mario draghi 3

IN DRAGHI WE TRUST - SONDAGGIO DELLA GHISLERI: SEI ITALIANI SU 10 HANNO FIDUCIA IN SUPERMARIO, EPPURE A NOVEMBRE ERANO APPENA IL 33,8% (E CONTE VIAGGIAVA ANCORA SUL 42,5% DI CONSENSO) - IL PREMIER INCARICATO PIACE ANCHE A CHI VOTA FRATELLI D'ITALIA, MENO AL M5S - QUESTA CRISI DI GOVERNO HA MANDATO NEL PALLONE GLI INDECISI, CRESCIUTI DEL 7% IN DUE MESI - MARIO MONTI AL SUO ESORDIO NEL NOVEMBRE 2011 GODEVA DELL'APPOGGIO DEL 66,8% DEGLI ITALIANI...

Alessandra Ghisleri per "La Stampa"

 

MARIO DRAGHI

Sei italiani su dieci credono in Mario Draghi. Un dato interessante che fa ancora più effetto se si pensa che a novembre erano appena il 33,8%. La fiducia è una componente sostanziale nelle nostre decisioni e determina la maggior parte delle scelte del nostro percorso di vita. È descritta come un'emozione o un sentimento, tuttavia viene definita anche come un atteggiamento, verso altri o altro o verso sé stessi. In sostanza esprimendo la nostra fiducia attribuiamo potenzialità conformi ai nostri desideri sia che possa essere presunta o di garanzia.

 

mario draghi 4

Spesso, soprattutto nei momenti più complicati, abbiamo bisogno di credere in qualcosa o in qualcuno per avere anche solo una minuscola speranza di una buona riuscita o di un successo. Così mentre ci arrovelliamo sulle alchimie politiche ci stiamo rendendo conto che abbiamo bisogno di interventi sostanziali e immediati per il Paese.

 

Lo spettacolo che la politica ci ha offerto negli ultimi mesi di certo non è parso confortante. La concertazione su ruoli, nomine, traccheggi e mercanteggiamenti non ha aiutato la stima ed il credito nei confronti dei partiti che hanno portato avanti le loro battaglie nel palazzo - e davanti alle telecamere -, mentre la gente si domandava se si rendessero conto di quanto stava accadendo nel Paese reale.

 

mario draghi 9

Uno tra i dati che confermano questo stallo risiede anche nell'aumento del partito degli "Indecisi e degli Astenuti" che nel giro di un paio di mesi è riuscito a guadagnare 7 punti in percentuale passando dal 27% al 34% proprio nel pieno della crisi politica nazionale. In questa indicazione si sono ritrovate in maggioranza le donne e gli over 65 anni residenti per la maggior parte al Sud e nelle isole.

 

Di fronte a tutto questo, le parole del presidente della Repubblica hanno tuonato forte nelle case degli italiani che si sono riconosciuti nelle angosce e nelle speranze sottolineate nelle dichiarazioni di Sergio Mattarella. Il suo appello è stato fatto a tutte le forze politiche presenti in parlamento affinché conferiscano la loro fiducia a un governo di alto profilo, indicando così una strada nuova per una ricostruzione sotto la guida - possibile - di Mario Draghi.

 

Mattarella e Mario Draghi

La chiamata di "super" Mario è stata letta dai cittadini come una garanzia di qualità per il loro futuro e quello dell'intero Paese. Un chiaro momento di responsabilizzazione - sembrerebbe a tempo - della politica per reindirizzare il destino della nazione.

In maggioranza gli elettori hanno individuato in questo intervento una chiamata per salvaguardare i sacrifici fatti dagli italiani in questo anno complicato e per quelli che verranno.

 

giuseppe conte in diretta facebook 2

L'ex presidente della Bce è stato spesso chiamato in causa soprattutto nei momenti di difficoltà del Paese, tuttavia l'indice di fiducia in quei momenti pre-crisi (10 novembre 2020 33,8%) ha sempre offerto percentuali relativamente contenute. In quei passaggi, sicuramente delicati, la fiducia degli italiani era ancora concentrata sul governo Conte che si attestava tra il 37% e il 38% e sullo stesso Giuseppe Conte con il 42,5%.

