motivazioni di una sentenza così sconvolgente. Sembra saltata la certezza del diritto e con essa la giusta tutela per gli investimenti effettuati, sulla base di una legge dello Stato, dagli operatori del settore», osserva Capacchione.

 

L'obiettivo dei balneari è individuare al più presto la strada per un ricorso, poco importa se il Consiglio di Stato ha già specificato che non saranno ammesse proroghe. «Questa vicenda darà luogo a un lungo contenzioso, se necessario ricorreremo fino alla Corte europea dei diritti dell'uomo, per tutelare le persone che per causa di queste sentenze perderanno il lavoro e la propria attività».

 

Frits Bolkestein

Prima di ricorrere alla corte internazionale con sede a Strasburgo il sindacato dei balneari intende studiare a fondo le carte. «Ci riserviamo di leggere con attenzione e deferenza le motivazioni della sentenza del Consiglio di Stato, poi decideremo le iniziative da intraprendere per la tutela di decine di migliaia di famiglie di onesti lavoratori gettate nell'angoscia più totale per la prospettiva di perdere il lavoro e i loro averi», ribadisce Capacchione.

 

Che intanto attacca a testa bassa il Consiglio di Stato, colpevole a suo dire di «affermare la contrarietà al diritto europeo delle proroghe disposte dal legislatore e dalla Pubblica amministrazione in quanto automatiche e generalizzate e nel contempo stabilisce una proroga altrettanto automatica e generalizzata però solo di due anni».

 

NO BOLKESTEIN

A prendersela con i giudici che ieri, in adunanza plenaria, hanno fissato il termine perentorio del dicembre 2023 per le concessioni è anche Federbalneari. «Non condividiamo le motivazioni giuridiche di questa sentenza. Quanto deciso dal Consiglio di Stato mette a repentaglio oltre 30 mila famiglie che lavorano nel settore turistico balneare, decretando il blocco degli investimenti con gravi ripercussioni anche a livello occupazionale. In questo modo, infatti, si rende fortemente instabile un settore che conta circa un milione di lavoratori», protesta Marco Maurelli presidente, di Federbalneari Italia.

 

concessioni balneari

L'orientamento per le prossime mosse è analogo a quello di Sib - Confcommercio, ossia tentare un ricorso. «Siamo sbigottiti: faremo ulteriori valutazioni legali perché sarebbe stato auspicabile ricorrere alla Corte di Giustizia europea confermando l'attuale periodo transitorio per scrivere subito la riforma delle concessioni».

 

Le due sentenze di ieri fanno paura soprattutto nelle regioni dove sono più numerose le attività titolari di concessioni. «La decisione del Consiglio di Stato sulla proroga solo fino al 2023 delle concessioni balneari è folle soprattutto perché rende migliaia di aziende ostaggio della magistratura amministrativa.

concessioni balneari 1

 

Tutto questo è stato possibile a causa del lassismo di una politica che, per tanti anni, è stata indecisa, superficiale e chiacchierona determinando la scadenza delle concessioni demaniali marino-marittime tra due anni. Questo è un colpo forte contro migliaia di aziende familiari che vedono messa in discussione la loro storia e anni di lavoro e di impegno sulle nostre coste», dice il coordinatore del tavolo interregionale del Demanio e assessore di Regione Liguria, Marco Scajola.

