mario draghi

TRA DRAGHI E IL COLLE BALLA IL VIMINALE ALLA LEGA – È SUL FATTORE TEMPO CHE MARIOPIO VORREBBE GIOCARSI LE PROPRIE CHANCE PER IL QUIRINALE: IL PREMIER VORREBBE CHIUDERE LA PARTITA ENTRO LA QUARTA VOTAZIONE GIOVEDÌ, QUANDO LA MAGGIORANZA NECESSARIA SCENDERÀ A 505 GRANDI ELETTORI – MA SOLO CON UN ACCORDO SU PALAZZO CHIGI, POTRÀ SCATTARE IL SEMAFORO VERDE PER DRAGHI SUL COLLE. ED È L’UNICO MODO PER CONVINCERE SALVINI CHE VORREBBE IL VIMINALE PER IL CARROCCIO – DAGOREPORT

DAGOREPORT

https://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/dagoreport-solo-accordo-dopo-draghi-palazzo-chigi-297016.htm

 

Ilario Lombardo per “La Stampa”

 

MARIO DRAGHI

È sul fattore tempo che Mario Draghi vorrebbe giocarsi le proprie chance per il Quirinale e, contemporaneamente, costruire il percorso che porterà i partiti a definire il governo che sarà. La scommessa sarebbe stata la prima votazione. Lunedì. Cioè tra poco più di 48 ore. Un traguardo ideale che a Palazzo Chigi sognavano di tagliare come prova dell'unità del Parlamento attorno al nome del premier. Ma il rischio di far finire l'ex banchiere incenerito dai franchi tiratori è troppo alto: faticare a raggiungere i 673 grandi elettori vorrebbe dire mettere la parola fine anche al governo. Tanto più che per chiudere presto sul nome di Draghi serve il via libera del centrodestra. E, ancora prima, quello di Silvio Berlusconi.

 

giorgia meloni silvio berlusconi matteo salvini renzi quirinale by macondo

L'attesa di cosa farà e cosa dirà il presidente di Fi rende il clima a Palazzo Chigi un po' meno sereno del solito. Il fedelissimo del leader azzurro Gianni Letta ancora ieri ha provato a convincerlo a convergere su Draghi. L'ira funesta del presidente di FI è tutta nella categoricità sospetta con la quale il cerchio magico fino a tarda sera bocciava l'ipotesi Draghi. Siamo nei preamboli della tattica, nulla di preoccupante, ma potrebbe essere abbastanza per far evaporare il progetto di elezione immediata. Ancora manca la mano che indicherà per prima il nome dell'attuale premier. Per questo serve qualche giorno in più. Anche solo uno, martedì. Per far maturare le trattative, curare le ferite all'ego di Berlusconi e convincere gli scettici, i tanti, troppi deputati e senatori che in cambio del sì a Draghi vogliono una chiara prospettiva di governo, che scacci l'incubo delle elezioni anticipate.

 

draghi

A Palazzo Chigi, però, avvertono anche un altro rischio. Quello di andare troppo in là. Secondo le regole di prevenzione anti-Covid, infatti, è previsto un solo voto al giorno. E più sono i giorni che passano più è probabile che risentimento e ripensamenti riprendano a lievitare. Bisogna chiudere entro la quarta, cioè giovedì, ragionano nell'entourage del presidente del Consiglio, quando i numeri diverranno più favorevoli e la maggioranza necessaria scenderà a 505 grandi elettori. Ancora meglio, sperano, sarebbe entro la terza, mercoledì: vorrebbe dire aver strappato simbolicamente il traguardo della scelta più condivisa possibile dai partiti. Draghi tace e aspetta.

 

Ma dà segnali precisi, che i leader cercano di interpretare. Le rassicurazioni arrivano dagli sherpa del premier, che raccolgono i timori, propongono schemi, si mostrano attenti. Ai ministri del Pd, come Andrea Orlando e Lorenzo Guerini, al segretario Enrico Letta e a Luigi Di Maio, che invece ha avuto occasione di confrontarsi con il presidente del Consiglio, è arrivata chiara l'impressione che i ritocchi alla squadra dovrebbero essere pochi.

meme del presepe con matteo salvini giorgia meloni silvio berlusconi

 

Anche perché «servirà un governo immediatamente operativo», spiegano gli uomini di fiducia del premier, che dovrà pianificare i progetti sul Piano nazionale di ripresa e resilienza che l'Europa attende entro giugno. Orlando ha espresso lo stesso auspicio, ieri, durante la cabina di regia e il Consiglio dei ministri, aggiungendo la preoccupazione sui dati del lavoro ancora più precario prodotto dalla pandemia. Nei capannelli a margine del Cdm, Orlando e Giancarlo Giorgetti si sono confrontati con Draghi, a quanto pare solo sugli impegni dei prossimi mesi, e senza far riferimento esplicito al Quirinale. Draghi ha già detto e ripetuto che non si intesterà il nuovo governo prima di salire al Colle.

