mario draghi

DRAGHI È QUI PER RESTARE - MA QUALE QUIRINALE: PER DARE UN SENSO AL RECOVERY PLAN E INSTRADARE LE RIFORME, DRAGHI DEVE RIMANERE A PALAZZO CHIGI FINO AL 2023. E SE ALLE ELEZIONI NON EMERGE UNA MAGGIORANZA CHIARA, ANCHE OLTRE - SENZA CONSIDERARE CHE IN UE IN AUTUNNO CI SARÀ UN VUOTO DI LEADERSHIP DOPO L’ADDIO DELLA MERKEL. E L’UNICO CHE PUÒ PRENDERE LE REDINI DELL’EUROPA È LUI (NEL 2024 SI LIBERA ANCHE LA POLTRONA DI PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE)

mario draghi consiglio europeo

AVVISO AI NAVIGATI: NIENTE QUIRINALE, DRAGHI RESTERÀ A PALAZZO CHIGI - IL PROGRAMMA DI RISANAMENTO E RIFORME DEL PREMIER ITALIANO AVRÀ BISOGNO CHE IL GOVERNO DURI FINO AL 2023, EPILOGO DELLA LEGISLATURA - GIORNI FA IL ‘NEW YORK TIMES’ AVEVA SALUTATO IN DRAGHI LA NUOVA FIGURA DI RIFERIMENTO IN UN'EUROPA CHE PERDE LA LEADERSHIP DI MERKEL E HA IN MACRON UN PERSONAGGIO IMPEGNATO IN UNA LUNGA CORSA ALLA RIELEZIONE

https://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/avviso-navigati-niente-quirinale-draghi-restera-palazzo-chigi-267841.htm

 

mario draghi angela merkel

 

IL QUIRINALE? NEL FUTURO DI DRAGHI C'È IL GOVERNO O L'EUROPA

Renato Mannheimer e Pasquale Pasquino per “il Riformista”

 

Nella politica italiana dei prossimi 12 mesi - al di là della gestione della epidemia che, anche se con il ritardo dovuto alle case farmaceutiche e la relativa disorganizzazione nella somministrazione del vaccino, sarà sperabilmente superata, e del Def (di 180 pagine) deliberato ieri in consiglio dei ministri - arriveranno non uno solo, ma due convitati di pietra.

GIANCARLO GIORGETTI E MATTEO SALVINI

 

Due scadenze di grande importanza. Le elezioni comunali che riguardano fra l' altro cinque grandi città, compresa la capitale politica e quella economica del paese, e le elezioni del Presidente della Repubblica.

 

Sul primo evento sarà il caso di tornare più dettagliatamente quando saranno noti i candidati dei partiti (e/o delle alleanze). Per ora, i primi sondaggi registrano qualche difficoltà per il centrosinistra.

 

enrico letta e oscar camps

A Roma, dove una recente indagine di Roberto D' Alimonte mostra come, allo stato attuale, sia possibile uno scenario che vede l' attuale sindaco Raggi superare il primo turno ma poi essere sconfitta dal centrodestra al secondo. E a Milano, ove il centrodestra preme sull' ex sindaco Albertini perché si ripresenti e un sondaggio Eumetra sembra profilare la possibilità di una vittoria di quest' ultimo sul sindaco uscente Sala.

 

mattarella e mario draghi al quirinale

Nel caso delle elezioni del Presidente, invece, non vi sono candidati, ma solo eletti. E la decisione viene presa dal Parlamento allargato, con risultati che, come dimostrano le esperienze passate, sono quasi sempre imprevedibili. Oggi però molti osservatori avanzano il nome di Mario Draghi per quella carica. E la cosa non sorprende.

 

ENRICO LETTA PARLA DI DRAGHI A PORTA A PORTA

La reputazione nazionale e internazionale dell' attuale Presidente del Consiglio depone interamente a suo favore. Il Quirinale è certamente il più bel palazzo presidenziale del mondo, senza confronto possibile con Palazzo Chigi. Ma nonostante questo il paese si governa da Palazzo Chigi e non dal Colle e l' Italia non è la Francia.