 

Con il montare della crisi anche l'indice di fiducia di Mario Draghi è cresciuto in maniera proporzionale fino ad arrivare al 62% nella rilevazione del 5 febbraio e chissà quali potranno essere ancora gli sviluppi di questa crescita. Il riconoscimento attuale nei suoi confronti è trasversale con percentuali massime tra gli elettori di tutti i partiti, anche per Fratelli d'Italia; solo i 5 Stelle si attestano intorno a valori 18 punti al di sotto della media nazionale.

 

delegazione di fratelli d italia dopo le consultazioni con draghi 2

Ad oggi Mario Draghi è identificato come una persona concreta, coerente e sicuramente rassicurante a cui il 55,4% degli italiani affiderebbe i propri risparmi. Una figura istituzionale, senza profili social, low profile, ma con un incredibile bagaglio di competenze riconosciute. In tutto questo è noto che un governo inizia il suo declino nel momento del suo giuramento, proprio perché iniziando ad amministrare si devono fare delle scelte che potranno comunque scontentare qualcuno.

 

MARIO DRAGHI MARIO MONTI

In molti hanno portato ad associare la figura di Mario Draghi a Mario Monti. È doveroso ricordare che il governo di Mario Monti al suo esordio nel novembre 2011 registrava un 64,1% di indice di fiducia e il presidente appena incaricato il 66,8%. Nel mese di febbraio 2012 l'indice di fiducia del governo era già sceso al 51,4% e quello del suo presidente al 54,5%. Al 20 luglio del 2012 le rispettive fiducie rilevavano un 36% e un 38,7% dati che pur con piccole oscillazioni si sono mantenuti fino all'esito delle elezioni politiche nazionali del 2013.

 

MARIO DRAGHI E MARIO MONTI

Tuttavia oggi, a domanda diretta, ben il 62,1% non trova ragione in questo paragone. Osservando poi i protagonisti della politica che hanno sfilato nel doppio giro di consultazioni con il presidente incaricato Mario Draghi si è registrata - tra gli elettori - ancora una volta l'impressione di una loro navigazione a vista in netto contrasto con una nuova possibile visione di Paese. Affermava Mao Zedong: «Grande è la confusione sotto il cielo quindi la situazione è eccellente!».

MARIO DRAGHIil presidente dell eurogruppo juncker a destra in una rara foto con mario draghi e mario monti aspx mario draghi a piazza affarimario draghi al meeting di rimini 1mario draghi christine lagardePapa Francesco e Mario Draghimario draghi mario draghi 3MARIO DRAGHI E SILVIO BERLUSCONIMario Draghi a Napolimario draghi SERGIO MATTARELLA MARIO DRAGHIsilvio berlusconi mario draghi MARIA SERENELLA CAPPELLO E MARIO DRAGHI Draghi e Schaeublemario draghi arriva al quirinale

Ultimi Dagoreport

fertitta meloni

"BENVENUTA A BORDO, GIORGIA!", COSÌ E STATA ACCOLTA LA PREMIER DELLA SGARBATELLA DALL’AMBASCIATORE USA A ROMA, TILMAN FERTITTA, CHE NELL’ULTIMO WEEKEND L'HA OSPITATA SUL SUO MEGA-YACHT "BOARDALK" DI 117 METRI, CHE HA GETTATO L'ANCORA ALL’ARGENTARIO DAVANTI ALL’''HOTEL PELLICANO", IMPEGNATO A COSTEGGIARE IL BELPAESE ("COASTAL DIPLOMACY", LA CHIAMA) - DOPO IL RENDEZ-VOUS, UNA VOLTA SBARCATA A PORTO ERCOLE, LA EX "GIORGIA DEI DUE MONDI" NON HA DOVUTO "IMPLORARE" PER UN SELFIE, COME AD EVIAN CON IL TRUMPONE, METTENDOSI IN SORRIDENTE POSA CON I VILLEGGIANTI - DOPO ESSERE STATA SPUTTANATA E INSULTATA VIA SOCIAL DAL SUO EX AMICO COL CIUFFO, LA CAMALEONTICA "GIGIORGIA" FORSE SPERA ANCORA DI RIALLACCIARE UN RAPPORTO COL DEMENTE DELLA CASA BIANCA AL CONVEGNO NATO DI ANKARA DEL PROSSIMO 7 LUGLIO - NEL DUBBIO DI QUALE SARA' LA REAZIONE DI TRUMP VERSO DI LEI (BUFFETTO O SCHIAFFETTO?), LA DUCETTA AZZOPPATA È STATA BEN ATTENTA A NON FAR SAPERE ALLE GAZZETTE DEL SUO INCONTRO CON FERTITTA - LA SMENTITA DI PALAZZO CHIGI: "MELONI NON È STATA SULLO YACHT DI FERTITTA. NOTIZIA INVENTATA"