 

Per ragioni di forma, costituzionali, ma anche per non dare a Matteo Salvini l'occasione di rivendicare un rimpasto, vista l'insistenza con cui il leghista rivendica un posto per sé o con cui sta cercando di piazzare un fedelissimo al ministero dell'Interno. Tutto dovrà seguire il percorso previsto dalla Carta.

 

mario draghi cammina sulle acque

I partiti si accorderanno sulla maggioranza e stabiliranno chi sarà più adatto a prendere il posto di Draghi, nella convinzione che il governo che può essere fatto il prima possibile è il governo che c'è già, guidato da uno che ne ha fatto parte in questi 11 mesi. I nomi, a sentire i ministri si riducono sempre agli stessi: Vittorio Colao, perché è il preferito dai consiglieri economici del premier e Marta Cartabia, perché sarebbe la prima donna, anche se convince meno. Nelle ultime ore si è aggiunto Filippo Patroni Griffi, ex presidente del Consiglio di Stato. Il leader del M5S Giuseppe Conte lo ha inserito nella lista dei papabili per il Quirinale, e d'accordo con il Pd potrebbe anche proporlo per Palazzo Chigi.

PIER FERDINANDO CASINI PALOMBARO - MEME BY DEMARCO

 

Nel tracollo di ogni certezza sui numeri, ogni ora si rivela un distillato di negoziazioni, in un falò di candidati falsi o presunti, scelte di bandiera o carte utili solo a stanare gli avversari. Ieri, per esempio, dal fronte del Pd e di Italia Viva circolavano i nomi dell'ex presidente della Camera Luciano Violante e dell'ex ministro della Giustizia Paola Severino. Mentre per tutto il giorno sono cresciute fino a sgonfiarsi le quotazioni di Pier Ferdinando Casini. Ed è ritornato a circolare come alternativa a Draghi l'ex premier Giuliano Amato. Sono nomi che servono soprattutto a controbattere a Salvini, che, agli occhi del Pd, si sarebbe intestardito su nomi considerati «inaccettabili», come Marcello Pera. «Se continua così - sostiene Orlando - proponendo candidature con scarse probabilità di farcela, ci farà solo perdere tempo e terrà bloccato il Paese per nulla».

pier ferdinando casinigiuliano amatopaola severino marta cartabia maria elisabetta alberti casellati quirinale by macondo marta cartabia romano prodi pierferdinando casini sabino cassese quirinale by macondomatteo salvini silvio berlusconi giorgia meloni quirinale by macondo

Ultimi Dagoreport

giuseppe conte elly schlein franceschini bonaccini nardella

DAGOREPORT - ELLY, ASCOLTA GLI AMICI! I CAPOCCIONI E LE MEZZECALZE DEL PD, CHE SONO SCESI COSÌ PESANTEMENTE IN CAMPO PER SCONGIURARE LA JATTURA DELLE PRIMARIE, NON CE L'HANNO CON TE, LO FANNO PER SOLO PER IL TUO BENE - CERTO, TEMONO (A RAGIONE) ANCHE PER LA LORO SOPRAVVIVENZA PARLAMENTARE: SE ELLY, COME PROBABILE, PERDESSE AI GAZEBO IL DUELLO CON CONTE, TRASCINEREBBE IL PARTITO NEL BARATRO - È PER QUESTO CHE DA QUALCHE SETTIMANA SONO PARTITI GLI AVVERTIMENTI VIA STAMPA, ANCHE DI ESPONENTI PD NON OSTILI ALLA SCHLEIN COME DARIO NARDELLA, DI FARE UN PASSO INDIETRO – LA TRAGEDIA È CHE L’AMBIZIOSA DUCETTA DEL NAZARENO, NONOSTANTE I SONDAGGI HORROR, SI VEDE GIÀ A PALAZZO CHIGI, VALUTANDOLI COME ATTACCHI ALLA SUA LEADERSHIP: “LE INTERVISTE SULLE PRIMARIE? SONO SOLO ESERCIZI INTELLETTUALI, ALLA FESTA DELL’UNITA’ PARLO IO” - SE ELLY CONTINUA COSÌ, RISCHIA CHE LA SUA PROSSIMA OCCUPAZIONE SARA' DI BALLARE SUI CARRI DEL GAY PRIDE...