 

Al Consiglio europeo, per quanto ci riguarda, ci va il Capo del Governo non il Capo dello Stato. I poteri "a fisarmonica" di quest' ultimo non si estendono oltre il ruolo che egli/ella può svolgere nelle crisi e alla moral suasion nei confronti dei rappresentanti eletti.

DRAGHI SALVINI

 

In base al dettato costituzionale, il Presidente nomina il Capo del Governo e ha la possibilità di far conoscere la sua opinione sui ministri proposti da questo, ma deve tener conto necessariamente della volontà dei partiti che votano la fiducia. Il Presidente della Repubblica non può però promuovere e gestire le riforme economiche e istituzionali di cui l' Italia ha assoluto bisogno.

christine lagarde mario draghi 5

 

Draghi al Colle servirebbe soprattutto alla Lega, se questa dovesse vincere le elezioni fra due anni. Come cauzione per un Governo europeista-sovranista (sic), come sembra oggi nelle alleanze delle maggiori forze della destra italiana a livello dell' UE.

 

Draghi a Palazzo Chigi almeno fino alla fine della legislatura sarebbe invece un servizio per tutto il paese: il suo governo avrebbe già una durata superiore alla media degli esecutivi italiani e permetterebbe di proseguire il commissariamento attuale dei partiti politici che oggi lo sostengono sperando che lasci libero il posto al più presto. Il Quirinale sarebbe viceversa per Draghi una versione con Palazzo e giardino dell' adagio promoveatur ut amoveatur!

mattarella dracarys

 

Si obietterà che restando a Chigi invece di andare fra un anno al Quirinale, Draghi correrebbe il rischio per così dire di andare in pensione dalla scena politica italiana alla fine della legislatura attuale.

 

Un ragionamento su questo tema è inevitabilmente un azzardo. Ma può avere lo stesso un senso. Certo non si conoscono le intenzioni di Draghi, ma indizi crescenti possono accreditare l' idea che prenda in considerazione l' opportunità di rimanere ancora attivamente sullo scenario politico.

 

GIANCARLO GIORGETTI MATTEO SALVINI

Oltretutto, per quanto se ne dica, non si sa nemmeno che cosa potrà accadere alle elezioni del marzo 2023. I sondaggi, come sanno benissimo coloro che si occupano di questo im portante strumento di conoscenza della vita politica, sono une fotografia più o meno precisa del presente: nessun ricercatore serio può dire di sapere oggi quale sarà il comportamento degli elettori fra due anni. Sarà necessario nel migliore dei casi attendere i dati di qualche settimana prima delle elezioni.

 

mario draghi emmanuel macron 2

Si consideri che il nostro sistema politico, terremotato dalle elezioni del 2018, ha continuato sin qui a mutare rapidamente e potrebbe farlo ancor più in futuro. Il M5S, il primo partito alle ultime elezioni, ha dimezzato, oggi, il suo valore sul mercato delle intenzioni di voto. Anzi, per quel poco che se ne sa ora, non rassomiglia nemmeno più a quello delle vittorie del 13 e del 18.

 

Nuovo leader, nuovissime relazioni con l' Ue (dove però è ancora alla ricerca di una casa), e navigazione più esplicita verso il centro dello schieramento politico, un centro ancora abbastanza privo di contenuti, se non quelli conclamati dell' attenzione particolare alla sostenibilità e all' ambiente, ma inevitabilmente più istituzionale e deci samente meno descamisado, protestatario e filo gilets jaunes.

draghi merkel

 

La Lega, di nuovo piuttosto Nord che nazionale, è passata in tre anni dal 17% al 34% e oggi si colloca (nei sondaggi) attorno al 22%. Rimane il primo partito italiano, ma appare in difficoltà nel manifestare la sua identità.