mark rutte giorgia meloni donald trump giuseppe conte

DAGOREPORT - L’ITALIA È ENTRATA (A SUA INSAPUTA) NEL CONFLITTO USA-IRAN? - AL SEGRETARIO GENERALE DELLA NATO, MARK RUTTE, CHE HA SPIFFERATO A TRUMP CHE “CINQUECENTO AEREI AMERICANI SONO DECOLLATI DALLA BASE DI SIGONELLA” (DI CUI L'ITALIA HA LA PIENA SOVRANITÀ TERRITORIALE), MELONI HA RISPOSTO NEGANDO SECCAMENTE LA PARTECIPAZIONE DEL BELPAESE AL CONFLITTO - OVVIAMENTE, UNO DEI DUE MENTE: RUTTE O MELONI? - IN SOCCORSO DI "GIGIORGIA", ARRIVA IL RETROSCENISTA DEL ‘’CORRIERE’’, FRANCESCO VERDERAMI: “LA PROVA CHE RUTTE HA DICHIARATO IL FALSO È IL ROTTAME DI UN DRONE DELL’AERONAUTICA CHE GIACE IN KUWAIT” - FORSE IGNARO CHE UNO STATO PARTECIPA A UNA GUERRA ANCHE SENZA FAR ALZARE IN VOLO DRONI MA SUPPORTANDO ATTIVITÀ MILITARI, DOPO IL "FALSARIO" RUTTE, VERDERAMI PASSA A GIUSEPPE CONTE, REO DI ACCUSARE MELONI DI AVER VIOLATO L'ART. 78 DELLA COSTITUZIONE: “ERA IL 2020, LE BASI ITALIANE NON FURONO UTILIZZATE SOLO PER LA LOGISTICA, MA ANCHE PER MISSIONI NON AUTORIZZATE NÉ DALL’ONU NÉ DALLA NATO: IN SIRIA E IN LIBIA”. E CHIUDE: “ALLORA A WASHINGTON C’ERA SEMPRE TRUMP E A GERUSALEMME C’ERA SEMPRE NETANYAHU. A ROMA INVECE C’ERA CONTE” - IL SERVIZIEVOLE RUTTE HA SPUTTANATO COSÌ PESANTEMENTE MELONI PER SALVARSI LA SUA POLTRONA NATO DAL TRUMP IRACONDO…

giorgia meloni marina berlusconi matteo salvini antonio tajani roberto vannacci sergio mattarella