SALVINI IN SPIAGGIA AL PAPEETEliscia ruja 1

Ultimi Dagoreport

donald trump flavio briatore

CIAO “BULLONAIRE”, SONO DONALD! – TRUMP, CON TUTTI I CAZZI E I DAZI CHE GLI FRULLANO NELLA TESTA, ALMENO DUE VOLTE A SETTIMANA TROVA IL TEMPO PER CAZZEGGIARE AL TELEFONO CON IL SUO VECCHIO AMICO FLAVIO BRIATORE – DA QUANDO HA VENDUTO IL TWIGA, L’EX FIDANZATO DI NAOMI CAMBPELL E HEIDI KLUM E' UN PO' SPARITO: CENTELLINA LE SUE APPARIZIONI TV, UN TEMPO QUASI QUOTIDIANE - IN DUE MESI È APPARSO NEI SALOTTI TV SOLO UN PAIO DI VOLTE: UNA A DICEMBRE A "DRITTO E ROVESCIO" CHEZ DEL DEBBIO, L’ALTRA MERCOLEDÌ SCORSO A “REALPOLITIK” MA NESSUNO SE N’È ACCORTO (UN TEMPO BRIATORE FACEVA NOTIZIA)

donald trump giorgia meloni ixe sondaggio

DAGOREPORT - CHE COSA SI PROVA A DIVENTARE “GIORGIA CHI?”, DOPO ESSERE STATA CARAMELLATA DI SALAMELECCHI E LECCA-LECCA DA DONALD TRUMP, CHE LA INCORONÒ LEADER "ECCEZIONALE", "FANTASTICA", "PIENA DI ENERGIA’’ E ANCHE "BELLISSIMA"? - BRUTTO COLPO, VERO, SCOPRIRE CHE IL PRIMO DEMENTE AMERICANO SE NE FOTTE DELLA “PONTIERA” TRA USA E UE CHE SI È SBATTUTA COME MOULINEX CONTRO I LEADER EUROPEI IN DIFESA DEL TRUMPISMO, E ORA NON RACCATTA NEMMENO UN FACCIA A FACCIA DI CINQUE MINUTI, COME È SUCCESSO AL FORUM DI DAVOS? - CHISSÀ CHE EFFETTO HA FATTO IERI A PALAZZO CHIGI LEGGERE SUL QUEL “CORRIERE DELLA SERA” CHE HA SEMPRE PETTINATO LE BAMBOLE DELL’ARMATA BRANCA-MELONI, IL DURISSIMO EDITORIALE DI UN CONSERVATORE DOC COME MARIO MONTI - CERTO, PER TOGLIERE LA MASCHERA ALL’INSOSTENIBILE GRANDE BLUFF DELLA “GIORGIA DEI DUE MONDI”, C’È VOLUTO UN ANNO DI ''CRIMINALITÀ'' DI TRUMP MA, SI SA, IL TEMPO È GALANTUOMO, I NODI ALLA FINE ARRIVANO AL PETTINE E LE CONSEGUENZE, A PARTIRE DAL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA DI FINE MARZO, POTREBBERO ESSERE MOLTO AMARE TRASFORMANDO IL ''NO'' ALL'UNICA RIFORMA DEL GOVERNO IN UN "NO" AL LEGAME DI MELONI CON LA DERIVA FASCIO-AUTORITARIA DI TRUMP... 

tommaso cerno barbara d'urso durso d urso francesca chaouqui annamaria bernardini de pace

FLASH – IERI SERA GRAN RADUNO DI PARTY-GIANI ALLA CASA MILANESE DI TOMMASO CERNO, PER CELEBRARE IL 51ESIMO COMPLEANNO DEL DIRETTORE DEL “GIORNALE” – NON SI SONO VISTI POLITICI, AD ECCEZIONE DI LICIA RONZULLI. IN COMPENSO ERANO PRESENTI L’AVVOCATESSA ANNAMARIA BERNARDINI DE PACE E L’EX “PAPESSA” FRANCESCA IMMACOLATA CHAOUQUI. A RUBARE LA SCENA A TUTTE, PERÒ C’HA PENSATO UNA SFAVILLANTE BARBARA D’URSO STRETTA IN UN ABITINO DI DOLCE E GABBANA: “BARBARELLA” AVREBBE DELIZIATO I PRESENTI ANNUNCIANDO CHE, DOPO FABRIZIO CORONA, ANCHE LEI TIRERÀ FUORI QUALCHE VECCHIA MAGAGNA…