 

Il Pd, con la segreteria di Letta, cambia volto, pur continuando ad essere dilaniato dai conflitti interni: vedremo nei prossimi mesi che rapporti potrà stabilire con il partito di Conte e con i gruppi che hanno lasciato il partito diretto da Zingaretti.

 

Merkel, Macron Ursula

In sostanza, per ora siamo ben lontani dal sapere come si presenterà al corpo elettorale l' offerta politica e chi ne risulterà vincente e nemmeno se, con la legge elettorale in vigore, ve ne sarà chiaramente uno.

 

Se la coalizione di destra non dovesse risultare vincente, Draghi sembra il miglior candidato a dirigere un altro governo. Lui non avrà bisogno di creare come Monti e Conte un suo partito. Potrebbe essere nuovamente chiamato a dirigere il Governo da chi penserà di non poter far meglio di lui.

vaccino a ursula von der leyen

 

In aggiunta (o, dal suo punto di vista, in alternativa) non bisogna dimenticare il quadro europeo che costituisce l' ottica dalla quale correttamente Draghi guarda alla situazione italiana. Tra l' autunno di quest' anno e la primavera del 2022 ci saranno le elezioni in Germania per il Parlamento federale e in Francia per il Presidente e per l' Assemblea Nazionale.

 

MACRON LE PEN

Le forze nazionaliste dell' Unione sperano in una vittoria di Le Pen in Francia e di Söder in Germania. Ma il cancelliere tedesco potrebbe essere il delfino di Merkel, Armin Laschet, e Macron potrebbe eccezionalmente ormai in Francia essere rieletto. Il volto dell' Unione non sarà dunque chiaro prima di un anno. Sappiamo solo che non ci sarà più Angela Merkel.

 

ARMIN LASCHET ANGELA MERKEL 2

Nelle cancellerie europee nessuno dubita che Draghi svolgerà un ruolo decisivo in seno all' Unione Europea del dopo Covid e del dopo Merkel. Da Palazzo Chigi o dalla sede della Commissione europea a Bruxelles. Se il risultato delle elezioni italiane del 2023 non significasse per lui una nuova chiamata a dirigere il governo a Roma, nel 2024 si libera il posto di presidente della Commissione.

DRAGHI MERKEL

Ultimi Dagoreport

la russa majorino schlein sala calabresi milano lupi

DAGOREPORT – SDENG! È PARTITA LA CAMPAGNA ELETTORALE PER IL SINDACO DI MILANO, IN CALENDARIO NELLA PRIMAVERA DEL 2027 (INSIEME A TORINO E ROMA, DOVE LA VITTORIA DEL CENTROSINISTRA E' DATA PER CERTA) - AFFONDATO IL CANDIDATO DELLE MELONI, CARLO FIDANZA, IL DEUS DELLA LOMBARDIA, IGNAZIO LA RUSSA, HA LANCIATO IL CIELLINO MAURIZIO LUPI, CHE PERÒ NON TROVA ANCORA L’APPOGGIO DI FORZA ITALIA BY MARINA - IL CANDIDATO PIÙ INDICATO DEL CENTROSINISTRA È L’EX DIRETTORE DI “REPUBBLICA”, MARIO CALABRESI, CHE DEVE VEDERSELA CON L’IRRIDUCIBILE TAFAZZISMO DI SCHLEIN, SALA, MAJORINO, ETC. - UN SONDAGGIO RISERVATO, FATTO PRIMA DI PASQUA, DÀ IL FIGLIO DEL COMMISSARIO CALABRESI IN LEGGERISSIMO VANTAGGIO SU LUPI: 52/48…

