arcuri, conte, de gennaro, gentili di maio

DA DOVE VIENE L'ENNESIMA FIGURACCIA DI CONTE: GIANNI DE GENNARO ALLA PRESIDENZA DELLA POP.BARI, BOCCIATO DALLE REGOLE BCE E DA CARLA RUOCCO (PENSA TE)? - TUTTO PARTE DALLE NOMINE IN LEONARDO, DOVE CONTE AVREBBE VOLUTO PIAZZARE IL SUO PUPILLO ARCURI, E INVECE ZINGA LO HA COSTRETTO A CONFERMARE PROFUMO. A QUEL PUNTO, DE GENNARO NON POTEVA RESTARE AL VERTICE, ESSENDO STATO ANCHE LUI NOMINATO DAL PD (E. LETTA). E CON L'ARRIVO A LEONARDO DEL GENERALE CARTA, DE GENNARO RESTAVA SENZA POLTRONA. ECCO ALLORA CHE…

luigi di maio con profumo e de gennaro alla leonardo di pomigliano

DAGONEWS

 

Da dove viene l'ennesima figuraccia del governo, ovvero il nome di Gianni De Gennaro alla presidenza della Banca Popolare di Bari che viene messo in discussione, visto che non rispetta i requisiti imposti dalla BCE?

 

Non solo: l'ex capo della Polizia (e Servizi) è stato contestato dalla grillina Ruocco, fino a prova contraria parte della stessa maggioranza che lo ha nominato. Chi gliel'avrebbe detto a uno con il curriculum di De Gennaro che avrebbe dovuto finire nelle faide Conte-Di Maio?

GIOVANNI FALCONE GIANNI DE GENNARO

 

Tutto parte da Leonardo-Finmeccanica. Quando bisognava rinnovare i vertici, il premier aveva promesso il ruolo di amministratore delegato a Domenico Arcuri, ormai suo pupillo e manager ascoltatissimo. Profumo era in scadenza, non aveva portato grandi risultati, e la sua poltrona era più che traballante. La presidenza di De Gennaro invece era blindatissima. Tanto che ci fu un incontro a tre Conte-De Gennaro-Arcuri prima dell'ufficialità delle nomine, anche per suggellare i buoni rapporti tra i due vertici in pectore.

generale luciano carta

Senonché, prima del giorno fatidico, sulla conferma di Profumo si sono schierati gli ex verdi Realacci e soprattutto Gentiloni, nel frattempo diventato commissario europeo all'Economia, ex premier e ministro degli Esteri, che ha messo tutto il suo peso politico sulla riconferma del loro amico Profumo.

 

gianni letta e gianni de gennaro

Ecco allora che l'ex ''Arrogance'', diventato ormai molto più mansueto e accondiscendente, tiene stretta la sua scrivania a piazza Monte Grappa.

 

alessandro profumo sabina ratti foto di bacco (2)

A quel punto sorge un problema nella maggioranza: se il partito con meno voti blinda l'ad, non può mica mantenere pure il presidente. De Gennaro era stato infatti nominato il 4 luglio 2013 da Enrico Letta. Due manager su due nominati dal Pd in una delle aziende strategiche della difesa (aggiungere il ministero in mano a Guerini) sarebbe stato davvero troppo. Ecco allora che la permanenza di Profumo significa anche l'uscita del super-poliziotto che lavorò con Falcone.

Luciano Carta

 

Per quel ruolo viene scelto Luciano Carta. 63 anni, finanziere di razza fino a diventare capo di Stato maggiore al Comando generale Gdf, ha le caratteristiche di molti sardi: rigoroso, riservato e tenace come pochi. Fino a quel momento capo dell'Aise, i servizi segreti esterni, dove era entrato in conflitto con il capo del Dis Gennaro Vecchione, anche lui proveniente dalle fiamme gialle. A un certo punto, si parlò anche di Carta al posto di Gennaro Vecchione ma sostituire il pupillo di Conte si è rivelata un'impresa impossibile per Di Maio e Zinga.

zingaretti di maio

 

Carta ha instaurato un ottimo rapporto sia con il segretario del Pd sia con Luigi Di Maio, che gli chiede spesso consiglio.