giorgia meloni carlo calenda

FLASH – CARLO CALENDA UN GIORNO PENDE DI QUA, L’ALTRO DI LÀ. MA COSA PENSANO GLI ELETTORI DI “AZIONE” DI UN’EVENTUALE ALLEANZA CON LA MELONI? TUTTO IL MALE POSSIBILE: IL “TERMOMETRO” TRA GLI “AZIONISTI” NON APPREZZA L'IPOTESI. ANCHE PER QUESTO CARLETTO, ALL’EVENTO DI FORZA ITALIA DI DOMENICA, È ANDATO ALL’ATTACCO DI SALVINI: “NON POSSO STARE CON CHI RICEVE NAZISTI E COCAINOMANI” (RIFERIMENTO ALL’ESTREMISTA INGLESE TOMMY ROBINSON) – IL PRECEDENTE DELLE MARCHE: ALLE REGIONALI DI SETTEMBRE, CALENDA APRÌ A UN ACCORDO CON IL MAL-DESTRO ACQUAROLI, PER POI LASCIARE LIBERTÀ “D’AZIONE” AI SUOI CHE NON NE VOLEVANO SAPERE...

donald trump peter thiel mark zuckerberg sam altman ice minneapolis

DAGOREPORT – IL NERVOSISMO È ALLE STELLE TRA I CAPOCCIONI E I PAPERONI DI BIG TECH: MENTRE ASSISTONO INERMI ALLE VIOLENZE DI MINNEAPOLIS (SOLO SAM ALTMAN E POCHI ALTRI HANNO AVUTO LE PALLE DI PRENDERE POSIZIONE), SONO MOLTO PREOCCUPATI. A TEDIARE LE LORO GIORNATE NON È IL DESTINO DELL'AMERICA, MA QUELLO DEL LORO PORTAFOGLI. A IMPENSIERIRLI PIÙ DI TUTTO È LO SCAZZO TRA USA E UE E IL PROGRESSIVO ALLONTANAMENTO DELL'EUROPA, CHE ORMAI GUARDA ALLA CINA COME NUOVO "PADRONE" – CHE SUCCEDEREBBE SE L’UE DECIDESSE DI FAR PAGARE FINALMENTE LE TASSE AI VARI ZUCKERBERG, BEZOS, GOOGLE, IMPONENDO ALL’IRLANDA DI ADEGUARE LA PROPRIA POLITICA FISCALE A QUELLA DEGLI ALTRI PAESI UE? – COME AVRÀ PRESO DONALD TRUMP IL VIAGGIO DI PETER THIEL NELLA FRANCIA DEL “NEMICO” EMMANUEL MACRON? SPOILER: MALISSIMO…

viktor orban giorgia meloni santiago abascal matteo salvini

FLASH – GIORGIA MELONI SI SAREBBE MOLTO PENTITA DELLA SUA PARTECIPAZIONE ALL’IMBARAZZANTE SPOTTONE PER LA CAMPAGNA ELETTORALE DI VIKTOR ORBAN, INSIEME A UN’ALLEGRA BRIGATA DI POST-NAZISTI E PUZZONI DI TUTTA EUROPA – OLTRE AD ESSERSI BRUCIATA IN UN MINUTO MESI DI SFORZI PER SEMBRARE AFFIDABILE ED EUROPEISTA, LA SORA GIORGIA POTREBBE AVER FATTO MALE I CONTI: PER LA PRIMA VOLTA DA ANNI, I SONDAGGI PER IL “VIKTATOR” UNGHERESE NON SONO BUONI - IL PARTITO DEL SUO EX DELFINO, PETER MAGYAR, È IN VANTAGGIO (I GIOVANI UNGHERESI NON TOLLERANO PIÙ IL PUTINISMO DEL PREMIER, SEMPRE PIÙ IN MODALITÀ RAGAZZO PON-PON DEL CREMLINO)