claudia conte piantedosi pasquale striano del deo

FLASH – FATTO LO SCOOP, GABBATA LA STORIA. PROMEMORIA PER I LETTORI: CHE FINE HANNO FATTO LE VICENDE CHE SEMBRAVANO DOVER TERREMOTARE IL PAESE, DAL CASO DEI DOSSIERAGGI ILLEGALI DI EQUALIZE ALLE RIVELAZIONI SU DEL DEO E LA SQUADRA FIORE, FINO AI DOCUMENTI NEI CASSETTI DEL FINANZIERE PASQUALE STRIANO E ALLA MAI CHIARITA RELAZIONE TRA LA PREZZEMOLONA CIOCIARA CLAUDIA CONTE E IL MINISTRO DELL’INTERNO, MATTEO PIANTEDOSI? DA BOMBE PRONTE A FAR SALTARE IN ARIA MOLTE POLTRONE, SONO DIVENTATE MICCETTE BAGNATE DI CUI SI È PERSA TRACCIA SU TUTTI I GIORNALONI…

francesco de dominicis vittorio de pedys

FLASH - NULLA ACCADE A CASO: FRANCESCO DE DOMINICIS, GIA' RESPONSABILE DELLA COMUNICAZIONE DELLA FABI, VA A GUIDARE LE RELAZIONI ESTERNE DI SIMEST, CHE SOVRINTENDE ALL'INTERNAZIONALIZZAZIONE DELLE IMPRESE ITALIANE - A VOLERLO E' STATO IL PRESIDENTE DI SIMEST, VITTORIO DE PEDYS, VICINO A FRATELLI D'ITALIA - DE DOMINICIS FU SOSPETTATO DI ESSERE LA "TALPA" DEL GAROFANI-GATE, CIOE' DI AVER SPIFFERATO A "LA VERITA'" DI BELPIETRO LE DICHIARAZIONI DI FRANCESCO GAROFANI, CONSIGLIERE DI MATTARELLA, CHE A UNA CENA PRIVATA PARLAVA DEL FUTURO DEL PD INVOCANDO UNO “SCOSSONE” (CHE “LA VERITÀ” TRASFORMO' IN UN FANTOMATICO PIANO DEL QUIRINALE CONTRO MELONI)

marco rubio giorgia meloni donald trump jd vance vaticano papa leone xiv pietro parolin

DAGOREPORT – MARCO RUBIO ATTERRERÀ GIOVEDÌ A ROMA NON TANTO IN QUALITÀ DI SEGRETARIO DI STATO AMERICANO, BENSÌ COME CANDIDATO AL DOPO TRUMP – RUBIO SA BENISSIMO CHE LA SUA CORSA ALLA CASA BIANCA È PERDUTA SENZA IL DECISIVO VOTO DEI CATTOLICI AMERICANI, CHE NON HANNO PRESO PER NIENTE BENE L’IGNOBILE GUERRA A COLPI DI INSULTI DELL’IDIOTA-IN-CAPO A PAPA LEONE – UNA VOLTA OTTENUTO DA TRUMP IL VIA LIBERA PER IMBARCARSI PER ROMA, RUBIO È RIUSCITO A STRAPPARE UN INCONTRO CON IL SUO OMOLOGO DELLA SANTA SEDE, IL CARDINALE PIETRO PAROLIN, MA IL DISCO VERDE PER UN’UDIENZA AL COSPETTO DEL TOSTISSIMO PAPA PREVOST NON C’È, PER ORA – PER L’ARRIVO DI RUBIO, L’AMBASCIATORE USA (IN VACANZA) IN ITALIA, TILMAN FERTITTA, STA ORGANIZZANDO UNA BELLA CENETTA CON I MINISTRI TAJANI E CROSETTO – PER RUBIO UN INCONTRO PREVISTO ANCHE CON LA FU “GIORGIA DEI DUE MONDI” CHE, VISTI I NEGATIVISSIMI SONDAGGI ITALIANI SUL PRESIDENTE PIÙ MENTECATTO DELLA STORIA, L’HA MOLLATO AL SUO DESTINO RINCULANDO A TESTA CHINA TRA LE BRACCIA DELL’EUROPA….