fedorov musk thiel zelensky crosetto

DAGOREPORT - A QUALCUNO NON PIACE 'STO FEDOROV - PIU' CHE A INDIGNARE I NEURONI ALLA VODKA DI VANNACCI E DI TRAVAGLIO, L’INGAGGIO DEL GOVERNO ITALIANO DELL'EX MINISTRO DELLA DIFESA UCRAINO FA INCAZZARE ZELENSKY E METTE IN ALLARME LE AGENZIE DI INTELLIGENCE EUROPEE - IL DINAMISMO DEL NOVELLO CONSULENTE DEL MINISTRO CROSETTO NON POTEVA NON FINIRE "ATTENZIONATO", VISTO E CONFERMATO IL RAPPORTO STRETTISSIMO CON L'EMINENZA GRIGIA DELLA TECNO-DESTRA PETER THIEL E CON IL CAVALIERE NERO DELLA GALASSIA MAGA, ELON MUSK - È STATO FEDOROV A OTTENERE LO SBLOCCO DEL SISTEMA STARLINK E A COLTIVARE RAPPORTI CON PALANTIR, CHE FORNISCE A KIEV I SOFTWARE PER LA DIFESA - CHE STA COMBINANDO IN QUESTI GIORNI FEDOROV NEGLI STATI UNITI? COSA VOGLIONO MUSK E THIEL DA LUI? LE ELEZIONI A KIEV, MAGARI PER SOSTITUIRE ZELENSKY E ARRIVARE A QUALUNQUE ‘PACE’”?

ranucci presutti cianfoni floridia

DAGOREPORT - MA QUALE "EPISODIO"! GIULIA PRESUTTI ERA UN HABITUÈ DEL “CEFALÙ BISTRÒ” DOVE PIÙ VOLTE È STATA VISTA INSIEME ALL’AMICA LAURA CIANFONI, CHE A SUA VOLTA È LEGATISSIMA A RANUCCI E CARISSIMA A LAVITOLA (COME È TESTIMONIATO DALLE FOTO DI DAGOSPIA IN OCCASIONE DEL PREMIO COLALUCCI, SETTEMBRE 2020) - NELLA DECISIONE DI SCEGLIERE GIULIA PRESUTTI, ACCREDITATA COME ESPRESSIONE DI M5S E AVS, PER DARE UN CONTENTINO ALL’OPPOSIZIONE, SAREBBE AVVENUTA UNA INTERLOCUZIONE TRA L’AD RAI, GIAMPAOLO ROSSI, E L’EX PRESIDENTE DELLA VIGILANZA RAI, LA GRILLINA BARBARA FLORIDIA, CHE AVREBBE DATO IL SUO PLACET - ANCHE SULLA SCELTA DI PIERVINCENZI ALLA CONDUZIONE DI "REPORT", CHE VA A BILANCIARE LA PRESUTTI DI SINISTRA, SI ADDENSANO ALCUNE DOMANDINE: A PARTIRE DALLA PASSIONE PER IL RUGBY…

generali philippe donnet luigi lovaglio carlo messina

DAGOREPORT - IL RISIKO S'INGROSSA! L’APERTURA DI ASSICURAZIONI GENERALI A VALUTARE L'OFFERTA” DI MPS PER L’ACQUISIZIONE DI BANCA GENERALI, È UN GRAN PASSO AVANTI PER IL PIANO DI LOVAGLIO PER DISINNESCARE L’OPAS SUL “MONTE” DI BANCA INTESA - SECONDO PIAZZA AFFARI, L’OPERAZIONE TRIESTE-SIENA POTREBBE AVERE DALLA SUA L’APPOGGIO DEI POTENTISSIMI FONDI DI INVESTIMENTO INTERNAZIONALI, TRA CUI BLACKROCK, CHE HA PERALTRO IMPORTANTI INTERESSI NELLE BANCHE ITALIANE, TRA CUI INTESA - ORA INIZIA UNA PARTITA APERTISSIMA DAL PUNTO DI VISTA FINANZIARIO, MA ANCHE DA QUELLO POLITICO: IL 26 OTTOBRE  L’ASSEMBLEA STRAORDINARIA DI MPS SARA' CHIAMATA AD APPROVARE L'ACQUISIZIONE E TUTTO PUO' SUCCEDERE...

mark zuckerberg proteste

HAI VOLUTO TRUMP? E ORA T’ATTACCHI ALLA SCORTA! – I LEADER DELLA SILICON VALLEY SONO OSSESSIONATI DALLA LORO SICUREZZA, E SPENDONO VAGONATE DI DOLLARI IN PROTEZIONE, GUARDIE DEL CORPO, BUNKER. COLPA DELLA SVOLTA TRUMPIANA E DELLA RIVOLUZIONE DELL’ACCELERAZIONE INCONTROLLABILE DELL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE, CHE RISCHIA DI PRODURRE FOLLE DI DISOCCUPATI INCAZZATI PRONTI AD ASSALTARE, OLTRE AI DATA CENTER, I VILLONI DEI PAPERONI – IL PIÙ PARANOICO DI TUTTI? MARK ZUCKERBERG! META SPENDE OLTRE 25 MILIONI DI DOLLARI ALL’ANNO ESCLUSIVAMENTE PER LA PROTEZIONE DEL SUO FONDATORE – L’OSSESSIONE DEI MILIARDARI PER BUNKER DI LUSSO, FORTEZZE SOTTERRANEE, RIFUGI IN NUOVA ZELANDA E HAWAII, CON INVESTIMENTI CHE OSCILLAVANO TRA I DIECI E I CINQUANTA MILIONI DI DOLLARI CIASCUNO...