DAGOREPORT- SONDAGGIO DOPO SONDAGGIO, SONO MOLTI GLI ANALISTI CHE LO DANNO PER CERTO: L’IRRUZIONE SULLA SCENA POLITICA DI ROBERTO VANNACCI E DELLA SUA ‘’SPORCA DOZZINA”, ALTRIMENTI DETTA FUTURO NAZIONALE, NON È UN FUOCO DI PAGLIA, NON È UNA CARICATURA, NON È UN MERO FENOMENO DI PASSAGGIO DESTINATO A BALLARE UNA SOLA ESTATE - SE VA AVANTI COSÌ, GUADAGNANDO 1 PUNTO OGNI 15 GIORNI, A SETTEMBRE VANNACCI SOTTERRERÀ NON SOLO LA LEGA, SPROFONDATA AL 5/6%, MA ANCHE FORZA ITALIA, GALLEGGIANTE AL 7/8% - A QUEL PUNTO, CON I DUE ALLEATI IN STATO COMATOSO, RIUSCIRÀ GIORGIA MELONI, COL SUO 28%, AD OTTENERE IL 42% DEI CONSENSI, COME VUOLE LA NUOVA LEGGE ELETTORALE TARGATA CENTRODESTRA, SENZA IMBARCARE ANCHE L’ULTRA-DESTRA DI FUTURO NAZIONALE? - MA IN TAL CASO, L'USCITA DI FORZA ITALIA BY MARINA DALLA COALIZIONE, PER TOTALE INCOMPATIBILITÀ COL “MONDO AL CONTRARIO”, OMOFOBO E RAZZISTA, DI VANNACCI, VIENE DATA PIÙ CHE PROBABILE...

giorgia meloni roberto vannacci pedro sanchez paolo mieli donald trump

DAGOREPORT - ALLA SCAZZO COATTO, SEGUIRA' VENDETTA, TREMENDA VENDETTA DEL TRUMPONE? QUANTO RISCHIA "GIGIORGIA" PER AVER PRESO IN GIRO, CON SORRISI E PROMESSE, IL DISTURBATO MENTALE DELLA CASA BIANCA? – PAOLINO MIELI NE E' CERTO: “A MELONI VERRÀ PRESENTATO IL CONTO. FARANNO L’IMPOSSIBILE PER FARLE PERDERE LE ELEZIONI, PER SPUTTANARLA” – “USERANNO ANCHE VANNACCI. LO POSSONO ALIMENTARE, DA UNA PARTE GLI AMERICANI, DA UNA PARTE PUTIN. LO POSSONO GONFIARE, DANDOGLI AUTOREVOLEZZA” –  PER CAPIRE QUANTO È “VENDI-CATTIVO” TRUMP, BASTA GUARDARE COSA È SUCCESSO A PEDRO SANCHEZ: PRIMA È SBUCATO UN DOSSIER PER CORRUZIONE SUL SUO “PADRINO” ZAPATERO. POI È ARRIVATO IL RINVIO A GIUDIZIO PER LA MOGLIE DEL PREMIER SPAGNOLO… - VIDEO

domenico centrone leonarda alberizia giovanni caravelli meloni nordio bartolozzi almasri mantovano

DAGOREPORT – CHE CURIOSA COINCIDENZA: IERI LE AUTORITÀ LIBICHE HANNO LIBERATO IMPROVVISAMENTE I DUE ATTIVISTI DELLA FLOTILLA, LEONARDA ALBERIZIA E DOMENICO CENTRONE, INGABBIATI DA UN MESE - E CHI ERA ATTERRATO IN LIBIA NEI GIORNI SCORSI, UFFICIALMENTE PER UN INCONTRO “ISTITUZIONALE” CON IL PREMIER DI TRIPOLI, ABDULHAMID DABAIBA? GIOVANNI CARAVELLI, DIRETTORE DELL’AISE, I SERVIZI SEGRETI ESTERI ITALIANI, UNO DEI PROTAGONISTI DEL CASO ALMASRI, IL TORTURATORE LIBICO ARRESTATO IN ITALIA CHE, MALGRADO FOSSE INSEGUITO DA UN MANDATO DI CATTURA INTERNAZIONALE, FU COMODAMENTE RIACCOMPAGNATO A TRIPOLI A BORDO DI UN JET DELL'INTELLIGENCE – QUESTA VOLTA, LA MATASSA CHE CARAVELLI AVEVA DA SBROGLIARE IN LIBIA ERA LA SCARCERAZIONE DEI DUE FLOTILLEROS? - CONOSCENDO GLI USI E GLI ABUSI DELLE TRIBU' LIBICHE ("PAGARE MONETA, VEDERE CAMMELLO"), CHISSA' QUANTO SARA' COSTATO AL GOVERNO MELONI RIPORTARE A CASA I DUE ATTIVISTI... - VIDEO