meloni giuli buttafuoco venezi biennale

DAGOREPORT! LA MELONA È INCAZZATISSIMA CON PIETRANGELO BUTTAFUOCO, PRESIDENTE DELLA BIENNALE. LA MINCHIATA DI RIAPRIRE IL PADIGLIONE RUSSO HA MESSO IN GROSSA DIFFICOLTÀ LA FU “GIORGIA DEI DUE MONDI” CON LA CORRENTE PRO-UCRAINA DEI CAMERATI D’ITALIA CAPEGGIATA DALL’EMINENZA DI PALAZZO CHIGI, GIOVANBATTISTA FAZZOLARI (CONIUGATO CON UNA SIGNORA UCRAINA) – L’UNIONE EUROPEA HA REVOCATO I DUE MILIONI DI FINANZIAMENTO ALLA RASSEGNA. E LA DUCETTA SI È RITROVATA GETTATA NEL "BUTTAFUOCO INFERNALE" DIVENTATO BANDIERA DELLA SINISTRA (ALTRO CHE ALFIERE DELL’EGEMONIA DELLA DESTRA) - LA BATOSTA PER LA DUCETTA E’ POLITICA: I SONDAGGI DANNO PERSO IL COMUNE DI VENEZIA CHE, DOPO IL CASO BEATRICE VENEZI, SI RITROVA SPUTTANATA LA SUA BIENNALE (LA CITTÀ DEL DOGE HA SEMPRE VOTATO A SINISTRA FINO ALL’ARRIVO DI BRUGNARO) - ORA CHE SI FA? ALLA VERNICE DEL 5 MAGGIO CI SARA’ ANCORA BUTTAFUOCO, CHE NON INTENDE RASSEGNARE LE DIMISSIONI. DOPO IL BUCO NELLA LAGUNA DEGLI ISPETTORI DI GIULI, A RIMUOVERE IL RIBELLE SICULO CI PENSERA', DOPO IL 5 MAGGIO, IL BUON FAZZOLARI - LA LETTERA A BUTTAFUOCO CON L'ELENCO DEGLI ARTISTI RUSSI IN CARCERE...

giorgia meloni matteo salvini antonio tajani nicole minetti carlo nordio

DAGOREPORT – DOPO IL REFERENDUM, IL DILUVIO: IL VOTO DEL 22-23 MARZO HA APERTO UNA VORAGINE CHE STA INGHIOTTENDO GLI INQUILINI DI PALAZZO CHIGI, MENTRE SI RESPIRA GIA' ARIA DI SMOBILITAZIONE NEGLI APPARATI DI STATO - OGNI GIORNO C’È UNA CADUTA D'IMMAGINE PER IL GOVERNO MELONI (DAL CASO PIANTEDOSI-CONTE A QUELLO MINETTI, DAGLI SCAZZI TRA GIULI E BUTTAFUOCO AL RIBALTONE IN MPS FINO ALLO SPIONE DEL DEO), A CUI SI AGGIUNGE L'IMPLOSIONE DI FRATELLI D'ITALIA E LA GUERRA DI LOGORAMENTO DI SALVINI E LE VELLEITÀ MODERATE DELLA NUOVA FORZA ITALIA BY MARINA BERLUSCONI – PER LA DUCETTA LA PAURA DI CROLLARE E DI FINIRE DI COLPO DALL'ALTARE ALLA POVERE, COME E' GIA' SUCCESSO PER RENZI, SALVINI, DI MAIO E CONTE, E' ALTISSIMA - A LIVELLO INTERNAZIONALE, DOPO IL “VAFFA” DI TRUMP, LA DUCETTA È ISOLATA (MERZ NON SI FA TIRARE PER LA GIACCHETTA) E NON HA PIÙ UN EURO DA SPENDERE PER LE MANCETTE PRE-ELETTORALI – SOLO L’INAZIONE DELL’OPPOSIZIONE LE PERMETTE DI STARE ANCORA INCOLLATA A PALAZZO CHIGI E, GRAZIE ALL’APPARATO MEDIATICO “FIANCHEGGIATORE”, DI “INSABBIARE” MOLTE BEGHE POLITICHE. MA GLI ITALIANI NON HANNO L’ANELLO AL NASO: SONO LORO A PAGARE 2 EURO AL LITRO IL GASOLIO…