 

Il generale al vertice di Leonardo nel frattempo non ha fatto il presidente di campanello: venendo dalla Guardia di Finanza, è uno che di numeri e conti ne capisce, parla con i capi azienda, legge i documenti e partecipa attivamente alla gestione del gruppo. Arrogance, non più arrogante, non obietta.

 

conte vecchione

Dopo questo rimescolamento, restava però fuori il povero De Gennaro mentre Arcuri, oltre alla guida di Invitalia, è stato nominato super-commissario al Covid (coi risultati che sappiamo).  Ecco allora che si apre il tema Popolare di Bari: la banca è finita sotto il controllo del Mediocredito Centrale, guidato da Bernardo Mattarella, che era in lizza per dirigere anche la PopBari. E chi controlla il Mediocredito Centrale? Invitalia, e dunque Arcuri.

Arcuri Conte

 

Ecco allora che il nipote del presidente della Repubblica si sfila dalla lista, anche per il timore che qualcuno metta in mezzo lo zio, e appare invece De Gennaro. Pieno di titoli ma non nel settore della finanza, come richiedono Francoforte e Carla Ruocco. Come finirà? Ah, saperlo...

BERNARDO MATTARELLA

Ultimi Dagoreport

grande fratello vip pier silvio berlusconi alfonso signorini fabrizio corona ilary blasi

FERMI TUTTI: IL “GRANDE FRATELLO VIP” 2026 SÌ FARÀ - PIER SILVIO BERLUSCONI NON HA ALCUNA INTENZIONE DI DARLA VINTA A FABRIZIO CORONA NÉ TANTOMENO DI SCENDERE A COMPROMESSI: IL REALITY TORNERÀ IN ONDA, CON OGNI PROBABILITÀ, CON LA CONDUZIONE DI ILARY BLASI. IN RISERVA, RESTA IL NOME DI VERONICA GENTILI CHE, NELLA PASSATA STAGIONE, HA CONDOTTO CON MEDIOCRE FORTUNA L’“ISOLA DEI FAMOSI” – IN ENDEMOL, CASA DI PRODUZIONE DEL REALITY, C’È STATO UN AUDIT INTERNO PER FARE CHIAREZZA SUL TANTO VAGHEGGIATO "CASO SIGNORINI", E SUI METODI DI SELEZIONE DEI VARI CAST DELLE PASSATE EDIZIONI, NON RILEVANDO ALCUNA "CRITICITÀ" - RESTA IN PIEDI IL PIANO GIUDIZIARIO: LO STOP IMPOSTO ALLA PUNTATA DI OGGI DI “FALSISSIMO” SUL CASO SIGNORINI È UNA SBERLA PER CORONA CHE…

antonino salerno un genocidio chiamato olocausto

FLASH – IL CASO DEL LIBRO “UN GENOCIDIO CHIAMATO OLOCAUSTO” È RISOLTO! L’AUTORE, TAL ANTONINO SALERNO, NON SAREBBE UN DIRIGENTE DEL MINISTERO DELLA CULTURA, MA UN COMPOSITORE E DIRETTORE D’ORCHESTRA CHE COLLABORA CON LA RIVISTA “HISTORIA MAGISTRA” DI TORINO, DIRETTA DAL PROFESSORE FILO-PUTINIANO ANGELO D’ORSI, CHE AVREBBE DOVUTO PRESENTARE VENERDÌ, ALL’UNIVERSITÀ DELL’INSUBRIA, IL VOLUME, CHE PERÒ NON È STATO ANCORA PUBBLICATO (NÉ LO SARÀ MAI, SU DECISIONE DALLA CASA EDITRICE “MIMESIS”)

salvini vannacci

DAGOREPORT - MATTEO SALVINI HA DECISO: ROBERTO VANNACCI DEVE ANDARSENE DALLA LEGA. IL PROBLEMA, PER IL SEGRETARIO, È COME FAR SLOGGIARE IL GENERALE. CACCIARLO SAREBBE UN BOOMERANG: È STATO SALVINI STESSO A COCCOLARLO, NOMINANDOLO VICESEGRETARIO CONTRO TUTTO E CONTRO TUTTI. L’OPZIONE MIGLIORE SAREBBE CHE FOSSE L’EX MILITARE A SBATTERE IL PORTONE E ANDARSENE, MA VANNACCI HA PAURA CHE I TEMPI PER IL SUO PARTITO NON SIANO MATURI (DOVE PUÒ ANDARE CON TRE PARLAMENTARI, NON CERTO DI PRIMO PIANO, COME SASSO, ZIELLO E POZZOLO?) – ENTRAMBI SANNO CHE PIÙ ASPETTANO, PEGGIO È, ANCHE IN VISTA ELEZIONI: AVVICINARSI TROPPO AL 2027 POTREBBE ESSERE FATALE A TUTTI E DUE – LA “GIUSTA CAUSA” PER LICENZIARE IL GENERALE CI SAREBBE GIÀ, MANCA LA VOLONTÀ DI FARLO...

peter thiel donald trump

FLASH – TRUMP, UN UOMO SOLO ALLO SBANDO! IL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO È COMPLETAMENTE INCONTROLLABILE: DOPO AVER SFANCULATO, NELL’ORDINE, STEVE BANNON, ELON MUSK, PAM BONDI E TUTTO IL CUCUZZARO “MAGA”, ORA SAREBBE AI FERRI CORTISSIMI ANCHE CON PETER THIEL, IL “CAVALIERE NERO DELLA TECNO-DESTRA”, E DI CONSEGUENZA IL BURATTINO DEL MILIARDARIO DI “PALANTIR”, IL VICEPRESIDENTE JD VANCE – TRUMP SI CREDE L’UNTO DEL SIGNORE CON LA DEVOZIONE DEL POPOLO AMERICANO, ED È PRONTO A TUTTO PUR DI VINCERE LE MIDTERM DI NOVEMBRE - IL SEGRETARIO DI STATO, MARCO RUBIO, NON HA LE PALLE DI RIBELLARSI, TERRORIZZATO DI FINIRE CACCIATO O MESSO ALLA PUBBLICA GOGNA – E CON UN TRUMP IN COMPLETA DISGREGAZIONE MENTALE, SENZA NESSUNO CHE LO FERMI E CON IL SOGNO DI DIVENTARE “IMPERATORE DEL MONDO” (COME HA DETTO ROBERT KAGAN), C’È DA AVERE DAVVERO PAURA...

fiorello dagospia

“EVVIVA DAGOSPIA” – FIORELLO SOTTERRA IL "FORNELLO DI GUERRA" E CHIEDE SCUSA A MODO SUO DOPO AVER DEFINITO I GIORNALISTI DI DAGOSPIA “CIALTRONI”: “VOI SAPETE COME SIAMO, NO? IO SONO FUMANTINO, E ANCHE DAGOSPIA. CI SIAMO ABBAIATI, COME I CANI CHE SI INCONTRANO, MA NON SI MORDONO, PERCHÉ ALLA FINE SI STIMANO” – “INVITIAMO QUI UNA RAPPRESENTANZA, VI CUCINO IO, COL FORNELLETTO A INDUZIONE E DUE POMPIERI VICINO, NON SI SA MAI” - LA RISPOSTA DELLA REDAZIONE: "SEPPELLIAMO IL FORNELLETTO DI GUERRA E ACCETTIAMO L'INVITO A PRANZO MA PORTIAMO NOI L'ESTINTORE E..." - VIDEO!